Chiunque abbia un vicino musicista o amante delle feste sa bene di cosa parlo: certe volte il chiasso proveniente dai locali circostanti si fa talmente insopportabile da impedire qualunque possibilità di dormire o concentrarsi su qualsivoglia attività si stia svolgendo. Supponiamo che una persona che debba fare qualcosa di particolarmente importante oppure non si senta molto bene ed abbia bisogno di riposo si rivolga al vicino rumoroso e gli chieda gentilmente di smettere, esponendo garbatamente il suo problema, e si senta rispondere che non deve rompere le scatole, in un ribaltamento a dir poco paradossale. Qualunque persona di buon senso, a questo punto, chiamerebbe le forze dell'ordine affinchè si occupino di far rispettare le regole sull'inquinamento acustico al dirimpettaio.
Nel condominio Italia ci sono degli inquilini che fanno davvero parecchio casino. Abitano in un appartamentino piccolo piccolo, anche se hanno seconde e terze case sparse qua e là. Le persone che occupano quella casa non sono molte, ma abbastanza da formare diverse band che suonano a tutte le ore del giorno e della notte la stessa musica, dai testi violenti, anche verso alcuni inquilini, e dai toni cupi ed inquietanti: gli Slayer al confronto sembrano il coro dell'Antoniano! Le loro canzoni, che avendo amplificatori molto potenti sono sempre sparate a volume altissimo, creano problemi un po'a tutti, in particolare alle donne, che trovano difficoltà a fare qualunque cosa che non siano le faccende di casa. Quella del secondo piano, che ha deciso di abortire sta prendendo tutto questo particolarmente male: sta già attraversando un periodo abbastanza difficile per i fatti suoi senza la necessità di essere molestata continuamente da quel frastuono. La maggior parte delle coppie del condominio lamenta perfino problemi a fare sesso: in quelle condizioni è davvero quasi impossibile. Il signore che abita accanto a loro vorrebbe chiedere al suo compagno di trasferirsi da lui, ma non può: le band hanno minacciato di andare a suonare nella tromba delle scale, peggiorando l'inquinamento acustico, in quest'eventualità. Chi non ama quel genere ormai è frustrato al limite di esplodere: oltre a vedersi invaso e disturbato l'ambiente domestico da quello che per lui è un fracasso insopportabile, non può nemmeno vendicarsi alzando le casse al massimo e diffondendo la sua musica preferita, essendo il suo impianto molto meno potente e rischiando oltretutto di beccarsi una denuncia. Ci si aspetterebbe che, sic stantibus rebus, quest'ultima piovesse sulla testa degli inquilini inquinanti, o quantomeno l'amministratore prendesse provvedimenti, ma essendo loro fan è molto ben disposto nei loro confronti, tanto da esaudire praticamente ogni loro desiderio, non ultimo quello di aver addebitato ai condomini un impianto di amplificazione che rende le loro prove ascoltabili da tutto il palazzo come se fossero a suonare ad ogni piano. L'ultima loro pretesa è stata di obbligare de facto ogni condomino ad appendere un loro poster alle pareti, senza che ciò però fosse espressamente scritto nel regolamento condominiale. L'amministratore, manco a dirlo, l'ha trovata un'ottima idea e si è preoccupato personalmente che i cartelloni si trovassero in ogni casa. Per qualcuno questo è stato troppo: sono arrivate le denunce alla caserma Europa ed i suoi occupanti hanno fatto un sopralluogo per vedere com'era la situazione. Dapprima hanno detto che era una violazione delle regole, che ciò non stava nè in cielo nè in terra, ma hanno fatto presto a cambiare idea e decidere che non c'era niente che non andasse nell'iniziativa della band: nel regolamento condominiale la norma non era inserita, inoltre non si capiva che male potesse fare un poster appeso al muro, se non staccato ed utilizzato come oggetto contundente. Poco importano i giusti musicali di chi abita la casa, ancor meno importa se quei ragazzotti scalmanati insultano i proprietari di quell'abitazione: dato che i carabinieri han stabilito che non c'è violazione, l'amministratore ha deciso che ogni condomino deve decidere se tenersi l'effige dei suoi molestatori oppure venir sfrattato. Se voi abitaste in un condominio come questo non avreste già mandato a quel paese l'amministratore e sbattuto via i casinisti a calci nel sedere? In caso affermativo, per qual motivo abbiamo ancora in casa Berlusconi e il Vaticano?
