A Toronto un poliziotto ha pensato "bene" di accostare lo stupro all'abbigliamento da "puttane" delle donne. In Canada, ma anche in altre parti del mondo, queste ultime sono scese in piazza organizzando le cosiddete "slut walk", letteralmente "camminate dell puttane", denunciando l'ignominia di un ragionamento maschilista e sessuofobo per cui qualunque donna che non sia una schiava munita di burqa, che sceglie di uscire di casa e (che squallore!) di avere la vita sessuale che meglio le aggrada sia solo una puttana e meriti di essere stuprata.
In Italia siamo pieni di monsignori (che di "signori" hanno ben poco) che non fanno che proporre in tutte le salse questa mentalità aberrante, oltre che svilire e disprezzare la femminilità non collegata con l'essere madre alle condizioni che dicono loro in ogni modo possibile e immaginabile, di programmi TV che mostrano la donna come oggetto e siamo immersi in un silenzio pressoché tombale sulle questioni di genere. La mentalità del "se l'è cercata" e della lotta "ragazze serie contro puttane" penetra in noi ogni giorno di più, trovando sempre più spazio nel nostro DNA culturale, sempre che da esso se ne sia mai andata.
E le donne italiane dove sono? Nei bar e dal parrucchiere, a discutere di come sia troia quella là, di quanto sia disgustoso vedere ragazzine con le minigonne così corte, di come l'ultima vittima di stupro in realtà se la sia cercata, perchè "ai tempi di mia nonna non si poteva andare in giro così e queste cose non succedevano, o meglio, succedevano lo stesso, ma solo alle poco di buono o a quelle che si sposavano e poi non volevano adempiere ai loro doveri coniugali, 'chè allora c'aveva ragione pure il marito".
E intanto ci portano via la nostra sessualità e la nostra identità senza che muova foglia.
La domanda sorge spontanea: possiamo, gentilmente, reagire tutte insieme prima che ci mettano il burqa o dobbiamo continuare a farci la guerra tra di noi mentre il nemico avanza, semina discordia è fa il beato C4220 che gli pare?
"L'importanza di Freud per il nostro tempo risale in larga misura nel fatto che egli ha saputo vedere e, in gran parte, dimostrare come la persona comune sia un brandello, contratto e disseccato, di come la persona può essere " - R. D. Laing
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PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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mercoledì 13 luglio 2011
Cosa aspettiamo a reagire?
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Posizione sconosciuta.
La madre delle scempiaggini
C'è una legge di natura per cui la repressione sessuale sovente è madre di idee che, se non son proprio malate, di certo non stanno molto bene.
C'è un luogo comune per cui facendo un uso eccessivo dell'autostimolazione la vista ne soffra notevolmente.
Tutto ciò spiega come sia possibile che un considerevole numero di cattopirla, compresi quelli che siedono ai piani alti della piramide sociale e si presuppone siano parecchio istruiti (ripeto: si presuppone...), riesca a definirsi liberale e contemporaneamente a concepire e rendere legge il principio per cui la vita dell'individuo non appartiene più allo stesso, bensì a un'entità superiore, senza vedere non solo l'abominio, ma anche la contraddizione di tutto ciò.
Solo tenendo conto delle leggi di cui sopra si può comprendere come queste persone possano pronunciarsi contrari rispetto all'imposizione coatta di un'idea a tutti e successivamente plaudire all'eliminazione della possibilità di scelta del singolo su se stesso in base alle sue convinzioni, come sia possibile proclamarsi antifascisti e sdoganare per legge un inutile appropriarsi da parte dello Stato della vita del singolo in base a nient'altro che ad un principio etico non condiviso da tutti che è l'anticamera del fascismo, se non già il fascismo stesso.
Solo così si può spiegare come chi si proclama europeista quando c'è da far sputar sangue ai lavoratori si arrocchi riguardo a libertà morali individuali e temi etici su posizioni così medioevali da farci apparire al resto del continente come qualche strano tipo di bestia rara.
Non comprendo come possa una persona non vedere che la legge appena approvata alla Camera non è fatta per lasciare ai cattolici di essere lasciati in vita in tutti modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi finchè "naturale" dipartita non sopraggiunga, bensì per impedire a tutti gli altri, che son tanti (se non la maggioranza, vista la coerenza di una cospicua fetta di popolino cattoitaliota), di scegliere di non soffrire più inutilmente.
In quest'ultimo caso, però, la spiegazione è evidente: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Mentre tutti mettono la testa sotto la sabbia, il cetriolo volante gira, gira e si va posare sempre nello stesso "hangar": quello di chi non sta bene.
Non sarebbe meglio, invece, che suddetto ortaggio vada a posarsi nei pressi dei "simpatici" personaggi che partoriscono certe uscite? Magari un po'di soddisfazione sessuale migliora la situazione (e non solo a loro...).
C'è un luogo comune per cui facendo un uso eccessivo dell'autostimolazione la vista ne soffra notevolmente.
Tutto ciò spiega come sia possibile che un considerevole numero di cattopirla, compresi quelli che siedono ai piani alti della piramide sociale e si presuppone siano parecchio istruiti (ripeto: si presuppone...), riesca a definirsi liberale e contemporaneamente a concepire e rendere legge il principio per cui la vita dell'individuo non appartiene più allo stesso, bensì a un'entità superiore, senza vedere non solo l'abominio, ma anche la contraddizione di tutto ciò.
Solo tenendo conto delle leggi di cui sopra si può comprendere come queste persone possano pronunciarsi contrari rispetto all'imposizione coatta di un'idea a tutti e successivamente plaudire all'eliminazione della possibilità di scelta del singolo su se stesso in base alle sue convinzioni, come sia possibile proclamarsi antifascisti e sdoganare per legge un inutile appropriarsi da parte dello Stato della vita del singolo in base a nient'altro che ad un principio etico non condiviso da tutti che è l'anticamera del fascismo, se non già il fascismo stesso.
Solo così si può spiegare come chi si proclama europeista quando c'è da far sputar sangue ai lavoratori si arrocchi riguardo a libertà morali individuali e temi etici su posizioni così medioevali da farci apparire al resto del continente come qualche strano tipo di bestia rara.
Non comprendo come possa una persona non vedere che la legge appena approvata alla Camera non è fatta per lasciare ai cattolici di essere lasciati in vita in tutti modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi finchè "naturale" dipartita non sopraggiunga, bensì per impedire a tutti gli altri, che son tanti (se non la maggioranza, vista la coerenza di una cospicua fetta di popolino cattoitaliota), di scegliere di non soffrire più inutilmente.
In quest'ultimo caso, però, la spiegazione è evidente: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Mentre tutti mettono la testa sotto la sabbia, il cetriolo volante gira, gira e si va posare sempre nello stesso "hangar": quello di chi non sta bene.
Non sarebbe meglio, invece, che suddetto ortaggio vada a posarsi nei pressi dei "simpatici" personaggi che partoriscono certe uscite? Magari un po'di soddisfazione sessuale migliora la situazione (e non solo a loro...).
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Posizione sconosciuta.
lunedì 23 maggio 2011
Un vicino troppo rumoroso
Chiunque abbia un vicino musicista o amante delle feste sa bene di cosa parlo: certe volte il chiasso proveniente dai locali circostanti si fa talmente insopportabile da impedire qualunque possibilità di dormire o concentrarsi su qualsivoglia attività si stia svolgendo. Supponiamo che una persona che debba fare qualcosa di particolarmente importante oppure non si senta molto bene ed abbia bisogno di riposo si rivolga al vicino rumoroso e gli chieda gentilmente di smettere, esponendo garbatamente il suo problema, e si senta rispondere che non deve rompere le scatole, in un ribaltamento a dir poco paradossale. Qualunque persona di buon senso, a questo punto, chiamerebbe le forze dell'ordine affinchè si occupino di far rispettare le regole sull'inquinamento acustico al dirimpettaio.
Nel condominio Italia ci sono degli inquilini che fanno davvero parecchio casino. Abitano in un appartamentino piccolo piccolo, anche se hanno seconde e terze case sparse qua e là. Le persone che occupano quella casa non sono molte, ma abbastanza da formare diverse band che suonano a tutte le ore del giorno e della notte la stessa musica, dai testi violenti, anche verso alcuni inquilini, e dai toni cupi ed inquietanti: gli Slayer al confronto sembrano il coro dell'Antoniano! Le loro canzoni, che avendo amplificatori molto potenti sono sempre sparate a volume altissimo, creano problemi un po'a tutti, in particolare alle donne, che trovano difficoltà a fare qualunque cosa che non siano le faccende di casa. Quella del secondo piano, che ha deciso di abortire sta prendendo tutto questo particolarmente male: sta già attraversando un periodo abbastanza difficile per i fatti suoi senza la necessità di essere molestata continuamente da quel frastuono. La maggior parte delle coppie del condominio lamenta perfino problemi a fare sesso: in quelle condizioni è davvero quasi impossibile. Il signore che abita accanto a loro vorrebbe chiedere al suo compagno di trasferirsi da lui, ma non può: le band hanno minacciato di andare a suonare nella tromba delle scale, peggiorando l'inquinamento acustico, in quest'eventualità. Chi non ama quel genere ormai è frustrato al limite di esplodere: oltre a vedersi invaso e disturbato l'ambiente domestico da quello che per lui è un fracasso insopportabile, non può nemmeno vendicarsi alzando le casse al massimo e diffondendo la sua musica preferita, essendo il suo impianto molto meno potente e rischiando oltretutto di beccarsi una denuncia. Ci si aspetterebbe che, sic stantibus rebus, quest'ultima piovesse sulla testa degli inquilini inquinanti, o quantomeno l'amministratore prendesse provvedimenti, ma essendo loro fan è molto ben disposto nei loro confronti, tanto da esaudire praticamente ogni loro desiderio, non ultimo quello di aver addebitato ai condomini un impianto di amplificazione che rende le loro prove ascoltabili da tutto il palazzo come se fossero a suonare ad ogni piano. L'ultima loro pretesa è stata di obbligare de facto ogni condomino ad appendere un loro poster alle pareti, senza che ciò però fosse espressamente scritto nel regolamento condominiale. L'amministratore, manco a dirlo, l'ha trovata un'ottima idea e si è preoccupato personalmente che i cartelloni si trovassero in ogni casa. Per qualcuno questo è stato troppo: sono arrivate le denunce alla caserma Europa ed i suoi occupanti hanno fatto un sopralluogo per vedere com'era la situazione. Dapprima hanno detto che era una violazione delle regole, che ciò non stava nè in cielo nè in terra, ma hanno fatto presto a cambiare idea e decidere che non c'era niente che non andasse nell'iniziativa della band: nel regolamento condominiale la norma non era inserita, inoltre non si capiva che male potesse fare un poster appeso al muro, se non staccato ed utilizzato come oggetto contundente. Poco importano i giusti musicali di chi abita la casa, ancor meno importa se quei ragazzotti scalmanati insultano i proprietari di quell'abitazione: dato che i carabinieri han stabilito che non c'è violazione, l'amministratore ha deciso che ogni condomino deve decidere se tenersi l'effige dei suoi molestatori oppure venir sfrattato. Se voi abitaste in un condominio come questo non avreste già mandato a quel paese l'amministratore e sbattuto via i casinisti a calci nel sedere? In caso affermativo, per qual motivo abbiamo ancora in casa Berlusconi e il Vaticano?
