Ci si aspetta che i presidi contro le prostitute avvengano solo nei paesi della cosiddetta Padania dove la Lega fa il bello e il cattivo tempo. Scoprire che non è così quando ciò viene programmato in una (anche troppo) tranquilla cittadina del ponente ligure, a due passi da casa propria, fa venire i brividi. Un titolo sul giornale come "presidio dei cittadini contro la prostituzione notturna" mi fa incavolare quanto le uscite maschiliste come "donne tutte bagasce (tranne la mamma)".
Sono una cittadina anch'io e non sono d'accordo.
Sono una cittadina che abita proprio in quel quartiere così massicciamente interessato dal fenomeno, in Via Aurelia, dove lavorano le famigerate "belle di notte". So benissimo cosa significa essere certi che venga chiesto almeno una volta il tariffario se si aspetta in strada qualcuno che tarda ad arrivare, rischiare che vengano chiesti i documenti se si è in macchina con un uomo adulto, sentire che il fidanzato è arrivato in ritardo perché una di quelle signorine ha tentato di saltargli in macchina al semaforo, e una volta arrivato o in procinto di andarsene stare attenti a scambiarsi effusioni per evitare che i vigili chiedano i documenti. Tutto questo non è piacevole, inutile spiegarlo.
Penso anche, però, che queste persone sono donne, spesso ragazze all'incirca della mia età, sfruttate da lenoni senza scrupoli, che le costringono a scendere in strada praticamente nude anche d'inverno sotto la pioggia, ad essere messe alla gogna dai ragazzini che passano di lì, a dire a uomini orrendi " trenta di bocca, cinquanta di culo", ad attraversare la strada "come i gatti" per farsi notare a loro grave rischio e pericolo, a fermare le macchine in sosta snocciaolando il tariffario perché chissà a cosa vanno incontro se non guadagnano la cifra stabilita, e chissà quanto di quella va nelle loro tasche.
Prendersela con chi sta peggio di noi non è la soluzione a nessun problema, né nostro né loro. È una guerra tra poveri che giova ai più forti, che intanto stanno nell'ombra a fare ciò che hanno sempre fatto: del male.
Perché, piuttosto, non chiedere che s'indaghi contro chi sfrutta queste persone e, una volta preso, venga sbattuto in galera con ingoio della chiave? Perché non chiedere che in Italia questo fenomeno venga regolarizzato, in modo tale da impedire che le prostitute vengano coinvolte coattamente e garantendo loro ambienti di lavoro più sicuri, controlli medici ed allo Stato l'introito di una tassazione per pagare tutto questo? Certo, in quest'ultimo caso bisognerà stare attenti a non ricadere in cose come "ogni donna sorpresa in minigonna per strada dopo le 22 verrà marchiata come prostituta e affini" e vista la concezione dell'altra metà del cielo che si ha in Italia c'è da aver paura, però bisogna confidare che rispetto all'Ottocento nel cammino verso la parità dei sessi si siano fatti alcuni passi avanti.
Spazzare via il fenomeno della prostituzione con la forza, sia quella delle Vuvuzelas o il braccio armato della legge, è un'utopia. Se vogliamo veramente far sì che non vi siano più donne costrette, dalla fame o dalla mano violenta di qualcuno, a vendere la loro intimità per qualche spicciolo, dobbiamo eliminare quei fattori culturali che spingono i clienti a recarsi da loro e non a trovarsi una partner sessuale gratuita e consenziente.
Se le donne non venissero più percepite come oggetti o animali necessariamente sottomessi alla forza e alla volontà maschile, nè emarginate dalla società qualora vivano la propria sessualità senza reprimerla, come farebbe senza conseguenze un uomo, certamente le tanto vituperate prostitute, dai grossi centri al mio piccolo paese, troverebbero ben poco spazio per esistere.
Sarà un lavoro lungo, certo, mentre maltrattare chi già subisce angherie quotidianamente da parte dei cosiddetti "protettori" è qualcosa che si può fare qui ed ora. Chi vuole davvero una società più giusta dovrebbe lavorare, sia per l'oggi che per il domani, per far sì che le ingiustizie, le diseguaglianze e le sofferenze svaniscano, non crearle di ulteriori per far sì che nei confini del proprio orticello vada tutto bene. Quella non è giustizia nè uguaglianza nè libertà: è menefreghismo, che è ben diverso.
Purtroppo, si sa, è quest'ultimo genere di cose ad essere caro a quei grillini che la gente crede alternativi.
"L'importanza di Freud per il nostro tempo risale in larga misura nel fatto che egli ha saputo vedere e, in gran parte, dimostrare come la persona comune sia un brandello, contratto e disseccato, di come la persona può essere " - R. D. Laing
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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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lunedì 18 luglio 2011
Dalla parte delle prostitute
About:
condizione della donna,
locale,
sessualità
Scritto da:
Posizione sconosciuta.
lunedì 27 giugno 2011
L'amore ai tempi del bullismo
Non passa giorno nè passa notte senza che si svolga anche nelle nostre città, per quanto piccole e tranquille possano sembrare, almeno un episodio di prepotenza commessa da minori a danno di coetanei o quasi. Le statistiche inerenti al bullismo in Italia sono allarmanti: un ragazzo su due ha subito episodi di violenza psicologica, fisica o verbale ed il 33% degli studenti è vittima di bullismo. Certo, quelli che vediamo in tv sono solo gli episodi più gravi e non capitano tutti i giorni, tuttavia già il fatto che dei ragazzini riescano ad arrivare a certi livelli di violenza dev'essere un campanello non da poco, inoltre non per questo bisogna sottovalutare gli atti meno eclatanti di violenza contro il prossimo. Molti adulti osservano e affermano che tra ragazzi sono cose che capitano, che non è poi così grave, che "tra ragazzini far qualche dispetto ci sta", ma le prese in giro, le offese, le minacce e le botte avranno conseguenze anche nell'età adulta, poiché ne vanno a compromettere la fiducia in se stessi e nelle istituzioni di coloro che ne sono abitualmente vittime, spesso persone già fragili di per sè, con risultati facilmente immaginabili, tra i quali il diventare alla prima occasione carnefici a loro volta, dando origine a un circolo vizioso.
Nonostante sembra che la violenza sia diventata un modo comune di rapportarsi tra i ragazzini, pochi genitori si scandalizzano per come vengono pubblicizzati i cattivi in tv, con un tg che sembra una vetrina pubblicitaria dei più efferati assassini e le trasmissioni d'intrattenimento in cui troppo spesso vengono presentati episodi di violenza più o meno verbale e messaggi di disprezzo verso il diverso, verso l'altro. Non mi sorprende che tra quelle poche persone sia raro incontrare coloro che dissotterrano l'ascia di guerra al primo bacio omosessuale sugli schermi, perchè "quegli schifosi là" non meritano di stare in tv e sono diseducativi. È triste che nel 2011, anno in cui la specie umana dovrebbe aver perso certi tratti ferini da un pezzo, vi siano ancora persone che ritengono che la violenza vada sdoganata e la sessualità castigata, ma solo quella spontanea: le relazioni animalesche e malate di Grande Fratello e affini a quanto pare vanno bene, le coppiette che si baciano, specialmente se omosessuali, no, perchè "non son cose che si fanno quando i bambini possono guardare".
Mi chiedo perchè in un mondo in cui l'immersone nella crudeltà e nella violenza fa così spesso sì che l'aggressività verso il prossimo sia troppo spesso scelta come via per relazionarsi con i propri simili, non sarebbe più educativo il mostrare loro il volersi bene e l'amarsi anzichè l'ammazzarsi, il prendersi in giro e magari anche a sberle.
Nonostante sembra che la violenza sia diventata un modo comune di rapportarsi tra i ragazzini, pochi genitori si scandalizzano per come vengono pubblicizzati i cattivi in tv, con un tg che sembra una vetrina pubblicitaria dei più efferati assassini e le trasmissioni d'intrattenimento in cui troppo spesso vengono presentati episodi di violenza più o meno verbale e messaggi di disprezzo verso il diverso, verso l'altro. Non mi sorprende che tra quelle poche persone sia raro incontrare coloro che dissotterrano l'ascia di guerra al primo bacio omosessuale sugli schermi, perchè "quegli schifosi là" non meritano di stare in tv e sono diseducativi. È triste che nel 2011, anno in cui la specie umana dovrebbe aver perso certi tratti ferini da un pezzo, vi siano ancora persone che ritengono che la violenza vada sdoganata e la sessualità castigata, ma solo quella spontanea: le relazioni animalesche e malate di Grande Fratello e affini a quanto pare vanno bene, le coppiette che si baciano, specialmente se omosessuali, no, perchè "non son cose che si fanno quando i bambini possono guardare".
Mi chiedo perchè in un mondo in cui l'immersone nella crudeltà e nella violenza fa così spesso sì che l'aggressività verso il prossimo sia troppo spesso scelta come via per relazionarsi con i propri simili, non sarebbe più educativo il mostrare loro il volersi bene e l'amarsi anzichè l'ammazzarsi, il prendersi in giro e magari anche a sberle.
giovedì 23 giugno 2011
È così difficile?
Umberto Veronesi sostiene che non c'è amore più puro di quello omosessuale.
Giovanardi, di rimando, afferma che non c'è amore più alto di quello tra uomo e donna.
Io sostengo che tutti gli amori sono uguali, senza distinzioni di sesso, razza, età, condizioni personali e sociali, colore degli occhi, forma del naso, altezza, pettegolezzi delle linguacciute vecchiette di paese e chi più ne ha più ne metta, e penso anche, guarda un po', che tutti i modi di vivere la sessualità siano uguali, sempre che vissuti da adulti consenzienti senza che si faccia del male a nessuno, e che i tizi in Parlamento dovrebbero smettere di ostacolare sia l'amore che il sesso solo perchè lo Stato estero più piccolo del mondo s'impiccia in fatti che non sono suoi. Essendo le sensazioni uguali per tutta la specie umana, trovare differenze di valore tra di esse è sostenere che vi sono persone inferiori ad altre per quello che sono, non per quello che fanno. Dividere i sentimenti in serie A e serie B non è meno grave del razzismo, anzi, ha in comune con esso il principio ispiratore.
Cari politici italiani, se ci vuole tanto a capire una cosa del genere non è meglio che cambiate mestiere?
Giovanardi, di rimando, afferma che non c'è amore più alto di quello tra uomo e donna.
Io sostengo che tutti gli amori sono uguali, senza distinzioni di sesso, razza, età, condizioni personali e sociali, colore degli occhi, forma del naso, altezza, pettegolezzi delle linguacciute vecchiette di paese e chi più ne ha più ne metta, e penso anche, guarda un po', che tutti i modi di vivere la sessualità siano uguali, sempre che vissuti da adulti consenzienti senza che si faccia del male a nessuno, e che i tizi in Parlamento dovrebbero smettere di ostacolare sia l'amore che il sesso solo perchè lo Stato estero più piccolo del mondo s'impiccia in fatti che non sono suoi. Essendo le sensazioni uguali per tutta la specie umana, trovare differenze di valore tra di esse è sostenere che vi sono persone inferiori ad altre per quello che sono, non per quello che fanno. Dividere i sentimenti in serie A e serie B non è meno grave del razzismo, anzi, ha in comune con esso il principio ispiratore.
Cari politici italiani, se ci vuole tanto a capire una cosa del genere non è meglio che cambiate mestiere?
sabato 21 maggio 2011
L'homo viae, gli omosessuali e il futuro negato - riflessioni sparse ma non troppo a caso
Ormai i deliri di Grillo e l'incazzatura politica generalizzata disturbano perfino la mia pennichella pomeridiana. Un paio di giorni fa ho sognato che il comico genovese aveva preso il potere e, per impedire l'arrivo delle famiglie delle badanti polacche me non scontentare la "sua" sinistra, proponeva con successo una legge per introdurre i pacs con un comma che impediva ogni riconoscimento legale per le coppie con differenza d'età maggiore di 10 anni; poiché anche nella vita reale tra me ed il mio fidanzato ne passano più del doppio, nel sogno stavo spiegando al mio segretario di sezione perché il giorno dopo avrebbe letto sui giornali che m'ero incatenata davanti alla Prefettura.
Sinceramente non mi va di sapere se nel caso quest'inquietante mondo onirico diventasse realtà farei altrettanto o no, essendo la situazione italiana già sufficientemente tragica senza portare ulteriore sfiga. Tralasciate le interpretazioni tipo Freud con divano rosso annesso e connesso, mi sono domandata se una proposta di legge del genere sarebbe stata ben accolta dall'uomo della strada e dalla casalinga di Voghera, abituati a ragionare per stereotipi e luoghi comuni e quindi a votare Pdl, Lega o, appunto, Grillo. Razionalmente la speranza è che lo spirito democratico sia compenetrato a tal punto nell'anima culturale di ciascuno di noi da non far nemmeno considerare un'ipotesi del genere a qualunque persona del mondo reale, per quanto ignorante come un tacco possa essere e per quante tonnellate di eggs and bacon sugli occhi possa avere, tuttavia alcuni eventi recenti lasciano presagire l'arrivo imminente di un'ondata di repressione verso tutto ciò che nelle relazioni affettive non è considerato "normale" dal popolo bigotto e benpensante.
Per quanto a prima vista può sembrare decisamente scollegato, deduco ciò da come in questo Paese non solo non siano concessi diritti alle relazioni degli lgbt, ma anche e soprattutto da quanto sia penetrato nel senso comune delle casalinghe d Voghera il fatto che essi debbano essere negati perchè quelle persone sono anormali, malate bisognose di cure, interessate soltanto al sesso.... meno uguali degli altri, insomma.
