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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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lunedì 23 maggio 2011

Un vicino troppo rumoroso

Chiunque abbia un vicino musicista o amante delle feste sa bene di cosa parlo: certe volte il chiasso proveniente dai locali circostanti si fa talmente insopportabile da impedire qualunque possibilità di dormire o concentrarsi su qualsivoglia attività si stia svolgendo. Supponiamo che una persona che debba fare qualcosa di particolarmente importante oppure non si senta molto bene ed abbia bisogno di riposo si rivolga al vicino rumoroso e gli chieda gentilmente di smettere, esponendo garbatamente il suo problema, e si senta rispondere che non deve rompere le scatole, in un ribaltamento a dir poco paradossale. Qualunque persona di buon senso, a questo punto, chiamerebbe le forze dell'ordine affinchè si occupino di far rispettare le regole sull'inquinamento acustico al dirimpettaio.
Nel condominio Italia ci sono degli inquilini che fanno davvero parecchio casino. Abitano in un appartamentino piccolo piccolo, anche se hanno seconde e terze case sparse qua e là. Le persone che occupano quella casa non sono molte, ma abbastanza da formare diverse band che suonano a tutte le ore del giorno e della notte la stessa musica, dai testi violenti, anche verso alcuni inquilini, e dai toni cupi ed inquietanti: gli Slayer al confronto sembrano il coro dell'Antoniano! Le loro canzoni, che avendo amplificatori molto potenti sono sempre sparate a volume altissimo, creano problemi un po'a tutti, in particolare alle donne, che trovano difficoltà a fare qualunque cosa che non siano le faccende di casa. Quella del secondo piano, che ha deciso di abortire sta prendendo tutto questo particolarmente male: sta già attraversando un periodo abbastanza difficile per i fatti suoi senza la necessità di essere molestata continuamente da quel frastuono. La maggior parte delle coppie del condominio lamenta perfino problemi a fare sesso: in quelle condizioni è davvero quasi impossibile. Il signore che abita accanto a loro vorrebbe chiedere al suo compagno di trasferirsi da lui, ma non può: le band hanno minacciato di andare a suonare nella tromba delle scale, peggiorando l'inquinamento acustico, in quest'eventualità. Chi non ama quel genere ormai è frustrato al limite di esplodere: oltre a vedersi invaso e disturbato l'ambiente domestico da quello che per lui è un fracasso insopportabile, non può nemmeno vendicarsi alzando le casse al massimo e diffondendo la sua musica preferita, essendo il suo impianto molto meno potente e rischiando oltretutto di beccarsi una denuncia. Ci si aspetterebbe che, sic stantibus rebus, quest'ultima piovesse sulla testa degli inquilini inquinanti, o quantomeno l'amministratore prendesse provvedimenti, ma essendo loro fan è molto ben disposto nei loro confronti, tanto da esaudire praticamente ogni loro desiderio, non ultimo quello di aver addebitato ai condomini un impianto di amplificazione che rende le loro prove ascoltabili da tutto il palazzo come se fossero a suonare ad ogni piano. L'ultima loro pretesa è stata di obbligare de facto ogni condomino ad appendere un loro poster alle pareti, senza che ciò però fosse espressamente scritto nel regolamento condominiale. L'amministratore, manco a dirlo, l'ha trovata un'ottima idea e si è preoccupato personalmente che i cartelloni si trovassero in ogni casa. Per qualcuno questo è stato troppo: sono arrivate le denunce alla caserma Europa ed i suoi occupanti hanno fatto un sopralluogo per vedere com'era la situazione. Dapprima hanno detto che era una violazione delle regole, che ciò non stava nè in cielo nè in terra, ma hanno fatto presto a cambiare idea e decidere che non c'era niente che non andasse nell'iniziativa della band: nel regolamento condominiale la norma non era inserita, inoltre non si capiva che male potesse fare un poster appeso al muro, se non staccato ed utilizzato come oggetto contundente. Poco importano i giusti musicali di chi abita la casa, ancor meno importa se quei ragazzotti scalmanati insultano i proprietari di quell'abitazione: dato che i carabinieri han stabilito che non c'è violazione, l'amministratore ha deciso che ogni condomino deve decidere se tenersi l'effige dei suoi molestatori oppure venir sfrattato. Se voi abitaste in un condominio come questo non avreste già mandato a quel paese l'amministratore e sbattuto via i casinisti a calci nel sedere? In caso affermativo, per qual motivo abbiamo ancora in casa Berlusconi e il Vaticano?

domenica 22 maggio 2011

Tradizionale a chi?