Nel condominio Italia ci sono degli inquilini che fanno davvero parecchio casino. Abitano in un appartamentino piccolo piccolo, anche se hanno seconde e terze case sparse qua e là. Le persone che occupano quella casa non sono molte, ma abbastanza da formare diverse band che suonano a tutte le ore del giorno e della notte la stessa musica, dai testi violenti, anche verso alcuni inquilini, e dai toni cupi ed inquietanti: gli Slayer al confronto sembrano il coro dell'Antoniano! Le loro canzoni, che avendo amplificatori molto potenti sono sempre sparate a volume altissimo, creano problemi un po'a tutti, in particolare alle donne, che trovano difficoltà a fare qualunque cosa che non siano le faccende di casa. Quella del secondo piano, che ha deciso di abortire sta prendendo tutto questo particolarmente male: sta già attraversando un periodo abbastanza difficile per i fatti suoi senza la necessità di essere molestata continuamente da quel frastuono. La maggior parte delle coppie del condominio lamenta perfino problemi a fare sesso: in quelle condizioni è davvero quasi impossibile. Il signore che abita accanto a loro vorrebbe chiedere al suo compagno di trasferirsi da lui, ma non può: le band hanno minacciato di andare a suonare nella tromba delle scale, peggiorando l'inquinamento acustico, in quest'eventualità. Chi non ama quel genere ormai è frustrato al limite di esplodere: oltre a vedersi invaso e disturbato l'ambiente domestico da quello che per lui è un fracasso insopportabile, non può nemmeno vendicarsi alzando le casse al massimo e diffondendo la sua musica preferita, essendo il suo impianto molto meno potente e rischiando oltretutto di beccarsi una denuncia. Ci si aspetterebbe che, sic stantibus rebus, quest'ultima piovesse sulla testa degli inquilini inquinanti, o quantomeno l'amministratore prendesse provvedimenti, ma essendo loro fan è molto ben disposto nei loro confronti, tanto da esaudire praticamente ogni loro desiderio, non ultimo quello di aver addebitato ai condomini un impianto di amplificazione che rende le loro prove ascoltabili da tutto il palazzo come se fossero a suonare ad ogni piano. L'ultima loro pretesa è stata di obbligare de facto ogni condomino ad appendere un loro poster alle pareti, senza che ciò però fosse espressamente scritto nel regolamento condominiale. L'amministratore, manco a dirlo, l'ha trovata un'ottima idea e si è preoccupato personalmente che i cartelloni si trovassero in ogni casa. Per qualcuno questo è stato troppo: sono arrivate le denunce alla caserma Europa ed i suoi occupanti hanno fatto un sopralluogo per vedere com'era la situazione. Dapprima hanno detto che era una violazione delle regole, che ciò non stava nè in cielo nè in terra, ma hanno fatto presto a cambiare idea e decidere che non c'era niente che non andasse nell'iniziativa della band: nel regolamento condominiale la norma non era inserita, inoltre non si capiva che male potesse fare un poster appeso al muro, se non staccato ed utilizzato come oggetto contundente. Poco importano i giusti musicali di chi abita la casa, ancor meno importa se quei ragazzotti scalmanati insultano i proprietari di quell'abitazione: dato che i carabinieri han stabilito che non c'è violazione, l'amministratore ha deciso che ogni condomino deve decidere se tenersi l'effige dei suoi molestatori oppure venir sfrattato. Se voi abitaste in un condominio come questo non avreste già mandato a quel paese l'amministratore e sbattuto via i casinisti a calci nel sedere? In caso affermativo, per qual motivo abbiamo ancora in casa Berlusconi e il Vaticano?
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giovedì 7 aprile 2011
Tollerare gli intolleranti
Sui bus inglesi è partita una campagna contro l'islamofobia. "I musulmani per la lealtà, la pace e la libertà", recita.
Non ho nulla contro i musulmani in più rispetto a quanto ne abbia verso le altre religioni e sette varie esistenti sul globo terracqueo. Accostare quelle tre parole non solo all'Islam, ma a qualsiasi culto religioso, mi sembra un ossimoro che insulta la nostra razionalità: le religioni predicano di possedere l'unico metodo di comportamento valido e la discriminazione di chi non lo segue, chi è moderato lo è per integrazione del mosaico logico di tipo religioso con tasselli provenineti, per esempio, dall'illuminismo, o banalmente dalle sue capacità empatica. Al posto di chi ha accettato la campagna avrei di certo fatto altrettanto, soprattutto in cui le pagine di cronaca nera sono costellate di episodi di violenza ai danni delle minoranze, ma mi piacerebbe molto che qualcuno si occupasse anche, e soprattutto, dalle categorie discriminate da tutte le varie religioni, più anche qualche laico: donne, omosessuali, atei.
Le prime sono perennemente considerate macchine da riproduzione, gente senza diritti, diavoli tentatori. Alcuni culti, tra i quali i leali, pacifici e liberi musulmani, le segregano sotto pesanti veli, altri mettono loro un burqa ideologico, che impedisce loro di vivere e ribellarsi. Chi ha il coraggio di toglierselo è una "troia", una reietta, un'emarginata, che paga a caro prezzo la sua libertà (e se invece prende sul serio i quattrini per fare sesso, oltre che ad arricchirsi va a finire in Parlamento, ma questa è un'altra storia....).
I secondi, invece, si trovano a lottare ogni giorno contro lo stereotipo di persone contro natura, senza sentimenti, che si farebbero qualunque persona del loro stesso sesso basta che respiri. Se sono donne, poi, non hanno alcuna visibilità. In molti Paesi, compreso il nostro, le loro unioni non hanno nessun riconoscimento, pur pagando le tasse come gli altri. In altri, alcuni dei quali musulmani, essi vengono sottoposti al carcere o addirittura alla pena di morte per la sola colpa di amare. L'ONU propone una depenalizzazione per far sì che ciò non avvenga più, il Vaticano vota contro. Questa volta cattolici e musulmani vanno d'accordo, altro che Lepanto!
Quanto ai terzi, non fanno che incassare colpi da tutte le religioni, nessuna esclusa. È gente che non vede, priva di morale e di umanità, che prova "godimento" a sputtanare la vera fede diffondendo tutte le porcate che la suddetta fa. Le religioni lottano tra loro, tutte contro tutte, ma si coalizzano quando si tratta di dar addosso ai non credenti, de facto costretti a subire riti religiosi in tutte le salse. In Italia, poi, si sta diffondendo una strana concezione della laicità dello Stato per cui se ti batti per essa contro lo strapotere della Chiesa cattolica allora vuoi favorire gli islamici, non montare le barricate affinché nessuno, né questi né quelli, possa interferire con la vita politica nel Paese.
Sono una persona tollerante ma non posso tollerare la violenza, fisica o psicologica che sia, pertanto comprendo l'iniziativa della comunità islamica inglese e disprezzo profondamente chi fa del male a un altro per il solo motivo che è diverso, ma proprio per quest'ultimo motivo non posso strizzare l'occhio ed alzare il pollice in su. Sono una "vittima" di quella citazione del destrorso Karl Popper: "Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti"
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giovedì 10 marzo 2011
Paese che vai, religione che trovi
Molti dei "nostri simpatici amici" cattolici hanno sovente un atteggiamento snob nei confronti delle altre religioni, che guardano dall'alto della loro presunta superiorità occidentale. Quando si parla di buddhismo, ad esempio, essi tendono a snobbarlo come una stupidaggine new age che va tanto di moda tra i giovani che hanno perso la "retta via" della vera religione, nonché una follia che poteva uscir fuori solo in realtà arretrate e piene di pazzi come quelle dell'Oriente. Quel dio con la pancia (poco importa se il Buddha non è considerato tale), poi, tende a farli tanto ridere.
A parer mio questa religione o filosofia che sia non è nient'altro che una marca di oppio per il popolo differente da quella che gira qui, pertanto non mi stupisco di notare come le leggi per quanto concerne cibo, sesso e condizione della donna non siano sovente troppo diverse da quelle dei nostri amici qua presenti. Soffro dello stesso nodo allo stomaco quando vedo il Papa coperto di gioielli tra le persone che muoiono di fame e i Buddha d'oro nei Paesi del terzo mondo e non penso che una setta cristiana sia più o meno pericolosa di una buddhista o di una psicosetta indipendente dalla religione.
Qualunque cosa che prenda per il sedere la gente a vantaggio dei pochi pari è, non importa da dove venga nè chi la segua. Mi domando però se i "credini" hanno saputo che oggi il Dalai Lama ha presentato le dimissioni da capo temporale del Tibet in favore di qualcuno eletto dal Parlamento, al momento in esilio in India essendo il Paese occupato, dichiarando come motivazione il bene del popolo tibetano nel lungo periodo.
Il pastore tedesco che sta in Vaticano, invece, si tiene stretto il potere temporale con le unghie e con i denti e, pur avendo uno Stato molto più piccolo del Tibet a cui non ha nemmeno tentato di dare la parvenza di una democrazia, tenta di occupare noi, pretendendo che in Italia (e possibilmente nel mondo intero) si faccia quello che dice lui e vigano le leggi che vuole lui.
Appare chiaro anche al più incallito dei tifosi che in questo momento ad una gara di democrazia, o meglio a chi mimetizza di più la dittatura, non arriveremmo di certo primi e probabilmente taglieremmo il traguardo a marcia indietro, alla faccia della superiorità occidentale.
Come dice quel meme di Internet: Dov'è il vostro Dio adesso?
A parer mio questa religione o filosofia che sia non è nient'altro che una marca di oppio per il popolo differente da quella che gira qui, pertanto non mi stupisco di notare come le leggi per quanto concerne cibo, sesso e condizione della donna non siano sovente troppo diverse da quelle dei nostri amici qua presenti. Soffro dello stesso nodo allo stomaco quando vedo il Papa coperto di gioielli tra le persone che muoiono di fame e i Buddha d'oro nei Paesi del terzo mondo e non penso che una setta cristiana sia più o meno pericolosa di una buddhista o di una psicosetta indipendente dalla religione.