Siamo dietro al Kosovo quanto a diritti degli omosessuali, sì boccia la legge contro l'omofobia in un Paese in cui Amnesty International dichiara che "Le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione", volano parole di sfregio da parte del pot pourri di destri più o meno addestrati verso gli omosessuali e le loro effusioni, ogni due per tre si legge di un'aggressione ai danni di un membro della comunità lgbt in quanto tale, nessuno s'indigna e parecchi approvano: quando non c'è rabbia di fronte alla violenza, verbale o fisica che sia, verso una persona solo perché ama qualcuno che alla società bene non è gradito allora il principio che sta dietro alla legge che ho sognato è già stato abbondantemente sdoganato. Per questi signori, indipendentemente da quanto potere abbiano, dev'essere la pseudo-saggezza del "s'è sempre fatto così" a decidere se due persone hanno diritto ad innamorarsi, a scambiarsi effusioni, a costruire un progetto di vita assieme, non le due individualità che si vogliono bene. Nel sogno mi sono sentita piena di rabbia, come se uno strano demone mi avesse stuprato l'anima e strappato da essa ogni sogno, ogni desiderio, ogni speranza, poi però io mi sono svegliata. Immagino che le persone a cui questa nazione matrigna nega persino il diritto di costruire un futuro con la persona che amano e da cui sono corrisposti si sentano così ogni volta che pensano al domani. Vedo quel principio orribile di cui sopra marchiato a fuoco nel cervello dell'uomo della strada, che passa, va e si domanda perchè mai ci sia qualcuno che si preoccupa di dare una vita a quelli lì, che sono diversi, sbagliati e contro natura, quando in giro ci sono tante persone normali che non arrivano alla fine del mese. Noto le occhiate che ogni tanto qualcuno tira a me e al mio ragazzo, con l'aria di pensare: "quella è una zoccola e quell'altro c'ha dei soldi". Bene, se l'Italia non si sveglia siamo nel sacchetto della tombola da cui verranno sorteggiati i prossimi bersagli. Vedo tanta gente in giro che si disinteressa di quest'ondata di moralismo che di giorno in giorno sbatte più violentemente contro il cervello degli italiani, entrando sempre più in quelli più permeabili da questo tipo di discorsi. Questa volta non m'importa di sapere se per via della Chiesa, di Berlusconi o della sindrome della comare di paese rincoglionita da grandi fratelli e affini: vorrei solo che in Italia per quanto riguarda l'uguaglianza dei cittadini sancita dall'articolo 3 della nostra Costituzione si andasse avanti anziché tornare indietro come i gamberi. In questi casi bisognerebbe urlare ad ogni indifferente: "Idiota! Se non hai la sensibilità di soffrire davanti alle ingiustizie commesse ai danni di un tuo simile, e forse approvi anche, visto che per te l'empatia è una malattia del fegato, poniti almeno una domanda: quando avranno finito con le coppie omosessuali, quelle transessuali, quelle sadomasochiste, quelle immigrate, quelle in cui solo uno ha la cittadinanza italiana, quelle con differenza d'altezza, di religione, d'età e di so-assai-io-cosa da chi credi che andranno? Che succederebbe se, in base a quella massima che usi come oggetto contundente contro i gay, domani ti ritrovassi nella loro stessa condizione? Come recita il vecchio adagio, si sa, chi di spada ferisce di spada perisce.... Se non puoi proprio procurarti nè empatia nè cervello, controlla se in super-sconto su E-Bay trovi almeno l'acume di farti i conti in tasca, pirla!". Probabilmente bisognerebbe scrivere sotto ogni opinione che si basa sul principio "voi non siete una coppia normale, quindi fate schifo e non dovreste esistere", in particolare alle cavolate omofobe di certi politici e pseudo-opinionisti, un avvertimento bordato di nero, con un testo del genere: "discriminare la gente che si ama perchè non corrisponde ai tuoi canoni nuoce gravemente a te e a chi ti sta intorno". Non è solo il fumo a fare male, in questo Paese.
Sinceramente non mi va di sapere se nel caso quest'inquietante mondo onirico diventasse realtà farei altrettanto o no, essendo la situazione italiana già sufficientemente tragica senza portare ulteriore sfiga. Tralasciate le interpretazioni tipo Freud con divano rosso annesso e connesso, mi sono domandata se una proposta di legge del genere sarebbe stata ben accolta dall'uomo della strada e dalla casalinga di Voghera, abituati a ragionare per stereotipi e luoghi comuni e quindi a votare Pdl, Lega o, appunto, Grillo. Razionalmente la speranza è che lo spirito democratico sia compenetrato a tal punto nell'anima culturale di ciascuno di noi da non far nemmeno considerare un'ipotesi del genere a qualunque persona del mondo reale, per quanto ignorante come un tacco possa essere e per quante tonnellate di eggs and bacon sugli occhi possa avere, tuttavia alcuni eventi recenti lasciano presagire l'arrivo imminente di un'ondata di repressione verso tutto ciò che nelle relazioni affettive non è considerato "normale" dal popolo bigotto e benpensante.
Per quanto a prima vista può sembrare decisamente scollegato, deduco ciò da come in questo Paese non solo non siano concessi diritti alle relazioni degli lgbt, ma anche e soprattutto da quanto sia penetrato nel senso comune delle casalinghe d Voghera il fatto che essi debbano essere negati perchè quelle persone sono anormali, malate bisognose di cure, interessate soltanto al sesso.... meno uguali degli altri, insomma.
Siamo dietro al Kosovo quanto a diritti degli omosessuali, sì boccia la legge contro l'omofobia in un Paese in cui Amnesty International dichiara che "Le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione", volano parole di sfregio da parte del pot pourri di destri più o meno addestrati verso gli omosessuali e le loro effusioni, ogni due per tre si legge di un'aggressione ai danni di un membro della comunità lgbt in quanto tale, nessuno s'indigna e parecchi approvano: quando non c'è rabbia di fronte alla violenza, verbale o fisica che sia, verso una persona solo perché ama qualcuno che alla società bene non è gradito allora il principio che sta dietro alla legge che ho sognato è già stato abbondantemente sdoganato. Per questi signori, indipendentemente da quanto potere abbiano, dev'essere la pseudo-saggezza del "s'è sempre fatto così" a decidere se due persone hanno diritto ad innamorarsi, a scambiarsi effusioni, a costruire un progetto di vita assieme, non le due individualità che si vogliono bene. Nel sogno mi sono sentita piena di rabbia, come se uno strano demone mi avesse stuprato l'anima e strappato da essa ogni sogno, ogni desiderio, ogni speranza, poi però io mi sono svegliata. Immagino che le persone a cui questa nazione matrigna nega persino il diritto di costruire un futuro con la persona che amano e da cui sono corrisposti si sentano così ogni volta che pensano al domani. Vedo quel principio orribile di cui sopra marchiato a fuoco nel cervello dell'uomo della strada, che passa, va e si domanda perchè mai ci sia qualcuno che si preoccupa di dare una vita a quelli lì, che sono diversi, sbagliati e contro natura, quando in giro ci sono tante persone normali che non arrivano alla fine del mese. Noto le occhiate che ogni tanto qualcuno tira a me e al mio ragazzo, con l'aria di pensare: "quella è una zoccola e quell'altro c'ha dei soldi". Bene, se l'Italia non si sveglia siamo nel sacchetto della tombola da cui verranno sorteggiati i prossimi bersagli. Vedo tanta gente in giro che si disinteressa di quest'ondata di moralismo che di giorno in giorno sbatte più violentemente contro il cervello degli italiani, entrando sempre più in quelli più permeabili da questo tipo di discorsi. Questa volta non m'importa di sapere se per via della Chiesa, di Berlusconi o della sindrome della comare di paese rincoglionita da grandi fratelli e affini: vorrei solo che in Italia per quanto riguarda l'uguaglianza dei cittadini sancita dall'articolo 3 della nostra Costituzione si andasse avanti anziché tornare indietro come i gamberi. In questi casi bisognerebbe urlare ad ogni indifferente: "Idiota! Se non hai la sensibilità di soffrire davanti alle ingiustizie commesse ai danni di un tuo simile, e forse approvi anche, visto che per te l'empatia è una malattia del fegato, poniti almeno una domanda: quando avranno finito con le coppie omosessuali, quelle transessuali, quelle sadomasochiste, quelle immigrate, quelle in cui solo uno ha la cittadinanza italiana, quelle con differenza d'altezza, di religione, d'età e di so-assai-io-cosa da chi credi che andranno? Che succederebbe se, in base a quella massima che usi come oggetto contundente contro i gay, domani ti ritrovassi nella loro stessa condizione? Come recita il vecchio adagio, si sa, chi di spada ferisce di spada perisce.... Se non puoi proprio procurarti nè empatia nè cervello, controlla se in super-sconto su E-Bay trovi almeno l'acume di farti i conti in tasca, pirla!". Probabilmente bisognerebbe scrivere sotto ogni opinione che si basa sul principio "voi non siete una coppia normale, quindi fate schifo e non dovreste esistere", in particolare alle cavolate omofobe di certi politici e pseudo-opinionisti, un avvertimento bordato di nero, con un testo del genere: "discriminare la gente che si ama perchè non corrisponde ai tuoi canoni nuoce gravemente a te e a chi ti sta intorno". Non è solo il fumo a fare male, in questo Paese.
giovedì 3 marzo 2011
I fascisti siete voi
O il troppo pensare al figo di turno mi sta facendo perdere interi pezzi di cronaca politica italiana, compresi quelli già depositati nella memoria a lungo termine da tempo, oppure oggi Vittorio Sgarbi, già noto per fare sovente uscite "che sembrano entrate" e per aver raccolto svariate condanne per diffamazione, ha dato il meglio di sè.
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro?
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena".
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante.
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo?
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale?
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro?
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena".
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante.
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo?
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale?
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giovedì 17 febbraio 2011
Se una puttana è.....
Se una puttana per voi è una donna che non passa le giornate a lavare i piatti e rammendare i calzini,
Se una puttana è una donna che non è a vostra completa disposizione,
Se una puttana è una donna che non pensa ad abbindolare qualche pollo che la mantenga e la sopporti a vita,
Se una puttana è una donna che rifiuta le costrizioni chiamate "valore della purezza" in cui la società fallocentica la relega dalla notte dei tempi,
Se una puttana è una donna che pretende di avere gli stessi diritti di un uomo nella teoria ma anche nella prassi,
Se una puttana è una donna che se fosse un uomo non sarebbe minimamente biasimata per i suoi comportamenti,
Se una puttana è una donna qualsiasi diversa dalla donna-angelo di cui cantava Dante a cavallo tra il Duecento e il Trecento,
Se una puttana è una donna che si ribella,
Se una puttana è una donna che non potete controllare con le vostre regole e quindi vi fa paura,
Ebbene, io sono una puttana. E chiamatemi pure così, se la cosa vi fa sentire meglio.
Faccio notare, però, a lorsignori maschi quanto sovente finiscano per orbitare attorno a quelle contro le quali sputano questo nome con disprezzo, e talvolta ne vengano pure rifiutati, dato che le "ragazze serie" che tanto esaltano non li soddisfano, e se lo fanno comunque le corna sono un po'lo sport nazionale assieme al calcio.
Soprattutto, però, faccio notare a lorsignore femmine che, mentre dedicano tutte le loro energie a tener protetto il buco davanti per essere accolte nella società, il maschilismo che governa l'ambiente in cui cercano di entrare glielo sta piazzando nel buco dietro.
Allora, la facciamo 'sta Rivoluzione sì o no?
Se una puttana è una donna che non è a vostra completa disposizione,
Se una puttana è una donna che non pensa ad abbindolare qualche pollo che la mantenga e la sopporti a vita,
Se una puttana è una donna che rifiuta le costrizioni chiamate "valore della purezza" in cui la società fallocentica la relega dalla notte dei tempi,
Se una puttana è una donna che pretende di avere gli stessi diritti di un uomo nella teoria ma anche nella prassi,
Se una puttana è una donna che se fosse un uomo non sarebbe minimamente biasimata per i suoi comportamenti,
Se una puttana è una donna qualsiasi diversa dalla donna-angelo di cui cantava Dante a cavallo tra il Duecento e il Trecento,
Se una puttana è una donna che si ribella,
Se una puttana è una donna che non potete controllare con le vostre regole e quindi vi fa paura,
Ebbene, io sono una puttana. E chiamatemi pure così, se la cosa vi fa sentire meglio.
Faccio notare, però, a lorsignori maschi quanto sovente finiscano per orbitare attorno a quelle contro le quali sputano questo nome con disprezzo, e talvolta ne vengano pure rifiutati, dato che le "ragazze serie" che tanto esaltano non li soddisfano, e se lo fanno comunque le corna sono un po'lo sport nazionale assieme al calcio.
Soprattutto, però, faccio notare a lorsignore femmine che, mentre dedicano tutte le loro energie a tener protetto il buco davanti per essere accolte nella società, il maschilismo che governa l'ambiente in cui cercano di entrare glielo sta piazzando nel buco dietro.
Allora, la facciamo 'sta Rivoluzione sì o no?
domenica 13 febbraio 2011
Riprendiamoci la dignità
Oggi si manifesta per la dignità della donna. Dignità che, non è difficile vederlo, sempre più spesso viene calpestata. Lo vediamo nei media, dove il ruolo della figura femminile è nulla più di quello di soprammobile o di decorazione natalizia, messa lì per abbellire la scena senza che dia alla stessa un arricchimento contenutistico. Lo vediamo nella politica, dove gli unici modelli di donna attivista che ci viene propinato è quella dell'ex soubrette che alla fine di una lunga serie di fellatio si ritrova bell'e caldo un careghino in Parlamento. Che idee ha? Chissenefrega, basta che non contraddica mai il capo. Lo vediamo, soprattutto, nella vita quotidiana, dove lo spettacolo pensoso proposto dai media si ripete, pur nel suo piccolo, ed ha per protagoniste donne drogate di Maria de Filippi che vorrebbero fare le veline e/o accaparrare l'uomo ricco che le mantiene a vita.
Non si può lasciare che la donna, finalmente liberata dalla gabbia d'oro dell'angelo del focolare, si ritrovi soggiogata da gente che quando nell'Iperuranio facevano i corsi di dignità per le anime neonate era fuori a fumare, oppure a fare il bunga bunga dietro qualche cespuglio.
Non si può nemmeno permettere, d'altra parte, che ritornino in auge le vecchie catene che relegavano, e a volte lo fanno ancora, le donne nascoste in casa a cucinare ed a badare alla prole, oppresse dal peso di una forma adulterata della parola dignità, quella che rende feccia una donna che rifiuta l'auto castrazione della sua personalità, delle sue idee, di una parte consistente della sua vita affettiva. Che onore c'è in questo? Quanto è diverso tutto ciò da quello delle varie veline? Quali sono le garanzie di libertà in più?
Non si può permettere che nel 2011 la scelta di vita per chi nasce di sesso femminile sia tra moglie e amante, tra schiava e puttana, tra macchina da pugnette e macchina da prole. In un Paese normale essa dovrebbe essere tra la libertà e le catene, e chiunque rifiuta queste ultime dovrebbe essere la norma e non un bersaglio privilegiato per epiteti poco esornativi di tutti i tipi che equiparano il soggetto in questione alle "belle di notte", alle veline e a certi politici, come invece vorrebbero certi sedicenti benpensanti.
La "Rivoluzione della ragazza seria" non sarà fatta con le mie braccia, ma oggi penso che la piazza reclami quell'altra, quella della donna libera, e anche libertina se le pare e piace (e lo fa gratis).