Spesso nel dibattito politico entra in gioco il tema del privilegiare la famiglia tradizionale rispetto alle altre, arrivando sovente addirittura a negare alle seconde ogni diritto. La famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna viene messa al primo posto con la motivazione che è giusto e naturale così perchè essa esiste da secoli, come se ciò che è tradizionale fosse buono sempre e comunque. Sarà vero tutto ciò? 
Facciamo dunque un breve ripasso di cos'è stata, per secoli, una famiglia tradizionale. Il matrimonio è sempre stato una sorta di passaggio di proprietà della donna dal padre al marito, non solo in tempi antichi: :in Italia così è stato fino al secondo dopoguerra. Lo scopo dell'unione non era sancire l'esistenza di un legame tra due persone, bensì fornire all'uomo una sorta d'incubatrice ambulante per sfornare una discendenza: nel restano tracce nell'etimologia della parola, che deriva da matri munus, cioè dovere di madre. Sovente nella storia la parola "amore" col matrimonio non c'entrava un benemerito tubo, tant'è vero che il nostro passato pullula di matrimoni combinati dai familiari, di affari, riparatori e la Fortuna sola sa cos'altro. Lunghi polpettoni narrativi sono stati scritti su amori che non potevano essere riconosciuti da un contratto per il parere contrario dei genitori o perchè almeno uno degli amanti era già stato promesso altrui senza il suo consenso. Nella famiglia tradizionale la donna, in quanto proprietà del marito, non poteva uscire di casa, interessarsi di politica (in Italia fino al 1946 non aveva neanche il diritto di voto), fare la vita libera che l'altra metà del cielo fa oggi. Tutto ciò che doveva fare era badare alla casa e portare le corna. Se tradiva lui le tutele verso di lei erano quelle che erano, e comunque una donna separata non avrebbe più trovato nessun altro, mentre se lo faceva lei, magari stufa di assomigliare più ad un cervide che ad un esser umano, eran dolori di quelli seri: ricordiamo che in Italia il delitto d'onore, quello che oggi è giustamente fonte di disgusto quando giustificato dagli islamici, è stato abolito ufficialmente solo nel 1981, l'altro ieri rispetto ai tempi della storia, nonchè alla maggior parte dei Paesi cosiddetti "avanzati". Ricordiamo che era ritenuto compreso anche in questa categoria anche l'omicidio commesso anche ai danni di una figlia o di una sorella che non erano caste e pure e non seguivano queste rigide regole. Nel frattempo gli uomini potevano fare i loro porci comodi come meglio loro aggradava, magari anche picchiare la moglie e il figli, dopotutto due masconi non han mai fatto male a nessuno. Divorziare era un miraggio, poichè il matrimonio era considerato indissolubile, e comunque è sempre stato più semplice per il marito, visto che una donna non vergine non sarebbe stata più voluta da nessuno ed anzi, la mancanza di questo requisito la prima notte di nozze da parte della coniuge poteva essere motivo di ripudio.
Descrivendo quella che è sempre stata la famiglia tradizionale probabilmente molti dei moderni conservatori (scusate l'ossimoro) che non si sono ancora bevuti completamente il cervello storcerebbero il naso e la definirebbero un retaggio del passato, una barbarie, un qualcosa di fortunatamente superato e che oggi può essere considerata accettabile solo dagli integralisti musulmani (quelli cristiani invece sono un bijou...). È un dato di fatto, però, che l'ideale di famiglia che oggi propongono, in cui esiste un insieme di dinamiche fondate sulla parità, l'amore ed il rispetto reciproco, sia un'istituzione recente che per Fortuna sta gradualmente sostituendo quella millenaria, violenta e fallocentrica. I casi per i cattoconservatori sono quindi due: o sostengono il primato della tradizione e sostengono chiaramente di voler ripristinare la famiglia del passato, assumendosi il rischi di prendere tre voti in croce alle prossime politiche, oppure accettano che le cose possano cambiare, ne prendono atto e cominciano a dare diritti anche a chi ha una storia ed a chi non l'ha ancora. Alla luce di quanto detto prima, invito gli uomini e soprattutto le donne che hanno sottoscritto un contratto di matrimonio ad urlare forte e chiaro ai simpatici politici che appioppano alla loro relazione quel termine: "Tradizionale glielo dici a tua sorella!"

giovedì 7 aprile 2011

Tollerare gli intolleranti

Sui bus inglesi è partita una campagna contro l'islamofobia. "I musulmani per la lealtà, la pace e la libertà", recita.
Non ho nulla contro i musulmani in più rispetto a quanto ne abbia verso le altre religioni e sette varie esistenti sul globo terracqueo. Accostare quelle tre parole non solo all'Islam, ma a qualsiasi culto religioso, mi sembra un ossimoro che insulta la nostra razionalità: le religioni predicano di possedere l'unico metodo di comportamento valido e la discriminazione di chi non lo segue, chi è moderato lo è per integrazione del mosaico logico di tipo religioso con tasselli provenineti, per esempio, dall'illuminismo, o banalmente dalle sue capacità empatica. Al posto di chi ha accettato la campagna avrei di certo fatto altrettanto, soprattutto in cui le pagine di cronaca nera sono costellate di episodi di violenza ai danni delle minoranze, ma mi piacerebbe molto che qualcuno si occupasse anche, e soprattutto, dalle categorie discriminate da tutte le varie religioni, più anche qualche laico: donne, omosessuali, atei. 
Le prime sono perennemente considerate macchine da riproduzione, gente senza diritti, diavoli tentatori. Alcuni culti, tra i quali i leali, pacifici e liberi musulmani, le segregano sotto pesanti veli, altri mettono loro un burqa ideologico, che impedisce loro di vivere e ribellarsi. Chi ha il coraggio di toglierselo è una "troia", una reietta, un'emarginata, che paga a caro prezzo la sua libertà (e se invece prende sul serio i quattrini per fare sesso, oltre che ad arricchirsi va a finire in Parlamento, ma questa è un'altra storia....). 
I secondi, invece, si trovano a lottare ogni giorno contro lo stereotipo di persone contro natura, senza sentimenti, che si farebbero qualunque persona del loro stesso sesso basta che respiri. Se sono donne, poi, non hanno alcuna visibilità. In molti Paesi, compreso il nostro, le loro unioni non hanno nessun riconoscimento, pur pagando le tasse come gli altri. In altri, alcuni dei quali musulmani, essi vengono sottoposti al carcere o addirittura alla pena di morte per la sola colpa di amare. L'ONU propone una depenalizzazione per far sì che ciò non avvenga più, il Vaticano vota contro. Questa volta cattolici e musulmani vanno d'accordo, altro che Lepanto!
Quanto ai terzi, non fanno che incassare colpi da tutte le religioni, nessuna esclusa. È gente che non vede, priva di morale e di umanità, che prova "godimento" a sputtanare la vera fede diffondendo tutte le porcate che la suddetta fa. Le religioni lottano tra loro, tutte contro tutte, ma si coalizzano quando si tratta di dar addosso ai non credenti, de facto costretti a subire riti religiosi in tutte le salse. In Italia, poi, si sta diffondendo una strana concezione della laicità dello Stato per cui se ti batti per essa contro lo strapotere della Chiesa cattolica  allora vuoi favorire gli islamici, non montare le barricate affinché nessuno, né questi né quelli, possa interferire con la vita politica nel Paese.
Sono una persona tollerante ma non posso tollerare la violenza, fisica o psicologica che sia, pertanto comprendo l'iniziativa della comunità islamica inglese e disprezzo profondamente chi fa del male a un altro per il solo motivo che è diverso, ma proprio per quest'ultimo motivo non posso strizzare l'occhio ed alzare il pollice in su. Sono una "vittima" di quella citazione del destrorso Karl Popper: "Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti"