Qualunque cosa che prenda per il sedere la gente a vantaggio dei pochi pari è, non importa da dove venga nè chi la segua. Mi domando però se i "credini" hanno saputo che oggi il Dalai Lama ha presentato le dimissioni da capo temporale del Tibet in favore di qualcuno eletto dal Parlamento, al momento in esilio in India essendo il Paese occupato, dichiarando come motivazione il bene del popolo tibetano nel lungo periodo.
Il pastore tedesco che sta in Vaticano, invece, si tiene stretto il potere temporale con le unghie e con i denti e, pur avendo uno Stato molto più piccolo del Tibet a cui non ha nemmeno tentato di dare la parvenza di una democrazia, tenta di occupare noi, pretendendo che in Italia (e possibilmente nel mondo intero) si faccia quello che dice lui e vigano le leggi che vuole lui.
Appare chiaro anche al più incallito dei tifosi che in questo momento ad una gara di democrazia, o meglio a chi mimetizza di più la dittatura, non arriveremmo di certo primi e probabilmente taglieremmo il traguardo a marcia indietro, alla faccia della superiorità occidentale.
Come dice quel meme di Internet: Dov'è il vostro Dio adesso?
martedì 1 marzo 2011
Lasciate che i bambini vengano a me (ma anche no)
Ultimamente non passa giorno né passa notte senza che si legga di abusi da parte di sacerdoti cattolici a danno di minori. Vi sono stati casi eclatanti all'estero, come quelli avvenuti in Germania, ma anche e soprattutto in Italia. Penso che ormai non vi sia luogo d'Italia accanto al quale non vi sia stato almeno un caso. Anche il ponente ligure, che non è esattamente il Bronx, pare non essere rimasto immune da questo genere di episodi. È di un paio di settimane fa la notizia che un parroco di Alassio è stato condannato a sette anni ed otto mesi per molestie su una chierichietta undicenne.Non dimentichiamo poi le accuse rivolte da Francesco Zanardi nei confronti di un prete della diocesi di Savona.
LA maggior parte dei genitori è molto protettiva verso i propri figli e si preoccupa dei posti e delle persone che essi frequentano, domandandosi se sono sicuri per la loro incolumità fisica e psicologica. "Non andare là che ti portano via" oppure "non giocare con quel bambino che è cattivo" sono frasi che si sentono frequentemente da parte del genitore medio.
Con questo continuo grandinare di casi in ogni dove mi domando come sia possibile che esistano genitori che continuano a portar loro i propri figli in chiesa. Non hanno paura che possa accadere qualcosa alla prole frequentando l'oratorio? Il senso di fiducia in un'istituzione che ha ampiamente dato prova di essere marcia è ancora così forte da far tacere nella testa della gente ogni dubbio seppur supportato dai fatti? Non viene in mente a nessuno di loro che una filosofia che cresce in seno così tanti pedofili forse non è così sana da permetterle di inculcarsi nella testa dei propri figli?
Ai posteri l'ardua sentenza: o si ritroveranno senza fedeli o tutto questo sistema continuerà ad andare avanti e produrre mele marce indisturbato.
Come scriveva Lucrezio, tantum religio potuit suadere malorum.
LA maggior parte dei genitori è molto protettiva verso i propri figli e si preoccupa dei posti e delle persone che essi frequentano, domandandosi se sono sicuri per la loro incolumità fisica e psicologica. "Non andare là che ti portano via" oppure "non giocare con quel bambino che è cattivo" sono frasi che si sentono frequentemente da parte del genitore medio.
Con questo continuo grandinare di casi in ogni dove mi domando come sia possibile che esistano genitori che continuano a portar loro i propri figli in chiesa. Non hanno paura che possa accadere qualcosa alla prole frequentando l'oratorio? Il senso di fiducia in un'istituzione che ha ampiamente dato prova di essere marcia è ancora così forte da far tacere nella testa della gente ogni dubbio seppur supportato dai fatti? Non viene in mente a nessuno di loro che una filosofia che cresce in seno così tanti pedofili forse non è così sana da permetterle di inculcarsi nella testa dei propri figli?
Ai posteri l'ardua sentenza: o si ritroveranno senza fedeli o tutto questo sistema continuerà ad andare avanti e produrre mele marce indisturbato.
Come scriveva Lucrezio, tantum religio potuit suadere malorum.
venerdì 31 dicembre 2010
Cibo e sesso nei 10 comandamenti
Si sente spesso ripetere (e io stessa lo ribadisco abbastanza di frequente) che gli dei delle religioni siano dei maxi padri che controllano l'uomo mediante la regolamentazione dei bisogni fondamentali, cibo e sesso. A conferma di questo mio tormentone ho pensato di portare nientepopodimenochè i dieci comandamenti, quelli attualmente insegnati dalla "santa" Chiesa Cattolica Apostolica Romana (e non quelli della Bibbia, che sono un po'diversi. Li riscrivo, nel caso qualcuno li avesse dimenticati (per sicurezza prendo la versione mnemonica di Wikipedia, anche se purtroppo li ricordo). Essi sono considerati la sintesi dei principali comportamenti da tenere da parte dei credenti, quindi nella maggior parte di essi devono esserci riferimenti all'autorità o al controllo di uno dei bisogni di cui sopra. Vediamo un po'....
Non avrai altro Dio al di fuori di me.
(quindi mi devi rispettare, perchè io ho potere su di te come se fossi un padre, e quindi devi fare quello che ti dico io)
Non nominare il nome di Dio invano.
(perchè se non mi faccio rispettare poi perdo l'autorità e poi non fai più quello che ti dico io)
Ricordati di santificare le feste.
(quindi mi devi rispettare, perchè io ho potere su di te come se fossi un padre, e quindi devi fare quello che ti dico io)
Non nominare il nome di Dio invano.
(perchè se non mi faccio rispettare poi perdo l'autorità e poi non fai più quello che ti dico io)
Ricordati di santificare le feste.
(devi considerarmi un essere da adorare se no non fai più quello che ti dico io)
Onora il padre e la madre.
Onora il padre e la madre.
(perché sono loro, e l'autorità in senso esteso - come guarda caso è sempre interpretato questo comandamento- che mi hanno messo lì, e la mia funzione è quella di prendermi autorevolezza e venerazione e poi trasferirla a loro... in poche parole, è come con Babbo Natale: siamo la stessa persona... ah, un'altra cosa: per esperienza personale, quali sono le cose su cui il padre e la madre "rompono" più spesso -specie con le figlie femmine-?)
Non uccidere.
Non uccidere.
(Va beh, dobbiamo starci tutti a questo mondo e poi dobbiamo rispettarci... già che ci sono, metto il culo al riparo a chi mi ha creato, sai com'è, nel caso qualcuno scopra l'inculat...ehm, la fregatura ed abbia l'ignobile reazione di farli a fettine.... però/infatti il "non uccidere" nella Bibbia vale a senso unico, visti tutti i tizi che ammazzano/fanno ammazzare i profeti ed i sacerdoti)
Non commettere atti impuri.
Non commettere atti impuri.
(eccola qua! Trombare come e quando ti dico io, eh!)
Non rubare.
Non rubare.
(beh, anche qui rubare non va bene, quindi mi raccomando, se hai fame e quelli che stanno mangiando hanno prima rubato a te dicendo che io esistevo e dovevi farmi le offerte perché ho creato tutto ma col cibo e i soldi son un po'negato -ah ecco, a proposito, che c'hai mica qualche figlia da darmi, 'chè non so perché le bagasce mi escon tutte senza la ...emh... parte che mi serve, please?-, tieniti la fame e taci)
Non dire falsa testimonianza.
Non dire falsa testimonianza.
(anche qui, dire le bugie non va bene, posson dirle solo i sovrani per controllare voi usando me come tramite)Non desiderare la donna d'altri.
(le persone sono proprietà privata, soprattutto le donne, che sono inferiori e sono il demonio, e quindi il sesso con loro non si può fare)
Non desiderare la roba d'altri.
Non desiderare la roba d'altri.
(e quindi non desiderare il loro cibo, se quello ne ha da buttar via e tu fai la fame non ti ribellare, se no sei solo invidioso)
Direi che ad occhio e croce, facendo le somme, abbiamo quattro regole per stabilire una relazione d'autorità, alcune regole di vivere civile (ma che a quanto pare sono come quei vicoletti stretti di campagna e le cotte degli emo: a senso unico) e sì, proprio quello che cercavamo, riferimenti al controllo del cibo e del sesso. L'autorità sta sul piedistallo, l'autorità comanda, l'autorità ti controlla e quindi sfido a ribellarti quando lei fa le peggio cose: se lei le fa la colpa è la tua che hai mangiato e trombato come più pareva a te e/o hai osato dire alla voce che te lo ordinava: "ma che ooooooooh!". E qui c'è ancora qualcuno che sostiene che una democrazia cristiana è possibile (anche dopo che ce l'abbiamo avuta per più di 40 anni al governo e... va beh, l'abbiamo vista)?
domenica 19 dicembre 2010
A Libertine for Christmas - Ricordati di laicizzare le feste
Forse essere atei ed essere affezionati al Natale ad alcuni può apparire una contraddizione di fondo, lontana da quello spirito di coerenza che dovrebbe animare il sistema ideologico di qualsiasi attivista, tuttavia non necessariamente le due cose sono incompatibili.
Fin dalla notte dei tempi l'uomo ha sempre scandito il passare del tempo con ricorrenze legate dell'allungarsi delle giornate, dell'avvento della bella stagione e quindi del periodo del raccolto ed altri eventi astronomici e colto queste occasioni per festeggiare in compagnia. Con la nascita delle religioni, compresa quella cristiana, queste feste sono state ammantate di un nuovo significato, certo, ma rinunciare del tutto ad esse sarebbe un po'comes perdere davvero un pezzo delle nostre radici , delle origini di quest'umanità (quelle vere, non quelle di cui tanto si riempie la bocca la Chiesa Cattolica Apostolica Romana: non so come sia la botanica a Città del Vaticano, ma a casa mia le radici stanno all'inizio, non a metà della pianta....).