Compagne, cosa aspettiamo a far vedere si cosa siamo capaci?!
Non si può lasciare che la donna, finalmente liberata dalla gabbia d'oro dell'angelo del focolare, si ritrovi soggiogata da gente che quando nell'Iperuranio facevano i corsi di dignità per le anime neonate era fuori a fumare, oppure a fare il bunga bunga dietro qualche cespuglio.
Non si può nemmeno permettere, d'altra parte, che ritornino in auge le vecchie catene che relegavano, e a volte lo fanno ancora, le donne nascoste in casa a cucinare ed a badare alla prole, oppresse dal peso di una forma adulterata della parola dignità, quella che rende feccia una donna che rifiuta l'auto castrazione della sua personalità, delle sue idee, di una parte consistente della sua vita affettiva. Che onore c'è in questo? Quanto è diverso tutto ciò da quello delle varie veline? Quali sono le garanzie di libertà in più?
Non si può permettere che nel 2011 la scelta di vita per chi nasce di sesso femminile sia tra moglie e amante, tra schiava e puttana, tra macchina da pugnette e macchina da prole. In un Paese normale essa dovrebbe essere tra la libertà e le catene, e chiunque rifiuta queste ultime dovrebbe essere la norma e non un bersaglio privilegiato per epiteti poco esornativi di tutti i tipi che equiparano il soggetto in questione alle "belle di notte", alle veline e a certi politici, come invece vorrebbero certi sedicenti benpensanti.
La "Rivoluzione della ragazza seria" non sarà fatta con le mie braccia, ma oggi penso che la piazza reclami quell'altra, quella della donna libera, e anche libertina se le pare e piace (e lo fa gratis).
Compagne, cosa aspettiamo a far vedere si cosa siamo capaci?!
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sabato 6 novembre 2010
Le idiote siamo noi
A dare un'occhiata alla situazione generale della politica in Italia, in particolare nella sua componente femminile, viene da pensare che avesse ragione Stracquadanio quando in pratica giustificò il darla via per un posto in Parlamento. Le idiote non sono loro, che vanno a letto con il potente di turno per andare a lavorare come yes-women su una poltroncina strapagata (da noi), le vere idiote siamo noi.
Sì, avete capito bene. Le idiote siamo noi attiviste, che facciamo quello che possiamo per portare avanti il nostro ideale, perché (povere illuse!) ne abbiamo uno, che per giunta non contempla lo svendersi per accumulare due lire in banca. Le idiote siamo noi che quella volta a settimana, al mese o quand'è non andiamo ai festini di palazzo, ma alle riunioni dove si discute di questioni importanti, sia a livello locale che nazionale, ci si confronta, si organizza qualcosa, e non siamo lì per far presenza e non far sembrare troppo sospetto un futuro eventuale incarico piovuto "dall'alto" in cambio di chissà che, ma partecipiamo sia stando a sentire che, quando serve, proponendo, esattamente come i nostri compagni uomini.
Le idiote siamo noi che quando c'è da organizzare un'iniziativa, fare striscioni, scrivere e/o dare volantini o comunque c'è da dare una mano in qualche modo, collaboriamo e ci diamo da fare in prima persona, e non ce ne può fregar di meno se ci roviniamo i tacchi, la manicure o il trucco.
Le idiote siamo noi che vogliamo stare nel posto dove siamo più utili, pertanto vogliamo qualche incarico solo se ci viene assegnato per il bene della causa, non per il pene di qualche santo in paradiso che intercede per noi.
Le idiote siamo noi che, dato che grazie a quelle signorine che prendono le poltrone tramite "corsie preferenziali", o che ci provano ma non ci riescono, la maggioranza della gente crede che se una persona di sesso femminile, specie se giovane, "gravita" attorno ad un partito sia quasi di certo un'arrivista, dobbiamo farci in quattro per non correre il rischio di essere considerate delle aspiranti Carfagne, per gridare e far gridare dalle nostre azioni: "io non sono come loro, ed anzi sono orgogliosa di non esserlo".
Le idiote siamo noi che diamo meno importanza alla bellezza fisica che al saper mettere in riga due frasi di senso compiuto, con tutti i congiuntivi al loro posto e con un significato profondo dietro.
Le idiote siamo noi che sappiamo apprezzare in un uomo la bellezza dei concetti che esprime, il fascino ed anche, dato che Madre Natura vuole così, l'aspetto fisico, mentre del portafoglio, dello status e delle conoscenze non ce ne potrebbe importare di meno.
Le idiote siamo noi che diamo meno importanza alla bellezza fisica che al saper mettere in riga due frasi di senso compiuto, con tutti i congiuntivi al loro posto e con un significato profondo dietro.
Le idiote siamo noi che sappiamo apprezzare in un uomo la bellezza dei concetti che esprime, il fascino ed anche, dato che Madre Natura vuole così, l'aspetto fisico, mentre del portafoglio, dello status e delle conoscenze non ce ne potrebbe importare di meno.
Le idiote siamo noi che abbiamo "pensato bene" di nascere femmine, di avere degli ideali e di volerli portare avanti in una società dove per noi non c'è posto, siamo noi che non vogliamo che l'unico modello di donna socialmente impegnata proposto alle nuove generazioni sia quello della ragazzina che grazie alle sue conoscenze sceglie indifferentemente se farsi piazzare in Parlamento o a sculettare alla Rai.
È chiaro che le idiote come noi non hanno vita facile in questa società di femmine intelligenti, con così tanto cervello che la parte di esso dedicata ai calcoli matematici è dovuta emigrare in mezzo alle gambe. Noi siamo idiote perché siamo fuori tempo, nell'epoca sbagliata. Avremmo dovuto vivere quaranta o cinquant'anni fa, dato che preferiamo le attiviste alle arriviste, i donchisciotte in gonnella alle meretrici, Nilde Iotti alla Carfagna (o alla Prestigiacomo, come scriveva l'ex moglie dell'utilizzatore finale), la democrazia alla mignottocrazia, le riunioni di partito ai corsi di formazione politica per veline selezionate tramite "esame orale", i volantini ai festini, la cotta disinteressata per il segretario di sezione al "con chi ci posso provare per ottenere il maggior numero di benefici possibile?"..... in breve, combattere per non essere considerate un oggetto o una merce di scambio anziché per essere tale.
Signori del governo, dato che vi diamo tanto fastidio, date fondi alla ricerca per far costruire una macchina del tempo, poi spediteci là. Poi però, quando capirete che per far funzionare la società non è di femmine che c'è bisogno, ma di donne, non veniteci a cercare.
da una donna orgogliosa di non essere un'arrivista
VERGOGNATEVI!!
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martedì 27 luglio 2010
Ho denunciato la gelosia per stalking
Fin dal primo momento abbiamo avuto una relazione idilliaca, anche se ora può non sembrare: dovete credermi. Più che una relazione la definirei "folie à deux". In ogni circostanza io e lei eravamo insieme, il resto del mondo semplicemente non c'era. Un giorno, improvvisamente, cominciarono i litigi: capimmo di avere due concezioni del mondo troppo diverse. Lei era altruista, per carità, forse anche troppo. Pretendeva che tutte le persone stessero ai miei piedi e non avessero altro Dio all'infuori di me. Chiunque non rispettasse questo comandamento le era antipatico. Probabilmente lo faceva a fin di bene, ma io sognavo un mondo diverso: la proprietà privata delle persone, io, non riuscivo nemmeno a concepirla.
Sapevo che quella storia doveva finire.
Due anni fa, dopo l'ennesima giornata passata a farmi del nervoso per colpa sua, le preparai le valigie e la sbattei fuori dalla porta, gridandole che non avrebbe dovuto farsi mai più rivedere da quelle parti.
Ovviamente non la prese bene. Bussò, minacciò, imprecò per ore, giorni, settimane.... urlava cha aveva speso tutte le sue energie per far sì che migliorassi, crescessi e fossi circondata di persone per bene, mi minacciò più volte che me l'avrebbe fatta pagare. Pensai di chiamarvi se le cose fossero andate storte, ma ero più forte di lei, e riuscii a chiuderla fuori.
Non credetemi che abbia smesso di venire, anzi! Ogni tanto passa e ripete le stesse scenate, a volte tenta persino di entrare forzando la porta d'ingresso in qualche modo, visto che la chiave che ha non apre più. C'è speranza di ottenere un'ordinanza restrittiva?
Cominciai a trovarla in qualunque luogo, se non tutti i giorni, quasi. Dovunque andassi, lei c'era sempre. Si nascondeva dietro due amanti che litigavano per strada, tra la folla degli studenti o dei lavoratori che iniziavano la loro faticosa giornata, accanto al giocattolo nuovo del bambino che si divertiva con gli amici nel prato. Ma io la vedevo, lo sapevo che era lì, e stavo alla larga.
Fingevo di non vederla, che sciocca sono stata! Sapete, credevo davvero che con il tempo l'avrebbe piantata di fare queste scene... dopotutto abbiamo avuto una lunga storia, speravo che lei facesse così per lo stress, che non fosse cattiva.... Invece la situazione non fece che peggiorare.
Cominciò a dire in giro a tutti che ero marcatamente arrivista e che avevo come unico scopo nella mia vita quello di rubare loro il primo posto in qualche strana classifica che manco so quale sia. La prima donna, la più brava della classe, miss maglietta bagnata: ogni volta citava quella che faceva più presa sulla persona con cui parlava. Per non citare poi la vera e propria campagna di sputtanamento che mise in atto con le persone fidanzate! Sfruttando il mio libertinismo, 'sta testa di cavolo mise in testa loro che non avevo di meglio da fare nella vita che portargli via il partner... manco fosse un pacco postale con le gambe, dico io!
Per fortuna non abboccarono tutte, se devo essere sincera: d'altronde basta guardarmi in faccia per capire che del successo, degli status e dei primi posti me ne frega ben poco.... Per quanto riguarda l'ultima parte, ha abboccato qualcuno in più, d'altronde le critiche avevano terreno fertile in un paese in cui le mie posizioni sono fraintese dai più: se parli di libertà sessuale allora ti vuoi trombare tutti e pensi solo a quello e se dai contro alla proprietà privata delle persone è perchè ti diverti a rovinare le famiglie.... se siano loro che la pensino così o se quella testa di cavolo le abbia plagiate per bene, quello non saprei dirlo... dite che ci sta comunque una denuncia per calunnia o per diffamazione?
So che la querela dev'essere sporta dalla parte offesa e quindi non potete farci niente, però tenete gli occhi aperti su eventuali denunce per violenze ai suoi numerosi partners, soprattutto verso le donne, che di solito preferisce... ci sono passata, so che cosa fa loro tendenzialmente: le fa litigare con altre persone solo perchè non si genuflettono di fronte a loro, le chiude in se stesse, alimenta l'odio al loro interno, in più le fa sprofondare in una logica autoreferenziale che le priva di ogni occasione reale di crescita e di confronto... se non è violenza psicologica questa...
Ho letto, e correggetemi se sbaglio , che la pena massima per lo stalking è di quattro anni di reclusione. Tanto mi basterebbe erp riuscirmi a fare una vita normale e cercare un posto dove, una volta uscita di galera, non mi possa raggiungere. Forse anche le altre che subiscono la stessa sorte riuscirebbero afare una vita normale togliendosela dai piedi, il che sicuramente sarebbe una cosa molto positiva.... quindi prendetela, prima che trovi qualche amico compiacente che accetti di nasconderla in casa sua in modo che non possiate trovarla, arrestatela e fate in modo che sconti in cella fino all'ultimo giorno di pena.
Arrestatela, per favore, portatela dentro e gettate la chiave.... non tanto perchè la mia vita grazie alle sue persecuzioni è diventata un gran casino, tanto da non sapere più come comportarmi quando c'è di mezzo lei, ma anche per tutte le persone che ci convivono, che se la passano molto peggio di me. Fate respirare loro un po' d'aria, così che capiscano che un'altra vita non solo è possibile, ma è anche migliore dello stare immersi nell'odio, nella violenza e nella rabbia, con conseguenti litigi, come facevano convivendo con lei.
Sapevo che quella storia doveva finire.
Due anni fa, dopo l'ennesima giornata passata a farmi del nervoso per colpa sua, le preparai le valigie e la sbattei fuori dalla porta, gridandole che non avrebbe dovuto farsi mai più rivedere da quelle parti.
Ovviamente non la prese bene. Bussò, minacciò, imprecò per ore, giorni, settimane.... urlava cha aveva speso tutte le sue energie per far sì che migliorassi, crescessi e fossi circondata di persone per bene, mi minacciò più volte che me l'avrebbe fatta pagare. Pensai di chiamarvi se le cose fossero andate storte, ma ero più forte di lei, e riuscii a chiuderla fuori.
Non credetemi che abbia smesso di venire, anzi! Ogni tanto passa e ripete le stesse scenate, a volte tenta persino di entrare forzando la porta d'ingresso in qualche modo, visto che la chiave che ha non apre più. C'è speranza di ottenere un'ordinanza restrittiva?
Cominciai a trovarla in qualunque luogo, se non tutti i giorni, quasi. Dovunque andassi, lei c'era sempre. Si nascondeva dietro due amanti che litigavano per strada, tra la folla degli studenti o dei lavoratori che iniziavano la loro faticosa giornata, accanto al giocattolo nuovo del bambino che si divertiva con gli amici nel prato. Ma io la vedevo, lo sapevo che era lì, e stavo alla larga.
Fingevo di non vederla, che sciocca sono stata! Sapete, credevo davvero che con il tempo l'avrebbe piantata di fare queste scene... dopotutto abbiamo avuto una lunga storia, speravo che lei facesse così per lo stress, che non fosse cattiva.... Invece la situazione non fece che peggiorare.
Cominciò a dire in giro a tutti che ero marcatamente arrivista e che avevo come unico scopo nella mia vita quello di rubare loro il primo posto in qualche strana classifica che manco so quale sia. La prima donna, la più brava della classe, miss maglietta bagnata: ogni volta citava quella che faceva più presa sulla persona con cui parlava. Per non citare poi la vera e propria campagna di sputtanamento che mise in atto con le persone fidanzate! Sfruttando il mio libertinismo, 'sta testa di cavolo mise in testa loro che non avevo di meglio da fare nella vita che portargli via il partner... manco fosse un pacco postale con le gambe, dico io!