"L'importanza di Freud per il nostro tempo risale in larga misura nel fatto che egli ha saputo vedere e, in gran parte, dimostrare come la persona comune sia un brandello, contratto e disseccato, di come la persona può essere " - R. D. Laing
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PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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lunedì 23 maggio 2011
Un vicino troppo rumoroso
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giovedì 3 marzo 2011
La comica finale
"Siamo alle comiche finali", esclamò Gianfranco Fini all'atto di fondazione del Popolo della Libertà dal predellino della sua Mercedes in piazza San Babila a Milano. Il Cavaliere, che sembrava ormai poco distante dall'essere abbandonato dai suoi alleati, in quel periodo si faceva vedere in giro con quella Brambilla che oggi definice "un cane da polpaccio" a mettere insieme il suo nuovo partito tra le risate generali, sembrava finito.
Poi Fini rientrò all'ovile e gli altri con lui (sempre che avessero mai pensato di lasciarlo), tutto tornò alla normalità.
Ora il Gianfranco non c'è più, ha fondato un partito nuovo di nome Futuro e Libertà, e anche Bossi scalpita: Berlusconi ha dovuto concedergli il federalismo fiscale per tener buono lui e i trecentomila fucili che ogni tanto minaccia di tirar fuori. La maggioranza che ha il Cavaliere alla Camera è risicata e lo scandalo che ha seguito la compravendita dei parlamentari per ottenerla ha fatto il giro d'Italia e d'Europa. La popolazione non lo tollera più: sta male, non ha lavoro, non ha una lira, la scuola è allo sfascio, la sanità non ne parliamo neanche, le donne sono offese nella dignità ogni giorno. In un Paese bigotto come l'Italia, poi, un fatto come quello del Bunga Bunga non passa certo inosservato e dà una mazzata ai consensi da parte dei cattolici. I reati che forse ha commesso nel farlo no, a quelli il suo elettorato è ormai assuefatto. Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, nessuno vuol più sentir parlare di lui, persino quel sistema che l'ha sostenuto finora. Stando a Wikileaks, anche Obama lo ritiene un pagliaccio. Persino le sue escort, da quelle con le tette a quelle senza, cominciano a parlare male di lui. Gli resta solo qualche sparuto dittatore, qualche cardinale per cui "bisogna contestualizzare" in omnia saecula saeCULOrum e qualche parlamentare a libro paga.
Il Cavaliere sembra alla frutta, se non allo spunciacaffè, e anzichè migliorare la sua posizione va peggiorandola, dalle limonate alle escort a quelle all'amico Muammar, che in Libia spara sulla folla.
L'uscita estemporanea di Lele Mora, che vorrebbe candidarsi nel PDL, e soprattutto la smentita che non è arrivata, sembra confermare quest'ipotesi.
È ovvio che il tipo, essendo processato per le bagasce che ha portato a Berlusconi, cerca di approdare in Parlamento per trovare un approdo sicuro, però lui non è la Carfagna o la Minetti: la gente sa chi è, che lavoro fa e che ha fatto. Chi, soprattutto tra i destrorsi cattolici che ancora votano PDL perchè quegli altri son peggio, arriverebbe a votare un pappone dopo aver storto il naso per la sinistra che candidava Cicciolina? Sarà un'altra emorragia di voti per il partito del Nano.
Eppure continua a vincere. Perchè continua a vincere? Perchè l'alternativa a questo sistema non ha i microfoni della TV nè leaders che raccontano favolette nè pseudocomici che attirano la gente parlando per slogan. Perchè l'alternativa è divisa per mere questioni di poltrone o poco più.
E che dire delle masse, che mettono la X sulla scheda elettorale con la pancia, facendosi trasportare, novelli Paolo e Francesca, dagli slogan, dalle favolette, dalle mode del momento e dal fascino di che va in tv e dice due cose a caso ma dette bene? Che dire di chi ha disimparato a pensare fuori dagli schemi, che accetta questo sistema iniquo perché comunque sia è così e basta oppure è sicuramente il migliore dei mondi possibili? Cosa pensare della guerra tra i poveri che si sta scatenando tra italiani ed immigrati che si scatena a più livelli? Quale futuro per i giovani, per i disoccupati, per i precari, per le donne? Cosa si può fare per la laicità dello Stato in un Paese in cui i valori cristiani sono vessilli da portare in una crociata contro i musulmani?