Dare a queste ricorrenze la colpa di tutti i significati orribili di cui è stata rivestita da quella religione che sostiene che il sesso è il demonio e chi è diverso va eliminato spazzandole via solo perché queste sanguisughe se ne sono appropriate per loschi fini sarebbe un po'come incolpare la ragazza con la minigonna della violenza sessuale in cui è incorsa: oltre il danno, anche la beffa. Preferisco piuttosto la soluzione di farle diventare una ricorrenza civile, un'occasione come un'altra da trascorrere in compagnia degli amici scambiandosi doni e cantando canzoncine su Babbo Natale, la neve e le renne. Ho trovato carina, infatti, l'iniziativa di quella scuola di Milano che ha deciso di insegnare ai bambini solo canti non religiosi, anche se ritengo che la presenza di numerosi bambini stranieri non sia la questione di principio giusta per motivare una scelta del genere: ci sono anche gli italiani non cristiani (atei, agnostici, buddhisti, religioni new age....) e non vedo perché aspettare gli stranieri per far valere anche il loro diritto ad integrarsi.
Fare i regali, usanza tipica del Natale (o Sol Invictus) è un usanza che, per quanto consumistica, dal punto di vista simbolico è un modo molto rappresentativo per dire: <> a qualcuno/a, specie in un mondo egoista come il nostro in cui ci sono poche occasioni per pensare agli altri senza che la cosa risulti sospetta di secondi, terzi, quarti e quinti fini, però si trasforma in una gran rottura di scatole quando bisogna farlo per convenzione, come quando si porta il panettone al datore di lavoro, al dentista, al parente che rompe le scatole tutto l'anno, alla conoscenza che si vede solo sotto le feste perchè è gente che si vede in quel periodo e/o c'è da ricambiare qualche dono.... Pensare che nella lista regali ci sono persone che mi stanno propriamente sull'anima mentre non ce ne sono altre a cui avrei preso volentieri un pensierino, ma non ho potuto farlo perché le convenzioni non lo permettono è una cosa che dà sui nervi! Forse sono io che sono troppo sensibile, però in questi casi si passa il Natale con la consapevolezza che manca qualcosa, ed è molto triste.
Ricordiamoci quindi di laicizzare le feste, sia dalle convenzioni religiose che da quelle di questo sistema, così da poter passare un giorno speciale senza condizionamenti e tentativi di proselitismo da parte delle religioni e di questo sistema.
Buon Sol Invictus a tutti :)
Fin dalla notte dei tempi l'uomo ha sempre scandito il passare del tempo con ricorrenze legate dell'allungarsi delle giornate, dell'avvento della bella stagione e quindi del periodo del raccolto ed altri eventi astronomici e colto queste occasioni per festeggiare in compagnia. Con la nascita delle religioni, compresa quella cristiana, queste feste sono state ammantate di un nuovo significato, certo, ma rinunciare del tutto ad esse sarebbe un po'comes perdere davvero un pezzo delle nostre radici , delle origini di quest'umanità (quelle vere, non quelle di cui tanto si riempie la bocca la Chiesa Cattolica Apostolica Romana: non so come sia la botanica a Città del Vaticano, ma a casa mia le radici stanno all'inizio, non a metà della pianta....).
Dare a queste ricorrenze la colpa di tutti i significati orribili di cui è stata rivestita da quella religione che sostiene che il sesso è il demonio e chi è diverso va eliminato spazzandole via solo perché queste sanguisughe se ne sono appropriate per loschi fini sarebbe un po'come incolpare la ragazza con la minigonna della violenza sessuale in cui è incorsa: oltre il danno, anche la beffa. Preferisco piuttosto la soluzione di farle diventare una ricorrenza civile, un'occasione come un'altra da trascorrere in compagnia degli amici scambiandosi doni e cantando canzoncine su Babbo Natale, la neve e le renne. Ho trovato carina, infatti, l'iniziativa di quella scuola di Milano che ha deciso di insegnare ai bambini solo canti non religiosi, anche se ritengo che la presenza di numerosi bambini stranieri non sia la questione di principio giusta per motivare una scelta del genere: ci sono anche gli italiani non cristiani (atei, agnostici, buddhisti, religioni new age....) e non vedo perché aspettare gli stranieri per far valere anche il loro diritto ad integrarsi.
Fare i regali, usanza tipica del Natale (o Sol Invictus) è un usanza che, per quanto consumistica, dal punto di vista simbolico è un modo molto rappresentativo per dire: <
Ricordiamoci quindi di laicizzare le feste, sia dalle convenzioni religiose che da quelle di questo sistema, così da poter passare un giorno speciale senza condizionamenti e tentativi di proselitismo da parte delle religioni e di questo sistema.
Buon Sol Invictus a tutti :)
martedì 30 novembre 2010
Se fossi Eluana
Personalmente non credo in una vita ultraterrena, nel Paradiso, nell'Inferno, nei fantasmi. Nutro solo un po'di sano agnosticismo circa la reincarnazione. Quando ho sentito che il giorno della morte di Eluana Englaro è stata indetta una giornata cosiddetta "pro-life", però, il mio primo pensiero è stato: se fossi nei suoi panni e potessi in qualche modo vedere quello che sta succedendo su questa terra da un aldilà, o sotto forma di fantasma, senza poter fare niente, senza poter oppormi, come mi sentirei?
Ho immaginato varie volte cos'avrei potuto fare se mi vedessi negato il diritto alla pillola del giorno dopo o all'aborto o mi trovassi vittima di persecuzioni religiose e mi sono risposta sempre allo stesso modo: mi farei valere. Alzerei la voce, mi rivolgerei alle autorità ed alle associazioni che si occupano di lottare contro queste discriminazioni, scatenerei un putiferio. Forse gliene passerebbe la voglia, a quegli stronzi, di violare la legge per imporre la loro coscienza agli altri.
Se, dopo che hanno fatto di tutto in vita per passare sopra la mia volontà e le mie decisioni rifugiandosi dietro un paternalistico "è per il tuo bene", anche una volta morta mi ritrovassi ad assistere ad uno sfregio del genere, vedendo proclamare una festa nazionale il giorno della mia morte per ricordare ai loro adepti che devono continuare a fare di tutto per imporre la loro scelta agli altri, dovessi vederli lottare per tenere quelle persone in "vita" a soffrire contrariamente alla loro volontà riuniti sotto una bandiera con il mio volto ed il mio nome, la rabbia e la sofferenza sarebbero ancora di più. Non potrei fare niente, perché non sarei più in quel mondo, con due braccia, due gambe e una voce che mi permetterebbero di fare qualcosa per difendermi da questo scempio. Non potrei neanche urlare che io non volevo continuare a stare attaccata a quella macchina nell'attesa di un miracolo che non sarbbe arrivato mai, che smettano di tormentare la gente con le loro imposizioni, e che se proprio non possono farne a meno che lo facciano nel loro nome o in quello di Dio, ma non nel mio. Vorrei essere con lo schieramento opposto, quello che s'indigna di fronte a tutto questo, ad aiutarli a volantinare ed a diffondere la loro idea, vorrei essere su un palco ad una delle loro manifestazioni e gridare dentro un microfono tutta la rabbia accumulata dentro, ma non potrei farlo. Sarei del tutto inerme di fronte ai loro crocifissi ed ai loro manifesti "pro-vita". Che poi di chi difendono la vita? Quella di chi a causa di gravi incidenti o malattie incurabili si trova in una condizione in cui vorrebbe solo poter morire con dignità oppure quella di chi sguazza in quelle disgrazie, come la Chiesa che gestisce gli ospedali privati e i preti a cui si rivolgono i cari della persona in coma per pregare per lei affinché accada il miracolo?
La rabbia e la frustrazione a causa dell'impotenza mi sopraffarebbero, ne rimarrei così affranta che mi sembrerebbe di morire di nuovo.
E loro, che tanto a parole sono attenti a voler placare la sofferenza della gente, hanno speso anche solo un minuto del loro tempo a pensare a tutto ciò?
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cl,
eutanasia e testamento biologico,
politica,
religione
giovedì 18 novembre 2010
Non desiderare la donna d'altri
Rileggendo i dieci comandamenti riconosciuti ed insegnati dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana (quelli della Bibbia sono tutt'altra storia), sicuramente è questo quello che mi provoca i maggiori accapponamenti di pelle, seguito di poco da "non commettere atti impuri" (atti impuri = bella definizione imprecisa in cui far rientrare quello che si vuole). Questo comandamento è quando di più misogino ci sia al mondo, perchè presenta la donna come "sesso debole" nel senso più deteriore del termine, cioè totalmente privo di volontà, e che per cui può essere proprietà d'altri.
Lei non è un essere pensante che può desiderare qualcosa, o qualcuno. Lei si fa desiderare. E lo fa apposta, la zoccola, ad indurre in tentazione l'uomo, gli fa perdere momentaneamente la sua facoltà critica con le sue mossettine apposta per farlo peccare. La donna è il peccato, il male, l'incarnazione del diavolo. Nella sua bellezza non c'è armonia nè freschezza, ma solo dannazione e morte. Esiste uno sfregio peggiore?
Questo concetto, poi, è entrato nella mentalità comune. Nelle coppie, ad esempio, quando è l'uomo a tradire si tende ad addossare la colpa all'amante, asserendo che "facendo l'oca" l'ha sedotto. E questo è l'esempio più innocuo, ma non è difficile scorgere questo concetto anche nelle affermazioni di chi sostiene che lo stupro di una ragazza sia colpa sua perché ha provocato l'aggressore e/o indossava una minigonna, oppure nelle aberrazioni misogine collegate ad una religione come l'Islam, che ha attinto molto dalla tradizione ebraicocristiana. È assurdo che quella chiesa della quale la maggioranza degli adepti sostiene l'uguaglianza tra i sessi, almeno in apparenza, non si accorga delle conseguenze nefaste che abbia questa frasetta. Non è affar mio, finchè nessuno pretende di far entrare i dieci comandamenti nella Costituzione, però se fossi una di quei "cattolici a modo loro", proporrei un emendamento al Pontefice, dato che le mani sui comandamenti le hanno già messe in passato i suoi predecessori: sostituire il comma 10 con: "se ti sei messo/a il cappio al collo prendendoti un impegno di fedeltà con qualche d'uno/a, bravo/a coglione/a! Ora i casi sono due: o mandi a spasso l'amato/a bene oppure vedi di mantenerlo!"
Lei non è un essere pensante che può desiderare qualcosa, o qualcuno. Lei si fa desiderare. E lo fa apposta, la zoccola, ad indurre in tentazione l'uomo, gli fa perdere momentaneamente la sua facoltà critica con le sue mossettine apposta per farlo peccare. La donna è il peccato, il male, l'incarnazione del diavolo. Nella sua bellezza non c'è armonia nè freschezza, ma solo dannazione e morte. Esiste uno sfregio peggiore?