giovedì 10 marzo 2011

Paese che vai, religione che trovi

Molti dei "nostri simpatici amici" cattolici hanno sovente un atteggiamento snob nei confronti delle altre religioni, che guardano dall'alto della loro presunta superiorità occidentale. Quando si parla di buddhismo, ad esempio, essi tendono a snobbarlo come una stupidaggine new age che va tanto di moda tra i giovani che hanno perso la "retta via" della vera religione, nonché una follia che poteva uscir fuori solo in realtà arretrate e piene di pazzi come quelle dell'Oriente. Quel dio con la pancia (poco importa se il Buddha non è considerato tale), poi, tende a farli tanto ridere.
A parer mio questa religione o filosofia che sia non è nient'altro che una marca di oppio per il popolo differente da quella che gira qui, pertanto non mi stupisco di notare come le leggi per quanto concerne cibo, sesso e condizione della donna non siano sovente troppo diverse da quelle dei nostri amici qua presenti. Soffro dello stesso nodo allo stomaco quando vedo il Papa coperto di gioielli tra le persone che muoiono di fame e i Buddha d'oro nei Paesi del terzo mondo e non penso che una setta cristiana sia più o meno pericolosa di una buddhista o di una psicosetta indipendente dalla religione.
Qualunque cosa che prenda per il sedere la gente a vantaggio dei pochi pari è, non importa da dove venga nè chi la segua. Mi domando però se i "credini" hanno saputo che oggi il Dalai Lama ha presentato le dimissioni da capo temporale del Tibet in favore di qualcuno eletto dal Parlamento, al momento in esilio in India essendo il Paese occupato, dichiarando come motivazione il bene del popolo tibetano nel lungo periodo.
Il pastore tedesco che sta in Vaticano, invece, si tiene stretto il potere temporale con le unghie e con i denti e, pur avendo uno Stato molto più piccolo del Tibet a cui non ha nemmeno tentato di dare la parvenza di una democrazia, tenta di occupare noi, pretendendo che in Italia (e possibilmente nel mondo intero) si faccia quello che dice lui e vigano le leggi che vuole lui.
Appare chiaro anche al più incallito dei tifosi che in questo momento ad una gara di democrazia, o meglio a chi mimetizza di più la dittatura, non arriveremmo di certo primi e probabilmente taglieremmo il traguardo a marcia indietro, alla faccia della superiorità occidentale.
Come dice quel meme di Internet: Dov'è il vostro Dio adesso?

giovedì 3 marzo 2011

I fascisti siete voi

O il troppo pensare al figo di turno mi sta facendo perdere interi pezzi di cronaca politica italiana, compresi quelli già depositati nella memoria a lungo termine da tempo, oppure oggi Vittorio Sgarbi, già noto per fare sovente uscite "che sembrano entrate" e per aver raccolto svariate condanne per diffamazione, ha dato il meglio di sè.
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa  la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro? 
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena". 
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante. 
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo? 
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale? 

martedì 1 marzo 2011

Lasciate che i bambini vengano a me (ma anche no)

Ultimamente non passa giorno né passa notte senza che si legga di abusi da parte di sacerdoti cattolici a danno di minori. Vi sono stati casi eclatanti all'estero, come quelli avvenuti in Germania, ma anche e soprattutto in Italia. Penso che ormai non vi sia luogo d'Italia accanto al quale non vi sia stato almeno un caso. Anche il ponente ligure, che non è esattamente il Bronx, pare non essere rimasto immune da questo genere di episodi. È di un paio di settimane fa la notizia che un parroco di Alassio è stato condannato a sette anni ed otto mesi per molestie su una chierichietta undicenne.Non dimentichiamo poi le accuse rivolte da Francesco Zanardi nei confronti di un prete della diocesi di Savona.
LA maggior parte dei genitori è molto protettiva verso i propri figli e si preoccupa dei posti e delle persone che essi frequentano, domandandosi se sono sicuri per la loro incolumità fisica e psicologica. "Non andare là che ti portano via" oppure "non giocare con quel bambino che è cattivo" sono frasi che si sentono frequentemente da parte del genitore medio.
Con questo continuo grandinare di casi in ogni dove mi domando come sia possibile che esistano genitori che continuano a portar loro i propri figli in chiesa. Non hanno paura che possa accadere qualcosa alla prole frequentando l'oratorio? Il senso di fiducia in un'istituzione che ha ampiamente dato prova di essere marcia è ancora così forte da far tacere nella testa della gente ogni dubbio seppur supportato dai fatti? Non viene in mente a nessuno di loro che una filosofia che cresce in seno così tanti pedofili forse non è così sana da permetterle di inculcarsi nella testa dei propri figli?
Ai posteri l'ardua sentenza: o si ritroveranno senza fedeli o tutto questo sistema continuerà ad andare avanti e produrre mele marce indisturbato.
Come scriveva Lucrezio, tantum religio potuit suadere malorum.