Per fortuna non abboccarono tutte, se devo essere sincera: d'altronde basta guardarmi in faccia per capire che del successo, degli status e dei primi posti me ne frega ben poco.... Per quanto riguarda l'ultima parte, ha abboccato qualcuno in più, d'altronde le critiche avevano terreno fertile in un paese in cui le mie posizioni sono fraintese dai più: se parli di libertà sessuale allora ti vuoi trombare tutti e pensi solo a quello e se dai contro alla proprietà privata delle persone è perchè ti diverti a rovinare le famiglie.... se siano loro che la pensino così o se quella testa di cavolo le abbia plagiate per bene, quello non saprei dirlo... dite che ci sta comunque una denuncia per calunnia o per diffamazione?
So che la querela dev'essere sporta dalla parte offesa e quindi non potete farci niente, però tenete gli occhi aperti su eventuali denunce per violenze ai suoi numerosi partners, soprattutto verso le donne, che di solito preferisce... ci sono passata, so che cosa fa loro tendenzialmente: le fa litigare con altre persone solo perchè non si genuflettono di fronte a loro, le chiude in se stesse, alimenta l'odio al loro interno, in più le fa sprofondare in una logica autoreferenziale che le priva di ogni occasione reale di crescita e di confronto... se non è violenza psicologica questa...
Ho letto, e correggetemi se sbaglio , che la pena massima per lo stalking è di quattro anni di reclusione. Tanto mi basterebbe erp riuscirmi a fare una vita normale e cercare un posto dove, una volta uscita di galera, non mi possa raggiungere. Forse anche le altre che subiscono la stessa sorte riuscirebbero afare una vita normale togliendosela dai piedi, il che sicuramente sarebbe una cosa molto positiva.... quindi prendetela, prima che trovi qualche amico compiacente che accetti di nasconderla in casa sua in modo che non possiate trovarla, arrestatela e fate in modo che sconti in cella fino all'ultimo giorno di pena.
Arrestatela, per favore, portatela dentro e gettate la chiave.... non tanto perchè la mia vita grazie alle sue persecuzioni è diventata un gran casino, tanto da non sapere più come comportarmi quando c'è di mezzo lei, ma anche per tutte le persone che ci convivono, che se la passano molto peggio di me. Fate respirare loro un po' d'aria, così che capiscano che un'altra vita non solo è possibile, ma è anche migliore dello stare immersi nell'odio, nella violenza e nella rabbia, con conseguenti litigi, come facevano convivendo con lei.
giovedì 22 luglio 2010
Persone: proprietà privata
Capita spesso di discutere sulla correttezza o meno di questo sistema che si basa sulla difesa della propietà privata delle cose. Ciò che spesso si dimentica è qualcosa che, in my humble opinion, è altrettanto squallido: la proprietà privata delle persone. Certo la schiavitù è stata abolita un po'di anni fa, ma mentre quella sul lavoro è, o quantomeno era, punita, quella che si crea nei legami affettivi tra le persone è ancora adesso applaudita.
Basta solo pensare al lessico, nella fattispecie all'uso del posessivo nei rapporti di relazione.
Se io non conosco una persona allora costui è definito un estraneo e non un "mio" estraneo, ma se lo conosco è mio figlio, mio padre, mio fratello, il mio cane, mio nonno, mio marito, un mio amico o altro, come se l'individuo fosse una sorta di Spa di cui chi lo conosce detiene un pacchetto azionario. Se tutto ciò si limitasse ad una pura discussione linguistica o alla valanga di consigli da cui siamo quotidianamente invasi sarebbe una discussione fine a se stessa, il guaio è che la cosa non si ferma lì. Certo, siamo lontani dal vecchio pater familias e dalla donna sottomessa prima al padre e poi al marito, ma forse non abbastanza.
Innanzitutto da quando nasci ai 18 anni la maggioranza del tuo pacchetto azionario ce l'hanno i genitori. Sono loro ad insegnarti cosa devi pensare, come ti devi comportare, come relazionarti con gli altri, che scuole frequentare. Tu hai attitudine per la letteratura e al classico prenderesti tutti 10? Se il papà non vuole via di corsa allo scientifico. Hai il sogno di diventare estetista e vuoi fare il corso necessario? Niente da fare se la mamma ti vuole dottoressa. Per non parlare di scelte come l'educazione sessuale e religiosa, attinenti alla sfera intima dell'individuo, su cui tecnicamente hanno il monopolio. Le conseguenze di tutto ciò graveranno sulle spalle del futuro adulto per tutta la vita, ed ancora troppa gente plaude certe forme di violenza psicologica e talvolta anche fisica ("ma sì, dagli/lle un bel ceffone, che male fa?!") a livello intrafamiliare. Se sei ateo in una famiglia di credenti, omosessuale in una famiglia di omofobi, comunista in una famiglia di liberali, peggio per te: ci penserai dopo. Nel frattempo china la testa e lecca, e possibilmente subisci senza lamentarti troppo, se no va a finire che ti becchi pure una legnata.
Per uscire da questa situazione di monopolio dei c***i tuoi e dare una parvenza di democrazia, l'azionista di maggioranza successivo te lo scegli tu. Se proponi te stesso la società ti spernacchia: troppo facile, devi eleggere "il tuo ragazzo" o "la tua ragazza", diventando a tua volta "il suo ragazzo" o "la sua ragazza". L'accordo sembra semplice: dare sesso in cambio di sesso. È quello che volete entrambi, 100% di soddisfatti. Invece no, non basta, se no sei "una persona poco seria". Dovete regolamentarvi anche sulle uscite, sui messaggi, sulle telefonate, sui vestiti: quanto al "con chi trombare" non potete, l'esclusiva è da considerarsi obbligatoria. Un contratto prestampato su cui non avete nessuno dei due il potere di agire.
Ecco arrivare quindi le imposizioni, che nel migliore dei casi possono limitarsi al "non guardare la partita 'chè stasera c'è Travaglio sul due", nel peggiore arriviamo a vere e proprie segregazioni in casa dovute a gelosia eccessiva e ad obblighi di abbigliamento come vestiti lunghi ("non ti mettere la minigonna, troia!"), velo e burqa. A tua volta, dopo, avrai dei figli, su cui potrai esercitare il controllo totale che è stato imposto a te, secondo la forma di tirannide che tu reputi migliore. Quindi potrai far pagare a loro le frustrazioni che hai ricevuto tu, dalla prima all'ultima. E il ciclo si ripete.
In questi casi, però, quella sinistra che condanna le spa sulle necessità fisiche dell'individuo, difende quelle psicologiche, in nome del "diritto di genitori di educare i figli" e della "libertà di scelta della persona" (ma libertà de che, se me lo impongono?).
Se è vero che i processi economici e quelli filosofici si condizionano a vicenda, come sostengono molti pensatori, come si può pensare di scollegare due facce della stessa medaglia e non di fare, come già ipotizzava Platone, lo sgambetto alla proprietà privata sia delle cose che delle persone (la tanto lodata "famiglia")?
Basta solo pensare al lessico, nella fattispecie all'uso del posessivo nei rapporti di relazione.
Se io non conosco una persona allora costui è definito un estraneo e non un "mio" estraneo, ma se lo conosco è mio figlio, mio padre, mio fratello, il mio cane, mio nonno, mio marito, un mio amico o altro, come se l'individuo fosse una sorta di Spa di cui chi lo conosce detiene un pacchetto azionario. Se tutto ciò si limitasse ad una pura discussione linguistica o alla valanga di consigli da cui siamo quotidianamente invasi sarebbe una discussione fine a se stessa, il guaio è che la cosa non si ferma lì. Certo, siamo lontani dal vecchio pater familias e dalla donna sottomessa prima al padre e poi al marito, ma forse non abbastanza.
Innanzitutto da quando nasci ai 18 anni la maggioranza del tuo pacchetto azionario ce l'hanno i genitori. Sono loro ad insegnarti cosa devi pensare, come ti devi comportare, come relazionarti con gli altri, che scuole frequentare. Tu hai attitudine per la letteratura e al classico prenderesti tutti 10? Se il papà non vuole via di corsa allo scientifico. Hai il sogno di diventare estetista e vuoi fare il corso necessario? Niente da fare se la mamma ti vuole dottoressa. Per non parlare di scelte come l'educazione sessuale e religiosa, attinenti alla sfera intima dell'individuo, su cui tecnicamente hanno il monopolio. Le conseguenze di tutto ciò graveranno sulle spalle del futuro adulto per tutta la vita, ed ancora troppa gente plaude certe forme di violenza psicologica e talvolta anche fisica ("ma sì, dagli/lle un bel ceffone, che male fa?!") a livello intrafamiliare. Se sei ateo in una famiglia di credenti, omosessuale in una famiglia di omofobi, comunista in una famiglia di liberali, peggio per te: ci penserai dopo. Nel frattempo china la testa e lecca, e possibilmente subisci senza lamentarti troppo, se no va a finire che ti becchi pure una legnata.
Per uscire da questa situazione di monopolio dei c***i tuoi e dare una parvenza di democrazia, l'azionista di maggioranza successivo te lo scegli tu. Se proponi te stesso la società ti spernacchia: troppo facile, devi eleggere "il tuo ragazzo" o "la tua ragazza", diventando a tua volta "il suo ragazzo" o "la sua ragazza". L'accordo sembra semplice: dare sesso in cambio di sesso. È quello che volete entrambi, 100% di soddisfatti. Invece no, non basta, se no sei "una persona poco seria". Dovete regolamentarvi anche sulle uscite, sui messaggi, sulle telefonate, sui vestiti: quanto al "con chi trombare" non potete, l'esclusiva è da considerarsi obbligatoria. Un contratto prestampato su cui non avete nessuno dei due il potere di agire.
Ecco arrivare quindi le imposizioni, che nel migliore dei casi possono limitarsi al "non guardare la partita 'chè stasera c'è Travaglio sul due", nel peggiore arriviamo a vere e proprie segregazioni in casa dovute a gelosia eccessiva e ad obblighi di abbigliamento come vestiti lunghi ("non ti mettere la minigonna, troia!"), velo e burqa. A tua volta, dopo, avrai dei figli, su cui potrai esercitare il controllo totale che è stato imposto a te, secondo la forma di tirannide che tu reputi migliore. Quindi potrai far pagare a loro le frustrazioni che hai ricevuto tu, dalla prima all'ultima. E il ciclo si ripete.
In questi casi, però, quella sinistra che condanna le spa sulle necessità fisiche dell'individuo, difende quelle psicologiche, in nome del "diritto di genitori di educare i figli" e della "libertà di scelta della persona" (ma libertà de che, se me lo impongono?).
Se è vero che i processi economici e quelli filosofici si condizionano a vicenda, come sostengono molti pensatori, come si può pensare di scollegare due facce della stessa medaglia e non di fare, come già ipotizzava Platone, lo sgambetto alla proprietà privata sia delle cose che delle persone (la tanto lodata "famiglia")?
lunedì 12 luglio 2010
Libertini, questi sconosciuti
Si parla della piaga della discriminazione per via delle preferenze sessuali. Degli omosessuali sì, dei libertini no. Sempre.
Eppure oggi, per quanto vi siano innumerevoli pazzoidi fanatico-religiosi che devono ringraziare l'avvento della legge Basaglia, far parte della prima categoria causa molti meno problemi rispetto alla seconda.
Se se ne parla, è solo perchè il cattobigotto di turno se n'è uscito con l'affermazione (leggasi: belinata) che il fatto che l'omosessualità è una perversione è dimostrato dal loro maggiore comportamento libertino (!!), e solo per specificare il fatto VERO che non è detto che sia così, anzi, ci sono anche molti lovers tra di loro. Sul fatto che anche agli altri sia stato dato dei perversi e malati, nessuna protesta. Tutti d'accordo che sia così? Voglio sperare di no....
Una persona con un minimo di raziocinio (non quelli di cui sopra, quindi) mal che vada ad un omosessuale, uomo o donna che sia, risponderà che è una scelta come un'altra, anche se pare che per la scienza le cose non stiano così.
Nella seconda ipotesi invece, se lo sei dichiaratamente e non ti trinceri dietro ad una maschrea parvente di "normalità", esattamente come fanno quei gays che decidono di sposarsi e fare in segreto ciò che facevano prima, mal te ne incoglie. Eppure, se tralasciassimo la filosofia e guardassimo solo ai fatti, la coda dei libertini, siano essi etero, omo o quant'altro, sarebbe pressochè infinita. Viva il paese del "si fa ma non si dice".
Se hai la fortuna di essere un libertino uomo probabilmente, a parte i fanatici pazzi, la società si prodigherà in un applauso scrosciante: "così si fa, bravo, dongiovanni, tombeur de femmes, fidanzarsi seriamente nuoce gravemente alla salute".
Se invece hai la sventura di nascere donna e la pressione culturale fascista del "non lo fo per piacer mio ma per dar dei figli a Dio" non ha sortito i necessari effetti, anhe se magari è una lover delle peggio, apriti cielo. Improvvisamente anche semianalfabeti che a stento sanno che significa "polpastrello" imparano almeno 25 sinonimi diversi di "meretrice", e te li dedicano tutti. Chissà perchè a nessuno viene mai in mente che fare sesso per piacere e farlo per soldi, o peggio per favori in ambito politico, son due cose "un attimino" diverse, e che se arrivano al punto di equiparare queste due realtà forse prima di dar lezioni di morale farebbero meglio a smetterla di votare Berlusconi.
Vallo a spiegar loro, inoltre, che il fatto di non avere un ragazzo fisso implichi una minore selezione: la prova dei fatti dimostra che molte lovers adolescenti ne fanno molto meno, la differenza sta tutta nel dire "ti amo" (e magari crederlo!) dopo un quarto d'ora che ci si è conosciuti oppiure non dirlo evitando di prendere in giro la gente. In questo senso, stigmatizzare quella cosa che si chiama "sesso senza amore" (che poi chi decide che cos'è l'amore?) non aiuta di certo, anzi....
Per loro una ragazza seria è quella che si priva del piacere sessuale che madre natura le ha dato. Se è coerente, chissenfrega. Se ha delle idee, chissenefrega al cubo. Anzi, cerchiamo di farle subito il lavaggio del cervello a colpi di angeli, focolari, matrimoni "non per soldi ma per denaro" e incubatrici con le tette, non sia mai che continui a pensare a frivolezze quali la libertà sessuale e la parità di genere.
Dobbiamo lottare contro le discriminazioni circa ciò che è attinente a questa sfera della personalità e non prevede la violenza su persone non consenzienti, nel terzo millennio la gente non dev'essere costretta a fingersi ciò che non è per non rischiare violenze fisiche o verbali..
Però questa battaglia dev'essere portata avanti, oltre che da tutti, per tutti, non mettersi a separare "i capri dalle pecore" e condannare i primi all'inferno secondo l'arbitrio divino di non so quale "moralmente accettato".