Questo concetto, poi, è entrato nella mentalità comune. Nelle coppie, ad esempio, quando è l'uomo a tradire si tende ad addossare la colpa all'amante, asserendo che "facendo l'oca" l'ha sedotto. E questo è l'esempio più innocuo, ma non è difficile scorgere questo concetto anche nelle affermazioni di chi sostiene che lo stupro di una ragazza sia colpa sua perché ha provocato l'aggressore e/o indossava una minigonna, oppure nelle aberrazioni misogine collegate ad una religione come l'Islam, che ha attinto molto dalla tradizione ebraicocristiana. È assurdo che quella chiesa della quale la maggioranza degli adepti sostiene l'uguaglianza tra i sessi, almeno in apparenza, non si accorga delle conseguenze nefaste che abbia questa frasetta. Non è affar mio, finchè nessuno pretende di far entrare i dieci comandamenti nella Costituzione, però se fossi una di quei "cattolici a modo loro", proporrei un emendamento al Pontefice, dato che le mani sui comandamenti le hanno già messe in passato i suoi predecessori: sostituire il comma 10 con: "se ti sei messo/a il cappio al collo prendendoti un impegno di fedeltà con qualche d'uno/a, bravo/a coglione/a! Ora i casi sono due: o mandi a spasso l'amato/a bene oppure vedi di mantenerlo!"
lunedì 11 ottobre 2010
Incoerenti a modo loro
I cattolici a modo proprio escono dalle fottute pareti, e questa non è certamente una novità. Chiunque di noi conosce almeno un paio di persone che dicono di credere a Dio e a Gesù, però di non credere nella Chiesa, nei preti, nel papa ed in alcune delle cose che essi proclamano. Non ne provano sovente il minimo disagio: il principio di riprovazione sociale fa sì che, in un mondo così pieno di cattolici quale dovrebbe teoricamente essere l'Italia, fa sì che spesso siano considerati più stani i ciellini et similia che non la stragrande maggioranza di "cattolici a modo loro".
Stando alle statistiche linkate qui, la maggioranza delle persone la pensa diversamente dalla Chiesa sui temi in cui la stessa cerca di imporsi.... ma non eravamo il Paese in cui BXVI poteva vantare il 97% di cattolici? E non era lui che si faceva forte di questa cifra per dettare legge all'interno dello Stato Italiano? Di questo 97%, quanti sanno che per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana il Papa è infallibile? Si può essere cristiani a modo proprio, eventualmente, ma se uno si definisce cattolico può esserlo solo a modo di qualcun altro, oppure decidere di essere incoerente a modo suo. Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di spiegarglielo, un giorno, quando saranno più grandi.
mercoledì 28 luglio 2010
Oggi mi è apparso il dio Bacco in persona
No, non ho avuto contatti eccessivamente intimi con Lucy in the Sky with Diamonds (non la canzone dei Beatles, obv....).
Era proprio lui, con ai lati gli altri due componenti della Santa Triade: taBacco e Venere. Anche lui, a uanto pare, è uno e trino. Stavano lì, appollaiati sulla scrivania, di fronte allo schermo del computer.
Il diVino Bacco mi ha detto: "Miss XD, essendoti tu tanto distinta nella predicazione dei valori in cui noi tre crediamo, ti nominiamo ufficialmente nostra profetessa. Va, e tramite tutti gli strumenti più o meno informatici che hai a disposizione diffondi il nostro messaggio". Mi unse il capo con del vino, e subito dopo sparì in una nuvola di fumo. Al suo posto comparvero dieci calici di vetro, su ognuno dei quali c'era un'iscrizione:
1) Adora tutti gli dei che ti pare e piace, di qualunque forma e colore essi siano. Anche nessuno va bene. Se non vuoi adorare me, pazienza: me ne farò una ragione. L'importante è che l'avarizia, la brama di possedere e la gelosia non figurino nel Pantheon. Se non te lo ricordi da solo, tatuatelo sulla mano: "dio trino = sì, dio quattrino = no". Lo so che è vecchia, ma rende l'idea.
2) Non pronunciare il nome di zio Ivano, 'chè tanto non ne hai nessuno con quel nome. E pure chi ce l'ha, vista l'antiesteticità del nome, se lo chiama in un altro modo gli fa solo un favore. Quanto a me, se proprio di invocarmi in pubblico nel mezzo di una sbornia non te la senti e/o in quel momento hai di meglio da fare, mi accontento di una telefonata una volta al mese. Se non ti rispondo è normale: ho una vita sociale anch'io, che ti credi?!
3) Ricordati di partecipare alle feste, che siano compleanni, natali, capidanni, lauree o quant'altro, purchè la compagnia sia buona. E, per l'amor di dio (cioè me medesimo), non fare digiuno e astinenza, nè dalla carne nè dalle carni!
4) Onora chi se lo merità e sfancula chi non lo fa, indipendentemente dal grado di parentela. Nessuno dev'essere così importante nella tua vita da essere onorato indipendentemente dalle sue azioni, es claro?
5) Eh, lo so che certi eretici che ti fracassano le maracas per le tue scelte di vita e non comprendono fino in fondo la bellezza e la profondità del tuo credo li vedresti bene arrosto, magari al posto dei polli che girano sullo spiedo al mercato del lunedì, però mi dispiace ma il "non uccidere" te lo tieni, te lo impacchetti e te lo porti pure a casa.... e vedi di non fingere di perderlo, 'chè ti tengo d'occhio!! (se non mi ubriaco prima)
6) Non commettere atti impuri, tipo sporcarti le mani a picchiare le teste di cavolo di cui sopra, 'chè poi manco il Napisan Plus basta a disinfettarle... quanto al sesso, tromba tranquillo con chi ti pare, dove ti pare, in quanti ti pare et cetera, purchè si sia tra adulti consenzienti e non paganti, nè in denaro nè in favori nè in status e cazzate varie, e permemedesimo, non dimenticate il profilattico! Piuttosto vedi di non fare cazzate tipo sposarti e fidanzarti, quelle cose lì lasciale ai bigottoni.
7) Immagina un mondo dove la proprietà privata non esista, e scagliati contro chi ruba ai poveracci per arricchirsi sulle loro spalle. Nel frattempo, oltre a non rubare tu, cerca di non mandare col tuo voto dei ladroni al governo, specie se piicarteggiabelini.
8) Se vuoi diffondere i tuoi ideali, per prima cosa sii coerente. Raccontare balle serve come una trave nel sedere per prevenire le emorroidi. Non dimenticare però la massima di Odifreddi su Darwin: "… Si può tradire non solo avendo un’amante, ma anche non avendo Dio, e se la moglie è bigotta se lo merita in entrambi i casi"
9) Non desiderare nè la donna nè l'uomo d'altri, anche perchè gli uomini e le donne non sono casse di birra, che possono essere mie o tue, ma sono persone con gambe e cervello (quest'ultimo non sempre). Se il/la bonazzo/a di turno ti rimbalza, è perchè sei un cesso di proporzioni cosmiche: fatti un esame di coscienza, e già che ci sei anche una visitina da un chirurgo plastico.
10) E chi ti ha detto che ci stava pure il decimo?
Eccomi qui ad annunciare, quindi, il sacro verbo a voi, amici del blog.
Uniamoci sotto l'egida di questa Santissima Trinità, e una volta uniti lottiamo contro questo sistema e volemose bene.... quanto all'"amiamoci", si accettano solo ragazzi carini, sulla trentina e possibilmente di sinistra, 'che di fascisti ne ho piene le...ehm... tasche :)
Andiamo e predichiamo in tutto il mondo affinchè il sacro verbo di Bacco Nostro Signore si diffonda, e raggiunga il cuore (e anche qualcos'altro) del maggior numero di persone possibile.
Sempre siano lodati Bacco, taBacco e Venere.
[Ora che ho anch'io la mia religione voglio l'otto per mille, i luoghi di culto per le orge e le sbronze rituali, le scuole senza l'ici, uno Stato extraterritoriale dedicato, la possibilità di andare in giro nuda, dato che il dio Bacco mi ha detto successivamente che bisogna fare così, e la possibilità di educare i figli miei alle orge anche in tenera età, dato che la mia religione lo prevede. Inoltre, voglio vedere se il ministro Frattini, quando chiederò di poter appendere un bicchiere di vino in tutte le aule scolastiche, sosterrà che: "rispettiamo anche il diritto dei credenti di esporre i propri simboli”]
Era proprio lui, con ai lati gli altri due componenti della Santa Triade: taBacco e Venere. Anche lui, a uanto pare, è uno e trino. Stavano lì, appollaiati sulla scrivania, di fronte allo schermo del computer.
Il diVino Bacco mi ha detto: "Miss XD, essendoti tu tanto distinta nella predicazione dei valori in cui noi tre crediamo, ti nominiamo ufficialmente nostra profetessa. Va, e tramite tutti gli strumenti più o meno informatici che hai a disposizione diffondi il nostro messaggio". Mi unse il capo con del vino, e subito dopo sparì in una nuvola di fumo. Al suo posto comparvero dieci calici di vetro, su ognuno dei quali c'era un'iscrizione:
1) Adora tutti gli dei che ti pare e piace, di qualunque forma e colore essi siano. Anche nessuno va bene. Se non vuoi adorare me, pazienza: me ne farò una ragione. L'importante è che l'avarizia, la brama di possedere e la gelosia non figurino nel Pantheon. Se non te lo ricordi da solo, tatuatelo sulla mano: "dio trino = sì, dio quattrino = no". Lo so che è vecchia, ma rende l'idea.
2) Non pronunciare il nome di zio Ivano, 'chè tanto non ne hai nessuno con quel nome. E pure chi ce l'ha, vista l'antiesteticità del nome, se lo chiama in un altro modo gli fa solo un favore. Quanto a me, se proprio di invocarmi in pubblico nel mezzo di una sbornia non te la senti e/o in quel momento hai di meglio da fare, mi accontento di una telefonata una volta al mese. Se non ti rispondo è normale: ho una vita sociale anch'io, che ti credi?!
3) Ricordati di partecipare alle feste, che siano compleanni, natali, capidanni, lauree o quant'altro, purchè la compagnia sia buona. E, per l'amor di dio (cioè me medesimo), non fare digiuno e astinenza, nè dalla carne nè dalle carni!
4) Onora chi se lo merità e sfancula chi non lo fa, indipendentemente dal grado di parentela. Nessuno dev'essere così importante nella tua vita da essere onorato indipendentemente dalle sue azioni, es claro?