venerdì 31 dicembre 2010

Cibo e sesso nei 10 comandamenti

Si sente spesso ripetere (e io stessa lo ribadisco abbastanza di frequente) che gli dei delle religioni siano dei maxi padri che controllano l'uomo mediante la regolamentazione dei bisogni fondamentali, cibo e sesso. A conferma di questo mio tormentone ho pensato di portare nientepopodimenochè i dieci comandamenti, quelli attualmente insegnati dalla "santa" Chiesa Cattolica Apostolica Romana (e non quelli della Bibbia, che sono un po'diversi. Li riscrivo, nel caso qualcuno li avesse dimenticati (per sicurezza prendo la versione mnemonica di Wikipedia, anche se purtroppo li ricordo). Essi sono considerati la sintesi dei principali comportamenti  da tenere da parte dei credenti, quindi nella maggior parte di essi devono esserci riferimenti all'autorità o al controllo di uno dei bisogni di cui sopra. Vediamo un po'....


Non avrai altro Dio al di fuori di me.
(quindi mi devi rispettare, perchè io ho potere su di te come se fossi un padre, e quindi devi fare quello che ti dico io)
Non nominare il nome di Dio invano.
(perchè se non mi faccio rispettare poi perdo l'autorità e poi non fai più quello che ti dico io)
Ricordati di santificare le feste.
(devi considerarmi un essere da adorare se no non fai più quello che ti dico io)
Onora il padre e la madre.
(perché sono loro, e l'autorità in senso esteso - come guarda caso è sempre interpretato questo comandamento- che mi hanno messo lì, e la mia funzione è quella di prendermi autorevolezza e venerazione e poi trasferirla a loro... in poche parole, è come con Babbo Natale: siamo la stessa persona... ah, un'altra cosa: per esperienza personale, quali sono le cose su cui il padre e la madre "rompono" più spesso -specie con le figlie femmine-?)
Non uccidere.
(Va beh, dobbiamo starci tutti a questo mondo e poi dobbiamo rispettarci... già che ci sono, metto il culo al riparo a chi mi ha creato, sai com'è, nel caso qualcuno scopra l'inculat...ehm, la fregatura ed abbia l'ignobile reazione di farli a fettine.... però/infatti il "non uccidere" nella Bibbia vale a senso unico, visti tutti i tizi che ammazzano/fanno ammazzare i profeti ed i sacerdoti)
Non commettere atti impuri.
(eccola qua! Trombare come e quando ti dico io, eh!)
Non rubare.
(beh, anche qui rubare non va bene, quindi mi raccomando, se hai fame e quelli che stanno mangiando hanno prima rubato a te dicendo che io esistevo e dovevi farmi le offerte perché ho creato tutto ma col cibo e i soldi son un po'negato -ah ecco, a proposito, che c'hai mica qualche figlia da darmi, 'chè non so perché le bagasce mi escon tutte senza la ...emh... parte che mi serve, please?-, tieniti la fame e taci)
Non dire falsa testimonianza.
(anche qui, dire le bugie non va bene, posson dirle solo i sovrani per controllare voi usando me come tramite)Non desiderare la donna d'altri.
(le persone sono proprietà privata, soprattutto le donne, che sono inferiori e sono il demonio, e quindi il sesso con loro non si può fare)
Non desiderare la roba d'altri.
(e quindi non desiderare il loro cibo, se quello ne ha da buttar via e tu fai la fame non ti ribellare, se no sei solo invidioso) 

Direi che ad occhio e croce, facendo le somme, abbiamo quattro regole per stabilire una relazione d'autorità, alcune regole di vivere civile (ma che a quanto pare sono come quei vicoletti stretti di campagna e le cotte degli emo: a senso unico) e sì, proprio quello che cercavamo, riferimenti al controllo del cibo e del sesso. L'autorità sta sul piedistallo, l'autorità comanda, l'autorità ti controlla e quindi sfido a ribellarti quando lei fa le peggio cose: se lei le fa la colpa è la tua che hai mangiato e trombato come più pareva a te e/o hai osato dire alla voce che te lo ordinava: "ma che ooooooooh!". E qui c'è ancora qualcuno che sostiene che una democrazia cristiana è possibile (anche dopo che ce l'abbiamo avuta per più di 40 anni al governo e... va beh, l'abbiamo vista)? 

lunedì 11 ottobre 2010

Incoerenti a modo loro

I cattolici a modo proprio escono dalle fottute pareti, e questa non è certamente una novità. Chiunque di noi conosce almeno un paio di persone che dicono di credere a Dio e a Gesù, però di non credere nella Chiesa, nei preti, nel papa ed in alcune delle cose che essi proclamano. Non ne provano sovente il minimo disagio: il principio di riprovazione sociale fa sì che, in un mondo così pieno di cattolici quale dovrebbe teoricamente essere l'Italia, fa sì che spesso siano considerati più stani i ciellini et similia che non la stragrande maggioranza di "cattolici a modo loro".  
Stando alle statistiche linkate qui, la maggioranza delle persone la pensa diversamente dalla Chiesa sui temi in cui la stessa cerca di imporsi.... ma non eravamo il Paese in cui BXVI poteva vantare il 97% di cattolici? E non era lui che si faceva forte di questa cifra per dettare legge all'interno dello Stato Italiano? Di questo 97%, quanti sanno che per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana il Papa è infallibile? Si può essere cristiani a modo proprio, eventualmente, ma se uno si definisce cattolico può esserlo solo a modo di qualcun altro, oppure decidere di essere incoerente a modo suo. Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di spiegarglielo, un giorno, quando saranno più grandi. 