Io sarei andata al Pride, se solo quest'anno fosse stato più vicino, però mi domando: se un mini-pride l'avessimo fatto noi libertini/e dichiarati/e, quanti di loro sarebbero venuti?
Eppure oggi, per quanto vi siano innumerevoli pazzoidi fanatico-religiosi che devono ringraziare l'avvento della legge Basaglia, far parte della prima categoria causa molti meno problemi rispetto alla seconda.
Se se ne parla, è solo perchè il cattobigotto di turno se n'è uscito con l'affermazione (leggasi: belinata) che il fatto che l'omosessualità è una perversione è dimostrato dal loro maggiore comportamento libertino (!!), e solo per specificare il fatto VERO che non è detto che sia così, anzi, ci sono anche molti lovers tra di loro. Sul fatto che anche agli altri sia stato dato dei perversi e malati, nessuna protesta. Tutti d'accordo che sia così? Voglio sperare di no....
Una persona con un minimo di raziocinio (non quelli di cui sopra, quindi) mal che vada ad un omosessuale, uomo o donna che sia, risponderà che è una scelta come un'altra, anche se pare che per la scienza le cose non stiano così.
Nella seconda ipotesi invece, se lo sei dichiaratamente e non ti trinceri dietro ad una maschrea parvente di "normalità", esattamente come fanno quei gays che decidono di sposarsi e fare in segreto ciò che facevano prima, mal te ne incoglie. Eppure, se tralasciassimo la filosofia e guardassimo solo ai fatti, la coda dei libertini, siano essi etero, omo o quant'altro, sarebbe pressochè infinita. Viva il paese del "si fa ma non si dice".
Se hai la fortuna di essere un libertino uomo probabilmente, a parte i fanatici pazzi, la società si prodigherà in un applauso scrosciante: "così si fa, bravo, dongiovanni, tombeur de femmes, fidanzarsi seriamente nuoce gravemente alla salute".
Se invece hai la sventura di nascere donna e la pressione culturale fascista del "non lo fo per piacer mio ma per dar dei figli a Dio" non ha sortito i necessari effetti, anhe se magari è una lover delle peggio, apriti cielo. Improvvisamente anche semianalfabeti che a stento sanno che significa "polpastrello" imparano almeno 25 sinonimi diversi di "meretrice", e te li dedicano tutti. Chissà perchè a nessuno viene mai in mente che fare sesso per piacere e farlo per soldi, o peggio per favori in ambito politico, son due cose "un attimino" diverse, e che se arrivano al punto di equiparare queste due realtà forse prima di dar lezioni di morale farebbero meglio a smetterla di votare Berlusconi.
Vallo a spiegar loro, inoltre, che il fatto di non avere un ragazzo fisso implichi una minore selezione: la prova dei fatti dimostra che molte lovers adolescenti ne fanno molto meno, la differenza sta tutta nel dire "ti amo" (e magari crederlo!) dopo un quarto d'ora che ci si è conosciuti oppiure non dirlo evitando di prendere in giro la gente. In questo senso, stigmatizzare quella cosa che si chiama "sesso senza amore" (che poi chi decide che cos'è l'amore?) non aiuta di certo, anzi....
Per loro una ragazza seria è quella che si priva del piacere sessuale che madre natura le ha dato. Se è coerente, chissenfrega. Se ha delle idee, chissenefrega al cubo. Anzi, cerchiamo di farle subito il lavaggio del cervello a colpi di angeli, focolari, matrimoni "non per soldi ma per denaro" e incubatrici con le tette, non sia mai che continui a pensare a frivolezze quali la libertà sessuale e la parità di genere.
Dobbiamo lottare contro le discriminazioni circa ciò che è attinente a questa sfera della personalità e non prevede la violenza su persone non consenzienti, nel terzo millennio la gente non dev'essere costretta a fingersi ciò che non è per non rischiare violenze fisiche o verbali..
Però questa battaglia dev'essere portata avanti, oltre che da tutti, per tutti, non mettersi a separare "i capri dalle pecore" e condannare i primi all'inferno secondo l'arbitrio divino di non so quale "moralmente accettato".
Io sarei andata al Pride, se solo quest'anno fosse stato più vicino, però mi domando: se un mini-pride l'avessimo fatto noi libertini/e dichiarati/e, quanti di loro sarebbero venuti?
venerdì 2 luglio 2010
Sinistri per caso
Io, i "sinistri" antilibertini, proprio non li sopporto. Non per niente ho usato il termine "sinistri" e non (che so?) "left-oriented" o semplicemente "di sinistra": m'inquietano.
Preferisco molto di più un legato leghista alla Burghez, o un fascio della peggior specie: uno fa delle tradizioni la sua politica, e quindi "si fa perchè si faceva una volta", l'altro poggia tutta la sua filosofia su una concezione della vita che sacrifica l'individuo ad un ordine sociale di tipo repressivo, che mortifica gli istinti sessuali per incanalarli nella violenza, quindi ha senso. Capisco, volendo, anche il classico cattoinvasato ed appecoronato: appartiene ad una setta che si vanta di avere una verità assoluta, ed essendo tale deve valere per tutti. Sono tutti concetti aberranti, è ovvio, ma almeno sono coerenti.
Uno di sinistra no.
Uno che si basa sulle teorie di un critico non può dire che la libertà sessuale non è accettabile a priori, perchè è capitalista, anche se la repressione è sostenuta perlopiù dal centrodestra e dai totalitarismi vari. Anche la tolleranza è un valore liberale: torniamo ai lager?
Uno che parla di non omologazione dei singoli individui non può imporre un modello comportamentale su questioni che non riguardino l'interesse pubblico.
Uno che parla dello sviluppo dell'individuo a 360 gradi come può negargli di esserlo tapandogli le ali proprio per quanto riguarda un suo bisogno fondamentale esattamente come mangiare e domire?
Tutelatissimo sul lavoro e appena esci da lì sei schiavo: a che serve?
Non volevo dirlo, ma a me più che a 360 gradi lo sviluppo da loro proposto sembra, come quello capitalistico, ad angolo retto.
L'unica differenza sta nella scelta del quadrante.
Adattando un vecchio adagio: dai "sinistri per caso" mi guardi "Iddio" che dai fascisti mi guardo io.
Preferisco molto di più un legato leghista alla Burghez, o un fascio della peggior specie: uno fa delle tradizioni la sua politica, e quindi "si fa perchè si faceva una volta", l'altro poggia tutta la sua filosofia su una concezione della vita che sacrifica l'individuo ad un ordine sociale di tipo repressivo, che mortifica gli istinti sessuali per incanalarli nella violenza, quindi ha senso. Capisco, volendo, anche il classico cattoinvasato ed appecoronato: appartiene ad una setta che si vanta di avere una verità assoluta, ed essendo tale deve valere per tutti. Sono tutti concetti aberranti, è ovvio, ma almeno sono coerenti.
Uno di sinistra no.
Uno che si basa sulle teorie di un critico non può dire che la libertà sessuale non è accettabile a priori, perchè è capitalista, anche se la repressione è sostenuta perlopiù dal centrodestra e dai totalitarismi vari. Anche la tolleranza è un valore liberale: torniamo ai lager?
Uno che parla di non omologazione dei singoli individui non può imporre un modello comportamentale su questioni che non riguardino l'interesse pubblico.
Uno che parla dello sviluppo dell'individuo a 360 gradi come può negargli di esserlo tapandogli le ali proprio per quanto riguarda un suo bisogno fondamentale esattamente come mangiare e domire?
Tutelatissimo sul lavoro e appena esci da lì sei schiavo: a che serve?
Non volevo dirlo, ma a me più che a 360 gradi lo sviluppo da loro proposto sembra, come quello capitalistico, ad angolo retto.
L'unica differenza sta nella scelta del quadrante.
Adattando un vecchio adagio: dai "sinistri per caso" mi guardi "Iddio" che dai fascisti mi guardo io.
lunedì 21 giugno 2010
Fini (l'altro) e le donne
Leggo con ribrezzo e profondo disappunto l'articolo di ieri di Massimo Fini, non nuovo a questo tipo di uscite, così misognio e fascista da farmi domandare, premettendo che ognuno è libero di dire ciò che vuole, quale beneficio per una redazione diu un giornale liberale possa essere maggiore del danno di tenersi siffatto elemento in casa.
In pratica, la parità tra i sessi e il femminismo sarebbe stata inventata dai datori di lavoro per inserire la donna nella spirale del lavoro e del consumo, per sottrarla dal ruolo di angelo del focolare, che "gli ha assegnato madre natura". Concetto, quello di ruolo biologico, assolutamente privo di fondamento... in base a cosa, infatti? Avrebbe forse un senso se cercasse questo fondamento nelle abitudini degli animali ma, conoscendo da intellettuale qual è la storia delle leonesse che si occupano della caccia e delle uova di pinguino covate a turno da entrambi i genitori, ha preferito andarlo a cercare nelle società antiche, in cui la donna era obbligata a stare in casa e, se aiutava col lavoro nei campi, doveva farlo tenendo contemporaneamente di vista i figli. Evidentemente per quest'uomo la totale inesistenza della vita sociale e la totale sottomissione totale nei confronti del marito sono valori positivi per quest'uomo, il che sembra indicare che non ha ben capito che tra una donna senziente e una bambola gonfiabile ci sia differenza.
E se proprio quest'oggetto doveva uscire a divertirsi poteva sempre lasciare i pargoli alla domestica, che era presente in ogni famiglia. E pagata un pezzo di pane al giorno, ma questo che c'entra? Dopotutto non è che una cosa che adempie al suo ruolo biologico come le foglie che cadono dall'albero e le pietre quando rotolano... guarda te se devo anche pagare le donne che lavorano....
Penso che l'apice della schif parade, se questo non fosse ancora abbastanza, lo tocchi quando parla del fatto che non ci sia più la guerra di una volta, dove gli uomini dimostravano di essere virili e, testuale, "non quella odierna dei robot, tanto che vi partecipano anche le tipe, robb de matt)". Tutti quei duelli e quelle battaglie per questioni di pura fuffa, tutto quel sangue... uno spettacolo da non perdere, certo. Poco importa se in guerra muoiano delle persone, anche se sono uomini: sono dei deboli, gente che ha perso, chissenefrega.
Tutto, pur di dimostrare che io sono un uomo.
Ok, il signor Fini ha capito che per essere un uomo avere un uccello in mezzo alle gambe non è condizione sufficiente, diamogliene atto, ma non ha capito che basterebbe smetterla di vedere come oggetti tutti i restanti membri del gruppo "umanità" per esser considerato membro della specie e non una minaccia per la stessa.
Mentre criticava il meccanismo "produci, comsuma e crepa" che regola la società capitalistica, che ha il brutto vizio di non considerare cosa sia meglio per le persone ma solo quanto corrisapodano ai suoi standards, non ha fatto altro che comportarsi allo stesso modo, non solo con la sua concezione dell'altro, ma anche calcolando l'utilità di un comportamento solo dal punto di vista economico: la sensienza ed i benefici della socializzazione, oltre che della maggior scolarizzazione ed indipendenza che il lavoro ha portato alle donne, sono state del tutto trascurate. Dov'è la differenza radicale nell'essere considerati puntini che figliano o combattono oppure puntini che producono e consumano? In cosa consisterebbe il miglioramento di prospettiva?
Per concludere, mentre lui consiglia alle donne [testuale] "uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano", suggerirei alle donne italiane, specie alle sue colleghe, di mandarci lui a calci nel didietro, magari raccontandogli qualcuna delle migliaia di storie di donne picchiate dal partner per i più svariati motivi, spesso e volentieri perchè erano persone e non proprietà o bambole gonfiabili, e che una volta giunto a destinzaione ci pensino le autoctone, anche dall'al di là, visto che in quei paesi c'è la lapidazione per chi non è sottomessa, a fargli gentilmente notare che ci saranno anche femmine fattrici con la sindrome da angelo del focolare, ma che esistono anche delle donne libere, che sono persone con i suoi stessi sentimenti e che loro, quella parità, la vogliono.
E che si vergogni.
In pratica, la parità tra i sessi e il femminismo sarebbe stata inventata dai datori di lavoro per inserire la donna nella spirale del lavoro e del consumo, per sottrarla dal ruolo di angelo del focolare, che "gli ha assegnato madre natura". Concetto, quello di ruolo biologico, assolutamente privo di fondamento... in base a cosa, infatti? Avrebbe forse un senso se cercasse questo fondamento nelle abitudini degli animali ma, conoscendo da intellettuale qual è la storia delle leonesse che si occupano della caccia e delle uova di pinguino covate a turno da entrambi i genitori, ha preferito andarlo a cercare nelle società antiche, in cui la donna era obbligata a stare in casa e, se aiutava col lavoro nei campi, doveva farlo tenendo contemporaneamente di vista i figli. Evidentemente per quest'uomo la totale inesistenza della vita sociale e la totale sottomissione totale nei confronti del marito sono valori positivi per quest'uomo, il che sembra indicare che non ha ben capito che tra una donna senziente e una bambola gonfiabile ci sia differenza.
E se proprio quest'oggetto doveva uscire a divertirsi poteva sempre lasciare i pargoli alla domestica, che era presente in ogni famiglia. E pagata un pezzo di pane al giorno, ma questo che c'entra? Dopotutto non è che una cosa che adempie al suo ruolo biologico come le foglie che cadono dall'albero e le pietre quando rotolano... guarda te se devo anche pagare le donne che lavorano....
Penso che l'apice della schif parade, se questo non fosse ancora abbastanza, lo tocchi quando parla del fatto che non ci sia più la guerra di una volta, dove gli uomini dimostravano di essere virili e, testuale, "non quella odierna dei robot, tanto che vi partecipano anche le tipe, robb de matt)". Tutti quei duelli e quelle battaglie per questioni di pura fuffa, tutto quel sangue... uno spettacolo da non perdere, certo. Poco importa se in guerra muoiano delle persone, anche se sono uomini: sono dei deboli, gente che ha perso, chissenefrega.
Tutto, pur di dimostrare che io sono un uomo.
Ok, il signor Fini ha capito che per essere un uomo avere un uccello in mezzo alle gambe non è condizione sufficiente, diamogliene atto, ma non ha capito che basterebbe smetterla di vedere come oggetti tutti i restanti membri del gruppo "umanità" per esser considerato membro della specie e non una minaccia per la stessa.