5) Eh, lo so che certi eretici che ti fracassano le maracas per le tue scelte di vita e non comprendono fino in fondo la bellezza e la profondità del tuo credo li vedresti bene arrosto, magari al posto dei polli che girano sullo spiedo al mercato del lunedì, però mi dispiace ma il "non uccidere" te lo tieni, te lo impacchetti e te lo porti pure a casa.... e vedi di non fingere di perderlo, 'chè ti tengo d'occhio!! (se non mi ubriaco prima)
6) Non commettere atti impuri, tipo sporcarti le mani a picchiare le teste di cavolo di cui sopra, 'chè poi manco il Napisan Plus basta a disinfettarle... quanto al sesso, tromba tranquillo con chi ti pare, dove ti pare, in quanti ti pare et cetera, purchè si sia tra adulti consenzienti e non paganti, nè in denaro nè in favori nè in status e cazzate varie, e permemedesimo, non dimenticate il profilattico! Piuttosto vedi di non fare cazzate tipo sposarti e fidanzarti, quelle cose lì lasciale ai bigottoni.
7) Immagina un mondo dove la proprietà privata non esista, e scagliati contro chi ruba ai poveracci per arricchirsi sulle loro spalle. Nel frattempo, oltre a non rubare tu, cerca di non mandare col tuo voto dei ladroni al governo, specie se piicarteggiabelini.
8) Se vuoi diffondere i tuoi ideali, per prima cosa sii coerente. Raccontare balle serve come una trave nel sedere per prevenire le emorroidi. Non dimenticare però la massima di Odifreddi su Darwin: "… Si può tradire non solo avendo un’amante, ma anche non avendo Dio, e se la moglie è bigotta se lo merita in entrambi i casi"
9) Non desiderare nè la donna nè l'uomo d'altri, anche perchè gli uomini e le donne non sono casse di birra, che possono essere mie o tue, ma sono persone con gambe e cervello (quest'ultimo non sempre). Se il/la bonazzo/a di turno ti rimbalza, è perchè sei un cesso di proporzioni cosmiche: fatti un esame di coscienza, e già che ci sei anche una visitina da un chirurgo plastico.
10) E chi ti ha detto che ci stava pure il decimo?
Eccomi qui ad annunciare, quindi, il sacro verbo a voi, amici del blog.
Uniamoci sotto l'egida di questa Santissima Trinità, e una volta uniti lottiamo contro questo sistema e volemose bene.... quanto all'"amiamoci", si accettano solo ragazzi carini, sulla trentina e possibilmente di sinistra, 'che di fascisti ne ho piene le...ehm... tasche :)
Andiamo e predichiamo in tutto il mondo affinchè il sacro verbo di Bacco Nostro Signore si diffonda, e raggiunga il cuore (e anche qualcos'altro) del maggior numero di persone possibile.
Sempre siano lodati Bacco, taBacco e Venere.
[Ora che ho anch'io la mia religione voglio l'otto per mille, i luoghi di culto per le orge e le sbronze rituali, le scuole senza l'ici, uno Stato extraterritoriale dedicato, la possibilità di andare in giro nuda, dato che il dio Bacco mi ha detto successivamente che bisogna fare così, e la possibilità di educare i figli miei alle orge anche in tenera età, dato che la mia religione lo prevede. Inoltre, voglio vedere se il ministro Frattini, quando chiederò di poter appendere un bicchiere di vino in tutte le aule scolastiche, sosterrà che: "rispettiamo anche il diritto dei credenti di esporre i propri simboli”]
giovedì 22 luglio 2010
Noi ectoplasmi
Tra tutte le specialità della sagra delle violenze che credenti e credini perpetrano ai danni di chi non è dei loro, sostengo che "in verità tu credi in Dio, solo che sei troppo pigro/a per andare a messa e/o preferisci farti i cazzi tuoi" sia una delle peggiori in assoluto, non inferiore a quella di un bel ceffone. Quell'azione di rifiuto, infatti, hai il pregio di negare in maniera inconfutabile il distacco rispetto a quella gente. La logica (aberrante) è: "tu non sei come me, quindi sei inferirore, mi fai schifo, ti rifiuto o ti punisco". La seconda azione, invece, va a negare l'esistenza stessa della tua idea. "Tu non ci sei, tu non esisti, tu sei solo frutto della mia immaginazione": è chiaramente la logica di una persona spaventata, in questo caso dal pericolo di mettersi in discussione.
Indipendentemente dalle motivazioni, questo implica diverse cose, una più vomitevole dell'altra. Una di queste è che se è vero che io sotto sotto credo in Dio, e non in un dio qualunque ma nel Dio che dice l'interlocutore, quando il suo sacerdote parla dal pulpito, magari dicendo delle belinate cosmiche quali il sostegno al creazionismo, la bontà di una teocrazia o la castità come valore, lo fa anche a nome mio. Ma io l'ho urlato forte che queste cose non le voglio, e che le ritengo indegne di un paese civile, che le aborro, che non sono le mie. Sostenetelo, ma non in mio nome. Perchè se no mi sarei sbattezzata?
Non dimentichiam, inoltre, che con queste premesse chiunque farebbe bene a cercare di fare in modo che non mi vergogni di questa credenza che aleggia nel mio subconscio e farla quindi riaffiorare in superficie. Sapendo quali sono storicamente i metodi di rinsavimento (leggasi: tortura) della Chiesa Cattolica Apostolica Romana la cosa mi inquieta alquanto, anche se oggigiorno tende a limitarsi all'imporre le sue convinzioni per legge ed alla fracassatura di maracas. Non c'è verso, quindi, di far capire al molesto interlocutore che deve smetterla coi tentativi di proselitismo: in realtà sono solo ubriaca di vivere, per lui, e compito suo è farmi passare la sbornia. Se facessi io il contrario, per assurdo, la risposta sarebbe: "perdonala, signore, perchè non sa quello che dice". In realtà lo so benssimo, ma non è il caso di farglielo notare: sono solo un fantasma.
Eppure ricomincio ad esistere appena sono un cattivo esempio per gli altri, una peste da evitare, una cavia per i predicatori. Sono in un eterno limbo tra l'essere e il non essere, e forse solo quel ceffone potrebbe riportarmi con le mie idee alla condizione di corporeità.
Finchè ci sarà chi la pensa così non si potrà costuire niente: solo tra esseri corporei e compos sui si possono gettre le basi per un progetto di convivenza comune, ma i fantasmi, anche per la religione cattolica, non esistono, per cui parlare con essi è roba da pazzi. Puoi calpestarli, mio fedele, perchè intanto sono solo aria.
Indipendentemente dalle motivazioni, questo implica diverse cose, una più vomitevole dell'altra. Una di queste è che se è vero che io sotto sotto credo in Dio, e non in un dio qualunque ma nel Dio che dice l'interlocutore, quando il suo sacerdote parla dal pulpito, magari dicendo delle belinate cosmiche quali il sostegno al creazionismo, la bontà di una teocrazia o la castità come valore, lo fa anche a nome mio. Ma io l'ho urlato forte che queste cose non le voglio, e che le ritengo indegne di un paese civile, che le aborro, che non sono le mie. Sostenetelo, ma non in mio nome. Perchè se no mi sarei sbattezzata?
Non dimentichiam, inoltre, che con queste premesse chiunque farebbe bene a cercare di fare in modo che non mi vergogni di questa credenza che aleggia nel mio subconscio e farla quindi riaffiorare in superficie. Sapendo quali sono storicamente i metodi di rinsavimento (leggasi: tortura) della Chiesa Cattolica Apostolica Romana la cosa mi inquieta alquanto, anche se oggigiorno tende a limitarsi all'imporre le sue convinzioni per legge ed alla fracassatura di maracas. Non c'è verso, quindi, di far capire al molesto interlocutore che deve smetterla coi tentativi di proselitismo: in realtà sono solo ubriaca di vivere, per lui, e compito suo è farmi passare la sbornia. Se facessi io il contrario, per assurdo, la risposta sarebbe: "perdonala, signore, perchè non sa quello che dice". In realtà lo so benssimo, ma non è il caso di farglielo notare: sono solo un fantasma.
Eppure ricomincio ad esistere appena sono un cattivo esempio per gli altri, una peste da evitare, una cavia per i predicatori. Sono in un eterno limbo tra l'essere e il non essere, e forse solo quel ceffone potrebbe riportarmi con le mie idee alla condizione di corporeità.
Finchè ci sarà chi la pensa così non si potrà costuire niente: solo tra esseri corporei e compos sui si possono gettre le basi per un progetto di convivenza comune, ma i fantasmi, anche per la religione cattolica, non esistono, per cui parlare con essi è roba da pazzi. Puoi calpestarli, mio fedele, perchè intanto sono solo aria.
sabato 17 luglio 2010
Col culo degli altri
È di due giorni fa il documento "normae de gravioribus delictis" diffuso dalla Santa Sede. In esso troviamo che la pedofilia, reato contro il costume (per la persona che la subisce invece è un bijou... e poi danno dei barbari ai talebani!), è citata solo dopo l'apostasia e gli atti contro l'ostia, e addirittura ci tengono a precisare che "Alla Congregazione per la Dottrina della Fede è riservato anche il delitto più grave di attentata sacra ordinazione di una donna".Queste sono le stesse persone che quotidianamente ci propinano la loro rottura di belino sulla famiglia tradizionale, sui contraccettivi, sui rapporti prematrimoniali, sull'aborto, sull'omosessualità e via sessualmente delirando.
A quanto pare sono molto bravi a legiferare su come terzi debbano utilizzare le loro vergogne ma sulla loro, di vergogna, si dimostrano alquanto lacunosi.
A quanto pare sono molto bravi a legiferare su come terzi debbano utilizzare le loro vergogne ma sulla loro, di vergogna, si dimostrano alquanto lacunosi.
About:
condizione della donna,
religione,
vaticano
lunedì 28 giugno 2010
Uno strano virus
In principio fu Berlusca, che battezzò i giudici che lo processavano come "matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana". Fu una pandemia peggio dell'aviaria: metà del Parlamento fu colpito, sia a destra che a sinistra.
Poi fu il caso Piemonte, dove abbiamo un presidente che grida al golpe giudiziario ed una fiaccolata "in difesa della democrazia" (e contro i giudici).
Nemmeno le preghiere sono efficaci contro questo virus che contraggono i potenti ma colpisce i magistrati, visto che la CCAR in questi giorni e sta mostrando tutti i sintomi.