mercoledì 28 luglio 2010

Oggi mi è apparso il dio Bacco in persona

No, non ho avuto contatti eccessivamente intimi con Lucy in the Sky with Diamonds (non la canzone dei Beatles, obv....).
Era proprio lui, con ai lati gli altri due componenti della Santa Triade: taBacco e Venere. Anche lui, a uanto pare, è uno e trino. Stavano lì, appollaiati sulla scrivania, di fronte allo schermo del computer.
Il diVino Bacco mi ha detto: "Miss XD, essendoti tu tanto distinta nella predicazione dei valori in cui noi tre crediamo, ti nominiamo ufficialmente nostra profetessa. Va, e tramite tutti gli strumenti più o meno informatici che hai a disposizione diffondi il nostro messaggio". Mi unse il capo con del vino, e subito dopo sparì in una nuvola di fumo. Al suo posto comparvero dieci calici di vetro, su ognuno dei quali c'era un'iscrizione:
1) Adora tutti gli dei che ti pare e piace, di qualunque forma e colore essi siano. Anche nessuno va bene. Se non vuoi adorare me, pazienza: me ne farò una ragione. L'importante è che l'avarizia, la brama di possedere e la gelosia non figurino nel Pantheon. Se non te lo ricordi da solo, tatuatelo sulla mano: "dio trino = sì, dio quattrino = no". Lo so che è vecchia, ma rende l'idea.
2) Non pronunciare il nome di zio Ivano, 'chè tanto non ne hai nessuno con quel nome. E pure chi ce l'ha, vista l'antiesteticità del nome, se lo chiama in un altro modo gli fa solo un favore. Quanto a me, se proprio di invocarmi in pubblico nel mezzo di una sbornia non te la senti e/o in quel momento hai di meglio da fare, mi accontento di una telefonata una volta al mese. Se non ti rispondo è normale: ho una vita sociale anch'io, che ti credi?!
3) Ricordati di partecipare alle feste, che siano compleanni, natali, capidanni, lauree o quant'altro, purchè la compagnia sia buona. E, per l'amor di dio (cioè me medesimo), non fare digiuno e astinenza, nè dalla carne nè dalle carni!
4) Onora chi se lo merità e sfancula chi non lo fa, indipendentemente dal grado di parentela. Nessuno dev'essere così importante nella tua vita da essere onorato indipendentemente dalle sue azioni, es claro?
5) Eh, lo so che certi eretici che ti fracassano le maracas per le tue scelte di vita e non comprendono fino in fondo la bellezza e la profondità del tuo credo li vedresti bene arrosto, magari al posto dei polli che girano sullo spiedo al mercato del lunedì, però mi dispiace ma il "non uccidere" te lo tieni, te lo impacchetti e te lo porti pure a casa.... e vedi di non fingere di perderlo, 'chè ti tengo d'occhio!! (se non mi ubriaco prima)
6) Non commettere atti impuri, tipo sporcarti le mani a picchiare le teste di cavolo di cui sopra, 'chè poi manco il Napisan Plus basta a disinfettarle... quanto al sesso, tromba tranquillo con chi ti pare, dove ti pare, in quanti ti pare et cetera, purchè si sia tra adulti consenzienti e non paganti, nè in denaro nè in favori nè in status e cazzate varie, e permemedesimo, non dimenticate il profilattico! Piuttosto vedi di non fare cazzate tipo sposarti e fidanzarti, quelle cose lì lasciale ai bigottoni.
7) Immagina un mondo dove la proprietà privata non esista, e scagliati contro chi ruba ai poveracci per arricchirsi sulle loro spalle. Nel frattempo, oltre a non rubare tu, cerca di non mandare col tuo voto dei ladroni al governo, specie se piicarteggiabelini.
8) Se vuoi diffondere i tuoi ideali, per prima cosa sii coerente. Raccontare balle serve come una trave nel sedere per prevenire le emorroidi. Non dimenticare però la massima di Odifreddi su Darwin: "… Si può tradire non solo avendo un’amante, ma anche non avendo Dio, e se la moglie è bigotta se lo merita in entrambi i casi"
9) Non desiderare nè la donna nè l'uomo d'altri, anche perchè gli uomini e le donne non sono casse di birra, che possono essere mie o tue, ma sono persone con gambe e cervello (quest'ultimo non sempre). Se il/la bonazzo/a di turno ti rimbalza, è perchè sei un cesso di proporzioni cosmiche: fatti un esame di coscienza, e già che ci sei anche una visitina da un chirurgo plastico.
10) E chi ti ha detto che ci stava pure il decimo?
Eccomi qui ad annunciare, quindi, il sacro verbo a voi, amici del blog.
Uniamoci sotto l'egida di questa Santissima Trinità, e una volta uniti lottiamo contro questo sistema e volemose bene.... quanto all'"amiamoci", si accettano solo ragazzi carini, sulla trentina e possibilmente di sinistra, 'che di fascisti ne ho piene le...ehm... tasche :)
Andiamo e predichiamo in tutto il mondo affinchè il sacro verbo di Bacco Nostro Signore si diffonda, e raggiunga il cuore (e anche qualcos'altro) del maggior numero di persone possibile.
Sempre siano lodati Bacco, taBacco e Venere.