Mentre criticava il meccanismo "produci, comsuma e crepa" che regola la società capitalistica, che ha il brutto vizio di non considerare cosa sia meglio per le persone ma solo quanto corrisapodano ai suoi standards, non ha fatto altro che comportarsi allo stesso modo, non solo con la sua concezione dell'altro, ma anche calcolando l'utilità di un comportamento solo dal punto di vista economico: la sensienza ed i benefici della socializzazione, oltre che della maggior scolarizzazione ed indipendenza che il lavoro ha portato alle donne, sono state del tutto trascurate. Dov'è la differenza radicale nell'essere considerati puntini che figliano o combattono oppure puntini che producono e consumano? In cosa consisterebbe il miglioramento di prospettiva?
Per concludere, mentre lui consiglia alle donne [testuale] "uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano", suggerirei alle donne italiane, specie alle sue colleghe, di mandarci lui a calci nel didietro, magari raccontandogli qualcuna delle migliaia di storie di donne picchiate dal partner per i più svariati motivi, spesso e volentieri perchè erano persone e non proprietà o bambole gonfiabili, e che una volta giunto a destinzaione ci pensino le autoctone, anche dall'al di là, visto che in quei paesi c'è la lapidazione per chi non è sottomessa, a fargli gentilmente notare che ci saranno anche femmine fattrici con la sindrome da angelo del focolare, ma che esistono anche delle donne libere, che sono persone con i suoi stessi sentimenti e che loro, quella parità, la vogliono.
E che si vergogni.
Poi una mattina ti svegli....
Fare l'amante è un po'come suonare la chitarra, all'inizio è un casino che sembra non finire più, poi pian piano si forma il callo sulle dita e tutto comincia a diventare ordinaria amministrazione. Lo dice una che l'ha fatto per anni.
La cosa più difficile a cui abituarsi è stare per più di un'ora di fronte a una ragazza felicemente fidanzata, magari proprio col tipo con cui stai uscendo, senza scassare il primo muro a tiro a testate gridando: " ma perchè lei è così felice e io son qua con un fegato lungo da Genova a Ventimiglia e ritorno?".
Poi capita che una mattina ti svegli e dici: "Che stupida che sono! Lei sì, sembra tanto felice e probabilmente lo è, ma vive in un mondo immaginario, che non esiste nella realtà.... quando lo scoprirà, magari dopo aver incentrato anni della sua vita e rinunciato a prospettive personali più elevate per nient'altro che fuffa, cosa farà? si sparerà un colpo? Io so con che cosa ho a che fare e che più di X risorse non posso gettare via, certo non sarà il Paradiso però almeno è il mondo reale".
Intanto fai la tua vita a scuola, al lavoro, al bar, con gli amici. Vedi tutte queste persone impegnate a parlare di tronisti, di veline, del grande fratello e di chi si tromba questo mese la fornaia giù all'angolo. "Eh, si sa, quel pover'uomo del marito ha più corna in testa che un cesto di lumache.... d'altronde doveva aspettarselo, basta guardarla in faccia per capire che ha visto più uccelli lei che la basilica di San Marco a Venezia... ha ha ha ha".
E tu intanto sei lì, col fegato che rasenta ormai la lunghezza dell'equatore: proprio oggi hanno approvato la legge bavaglio al Senato.
Possibile che loro riescano a ridere, scherzare e non pensarci? Perchè tu non riesci ad eleaborare mentalmente altro che non sia una possibile soluzione per il rischio che corrono le tue libertà personali di essere violentate da parte di un governo ogni giorno sempre più fascista? Perchè?
Provi a farne un cenno: "Ma voi come fate....?".
La risposta ti conferma ciò che già sospettavi: "sei esagerata", "sei la solita comunista", "ma pensa alla salute".
Ok, non sanno neanche di cosa tu stai parlando.
Appena rientri a casa ti sdrai sul letto e pensi: "ma perchè loro son così felici e io non ne posso più dal nervoso? Ma vale davvero la pena di informarsi e preoccuparsi di cosa ci succede intorno a noi se intanto poi tutto resta com'è indipendentemente da me e ne subirò le conseguenze quanto chi non se ne cura, con la diffrenza che loro sono felici e io no?".
Poi ta addormenti: è tardi e il cervello ha bisogno di riposo.
Non ti accorgi subito che la risposta è la stessa: loro un giorno, quando meno se l'aspettano, si troveranno Facebook e Youtube chiusi, un parente in galera per non essere allineato, uno stipendio da fame e il coprifuoco alle nove. Loro, che vivevano inseguendo i miti che una TV e una società malata hanno inculcato nella loro mente, dovranno elaborare in tre secondi un piano sul da farsi per emigrare, combattere il regime oppure semplicemente sopravvivere aspettando che passi. In pratica quello che hai già fatto negli anni precedenti tu, che magari adesso sei ad Amsterdam a fumarti una canna in un coffee shop oppure sulle colline imperiesi a cantare "Fischia il vento" in compagnia di un drappello di partigiani.
Ogni millilitro di sangue marcio che ti fai leggendo una notizia è una moneta che salvi dalle grinfie della fuffa ed investi sul tuo futuro, è un passo in più verso la sopravvivenza il giorno in cui le cose si metteranno male.
Ma ora tu questo non riesci a vederlo, sei troppo stanca, o forse solo troppo nervosa.... ma poi capiterà che una mattina ti sveglierai...
La cosa più difficile a cui abituarsi è stare per più di un'ora di fronte a una ragazza felicemente fidanzata, magari proprio col tipo con cui stai uscendo, senza scassare il primo muro a tiro a testate gridando: " ma perchè lei è così felice e io son qua con un fegato lungo da Genova a Ventimiglia e ritorno?".
Poi capita che una mattina ti svegli e dici: "Che stupida che sono! Lei sì, sembra tanto felice e probabilmente lo è, ma vive in un mondo immaginario, che non esiste nella realtà.... quando lo scoprirà, magari dopo aver incentrato anni della sua vita e rinunciato a prospettive personali più elevate per nient'altro che fuffa, cosa farà? si sparerà un colpo? Io so con che cosa ho a che fare e che più di X risorse non posso gettare via, certo non sarà il Paradiso però almeno è il mondo reale".
Intanto fai la tua vita a scuola, al lavoro, al bar, con gli amici. Vedi tutte queste persone impegnate a parlare di tronisti, di veline, del grande fratello e di chi si tromba questo mese la fornaia giù all'angolo. "Eh, si sa, quel pover'uomo del marito ha più corna in testa che un cesto di lumache.... d'altronde doveva aspettarselo, basta guardarla in faccia per capire che ha visto più uccelli lei che la basilica di San Marco a Venezia... ha ha ha ha".
E tu intanto sei lì, col fegato che rasenta ormai la lunghezza dell'equatore: proprio oggi hanno approvato la legge bavaglio al Senato.
Possibile che loro riescano a ridere, scherzare e non pensarci? Perchè tu non riesci ad eleaborare mentalmente altro che non sia una possibile soluzione per il rischio che corrono le tue libertà personali di essere violentate da parte di un governo ogni giorno sempre più fascista? Perchè?
Provi a farne un cenno: "Ma voi come fate....?".
La risposta ti conferma ciò che già sospettavi: "sei esagerata", "sei la solita comunista", "ma pensa alla salute".
Ok, non sanno neanche di cosa tu stai parlando.
Appena rientri a casa ti sdrai sul letto e pensi: "ma perchè loro son così felici e io non ne posso più dal nervoso? Ma vale davvero la pena di informarsi e preoccuparsi di cosa ci succede intorno a noi se intanto poi tutto resta com'è indipendentemente da me e ne subirò le conseguenze quanto chi non se ne cura, con la diffrenza che loro sono felici e io no?".
Poi ta addormenti: è tardi e il cervello ha bisogno di riposo.
Non ti accorgi subito che la risposta è la stessa: loro un giorno, quando meno se l'aspettano, si troveranno Facebook e Youtube chiusi, un parente in galera per non essere allineato, uno stipendio da fame e il coprifuoco alle nove. Loro, che vivevano inseguendo i miti che una TV e una società malata hanno inculcato nella loro mente, dovranno elaborare in tre secondi un piano sul da farsi per emigrare, combattere il regime oppure semplicemente sopravvivere aspettando che passi. In pratica quello che hai già fatto negli anni precedenti tu, che magari adesso sei ad Amsterdam a fumarti una canna in un coffee shop oppure sulle colline imperiesi a cantare "Fischia il vento" in compagnia di un drappello di partigiani.
Ogni millilitro di sangue marcio che ti fai leggendo una notizia è una moneta che salvi dalle grinfie della fuffa ed investi sul tuo futuro, è un passo in più verso la sopravvivenza il giorno in cui le cose si metteranno male.
Ma ora tu questo non riesci a vederlo, sei troppo stanca, o forse solo troppo nervosa.... ma poi capiterà che una mattina ti sveglierai...
domenica 20 giugno 2010
Scusa ma ti chiamo idiota
26 Febbraio 2009 -
Sono a dir poco saltata giù dalla sedia quando ho sentito che uno dei "capolavori" del Mocciolo nazionale parlava della relazione che si viene a creare fra una ragazzina ed un uomo significativamente più grande di lei.
Si sa, quando si ricevono brutte notizie si compiono azioni stupide... e devo ammettere che l'ho fatta veramente grossa quando ho deciso di noleggiare il film e vedere se per una volta aveva veramente deciso di fare qualcosa di buono.
Speranza bruciata, come al solito, nei primi dieci minuti di proiezione.
A parte una trama più scontata degli yogurt 3x2 al supermercato, alcune storie d'amore e matrimonio messe lì per motivi ignoti ai più, un messaggio inconcludente e l'attrice protagonista, della quale un passante ubriaco avrebbe recitato meglio, molti aspetti e situazioni di questo film fanno pensare che la residenza dell'autore all'epoca della stesura dell'opera fosse nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, non solo per il tutt'altro che perfetto uso della lingua italiana che ha reso celebri le sue produzioni letterarie (o pseudo tali).
Vediamo cos'è assolutamente irrealistico ed irrazionale di questo film... mumble mumble... ci vorrebbe una ragazza che abbia voglia di documentarsi e che nella vita reale abbia provato attrazione fisica per una persona di almeno 10 anni più grande di lei e che ne abbia anche frequentata qualcuna...
Oh, ma che caso: è proprio seduta su questa sedia!
Dopo due ore ed un euro sprecati, ho steso una lista di particolari non convincenti lunga come da Roma a Palermo e ritorno... d'altronde questa volta gioco in casa...
Eccoli qua:
1: NON RICONOSCERSI
Iniziando da ciò che di più insignificante possa venirmi in mente, uno degli aspetti che fa di una produzione registica un Film con la maiuscola, specie in quelli sentimentali, è la possibilità che dà agli spettatori di riconoscersi in qualcuno dei protagonisti, in modo da viviere le emozioni come se ci si fosse in prima persona. Mentre è comprensibile che possano non farlo persone che non hanno mai superato i tre anni consigliati, è abbastanza assurdo che non lo faccia chi invece ci è passato. La ragazza del film è troppo irrazionale e stereotipata, il che non facilita, anzi ostacola, il processo di cui sopra.
2: L'ASSURDO DELL'INCIDENTE
Quando i due si conoscono per mezzo di uno scontro tra motorino e macchina, viene spontaneo chiedersi se Moccia in vita sua abbia mai avuto un incidente e/o una ragazza. Chi, dopo che un estraneo l'ha tamponata in motorino, si farebbe accompagnare a scuola dal suddetto e senza nemmeno chiamare i carabinieri? Chi, inoltre, scarrozzerebbe in giro di qua e di là una perfetta sconosciuta solo perché è insistente?
Questa faccenda non sta in piedi... in mancanza d'idee originali valide, l'autore avrebbe potuto utilizzare il vecchio cliché dello scontro a piedi che fa cadere dei fogli a terra, come a voler dire: "si sono conosciuti per caso, non importa come: ciò che è rilevante è la loro storia". Per una volta che l'arte gli permetteva di essere scontato, lui ha voluto strafare ed ha stra-fatto... un disastro.
3) PRIMA LEX, DIXIT MATRONA: INSISTENTIA NON FUNTIONA
è a dir poco irritante il modo in cui Niki, la protagonista, si pone nei confronti di Alex, colui con cui ha fatto l'incidente. Davanti ad un'insistenza di quel tipo, qualunque uomo, dai 9 ai 90 anni, sarebbe scappato a gambe levate. Non prima di avere preso a schiaffi l'elemento di disturbo. Altro che amore...
4) I CONTI NON TORNANO
Niki ed il suo gruppo hanno tutte 17 anni ma, sorpresa delle sorprese, hanno la maturità nell'anno scolastico corrente... peccato che l'anno in cui si compiono i 18 anni solitamente è il quarto... tutte dei geni che sono arrivate in III Liceo (si parla del Classico) un anno prima?
I miracoli non finiscono qui... prima del compimento della maggiore età, Niki ha già il foglio rosa... è forse raccomandata da qualcuno?
Per finire la sagra degli anni sbagliati e di anni di studio dell'autore andati in fumo (di sigarette o peggio), viene messo in bocca ad un AVVOCATO che se la ragazza avesse avuto meno di 16 anni il protagonista avrebbe rischiato la galera. Peccato solo che in Italia la maggiore età sessuale è di 14 anni, che sale a 16 nel caso di un minorenne che ha rapporti sessuali con una persona maggiorenne in situazione di autorità, per esempio un professore, e 18 nel caso di un genitore. Non ci credete? andate qui, qui o qui.
Sarebbe bastato cercare su Internet e questi stupidi errori sarebbero stati evitati. Nel caso in cui si fossero documentati correttamente, consiglio a Moccia e colleghi la lettura di un libro: "Impariamo a contare", consigliato per bambini da 2 a 5 anni.... Sempre che sappiano leggere, ovvio.
5) METTERE D'ACCORDO CANI E GATTI
Niki fa parte d'un gruppo di ragazze, le onde, che vivono realtà totalmente diverse: una vive una storia d'amore da cui non si sente soddisfatta, l'altra è una porno bimba, l'altra invece è vergine. è stato dimostrato da studi psicologici che le persone, pur tendendo a ricercare l'opposto nella scelta del partner, prediligono l'amicizia con soggetti simili a loro. è quindi improbabile che un gruppo del genere, per quanta buona volontà ci si metta, possa durare nella realtà. Prima o poi i due membri più diversi si sarebbero vicendevolmente inondati di critiche e... addio armonia!