Prima il cardinal Bertone dichiara che della perquisizione eseguita dai magistrati belgi nell'arcivescovado di Bruxelles e nella cattedrale di Saint Rombaut, a seguito di numerose denunce di abusi (che novità!), "Non ci sono precedenti, nemmeno nei regimi comunisti" [diteglielo, per favore, che la caccia alle streghe non era esattamente un cotillon]. Poi persino il Papa in persona si pronuncia su queste operanzioni come "deplorevoli e sorprendenti" [le porcate per cui i chierici sono stati indagati sono trascurabili, infatti scommetto che entro un quinquennio se li prenderà in casa]. La malattia ha anche obnubilato i loro cervelli, a quanto pare, perchè hanno dimenticato di dire ai loro colleghi belgi che certe cose non bisogna farle nei Paesi civili e laici dove se sgarri ti vengono a prendere con le manette senza guardare troppo le tonache, ma in Italia, dove l'infezione del morbo è tanta e tale per cui a breve, nel Paese di Falcone e Borsellino, il tiro al magistrato sarà elevato al rango di sport nazionale.
Poi fu il caso Piemonte, dove abbiamo un presidente che grida al golpe giudiziario ed una fiaccolata "in difesa della democrazia" (e contro i giudici).
Nemmeno le preghiere sono efficaci contro questo virus che contraggono i potenti ma colpisce i magistrati, visto che la CCAR in questi giorni e sta mostrando tutti i sintomi.
Prima il cardinal Bertone dichiara che della perquisizione eseguita dai magistrati belgi nell'arcivescovado di Bruxelles e nella cattedrale di Saint Rombaut, a seguito di numerose denunce di abusi (che novità!), "Non ci sono precedenti, nemmeno nei regimi comunisti" [diteglielo, per favore, che la caccia alle streghe non era esattamente un cotillon]. Poi persino il Papa in persona si pronuncia su queste operanzioni come "deplorevoli e sorprendenti" [le porcate per cui i chierici sono stati indagati sono trascurabili, infatti scommetto che entro un quinquennio se li prenderà in casa]. La malattia ha anche obnubilato i loro cervelli, a quanto pare, perchè hanno dimenticato di dire ai loro colleghi belgi che certe cose non bisogna farle nei Paesi civili e laici dove se sgarri ti vengono a prendere con le manette senza guardare troppo le tonache, ma in Italia, dove l'infezione del morbo è tanta e tale per cui a breve, nel Paese di Falcone e Borsellino, il tiro al magistrato sarà elevato al rango di sport nazionale.
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giovedì 17 giugno 2010
Valore spirituale e apertura al dialogo? come no?
La Cei ha appena dichiarato che: "Il crocifisso esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, è segno di un'identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volonta''.
Come al solito, credono di essere al centro del mondo. Quale ateo sano di mente (Ferrara non conta) dà un alto valore spirituale al crocifisso? Se per lui Gesù è morto e risorto per noi allora è credente. Se è stato solo un uomo non ha valore spirituale più di quanto non ne abbiano le persone che gli stanno attorno.
Per non dimenticare che a nche la pizza margherita accompagnata con la birra è una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale (5% vol. circa)... sai che bello sarebbe averle sulla cattedra? E perchè la pasta al pesto no? E il tronista di uomini e donne, che per tutti i giovani e anche qualche insegnante ha così tanto fascino, perchè lui no?
Inoltre, se uno che si fa chiamare "maestro" e dichiara di essere custode della verità assoluta è aperto al dilaogo, allora io sono Cicciolina.
Se invece si parlava della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, beh, non penso proprio che atei, musulmani, donne, omosessuali e africani con l'AIDS sarebbero molto d'accordo.
(Date un occhio ai link perchè è "divertente")
Come al solito, credono di essere al centro del mondo. Quale ateo sano di mente (Ferrara non conta) dà un alto valore spirituale al crocifisso? Se per lui Gesù è morto e risorto per noi allora è credente. Se è stato solo un uomo non ha valore spirituale più di quanto non ne abbiano le persone che gli stanno attorno.
Per non dimenticare che a nche la pizza margherita accompagnata con la birra è una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale (5% vol. circa)... sai che bello sarebbe averle sulla cattedra? E perchè la pasta al pesto no? E il tronista di uomini e donne, che per tutti i giovani e anche qualche insegnante ha così tanto fascino, perchè lui no?
Inoltre, se uno che si fa chiamare "maestro" e dichiara di essere custode della verità assoluta è aperto al dilaogo, allora io sono Cicciolina.
Se invece si parlava della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, beh, non penso proprio che atei, musulmani, donne, omosessuali e africani con l'AIDS sarebbero molto d'accordo.
(Date un occhio ai link perchè è "divertente")
mercoledì 16 giugno 2010
Sposa bagnata, sposa fortunata
Leggere che a Torre del Greco, in provincia di Napoli, il comune indice un "PREMIO MARITAGGIO A FAVORE DI FANCIULLE BISOGNOSE", per ottenere il quale le ragazze al di sotto dei 30 anni devono presentare, oltre ai canonici ISEE e certificati di disoccupazione, il “certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della sposa rilasciata dalla chiesa”, lo “scambio di promessa di matrimonio rilasciata dalla chiesa”, il “certificato di avvenuto matrimonio rilasciato dalla chiesa” è rivoltante.
Leggere che nel vesuviano c'è carenza idrica e che ne è interessata anche Torre del Greco, pensando che quei soldi, seppure una goccia nel mare, avrebbero potuto essere investiti per far fronte all'emergenza mi dà il voltastomaco.
Spero che l'autorità competente siluri alla velocità della luce questo monumento alla discriminazione indegno di uno Stato civile e laico, prima che si inizi a richiedere anche il lenzuolo insanguinato della prima notte di nozze.
Leggere che nel vesuviano c'è carenza idrica e che ne è interessata anche Torre del Greco, pensando che quei soldi, seppure una goccia nel mare, avrebbero potuto essere investiti per far fronte all'emergenza mi dà il voltastomaco.
Spero che l'autorità competente siluri alla velocità della luce questo monumento alla discriminazione indegno di uno Stato civile e laico, prima che si inizi a richiedere anche il lenzuolo insanguinato della prima notte di nozze.
mercoledì 9 giugno 2010
Recensione: sesso, diavolo e santità
Titolo: Sesso, diavolo e santitàAutore: R. Pierri
Casa editrice: Coniglio Editore
Di Renato Pierri, teologo originario di Genova e per anni insegnante di religione cattolica presso le scuole medie superiori romane, tutto può essere detto fuorché “ateo”. Le sue posizioni sui miracoli (“Dio è onnipotente, ma non può fare cose ingiuste”), il suo scetticismo delle possessioni diaboliche e la sua convinzione del profondo distacco esistente tra la parola del Vangelo e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana gli alienano le simpatie di coloro che nell’infallibilità della seconda credono fermamente.
Anche nella sua ultima fatica letteraria, “Sesso, diavolo e santità” (Coniglio Editore, 2007), egli intende pronunciare una ferma condanna nei confronti di quello che egli chiama “falso cristianesimo”, ossia quella distorta interpretazione del Verbo che presenta la sofferenza e la mortificazione corporale come cosa gradita a Dio, presentato come ingiusto in quanto privilegia alcuni tra i suoi fedeli per motivi di gusto personale, e di una concezione del demonio oltremodo infantile.
Il tema centrale dell’opera è la contrapposizione tra la figura divina presentata ai credenti dai testi sacri e quella proposta sulla strada intrapresa dalla Chiesa nei secoli, dal Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri, decisamente allontanata quando non in netto contrasto con la prima: tra aiuto alla comunità ed ascetismo, tra amore divino e sofferenza nel suo nome, tra castità e "crescete e moltiplicatevi", tra fratellanza universale e doni a pochi eletti.
L’oggetto di analisi dell’opera sono le agiografie di alcuni santi elevati ad esempio dalla tradizione ecclesiastica pervenutaci nei secoli: San Francesco e Santa Chiara d’Assisi, Santa Caterina da Siena, Santa Gemma Galgani. Chi, individuando la parola “sesso” nel titolo, si aspetta di trovare proibiti racconti hard con protagonisti questi personaggi resterà sicuramente deluso: ciò che viene presentato in questo scritto sono i disturbi sessuali, dovuti presumibilmente alla forzata astinenza, che accanto ad altri disordini mentali ed ignoranza delle scritture (nel caso di Gemma Galgani anche di un possibile plagio da parte di chi la seguiva spiritualmente) fanno somigliare queste persone più a candidati per il TSO che ad esempi di saggezza spirituale e di virtù morale da seguire per la salvezza.
Non si può non citare in merito l’episodio in cui San Francesco, che aveva addirittura problemi a guardare le donne tanto considerava la sessualità mortifera, ebbe nella notte un attacco di desiderio, che non riusciva a spegnere con le consuete preghiere. Si gettò allora nella neve e si mise a fare pupazzi di neve, e dopo che ne ebbe fatti sette disse a se stesso: "Vedi, questa è tua moglie, questi sono i tuoi figli, e questi i servi. Ora devi occuparti di loro, perciò rinuncia a questa vita [di sacerdozio]!"
Le continue mortificazioni corporali sono un tema presente in tutte e quattro queste biografie, ed altrettanto regolarmente sono viste come gradite, o addirittura incentivate dalla divinità, in particolare nel caso di Gemma Galgani, che riteneva il suo autolesionismo un mezzo attraverso il quale il Signore condonava peccati alle anime del Purgatorio, quello stesso Dio che salvò il suo popolo dal tormento della schiavitù egiziana e babilonese e da quello stesso Cristo che sul monte degli Ulivi disse: "
La contraddizione tra la divinità biblica e quella presentata dagli exempla del cattolicesimo ancora più evidente nell’immagine del Dio che concede miracoli solo ad alcune persone tra tutti i malati del mondo, e non può farlo se non vicino alla presenza corporale più o meno viva del santo di turno.
Per concludere in “bellezza” il libro, l’ultimo capitolo è dedicato alla figura dell’esorcista Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, ed il suo puerile culto del diavolo, considerato non come la rappresentazione allegorica del male ma letteralmente in base alla descrizione delle scritture e della tradizione popolare, arrivando addirittura ad interpretare perfettamente alla lettera un passo delle scritture che dice che se un diavolo è scacciato da un corpo, esso vi torna con sette suoi compagni più potenti di lui. Egli sconfina ancor più nel ridicolo quando descrive con precisione i sintomi dovuti alla possessione diabolica, come se il diavolo non fosse abbastanza intelligente da evitare i comportamenti che ci si aspetterebbero da lui, o inserisce tra le cause della possessione l’intervento di fatture, talismani, riti di maghi ed addirittura al diffondersi delle idee comuniste, dotando in pratica questi elementi di poteri sovrannaturali.