[Ora che ho anch'io la mia religione voglio l'otto per mille, i luoghi di culto per le orge e le sbronze rituali, le scuole senza l'ici, uno Stato extraterritoriale dedicato, la possibilità di andare in giro nuda, dato che il dio Bacco mi ha detto successivamente che bisogna fare così, e la possibilità di educare i figli miei alle orge anche in tenera età, dato che la mia religione lo prevede. Inoltre, voglio vedere se il ministro Frattini, quando chiederò di poter appendere un bicchiere di vino in tutte le aule scolastiche, sosterrà che: "rispettiamo anche il diritto dei credenti di esporre i propri simboli”]

sabato 17 luglio 2010

Col culo degli altri

È di due giorni fa il documento "normae de gravioribus delictis" diffuso dalla Santa Sede. In esso troviamo che la pedofilia, reato contro il costume (per la persona che la subisce invece è un bijou... e poi danno dei barbari ai talebani!), è citata solo dopo l'apostasia e gli atti contro l'ostia, e addirittura ci tengono a precisare che "Alla Congregazione per la Dottrina della Fede è riservato anche il delitto più grave di attentata sacra ordinazione di una donna".Queste sono le stesse persone che quotidianamente ci propinano la loro rottura di belino sulla famiglia tradizionale, sui contraccettivi, sui rapporti prematrimoniali, sull'aborto, sull'omosessualità e via sessualmente delirando.
A quanto pare sono molto bravi a legiferare su come terzi debbano utilizzare le loro vergogne ma sulla loro, di vergogna, si dimostrano alquanto lacunosi.

lunedì 28 giugno 2010

Uno strano virus

In principio fu Berlusca, che battezzò i giudici che lo processavano come "matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana". Fu una pandemia peggio dell'aviaria: metà del Parlamento fu colpito, sia a destra che a sinistra.
Poi fu il caso Piemonte, dove abbiamo un presidente che grida al golpe giudiziario ed una fiaccolata "in difesa della democrazia" (e contro i giudici).
Nemmeno le preghiere sono efficaci contro questo virus che contraggono i potenti ma colpisce i magistrati, visto che la CCAR in questi giorni e sta mostrando tutti i sintomi.
Prima il cardinal Bertone dichiara che della perquisizione eseguita dai magistrati belgi nell'arcivescovado di Bruxelles e nella cattedrale di Saint Rombaut, a seguito di numerose denunce di abusi (che novità!), "Non ci sono precedenti, nemmeno nei regimi comunisti" [diteglielo, per favore, che la caccia alle streghe non era esattamente un cotillon]. Poi persino il Papa in persona si pronuncia su queste operanzioni come "deplorevoli e sorprendenti" [le porcate per cui i chierici sono stati indagati sono trascurabili, infatti scommetto che entro un quinquennio se li prenderà in casa]. La malattia ha anche obnubilato i loro cervelli, a quanto pare, perchè hanno dimenticato di dire ai loro colleghi belgi che certe cose non bisogna farle nei Paesi civili e laici dove se sgarri ti vengono a prendere con le manette senza guardare troppo le tonache, ma in Italia, dove l'infezione del morbo è tanta e tale per cui a breve, nel Paese di Falcone e Borsellino, il tiro al magistrato sarà elevato al rango di sport nazionale.

giovedì 17 giugno 2010

Valore spirituale e apertura al dialogo? come no?

La Cei ha appena dichiarato che: "Il crocifisso esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, è segno di un'identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volonta''.
Come al solito, credono di essere al centro del mondo. Quale ateo sano di mente (Ferrara non conta) dà un alto valore spirituale al crocifisso? Se per lui Gesù è morto e risorto per noi allora è credente. Se è stato solo un uomo non ha valore spirituale più di quanto non ne abbiano le persone che gli stanno attorno.
Per non dimenticare che a nche la pizza margherita accompagnata con la birra è una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale  (5% vol. circa)... sai che bello sarebbe averle sulla cattedra? E perchè la pasta al pesto no? E il tronista di uomini e donne, che per tutti i giovani e anche qualche insegnante ha così tanto fascino, perchè lui no?
Inoltre, se uno che si fa chiamare "maestro" e dichiara di essere custode della verità assoluta è aperto al dilaogo, allora io sono Cicciolina.
Se invece si parlava della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, beh, non penso proprio che atei, musulmani, donne, omosessuali e africani con l'AIDS sarebbero molto d'accordo.
(Date un occhio ai link perchè è "divertente")

mercoledì 9 giugno 2010

Recensione: sesso, diavolo e santità

Titolo: Sesso, diavolo e santità
Autore: R. Pierri
Casa editrice: Coniglio Editore