6) TROPPA SICUREZZA
I due iniziano a piacersi.. possibile che nessuno, soprattutto la ragazza, si ponga la domanda: "ma perché mi sta succedendo questo? sono normale? cosa c'è di sbagliato in me?"... lui è un uomo che all'immagine sembra tenerci molto, lei è un'adolescente alla moda, quindi ci si aspetta che sia spaventata da ciò che è e dal perdere il suo posto nel branco... non sembrano due tipi che non danno retta alle critiche ed ai pregiudizi... perdinci, non si possono caratterizzare i personaggi in un modo e farli comportare in un altro... Verga si rivolta nella tomba!
7) QUANTA FRETTA, MA DOVE CORRI? DOVE VAI?
I due vanno a letto insieme e... il giorno dopo già lo confessano agli amici? Sono così sicuri che non li escluderanno e non li prenderanno in giro fino alla tomba? Ancora ancora posso capire lui, dato che andare a letto con una donna molto più giovane si colloca al secondo posto delle fantasie sessuali maschili... ma lei... nella realtà, se era davvero la prima volta che provava attrazione fisica per una persona molto più grande, non l'avrebbe confessato con tanta leggerezza ma se ne sarebbe vergognata non poco... ricordo che parliamo di adolescenti, non di eroine senza macchia e senza paura...
8) STRANE REAZIONI
Non parlo di quelle chimiche che hanno suscitato quest'unione, bensì di quelle delle amiche di Niki... dopo un breve disappunto iniziale, l'hanno presa come se fosse ordinaria amministrazione... nella migliore delle ipotesi, delle persone reali ad ogni minima difficoltà sarebbero partite con la paternale: "è colpa tua, devi trovartene uno della tua età, lui non ti può capire, ti prenderà sempre solo per il c... in giro, non crederti di essere più matura di noi" et cetera et cetera. Non diciamo, please, che un'amica vera non lo farebbe: la paura del diverso, che è irrazionale, così come il non capire le situazioni perché non ci si è mai passati, sono ordinaria amministrazione tra gli adulti, figurarsi tra i giovani! Ergo, della cosiddetta "amica vera" pullula solo il mondo di Moccia...
9) DULCIS IN FUNDO
Il peggio del peggio, però, arriva alla fine: lui molla tutto e si trasferisce nel faro che sognavano insieme, lei, dopo essere stata mollata per un'altra, lo raggiunge... e vissero per sempre felici e contenti? No... di loro non si hanno più notizie. Se il tentativo era quello di fare un finale e a sorpresa, è fallito miseramente. In un film come questo, dove si presenta qualcosa di diverso dai soliti standard e che quindi può essere materia di dibattito, chiudere il sipario in questo modo è assurdo, a meno che non sia più che giustificato dalla trama... non mi sembra questo il caso, visto che essa è inesistente...
è assurdo parlare di un argomento attraverso una storia e poi non trarre alcuna conclusione, visto che oltretutto è l'unico scopo ipotizzabile per la sua stesura. Se, come sembra, si voleva appoggiare questo tipo di relazione, si doveva presentare una continuazione felice, ad esempio la nascita del figlio di qualche anno dopo, se invece si voleva far capire che non può funzionare bastava semplicemente tagliare il lieto fine. Si può ipotizzare che volesse lasciar trarre le conclusioni alla coscienza di ognuno, ma allora poteva fare un documentario sulle scimmie Bonobo anziché tirare il sasso per far nascere un dibattito e nascondere la mano. Se non voleva invece suscitare alcuna discussione, sappia di aver fatto un film inutile, perché null'altro lo giustifica.
11) L'IMENE DA LEI CHIAMATO è INESISTENTE
Vorrei che Moccia mi spiegasse per qual motivo tutte le ragazze che perdono la verginità per mano della sua penna (non in senso letterale!) lo fanno col sorriso sulle labbra... ora, lasciate che vi spieghi una cosa: la maggior parte delle ragazze ha all'entrata della vagina una membrana, detta imene, che alla prima penetrazione si rompe e causa dolore e perdita di sangue. Nulla di così divertente. è vero che ci sono ragazze a cui questa membrana si è già rotta (con la masturbazione o un assorbente interno, per esempio), che ne hanno uno molto elastico o che non ce l'hanno proprio, tuttavia sono una stretta minoranza. La solita fauna autoctona dell'universo parallelo dell'autore?
10) IL PEGGIO DEL PEGGIO
La prima volta in cui i due protagonisti fanno sesso, il loro approccio viene presentato con la stessa dolcezza ed armonia utilizzate, ad esempio, per una dichiarazione d'amore. Teniamo a mente che le persone in questione si conoscono da un paio di giorni, per cui in questa vita terrena è piuttosto difficile che si possa già parlare di sentimento. Non si sono detti: "ti amo", certo... è altrettanto vero che un film, essendo composto sia di audio che di video, trasmette messaggi anche, e soprattutto, attraverso le immagini. Delle due l'una:
a) l'intento era quello di far capire che i due erano innamorati
Questa teoria sarebbe confermata dal fatto che Niki il giorno dopo confessa alle sue amiche: " mi sono innamorata". Non è stato tenuto conto che, dopo due giorni che ci si conosce, si può parlare di attrazione, di una cotta... ma di amore, proprio no.
b) voleva essere attrazione, ma quella dolcezza ci stava bene
Partendo dalla premessa che nell'arte non si possono mettere indicatori di un messaggio diverso da quello voluto solo per una questione estetica, non si può non dire che questa decisione è inaccettabile, perchè inculca nella mente del lettore un concetto opposto a ciò che si vuole rappresentare.
In ogni caso, un autore dopo il terzo libro dovrebbe sapere quale pubblico lo segue, in questo caso ragazzine adolescenti, molte delle quali appena entrati nel mondo dei sentimenti da poco e quindi confuse riguardo ad essi. Scrivere un libro destinato a persone ancora emotivamente inesperte in cui l'attrazione viene chiamata "amore" ed in cui le persone si innamorano dopo due giorni e poi rimangono insieme un sacco di tempo, è un'arma di distruzione di massa. Un "bombardamento" di tutte queste letture fa sì che esse credano che sia il mondo reale.
Si dice che la prossima generazione grazie a queste opere sarà composta di gerontofile e ninfomani... sarà perché rientro in queste due categorie ma non in quella di fan di questo scempio, ma sono più propensa a credere che più che altro sta creando una generazione in cura dallo psicologo, perché non svilupperà un'intelligenza emotiva tale da distinguere la realtà dai film e si relazionerà nella prima secondo gli standard dei secondi, ricevendo sonore delusioni. Conosco già troppe persone così, caso strano tutte sue lettrici accanite... non vorrei che questo numero aumentasse, per il loro bene oltre che per il mio... e per il male delle tasche di questa gente e questo tipo di produzioni che in qualunque modo si può chiamare fuorché "arte".
Dopo quasi due ore di un film che definire "mediocre" è un complimento, l'unica cosa che la mia anima s'è domandata è da cosa sia causato il bisogno di sparare scempiaggini a raffica del Moccia, formulando le seguenti quattro ipotesi:
1) sta combattendo una causa per la sua teoria cosmica secondo la quale abitiamo in un mondo dove i coniglietti rosa saltellano dolcemente al ritmo della Ninna Nanna di Brahms sotto l'arcobaleno
2) vuole dimostrare che qualunque schifezza produca le ragazzine non solo la compreranno, ma crederanno pure che la vita funzioni così
3) soffre di un disturbo ossessvo-compulsivo che lo spinge a sparare boiate in continuazione
4) Lucy in the Sky with Diamonds (e non parlo della canzone dei Beatles...)
Nel primo caso, stia pure tranquillo: l'ha persa.
Se fosse il secondo sarebbe riuscito a dimostrare la sua tesi: una calorosa stretta di mano e una pacca sulla spalla... ma adesso BASTA, intesi?!
Se si tratta del terzo, invece, per il bene dell'umanità: vada da uno psicologo!
Diversamente, una cosa gliela voglio dire: diminuisci la dose... e se non basta, cambia spacciatore!!
venerdì 11 giugno 2010
Pensaci prima
Mi domando se ci sia ignoranza o malafede dietro a coloro che ogni volta che si parla di interruzione di gravidanza commentano con la solita trita e ritrita affermazione: "Ma non avrebbe potuto pensarci prima?"
Mi domando se questi signori siano convinti che l'utilizzare un metodo contraccettivo protegga sempre al 100% oppure che capitino gli incidenti (qui una tabella delle percentuali di inefficacia dei vari metodi) e se siano al corrente del fatto che l'educazione sessuale italiana è una sorta di barzelletta, che si limita di fatto alle due paginette di scienze nelle elementari e medie e ad una vistia al consultorio nelle scuole superiori.
Inoltre in caso di rottura del preservativo oppure di un'ubriacatura che ha portato a sesso non protetto (cosa irresponsabile, sì, ma del senno di poi ne son piene le fosse), sanno questi signori che trovara la pillola del giorno dopo, specie in regioni quali Lombardai e Puglia, è una vera e propria impresa?
E pur volendo ammettere tutte le colpe di questo mondo, proprio tenedo conto del fatto che è un'irresponsabile e non sa valutare correttamente le conseguenze delle sue azioni, cosa vorrebbero fare? lasciare un bambino non voluto in mano a questa persona così da ottenere due infelici al prezzo di uno? E se la ragazza in questione fosse minorenne e comunque non in grado di mantenere neppure se stessa, perchè addossare ai genitori la responsabilità di allevare il nipote? Perchè devono pagare loro le eventuali colpe della figlia?
Ecco, forse lorsignori anzichè dire cazzate a raffica avrebbero dovuto pensarci prima.
Mi domando se questi signori siano convinti che l'utilizzare un metodo contraccettivo protegga sempre al 100% oppure che capitino gli incidenti (qui una tabella delle percentuali di inefficacia dei vari metodi) e se siano al corrente del fatto che l'educazione sessuale italiana è una sorta di barzelletta, che si limita di fatto alle due paginette di scienze nelle elementari e medie e ad una vistia al consultorio nelle scuole superiori.
Inoltre in caso di rottura del preservativo oppure di un'ubriacatura che ha portato a sesso non protetto (cosa irresponsabile, sì, ma del senno di poi ne son piene le fosse), sanno questi signori che trovara la pillola del giorno dopo, specie in regioni quali Lombardai e Puglia, è una vera e propria impresa?
E pur volendo ammettere tutte le colpe di questo mondo, proprio tenedo conto del fatto che è un'irresponsabile e non sa valutare correttamente le conseguenze delle sue azioni, cosa vorrebbero fare? lasciare un bambino non voluto in mano a questa persona così da ottenere due infelici al prezzo di uno? E se la ragazza in questione fosse minorenne e comunque non in grado di mantenere neppure se stessa, perchè addossare ai genitori la responsabilità di allevare il nipote? Perchè devono pagare loro le eventuali colpe della figlia?
Ecco, forse lorsignori anzichè dire cazzate a raffica avrebbero dovuto pensarci prima.
mercoledì 9 giugno 2010
Recensione: sesso, diavolo e santità
Titolo: Sesso, diavolo e santitàAutore: R. Pierri
Casa editrice: Coniglio Editore
Di Renato Pierri, teologo originario di Genova e per anni insegnante di religione cattolica presso le scuole medie superiori romane, tutto può essere detto fuorché “ateo”. Le sue posizioni sui miracoli (“Dio è onnipotente, ma non può fare cose ingiuste”), il suo scetticismo delle possessioni diaboliche e la sua convinzione del profondo distacco esistente tra la parola del Vangelo e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana gli alienano le simpatie di coloro che nell’infallibilità della seconda credono fermamente.
Anche nella sua ultima fatica letteraria, “Sesso, diavolo e santità” (Coniglio Editore, 2007), egli intende pronunciare una ferma condanna nei confronti di quello che egli chiama “falso cristianesimo”, ossia quella distorta interpretazione del Verbo che presenta la sofferenza e la mortificazione corporale come cosa gradita a Dio, presentato come ingiusto in quanto privilegia alcuni tra i suoi fedeli per motivi di gusto personale, e di una concezione del demonio oltremodo infantile.
Il tema centrale dell’opera è la contrapposizione tra la figura divina presentata ai credenti dai testi sacri e quella proposta sulla strada intrapresa dalla Chiesa nei secoli, dal Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri, decisamente allontanata quando non in netto contrasto con la prima: tra aiuto alla comunità ed ascetismo, tra amore divino e sofferenza nel suo nome, tra castità e "crescete e moltiplicatevi", tra fratellanza universale e doni a pochi eletti.
L’oggetto di analisi dell’opera sono le agiografie di alcuni santi elevati ad esempio dalla tradizione ecclesiastica pervenutaci nei secoli: San Francesco e Santa Chiara d’Assisi, Santa Caterina da Siena, Santa Gemma Galgani. Chi, individuando la parola “sesso” nel titolo, si aspetta di trovare proibiti racconti hard con protagonisti questi personaggi resterà sicuramente deluso: ciò che viene presentato in questo scritto sono i disturbi sessuali, dovuti presumibilmente alla forzata astinenza, che accanto ad altri disordini mentali ed ignoranza delle scritture (nel caso di Gemma Galgani anche di un possibile plagio da parte di chi la seguiva spiritualmente) fanno somigliare queste persone più a candidati per il TSO che ad esempi di saggezza spirituale e di virtù morale da seguire per la salvezza.
Non si può non citare in merito l’episodio in cui San Francesco, che aveva addirittura problemi a guardare le donne tanto considerava la sessualità mortifera, ebbe nella notte un attacco di desiderio, che non riusciva a spegnere con le consuete preghiere. Si gettò allora nella neve e si mise a fare pupazzi di neve, e dopo che ne ebbe fatti sette disse a se stesso: "Vedi, questa è tua moglie, questi sono i tuoi figli, e questi i servi. Ora devi occuparti di loro, perciò rinuncia a questa vita [di sacerdozio]!"
Le continue mortificazioni corporali sono un tema presente in tutte e quattro queste biografie, ed altrettanto regolarmente sono viste come gradite, o addirittura incentivate dalla divinità, in particolare nel caso di Gemma Galgani, che riteneva il suo autolesionismo un mezzo attraverso il quale il Signore condonava peccati alle anime del Purgatorio, quello stesso Dio che salvò il suo popolo dal tormento della schiavitù egiziana e babilonese e da quello stesso Cristo che sul monte degli Ulivi disse: "
La contraddizione tra la divinità biblica e quella presentata dagli exempla del cattolicesimo ancora più evidente nell’immagine del Dio che concede miracoli solo ad alcune persone tra tutti i malati del mondo, e non può farlo se non vicino alla presenza corporale più o meno viva del santo di turno.