Ciò che di questo libro non si può senz’altro dire è che esso sia nato per confutare l’esistenza del Dio del cristianesimo, anzi: esso è destinato ad un pubblico credente, allo scopo di metterlo al corrente di questi aspetti poco divulgati dalla comunità ecclesiastica e farlo riflettere sulla Chiesa e la dottrina che propone affinché riscopra un culto sereno e sincero, come quello delle comunità cristiane originarie, con il Dio preposto dalle Scritture, senza scivolare in istruzioni false, fuorvianti e addirittura controproducenti per la salute fisica e spirituale dell’uomo senza benefici per la salvezza eterna, frutto di un cristianesimo distorto e malsano fondato più sulla malattia mentale che sulla pratica dei valori che chiaramente si evincono nell’esegesi biblica.
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giovedì 3 giugno 2010
I problemi veri della Chiesa
Ci tengo a fare i complimentoni al parroco di Zeri, provincia di Massa Carrara, ed ai suoi fedeli che ieri hanno organizzato una marcia di 8 km contro la bestemmia, esprimendo apprezzamento per l'iniziativa Figc di sanzionare i calciatori che bestemmiano in campo e suonando le campane della chiesa a lutto per le offese rivolte al Signore.
Ecco, questi sono i veri problemi della Chiesa, quelli per cui tutti i preti dovrebbero protestare. Oltre ai preti pedofili, naturalmente, per i quali le manifestazioni dei colleghi si spreacano.
Ad Alassio (SV), per esempio, un mesetto fa si è tenuta una fiaccolata in onore ed a sostegno di Don Luciano Massaferro, recentemente rinviato a giudizio per pedofilia, alla presenza di tutte le parrocchie della diocesi e dei delegati vescovili, dove l'uomo è stato presentato come un perseguitato e un martire. Alla faccia dell'apertura e della collaborazione con le autorità giudiziarie di cui si è riempito più volte la bocca il papa.
Brave le alte cariche della Chiesa, che continuino a pensare a lodare chi s'imbarca in crociate contro le offese alla religione ed a non prendere per le orecchie qualcuno dei suoi ricordandogli che Gesù diceva: «Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare»( Mt 18:6), perchè Dio non si sa difendere da solo, i bambini innocenti invece sì.
Ecco, questi sono i veri problemi della Chiesa, quelli per cui tutti i preti dovrebbero protestare. Oltre ai preti pedofili, naturalmente, per i quali le manifestazioni dei colleghi si spreacano.
Ad Alassio (SV), per esempio, un mesetto fa si è tenuta una fiaccolata in onore ed a sostegno di Don Luciano Massaferro, recentemente rinviato a giudizio per pedofilia, alla presenza di tutte le parrocchie della diocesi e dei delegati vescovili, dove l'uomo è stato presentato come un perseguitato e un martire. Alla faccia dell'apertura e della collaborazione con le autorità giudiziarie di cui si è riempito più volte la bocca il papa.
Brave le alte cariche della Chiesa, che continuino a pensare a lodare chi s'imbarca in crociate contro le offese alla religione ed a non prendere per le orecchie qualcuno dei suoi ricordandogli che Gesù diceva: «Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare»( Mt 18:6), perchè Dio non si sa difendere da solo, i bambini innocenti invece sì.
mercoledì 2 giugno 2010
Fratelli e sorelle d'Italia
Per chi si domandava che ne fosse stato della Lega Nord Padania nel giorno della festa della Repubblica, eccolo servito: il Presidente della Provincia di Bergamo ha così parlato dell'inno nazionale “Dovremmo rifiutarci di cantare le prime due strofe. Mi viene il prurito a cantare ‘Che schiava di Roma’”.
Mi dispiace doverlo ammettere, forse è l'ultima parola che mi fa male alla salute (ahimè, il Cota del Venerdì è come la sigaretta dopo il sesso: irrinunciabile!), però devo spezzare una mezza lancia a favore della Lega: l'inno è da rivedere.
Con questo non voglio dire che bisogni fare un inno per regione come vorrebbero loro, magari in dialetto stretto locale, oppure inneggiare alla modernità a tutti i costi, ma semplicemente che visto che gli anni sono passati, i valori cambiati e il lessico evoluto l'inno sarebbe da, se non sostituire del tutto, quantomeno svecchiare un attimo.
Già dalla prima riga, "fratelli d'Italia", si capisce che manca qualcosa: perchè i fratelli sì e le sorelle no? Abbiamo ormai superato quei tempi bui in cui le donne erano macchine da figli relegate in casa e sottomesse al padre prima e al marito poi... o forse no?
Il buon leghista si lamenta poi della frase "schiava di Roma", ed effettivamente anche quella sarebbe da rivedere, non tanto per la parola "schiava" quanto per il fatto che più che di Roma siamo schiavi di una piccola parte di essa, quella monarchia assoluta governata da un signore vestito di bianco con un cappello a punta in testa, ma non si lamenta del pezzo immediatamente successivo, "Iddio la creò". E tutti gli atei, gli agnostici e i diversamente religiosi che non credono che Iddio l'abbia creata sono anche quelli da discriminarsi?
Non parliamo poi di tutti i valori ormai vetusti, come il sacrificio estremo per la patria ("siam pronti alla morte, l'Italia chiamò"), la supremazia militare di stampo guerrafondaio ("dell'elmo di Scipio si è cinta la testa") ed i richiami offensivi agli altri Stati che sono con noi nell'UE per conflitti ormai conclusi da 150 anni ("già l'aquila d'Austria le penne ha perdute: il sangue d'Italia e il sangue polacco bevè col cosacco ma il cuor le bruciò"): per quanto ancora dobbiamo portarceli dietro?
Parole come Balilla e coorte, inoltre, dopo l'avvento del regime mussoliniano hanno assunto un significato diverso da quello che avevano originariamente, per le nuove generazioni ad esempio Balilla non è più Giambattista Perasso, ragazzino che nel mito lanciò un sasso contro gli Austriaci dando inizio alla rivolta contro di essi, ma l'odioso gruppo fascista in cui la gioventù di una determinata fascia d'età veniva obbligatoriamente raccolta.
Chiunque dica che ciò va rapportato ai tempi in cui Mameli ha scritto l'opera, un 1847 in cui l'Italia ancora non era unita e la mentalità non era certo quella attuale, ha perfettamente ragione: mi domando però come sia possibile far rappresentare l'Italia attuale da un testo così indicativo di valori ormai soprassati.
Non ce l'ho con Mameli nè con l'Italia unita, anzi, un'Italia unita è proprio ciò che voglio: un Paese coalizzato sotto le ali di una comune bandiera e di un brano che, senza dimenticare il passato, riassuma le idee comuni di solidarietà, tolleranza, apertura mentale, non violenza e non discriminazione, più che mai unito per la lotta al fondamentalismo, alla xenofobia, all'omofobia ed al ripristino di valori medioevali aberranti come quelli sopra riscontrati nell'inno ed appoggiati anche da parte di quelli che oggi quell'inno vorrebbero cambiarlo per motivi discutibili.
Allora, fratelli e sorelle d'Italia, di qualsiasi colore, religione (e non religione), idea politica voi siate, che aspettiamo a rimboccarci le maniche per rendere il nostro Paese effettivamente tale?
Mi dispiace doverlo ammettere, forse è l'ultima parola che mi fa male alla salute (ahimè, il Cota del Venerdì è come la sigaretta dopo il sesso: irrinunciabile!), però devo spezzare una mezza lancia a favore della Lega: l'inno è da rivedere.
Con questo non voglio dire che bisogni fare un inno per regione come vorrebbero loro, magari in dialetto stretto locale, oppure inneggiare alla modernità a tutti i costi, ma semplicemente che visto che gli anni sono passati, i valori cambiati e il lessico evoluto l'inno sarebbe da, se non sostituire del tutto, quantomeno svecchiare un attimo.
Già dalla prima riga, "fratelli d'Italia", si capisce che manca qualcosa: perchè i fratelli sì e le sorelle no? Abbiamo ormai superato quei tempi bui in cui le donne erano macchine da figli relegate in casa e sottomesse al padre prima e al marito poi... o forse no?
Il buon leghista si lamenta poi della frase "schiava di Roma", ed effettivamente anche quella sarebbe da rivedere, non tanto per la parola "schiava" quanto per il fatto che più che di Roma siamo schiavi di una piccola parte di essa, quella monarchia assoluta governata da un signore vestito di bianco con un cappello a punta in testa, ma non si lamenta del pezzo immediatamente successivo, "Iddio la creò". E tutti gli atei, gli agnostici e i diversamente religiosi che non credono che Iddio l'abbia creata sono anche quelli da discriminarsi?
Non parliamo poi di tutti i valori ormai vetusti, come il sacrificio estremo per la patria ("siam pronti alla morte, l'Italia chiamò"), la supremazia militare di stampo guerrafondaio ("dell'elmo di Scipio si è cinta la testa") ed i richiami offensivi agli altri Stati che sono con noi nell'UE per conflitti ormai conclusi da 150 anni ("già l'aquila d'Austria le penne ha perdute: il sangue d'Italia e il sangue polacco bevè col cosacco ma il cuor le bruciò"): per quanto ancora dobbiamo portarceli dietro?
Parole come Balilla e coorte, inoltre, dopo l'avvento del regime mussoliniano hanno assunto un significato diverso da quello che avevano originariamente, per le nuove generazioni ad esempio Balilla non è più Giambattista Perasso, ragazzino che nel mito lanciò un sasso contro gli Austriaci dando inizio alla rivolta contro di essi, ma l'odioso gruppo fascista in cui la gioventù di una determinata fascia d'età veniva obbligatoriamente raccolta.
Chiunque dica che ciò va rapportato ai tempi in cui Mameli ha scritto l'opera, un 1847 in cui l'Italia ancora non era unita e la mentalità non era certo quella attuale, ha perfettamente ragione: mi domando però come sia possibile far rappresentare l'Italia attuale da un testo così indicativo di valori ormai soprassati.
Non ce l'ho con Mameli nè con l'Italia unita, anzi, un'Italia unita è proprio ciò che voglio: un Paese coalizzato sotto le ali di una comune bandiera e di un brano che, senza dimenticare il passato, riassuma le idee comuni di solidarietà, tolleranza, apertura mentale, non violenza e non discriminazione, più che mai unito per la lotta al fondamentalismo, alla xenofobia, all'omofobia ed al ripristino di valori medioevali aberranti come quelli sopra riscontrati nell'inno ed appoggiati anche da parte di quelli che oggi quell'inno vorrebbero cambiarlo per motivi discutibili.
Allora, fratelli e sorelle d'Italia, di qualsiasi colore, religione (e non religione), idea politica voi siate, che aspettiamo a rimboccarci le maniche per rendere il nostro Paese effettivamente tale?
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