Anche se questa fosse la comica finale, anche se finisse Berlusconi di certo non finirà il berlusconismo.
La guerra non è ancora vinta. Non esultiamo davanti a quegli altri solo perchè si spacciano per sinistra: non lo sono. Cerchiamo piuttosto di diffondere, far conoscere, far sapere che un'alternativa a tutto questo c'è, e soprattutto unirci.
Poi Fini rientrò all'ovile e gli altri con lui (sempre che avessero mai pensato di lasciarlo), tutto tornò alla normalità.
Ora il Gianfranco non c'è più, ha fondato un partito nuovo di nome Futuro e Libertà, e anche Bossi scalpita: Berlusconi ha dovuto concedergli il federalismo fiscale per tener buono lui e i trecentomila fucili che ogni tanto minaccia di tirar fuori. La maggioranza che ha il Cavaliere alla Camera è risicata e lo scandalo che ha seguito la compravendita dei parlamentari per ottenerla ha fatto il giro d'Italia e d'Europa. La popolazione non lo tollera più: sta male, non ha lavoro, non ha una lira, la scuola è allo sfascio, la sanità non ne parliamo neanche, le donne sono offese nella dignità ogni giorno. In un Paese bigotto come l'Italia, poi, un fatto come quello del Bunga Bunga non passa certo inosservato e dà una mazzata ai consensi da parte dei cattolici. I reati che forse ha commesso nel farlo no, a quelli il suo elettorato è ormai assuefatto. Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, nessuno vuol più sentir parlare di lui, persino quel sistema che l'ha sostenuto finora. Stando a Wikileaks, anche Obama lo ritiene un pagliaccio. Persino le sue escort, da quelle con le tette a quelle senza, cominciano a parlare male di lui. Gli resta solo qualche sparuto dittatore, qualche cardinale per cui "bisogna contestualizzare" in omnia saecula saeCULOrum e qualche parlamentare a libro paga.
Il Cavaliere sembra alla frutta, se non allo spunciacaffè, e anzichè migliorare la sua posizione va peggiorandola, dalle limonate alle escort a quelle all'amico Muammar, che in Libia spara sulla folla.
L'uscita estemporanea di Lele Mora, che vorrebbe candidarsi nel PDL, e soprattutto la smentita che non è arrivata, sembra confermare quest'ipotesi.
È ovvio che il tipo, essendo processato per le bagasce che ha portato a Berlusconi, cerca di approdare in Parlamento per trovare un approdo sicuro, però lui non è la Carfagna o la Minetti: la gente sa chi è, che lavoro fa e che ha fatto. Chi, soprattutto tra i destrorsi cattolici che ancora votano PDL perchè quegli altri son peggio, arriverebbe a votare un pappone dopo aver storto il naso per la sinistra che candidava Cicciolina? Sarà un'altra emorragia di voti per il partito del Nano.
Eppure continua a vincere. Perchè continua a vincere? Perchè l'alternativa a questo sistema non ha i microfoni della TV nè leaders che raccontano favolette nè pseudocomici che attirano la gente parlando per slogan. Perchè l'alternativa è divisa per mere questioni di poltrone o poco più.
E che dire delle masse, che mettono la X sulla scheda elettorale con la pancia, facendosi trasportare, novelli Paolo e Francesca, dagli slogan, dalle favolette, dalle mode del momento e dal fascino di che va in tv e dice due cose a caso ma dette bene? Che dire di chi ha disimparato a pensare fuori dagli schemi, che accetta questo sistema iniquo perché comunque sia è così e basta oppure è sicuramente il migliore dei mondi possibili? Cosa pensare della guerra tra i poveri che si sta scatenando tra italiani ed immigrati che si scatena a più livelli? Quale futuro per i giovani, per i disoccupati, per i precari, per le donne? Cosa si può fare per la laicità dello Stato in un Paese in cui i valori cristiani sono vessilli da portare in una crociata contro i musulmani?