Per concludere in “bellezza” il libro, l’ultimo capitolo è dedicato alla figura dell’esorcista Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, ed il suo puerile culto del diavolo, considerato non come la rappresentazione allegorica del male ma letteralmente in base alla descrizione delle scritture e della tradizione popolare, arrivando addirittura ad interpretare perfettamente alla lettera un passo delle scritture che dice che se un diavolo è scacciato da un corpo, esso vi torna con sette suoi compagni più potenti di lui. Egli sconfina ancor più nel ridicolo quando descrive con precisione i sintomi dovuti alla possessione diabolica, come se il diavolo non fosse abbastanza intelligente da evitare i comportamenti che ci si aspetterebbero da lui, o inserisce tra le cause della possessione l’intervento di fatture, talismani, riti di maghi ed addirittura al diffondersi delle idee comuniste, dotando in pratica questi elementi di poteri sovrannaturali.
Ciò che di questo libro non si può senz’altro dire è che esso sia nato per confutare l’esistenza del Dio del cristianesimo, anzi: esso è destinato ad un pubblico credente, allo scopo di metterlo al corrente di questi aspetti poco divulgati dalla comunità ecclesiastica e farlo riflettere sulla Chiesa e la dottrina che propone affinché riscopra un culto sereno e sincero, come quello delle comunità cristiane originarie, con il Dio preposto dalle Scritture, senza scivolare in istruzioni false, fuorvianti e addirittura controproducenti per la salute fisica e spirituale dell’uomo senza benefici per la salvezza eterna, frutto di un cristianesimo distorto e malsano fondato più sulla malattia mentale che sulla pratica dei valori che chiaramente si evincono nell’esegesi biblica.
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lunedì 31 maggio 2010
Primo post ;)
Miei venticinque lettori (magari!),
finalmente ho deciso di approdare su una piattaforma blog decente, visto e considerato che di Live Spaces non ne potevo proprio più, tra la scarsa visibiltà, l'html incasinato, l'impossibilità di condividere su Fb e tutte le bimbominkiate che avevo infilato là dentro (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.... *si batte il petto*).
Essendo tarda l'ora e non avendo la più pallida idea di dove cominciare, inizio con lo spensere due parole sul libertinismo, visto e considerato che gli stereotipi e le lacune quando si cita questa corrente abbondano.
Innanzitutto non si può far rientare nel libertinismo chiunque violi il sesto comandamento: è lo stesso errore di chi considera ateo chiunque bestemmi. Utilizzando questa definizione oltretutto finiremmo per inglobare lì dentro una discreta fetta di conservatori.... non che m'interessi se s'arrabbiano, più che altro mi offendo io a dover dividere una categoria filosofica con questi loschi figuri. Se poi allargassimo la definizione a chi volebbe avere dei costumi sessuali liberi ma non può, rimarrebbe giusto fuori qualche ciellino invasato che alla prima erezione notturna involontaria si mette a fare pupazzi di neve come San Francesco....
Il libertinaggio (comportamento sessuale libero) è sì coerente con il libertinismo, ma non è praticato solo dai libertini. Un tale che va pontifcando per il sacro valore della famiglia e poi ha tre mogli, venti amanti e gira con la bagascia di scorta nel bagagliaio non è un libertino, è una testa di belino, il che oltre a fare rima rende l'idea di quale sia la statura morale di certi personaggi con cui quotidianamente ci si ritrovi a fare i conti.
Il libertinismo non è una corrente molto omogenea, anzi oserei dire che solo il PD è riuscito a condensare più posizioni diverse tra loro.... questi sono i punti che accomunano più o meno tutti:
- Pensiero razionale, scettico e dubitativo
- Morale libera da quella religiosa e basata sulla razionalità
- Avversione ai dogmi imposti dalle gerarchie sia politiche che religiose per sottomettere il popolo
- Nessuna vita ultraterrena
Poi ci sono gli atei, i teisti e addirittura i cristiani (non cattolici, che è diverso... anche se sinceramente se uno si professa libertino e cristiano mi domando quale dei millecinquentoventordici insulti sessuofobi tra bibbia e vangelo non abbia letto), quelli più moderati e quelli più radicali....
Volendo linkare la pagina di wikipedia in merito ho notato che viene detto che nessuno oggi sia tenuto a dover giustificare filosoficamente i suoi costumi sessuali. Spero per la salute mentale di chi l'ha scritto di non aver mai vissuto in quest'Italia o quantomeno in quei paesini in cui ti trovi a dover giustificare filosoficamente anche l'atto di andare in bagno se non eseguito secondo usanze ormai condannate sia dalla storia che dall'evolversi del pensiero razionale, tenendo conto del fatto che fare alte disquisizioni con chi a stento sa leggere e scrivere e argomenta con aborti logici del tipo: <> (purtroppo non me la sto inventando!) è come spiegare le proiezioni ortogonali a un vaso da notte....
Aggiungo inoltre che, a proposito di perdita di valori fondamentali, ce n'è uno al limite dell'estinzione di cui nessuno si lamenta: la coerenza. Anche nella più aperta delle città se propugni una posizione a parole e poi alla prova dei fatti non sei molto diverso ciò che condanni sei incoerente, il che è indice del fatto che o non hai ben capito le idee che porti avanti (un po'come i "cattolici a modo loro") oppure non te ne frega un Kaiser. Nessuna delle due ipotesi è un buon punto di partenza per iniziare un dialogo di tolleranza o di rispetto di qualche tipo: se tu dici che questo è giusto per partito preso e ti dimostrassi razionalmente che la tua teoria fa acqua da qualche parte (e molto spesso in questi casi sembra un colabrodo) tu non ci rifletteresti nemmeno e risponderesti con alta filosofia tipo: <> e amenità del genere, quindi a che serve?
Tornando a bomba, se per una persona il libertinismo è un modo per giustificare il libertinaggio, che non è diversa da chi è cattolico per giustificare la sua perenne condizione di astinenza, significa che tanto interesse per i temi elevati non ce l'ha e quindi è meglio lasciar perdere (si veda il vaso da notte di cui sopra)....
Personalmente sono una libertina atea e piuttosto radicale, secondo me l'uomo in quanto animale si muove alla ricerca del piacere ed in quanto razionale deve tener a mente che la sua libertà finisce quando entra in quella dell'altro... purtroppo ci sono troppi animali non razionali in giro nella specie umana, il guaio grosso è che non se ne rendono conto, anzi, si credono più evoluti.... beata ingenuità!
La mia posizione per quanto riguarda i sentimenti è ancora più radicale, se possibile: non credo che l'amore in tutte le sue tre componenti possa durare in eterno, prima o poi si trasforma in semplice rispetto, per cui sarebbe meglio abolire il matrimonio e sostituirlo con un contratto tipo pacs, il che permetterebbe anche garanzie alle relazioni atipiche come per esempio quelle aperte o quelle in cui si è fatto voto di castità....
Non è che abbia una morale esagerata nè in un senso nè nell'altro, semplicemente credo che le persone debbano fare esclusivamente ciò che si sentono senza costringere nè essere costretti da nessuno e che qualunque legge che glielo impedisca sia assolutamente iniqua....
Dicono che non creda in niente, in realtà ci sono tre valori di cui penso non si possa fare a meno: la logica, la coerenza e la sincerità. Se perdiamo la capacità di ragionare siamo potenziali vittime di raggiri e di fondamentalismi fondati sul nulla, sulla coerenza mi sono già dilungata prima e se non si è sinceri si soffre e soprattutto si fa soffrire chi non ne può nulla.
Purtroppo siamo in quest'Italia medioevale in cui si blatera di abolire la 194 mentre nel resto del mondo esistono i matrimoni gay, mentre di sottrarre la cannabis e le prostiute dal giro della criminalità organizzata e farle controllare dallo stato si parla solo nei paesi più evoluti....
Anche pensarla così e comportarsi di conseguenza senza ipocrisie e moralismi vari (e pensare che faccio decisamente più selezione io di certe lovers!) diventa una lotta continua contro tutto e quasi tutti.... d'altronde l'alternativa è abbassarsi ad un livello talmente infimo che non mi fa nemmeno contemplare la possibilità della resa.... forza e coraggio, ce la faremo! :)
PS: mi scuso per l'articolo un po'raffazzonato ma l'ora è tarda e domani l'università mi chiama.... domani, cioè oggi, se tutto va bene pubblicherò qualcosa di più decente....
finalmente ho deciso di approdare su una piattaforma blog decente, visto e considerato che di Live Spaces non ne potevo proprio più, tra la scarsa visibiltà, l'html incasinato, l'impossibilità di condividere su Fb e tutte le bimbominkiate che avevo infilato là dentro (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.... *si batte il petto*).
Essendo tarda l'ora e non avendo la più pallida idea di dove cominciare, inizio con lo spensere due parole sul libertinismo, visto e considerato che gli stereotipi e le lacune quando si cita questa corrente abbondano.
Innanzitutto non si può far rientare nel libertinismo chiunque violi il sesto comandamento: è lo stesso errore di chi considera ateo chiunque bestemmi. Utilizzando questa definizione oltretutto finiremmo per inglobare lì dentro una discreta fetta di conservatori.... non che m'interessi se s'arrabbiano, più che altro mi offendo io a dover dividere una categoria filosofica con questi loschi figuri. Se poi allargassimo la definizione a chi volebbe avere dei costumi sessuali liberi ma non può, rimarrebbe giusto fuori qualche ciellino invasato che alla prima erezione notturna involontaria si mette a fare pupazzi di neve come San Francesco....
Il libertinaggio (comportamento sessuale libero) è sì coerente con il libertinismo, ma non è praticato solo dai libertini. Un tale che va pontifcando per il sacro valore della famiglia e poi ha tre mogli, venti amanti e gira con la bagascia di scorta nel bagagliaio non è un libertino, è una testa di belino, il che oltre a fare rima rende l'idea di quale sia la statura morale di certi personaggi con cui quotidianamente ci si ritrovi a fare i conti.
Il libertinismo non è una corrente molto omogenea, anzi oserei dire che solo il PD è riuscito a condensare più posizioni diverse tra loro.... questi sono i punti che accomunano più o meno tutti:
- Pensiero razionale, scettico e dubitativo
- Morale libera da quella religiosa e basata sulla razionalità
- Avversione ai dogmi imposti dalle gerarchie sia politiche che religiose per sottomettere il popolo
- Nessuna vita ultraterrena
Poi ci sono gli atei, i teisti e addirittura i cristiani (non cattolici, che è diverso... anche se sinceramente se uno si professa libertino e cristiano mi domando quale dei millecinquentoventordici insulti sessuofobi tra bibbia e vangelo non abbia letto), quelli più moderati e quelli più radicali....
Volendo linkare la pagina di wikipedia in merito ho notato che viene detto che nessuno oggi sia tenuto a dover giustificare filosoficamente i suoi costumi sessuali. Spero per la salute mentale di chi l'ha scritto di non aver mai vissuto in quest'Italia o quantomeno in quei paesini in cui ti trovi a dover giustificare filosoficamente anche l'atto di andare in bagno se non eseguito secondo usanze ormai condannate sia dalla storia che dall'evolversi del pensiero razionale, tenendo conto del fatto che fare alte disquisizioni con chi a stento sa leggere e scrivere e argomenta con aborti logici del tipo: <
Aggiungo inoltre che, a proposito di perdita di valori fondamentali, ce n'è uno al limite dell'estinzione di cui nessuno si lamenta: la coerenza. Anche nella più aperta delle città se propugni una posizione a parole e poi alla prova dei fatti non sei molto diverso ciò che condanni sei incoerente, il che è indice del fatto che o non hai ben capito le idee che porti avanti (un po'come i "cattolici a modo loro") oppure non te ne frega un Kaiser. Nessuna delle due ipotesi è un buon punto di partenza per iniziare un dialogo di tolleranza o di rispetto di qualche tipo: se tu dici che questo è giusto per partito preso e ti dimostrassi razionalmente che la tua teoria fa acqua da qualche parte (e molto spesso in questi casi sembra un colabrodo) tu non ci rifletteresti nemmeno e risponderesti con alta filosofia tipo: <
Tornando a bomba, se per una persona il libertinismo è un modo per giustificare il libertinaggio, che non è diversa da chi è cattolico per giustificare la sua perenne condizione di astinenza, significa che tanto interesse per i temi elevati non ce l'ha e quindi è meglio lasciar perdere (si veda il vaso da notte di cui sopra)....
Personalmente sono una libertina atea e piuttosto radicale, secondo me l'uomo in quanto animale si muove alla ricerca del piacere ed in quanto razionale deve tener a mente che la sua libertà finisce quando entra in quella dell'altro... purtroppo ci sono troppi animali non razionali in giro nella specie umana, il guaio grosso è che non se ne rendono conto, anzi, si credono più evoluti.... beata ingenuità!
La mia posizione per quanto riguarda i sentimenti è ancora più radicale, se possibile: non credo che l'amore in tutte le sue tre componenti possa durare in eterno, prima o poi si trasforma in semplice rispetto, per cui sarebbe meglio abolire il matrimonio e sostituirlo con un contratto tipo pacs, il che permetterebbe anche garanzie alle relazioni atipiche come per esempio quelle aperte o quelle in cui si è fatto voto di castità....
Non è che abbia una morale esagerata nè in un senso nè nell'altro, semplicemente credo che le persone debbano fare esclusivamente ciò che si sentono senza costringere nè essere costretti da nessuno e che qualunque legge che glielo impedisca sia assolutamente iniqua....
Dicono che non creda in niente, in realtà ci sono tre valori di cui penso non si possa fare a meno: la logica, la coerenza e la sincerità. Se perdiamo la capacità di ragionare siamo potenziali vittime di raggiri e di fondamentalismi fondati sul nulla, sulla coerenza mi sono già dilungata prima e se non si è sinceri si soffre e soprattutto si fa soffrire chi non ne può nulla.
Purtroppo siamo in quest'Italia medioevale in cui si blatera di abolire la 194 mentre nel resto del mondo esistono i matrimoni gay, mentre di sottrarre la cannabis e le prostiute dal giro della criminalità organizzata e farle controllare dallo stato si parla solo nei paesi più evoluti....
Anche pensarla così e comportarsi di conseguenza senza ipocrisie e moralismi vari (e pensare che faccio decisamente più selezione io di certe lovers!) diventa una lotta continua contro tutto e quasi tutti.... d'altronde l'alternativa è abbassarsi ad un livello talmente infimo che non mi fa nemmeno contemplare la possibilità della resa.... forza e coraggio, ce la faremo! :)
PS: mi scuso per l'articolo un po'raffazzonato ma l'ora è tarda e domani l'università mi chiama.... domani, cioè oggi, se tutto va bene pubblicherò qualcosa di più decente....
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