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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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martedì 30 novembre 2010

Se fossi Eluana

Personalmente non credo in una vita ultraterrena, nel Paradiso, nell'Inferno, nei fantasmi. Nutro solo un po'di sano agnosticismo circa la reincarnazione. Quando ho sentito che il giorno della morte di Eluana Englaro è stata indetta una giornata cosiddetta "pro-life", però, il mio primo pensiero è stato: se fossi nei suoi panni e potessi in qualche modo vedere quello che sta succedendo su questa terra da un aldilà, o sotto forma di fantasma, senza poter fare niente, senza poter oppormi, come mi sentirei?
Ho immaginato varie volte cos'avrei potuto fare se mi vedessi negato il diritto alla pillola del giorno dopo o all'aborto o mi trovassi vittima di persecuzioni religiose e mi sono risposta sempre allo stesso modo: mi farei valere. Alzerei la voce, mi rivolgerei alle autorità ed alle associazioni che si occupano di lottare contro queste discriminazioni, scatenerei un putiferio. Forse gliene passerebbe la voglia, a quegli stronzi, di violare la legge per imporre la loro coscienza agli altri.
Se, dopo che hanno fatto di tutto in vita per passare sopra la mia volontà e le mie decisioni rifugiandosi dietro un paternalistico "è per il tuo bene", anche una volta morta mi ritrovassi ad assistere ad uno sfregio del genere, vedendo proclamare una festa nazionale il giorno della mia morte per ricordare ai loro adepti che devono continuare a fare di tutto per imporre la loro scelta agli altri, dovessi vederli lottare per tenere quelle persone in "vita" a soffrire contrariamente alla loro volontà riuniti sotto una bandiera con il mio volto ed il mio nome, la rabbia e la sofferenza sarebbero ancora di più. Non potrei fare niente, perché non sarei più in quel mondo, con due braccia, due gambe e una voce che mi permetterebbero di fare qualcosa per difendermi da questo scempio. Non potrei neanche urlare che io non volevo continuare a stare attaccata a quella macchina nell'attesa di un miracolo che non sarbbe arrivato mai, che smettano di tormentare la gente con le loro imposizioni, e che se proprio non possono farne a meno che lo facciano nel loro nome o in quello di Dio, ma non nel mio. Vorrei essere con lo schieramento opposto, quello che s'indigna di fronte a tutto questo, ad aiutarli a volantinare ed a diffondere la loro idea, vorrei essere su un palco ad una delle loro manifestazioni e gridare dentro un microfono tutta la rabbia accumulata dentro, ma non potrei farlo. Sarei del tutto inerme di fronte ai loro crocifissi ed ai loro manifesti "pro-vita". Che poi di chi difendono la vita? Quella di chi a causa di gravi incidenti o malattie incurabili si trova in una condizione in cui vorrebbe solo poter morire con dignità oppure quella di chi sguazza in quelle disgrazie, come la Chiesa che gestisce gli ospedali privati e i preti a cui si rivolgono i cari della persona in coma per pregare per lei affinché accada il miracolo?
La rabbia e la frustrazione a causa dell'impotenza mi sopraffarebbero, ne rimarrei così affranta che mi sembrerebbe di morire di nuovo.
E loro, che tanto a parole sono attenti a voler placare la sofferenza della gente, hanno speso anche solo un minuto del loro tempo a pensare a tutto ciò? 

mercoledì 2 giugno 2010

Formigoni, il pesce e la propaganda coi soldi nostri

Lascia basiti il progetto del Formicone delle Libertà di donare 4500 euro in 18 comode rate da 250 euro al mese alle donne in difficoltà economica che decidono di non abortire.
Il progetto "nasko", il cui nome lascia suggerire che il Nostro stia cercando di bissare il tentativo di sembrare giovanile già abortito con il rap [orrore! ora per espiare dovrà esorcizzarsi purificandosi nelle acque "notoriamente monde" del Po], si svolgerà nel seguente modo: una donna che decide di interrompere la gravidanza per motivazioni pricipalmente economiche viene indirizzata al Centro Aiuto Vita, notoriamente di ispirazione pro-life nonchè cattollico-ciellina, dove stenderà un progetto personalizzato con gli assistenti del centro. Se si atterrà allo stesso le verrà erogato il succitato contributo per acquistare beni e servizi vari epr sè e per il nascituro.
Indipendentemente dal fatto che dare lo zuccherino ad una donna se rinuncia alla sua vita e, da brava, fa la scatola, che ricorda molto l'addestramento degli animali da circo, è una nota da aggiungere ai promemoria da consegnare a questi uomini (o presunti tali) quando, sentendo le donne che proferiscono apprezzamenti estetici su qualche bell'uomo di passaggio, le accuseranno di trattare gli esponenti del sesso maschile come oggetti, si comprende ictu oculi come questa mossa, ben lungi dall'essere un aiuto concreto alle donne che intendono tenere un figlio ma non possono farlo, è piuttosto una mossa propagandistica al fine di ingraziarsi il Vaticano a spese dei contribuenti [a.k.a. noi].
Recita un vecchio proverbio cinese: "Se un uomo ha fame non regalargli un pesce ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno ma per sempre".
250 euro al mese per 18 mensilità non è un aiuto, è un'elemosina, tanto cara ai cattolici perchè crea un rapporto di dipendenza da un altro a cui poi devi leccare il didietro a specchio per non perdere quei favori.
Un aiuto è un'educazione sessuale SERIA nelle scuole, sono condizioni lavorative e stipendi decenti, è il diritto alla maternità per tutte, sono i ticket per le visite non esagerati, sono gli asili nido, sono scuole pubbliche funzionanti.
Se proprio tutto questo non fosse sufficiente e DOPO aver fatto quello si volesse dare anche il contributo economico, ok, ma mandare una donna che sta prendendo una decisione così difficile in un'associazione decisamente di parte sarebbe come il CAV è come mandare uno a decidere se sposarsi o meno in un bordello....
Non ne hanno abbastanza di minare la psiche delle povere donne piazzandosi fuori dagli ospedali per fracassare le maracas a chi prende questa sofferta decisione, come hanno fatto vedere ad Annozero? E i consultori cosa ci stanno a fare allora? tanto vale chiuderli, a questi punti, ed affidare questi servizi direttamente ai preti, che come abbiamo appreso dalla cronaca decente di bambini sì che se ne intendono!
Non vedo altro scopo nell'iniziativa a parte quella di, essendo memori dell'epic fail elettorale del 2008 di quel giornalista barbuto più magro che coerente, non potendo quindi negoziare la 194 col Vaticano, onde evitare di trovarsi il completo Armani nuovo e l'auto blu superlusso distrutti dalle roncolate e dalle primizie dell'orto avariate, cercano di prendere due piccioni con una fava dicendo ai prelati: "ho fatto il possibile" e alla donna che abortisce: "se avessi fatto la brava scatolina ti avremmo dato lo zuccherino, ma hai fatto la cattiva e ti bastoniamo facendoti sentire una merda extra large".
La domanda che sorge spontanea è: per qual motivo a pagare questo fascismo devono essere anche le donne lombarde che questo fascismo lo subiranno?