Anche se questa fosse la comica finale, anche se finisse Berlusconi di certo non finirà il berlusconismo.
La guerra non è ancora vinta. Non esultiamo davanti a quegli altri solo perchè si spacciano per sinistra: non lo sono. Cerchiamo piuttosto di diffondere, far conoscere, far sapere che un'alternativa a tutto questo c'è, e soprattutto unirci.
I fascisti siete voi
O il troppo pensare al figo di turno mi sta facendo perdere interi pezzi di cronaca politica italiana, compresi quelli già depositati nella memoria a lungo termine da tempo, oppure oggi Vittorio Sgarbi, già noto per fare sovente uscite "che sembrano entrate" e per aver raccolto svariate condanne per diffamazione, ha dato il meglio di sè.
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro?
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena".
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante.
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo?
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale?
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro?
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena".
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante.
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo?
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale?
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martedì 29 giugno 2010
Sciopero dei lettori
"Bisognerebbe fare uno sciopero degli italiani per insegnare ai giornali a non prendere in giro i loro lettori" [...] "da molti mesi a questa parte c'è una disinformazione che vedo fare che è inconcepibile".
Per una volta devo dare ragione a Berlusconi: basta, qua bisogna andare a dirne quattro a quei giornali che fanno tutto fuorchè informare.
Cominciamo.
In primo luogo c'è un giornale diretto da un tale che è stato radiato dall'Ordine dei giornalisti per sei mesi per aver diffamato in mala fede un collega di un'altra testata ed ospitato gli articoli di un signore che era stato radiato dall'albo perchè prezzolato dai servizi segreti: comincerei da quello.
Poi ce n'era un altro che tempo fa pubblicò un'intervista a Philip Roth in cui avrebbe espresso commenti negativi sull'operato di Obama, che poi si rivelò farlocca: mi sembra un buon motivo per includerlo in lista.
Già che ci siamo, includerei anche l'altro giornale dello stesso editore, per il fatto che avere due organi di informazione uno di destra e uno di sinistra, più un bel po'di cliniche, decisamente non è un buon segno.
Poi ci sarebbe anche un giornale che ha un direttore che prendeva i soldi dalla Cia e ne andava fiero: perchè non includere anche lui?
Per non parlare di tutti i giornali dichiaratamente organi di partito o di confessioni religiose: o è un giornale, che racconta i fatti del giorno così come stanno, oppure fa propaganda al partito. Di qui non si scappa.
Io comincerei anche subito, anzi, lo facevo già prima.... e voi?
Per una volta devo dare ragione a Berlusconi: basta, qua bisogna andare a dirne quattro a quei giornali che fanno tutto fuorchè informare.
Cominciamo.
In primo luogo c'è un giornale diretto da un tale che è stato radiato dall'Ordine dei giornalisti per sei mesi per aver diffamato in mala fede un collega di un'altra testata ed ospitato gli articoli di un signore che era stato radiato dall'albo perchè prezzolato dai servizi segreti: comincerei da quello.
Poi ce n'era un altro che tempo fa pubblicò un'intervista a Philip Roth in cui avrebbe espresso commenti negativi sull'operato di Obama, che poi si rivelò farlocca: mi sembra un buon motivo per includerlo in lista.
Già che ci siamo, includerei anche l'altro giornale dello stesso editore, per il fatto che avere due organi di informazione uno di destra e uno di sinistra, più un bel po'di cliniche, decisamente non è un buon segno.
Poi ci sarebbe anche un giornale che ha un direttore che prendeva i soldi dalla Cia e ne andava fiero: perchè non includere anche lui?
Per non parlare di tutti i giornali dichiaratamente organi di partito o di confessioni religiose: o è un giornale, che racconta i fatti del giorno così come stanno, oppure fa propaganda al partito. Di qui non si scappa.
Io comincerei anche subito, anzi, lo facevo già prima.... e voi?
domenica 27 giugno 2010
Una sveglia di nome Brancher
La nomina del ministro Brancher, che gli ha evitato il processo, ha scatenato contro il Papi nazionale le critiche di mezza Italia: oltre al solito Di Pietro, hanno cominciato prima la Lega, compreso Bossi in persona, per via scelta del ministro del federalismo tra le fila del Pdl, poi i finiani, notoriamente molto sensibili alla legalità e che quindi mal tolleranti verso un atto del genere.