Di Renato Pierri, teologo originario di Genova e per anni insegnante di religione cattolica presso le scuole medie superiori romane, tutto può essere detto fuorché “ateo”. Le sue posizioni sui miracoli (“Dio è onnipotente, ma non può fare cose ingiuste”), il suo scetticismo delle possessioni diaboliche e la sua convinzione del profondo distacco esistente tra la parola del Vangelo e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana gli alienano le simpatie di coloro che nell’infallibilità della seconda credono fermamente.
Anche nella sua ultima fatica letteraria, “Sesso, diavolo e santità” (Coniglio Editore, 2007), egli intende pronunciare una ferma condanna nei confronti di quello che egli chiama “falso cristianesimo”, ossia quella distorta interpretazione del Verbo che presenta la sofferenza e la mortificazione corporale come cosa gradita a Dio, presentato come ingiusto in quanto privilegia alcuni tra i suoi fedeli per motivi di gusto personale, e di una concezione del demonio oltremodo infantile.
Il tema centrale dell’opera è la contrapposizione tra la figura divina presentata ai credenti dai testi sacri e quella proposta sulla strada intrapresa dalla Chiesa nei secoli, dal Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri, decisamente allontanata quando non in netto contrasto con la prima: tra aiuto alla comunità ed ascetismo, tra amore divino e sofferenza nel suo nome, tra castità e "crescete e moltiplicatevi", tra fratellanza universale e doni a pochi eletti.
L’oggetto di analisi dell’opera sono le agiografie di alcuni santi elevati ad esempio dalla tradizione ecclesiastica pervenutaci nei secoli: San Francesco e Santa Chiara d’Assisi, Santa Caterina da Siena, Santa Gemma Galgani. Chi, individuando la parola “sesso” nel titolo, si aspetta di trovare proibiti racconti hard con protagonisti questi personaggi resterà sicuramente deluso: ciò che viene presentato in questo scritto sono i disturbi sessuali, dovuti presumibilmente alla forzata astinenza, che accanto ad altri disordini mentali ed ignoranza delle scritture (nel caso di Gemma Galgani anche di un possibile plagio da parte di chi la seguiva spiritualmente) fanno somigliare queste persone più a candidati per il TSO che ad esempi di saggezza spirituale e di virtù morale da seguire per la salvezza.
Non si può non citare in merito l’episodio in cui San Francesco, che aveva addirittura problemi a guardare le donne tanto considerava la sessualità mortifera, ebbe nella notte un attacco di desiderio, che non riusciva a spegnere con le consuete preghiere. Si gettò allora nella neve e si mise a fare pupazzi di neve, e dopo che ne ebbe fatti sette disse a se stesso: "Vedi, questa è tua moglie, questi sono i tuoi figli, e questi i servi. Ora devi occuparti di loro, perciò rinuncia a questa vita [di sacerdozio]!";. Degno di nota è anche quanto accadde a Santa Caterina, attratta da quanto concerneva malattia e morte, che trovatasi in preda ad un attacco di nausea causato dall’odore disgustoso della piaga di una malata che assisteva, per reprimere i conati di vomito ne bevve il siero, e che venne ricompensata da Gesù di quel gesto dandole il privilegio di abbeverarsi dalla ferita del suo costato, provocandole una sensazione così intensa di piacere che dopo aver bevuto di quel nettare ebbe consistenti problemi di stomaco. Ovviamente neppure le balzò in mente che la causa di quei disturbi potesse essere il siero bevuto in precedenza…
Le continue mortificazioni corporali sono un tema presente in tutte e quattro queste biografie, ed altrettanto regolarmente sono viste come gradite, o addirittura incentivate dalla divinità, in particolare nel caso di Gemma Galgani, che riteneva il suo autolesionismo un mezzo attraverso il quale il Signore condonava peccati alle anime del Purgatorio, quello stesso Dio che salvò il suo popolo dal tormento della schiavitù egiziana e babilonese e da quello stesso Cristo che sul monte degli Ulivi disse: "
Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice (Mt 26,39)".
La contraddizione tra la divinità biblica e quella presentata dagli exempla del cattolicesimo ancora più evidente nell’immagine del Dio che concede miracoli solo ad alcune persone tra tutti i malati del mondo, e non può farlo se non vicino alla presenza corporale più o meno viva del santo di turno.
Per concludere in “bellezza” il libro, l’ultimo capitolo è dedicato alla figura dell’esorcista Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, ed il suo puerile culto del diavolo, considerato non come la rappresentazione allegorica del male ma letteralmente in base alla descrizione delle scritture e della tradizione popolare, arrivando addirittura ad interpretare perfettamente alla lettera un passo delle scritture che dice che se un diavolo è scacciato da un corpo, esso vi torna con sette suoi compagni più potenti di lui. Egli sconfina ancor più nel ridicolo quando descrive con precisione i sintomi dovuti alla possessione diabolica, come se il diavolo non fosse abbastanza intelligente da evitare i comportamenti che ci si aspetterebbero da lui, o inserisce tra le cause della possessione l’intervento di fatture, talismani, riti di maghi ed addirittura al diffondersi delle idee comuniste, dotando in pratica questi elementi di poteri sovrannaturali.
Ciò che di questo libro non si può senz’altro dire è che esso sia nato per confutare l’esistenza del Dio del cristianesimo, anzi: esso è destinato ad un pubblico credente, allo scopo di metterlo al corrente di questi aspetti poco divulgati dalla comunità ecclesiastica e farlo riflettere sulla Chiesa e la dottrina che propone affinché riscopra un culto sereno e sincero, come quello delle comunità cristiane originarie, con il Dio preposto dalle Scritture, senza scivolare in istruzioni false, fuorvianti e addirittura controproducenti per la salute fisica e spirituale dell’uomo senza benefici per la salvezza eterna, frutto di un cristianesimo distorto e malsano fondato più sulla malattia mentale che sulla pratica dei valori che chiaramente si evincono nell’esegesi biblica.

mercoledì 2 giugno 2010

Vangelo: questo sconosciuto

John Caruso si è trasferito con la sua famiglia a Fort Eire, nell'Ontario, all'età di 13 anni appena compiuti. La sua famiglia, padre sicilano e madre canadese, divenne presto amica del parroco locale, padre James Kneale, con cui ogni tanto cenavano. Questi, un tipo giovanile oltre che giovane, iniziò a prendere a cuore lo sviluppo spirituale e scolastico del giovane, diventando un suo buon amico.
Al suo sedicesimo compleanno, nel 1988, il parroco gli prestò le chiavi della sua auto per andare a festeggiare con gli amici e gli offrì di passare la notte a casa sua, onde evitare che i suoi lo sgridassero per via dell'alcool. Il giovane accettò e ritornò ubriaco marcio, tanto da vomitare. La cosa successiva che ricorda è di essersi risvegliato nel cuore della notte mentre il sacerdote gli praticava una fellatio. Un mese dopo, nonostante il senso di colpa, lo disse al padre, che volendo evitare lo scandalo informò il vescovo. Scuse, sei anni di terapia ed il sacerdote tornò ad officiare a Niagara Falls. Continuò a tenersi in contatto con Caruso un paio di volte all'anno, e le conversazioni chissà perchè continuavano a finre sul sesso e ed il giovane veniva tartassato di domande sulle sue esperienze con le ragazze a scuola. Nel 1997, dopo una di queste conversazioni, i ricordi di Caruso cominciano a riaffiorare: Kneale aveva abusato di lui anche altre volte, utilizzando la tecnica del Roypnol nei drink. Dopo le accuse la polizia va a prendere il sacerdote, nell'appartamento del quale trovano una lista di nomi di ragazzi a cui il prete ha fatto da mentore e delle foto compromettenti di ragazzi nudi e seminudi, alcune delle quali di Caruso. Un altro ragazzo violentato da Kenale saltò fuori ed infine l'uomo fu accusato di ben sei violenze carnali ed accusato due anni dopo a nove mesi di domiciliari e 18 di prova. La famiglia di Caruso decide di denunciare il parroco, due vescovi e la diocesi di Santa Caterina per un totale di 6,8 milioni di dollari di danni, vincendo la causa.
Cioò che succede dopo è una cosa che non sta in terrà nè tantomeno in cielo: la diocesi di Santa Caterina dà mandato agli avvocati affinchè venga trascinata in tribunale la famiglia Caruso, accusando il ragazzo ormai sui 40 di essere uno psicolabile non curato adeguatamente dai genitori e malmenato dal padre. In poche parole, Caruso per loro sarebbe un povero pazzo che si è inventato tutto.
Nel frattempo la vita di John ormai si è devatsta: non ci sono più soldi, tutti investiti in spese legali, la vittima ha alle spalle diversi tentativi di suicidio e la madre, sentendosi colpevolizzata, è morta due anni fa, di crepacuore.
La situazione era talmente devastante che il ragazzo, ormai uomo, oggi ha rinunciato ad avere giustizia per ciò che ha subito ed acconsentito ad una transazione, per sfinimento: “non ne potevo più, stavo davvero per suicidarmi”, afferma.
Se quelli della diocesi non si fossero trincerati nel più stretto riserbo, si spera vergognandosi immensamente di tutte le porcate che hanno fatto, farei loro una semplice domanda: era questo che Gesù intendeva con “Lasciate che i bambini vengano a me" (Marco 10,14)?

Formigoni, il pesce e la propaganda coi soldi nostri

Lascia basiti il progetto del Formicone delle Libertà di donare 4500 euro in 18 comode rate da 250 euro al mese alle donne in difficoltà economica che decidono di non abortire.
Il progetto "nasko", il cui nome lascia suggerire che il Nostro stia cercando di bissare il tentativo di sembrare giovanile già abortito con il rap [orrore! ora per espiare dovrà esorcizzarsi purificandosi nelle acque "notoriamente monde" del Po], si svolgerà nel seguente modo: una donna che decide di interrompere la gravidanza per motivazioni pricipalmente economiche viene indirizzata al Centro Aiuto Vita, notoriamente di ispirazione pro-life nonchè cattollico-ciellina, dove stenderà un progetto personalizzato con gli assistenti del centro. Se si atterrà allo stesso le verrà erogato il succitato contributo per acquistare beni e servizi vari epr sè e per il nascituro.
Indipendentemente dal fatto che dare lo zuccherino ad una donna se rinuncia alla sua vita e, da brava, fa la scatola, che ricorda molto l'addestramento degli animali da circo, è una nota da aggiungere ai promemoria da consegnare a questi uomini (o presunti tali) quando, sentendo le donne che proferiscono apprezzamenti estetici su qualche bell'uomo di passaggio, le accuseranno di trattare gli esponenti del sesso maschile come oggetti, si comprende ictu oculi come questa mossa, ben lungi dall'essere un aiuto concreto alle donne che intendono tenere un figlio ma non possono farlo, è piuttosto una mossa propagandistica al fine di ingraziarsi il Vaticano a spese dei contribuenti [a.k.a. noi].
Recita un vecchio proverbio cinese: "Se un uomo ha fame non regalargli un pesce ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno ma per sempre".
250 euro al mese per 18 mensilità non è un aiuto, è un'elemosina, tanto cara ai cattolici perchè crea un rapporto di dipendenza da un altro a cui poi devi leccare il didietro a specchio per non perdere quei favori.
Un aiuto è un'educazione sessuale SERIA nelle scuole, sono condizioni lavorative e stipendi decenti, è il diritto alla maternità per tutte, sono i ticket per le visite non esagerati, sono gli asili nido, sono scuole pubbliche funzionanti.
Se proprio tutto questo non fosse sufficiente e DOPO aver fatto quello si volesse dare anche il contributo economico, ok, ma mandare una donna che sta prendendo una decisione così difficile in un'associazione decisamente di parte sarebbe come il CAV è come mandare uno a decidere se sposarsi o meno in un bordello....
Non ne hanno abbastanza di minare la psiche delle povere donne piazzandosi fuori dagli ospedali per fracassare le maracas a chi prende questa sofferta decisione, come hanno fatto vedere ad Annozero? E i consultori cosa ci stanno a fare allora? tanto vale chiuderli, a questi punti, ed affidare questi servizi direttamente ai preti, che come abbiamo appreso dalla cronaca decente di bambini sì che se ne intendono!
Non vedo altro scopo nell'iniziativa a parte quella di, essendo memori dell'epic fail elettorale del 2008 di quel giornalista barbuto più magro che coerente, non potendo quindi negoziare la 194 col Vaticano, onde evitare di trovarsi il completo Armani nuovo e l'auto blu superlusso distrutti dalle roncolate e dalle primizie dell'orto avariate, cercano di prendere due piccioni con una fava dicendo ai prelati: "ho fatto il possibile" e alla donna che abortisce: "se avessi fatto la brava scatolina ti avremmo dato lo zuccherino, ma hai fatto la cattiva e ti bastoniamo facendoti sentire una merda extra large".
La domanda che sorge spontanea è: per qual motivo a pagare questo fascismo devono essere anche le donne lombarde che questo fascismo lo subiranno?