Persino il Quirinale, notoriamente abituato a firmare col naso tappato obbrobri quali il lodo Alfano, le ronde e l'aggravante razziale per i clandestini (tutte silurate dalla Corte Costituzionale), più lo stesso legittimo impedimento per i ministri a cui Brancher s'appella, osa dichiarare che essendo un ministro senza portafoglio non lo può accampare. Come potrebbe essere peggiore la situazione per il povero Silvio?
Stasera apro la posta per controllare le e-mail, e ne salta fuori una del PD [ho votato (Marino) alle primarie, quindi ogni tanto arrivano], con oggetto: "Brancher dimettiti". Ho controllato sul sito ed effettivamente hanno urlato allo scandalo davvero.
Berlusconi stavolta ha davvero pisciato fuori dal vaso, tra l'altro centrando in pieno un gran numero di dormienti. Forse dovrebbe cercare di non esagerare col viagra.
Persino il Quirinale, notoriamente abituato a firmare col naso tappato obbrobri quali il lodo Alfano, le ronde e l'aggravante razziale per i clandestini (tutte silurate dalla Corte Costituzionale), più lo stesso legittimo impedimento per i ministri a cui Brancher s'appella, osa dichiarare che essendo un ministro senza portafoglio non lo può accampare. Come potrebbe essere peggiore la situazione per il povero Silvio?
Stasera apro la posta per controllare le e-mail, e ne salta fuori una del PD [ho votato (Marino) alle primarie, quindi ogni tanto arrivano], con oggetto: "Brancher dimettiti". Ho controllato sul sito ed effettivamente hanno urlato allo scandalo davvero.
Berlusconi stavolta ha davvero pisciato fuori dal vaso, tra l'altro centrando in pieno un gran numero di dormienti. Forse dovrebbe cercare di non esagerare col viagra.
giovedì 24 giugno 2010
Di Morfeo non ce n'è uno solo
La situazione per il PDL non sembra delle più rosee di questi tempi: Fini e Bossi vanno insultandosi sul tema dell'esistenza della Padania, del federalismo e dell'unità nazionale, e tutti e due mettono all'angolo Berlusconi per la questione della legge bavaglio. Come se non bastasse, sia i leghisti che i finiani vogliono ciò per cui hanno riposto fiducia e voti nelle correnti che più li rappresentano: i primi il federalismo, i secondi la legalità. Berlusconi, intanto, deve occuparsi delle intercettazioni e co, e ha fretta. Nemmeno San Silvio da Arcore, se la situazione va avanti così, potrà servire due padroni, e nessuno meglio di lorsignori cattolici di ferro dovrebbe saperlo, visto che lo dice anche il Vangelo (Mt 6,24). Abbiamo tre capicorrente l'un contro l'altro armato, in un partito in cui fino a poco tempo fa vigeva il tutti per uno e l'uno per tutti, come se non bastassero gli occhi dell'Europa, dell'Osce e della totalità del mondo civilizzato per la porcata che stiamo per fare.
Crisi nera, dunque. Un castello di carte rette l'una sull'altra in cui una di esse da un momento all'altro rischia di cadere e di sfasciare tutto. La situazione che ogni opposizione sogna di avere davanti.
E in tutto questo, si può sapere il PD dov'è? Le mosse che potrebbe tentare, a questi punti, sono almeno tre:
1) Cercare il dialogo con Fini sulla legalità
2) Cercare il dialogo con la Lega Nord sul federalismo
3) Cominciare a fare opposizione vera, non le proteste sull'Aventino, facendo sapere alla gente chi è Berlusconi e facendo il più possibile fronte comune, anche con altre forze politiche, per arginarlo. Quella proposta per l'IDV da De Magistris, insomma.
Niente di tutto questo, per ora.
Ha scelto la quarta via, quella del lasseiz-faire: ma sì, fate passare la legge-bavaglio che noi alle votazioni abbandoniamo l'aula, lasciate caplestare i diritti dei lavoratori che noi facciamo altrettanto, scannatevi tra di voi, sparatevi, dopotutto il partito è il vostro. Dopotutto noi mica siamo l'opposizione, no?!
Per l'ennesima volta, come sempre, a loro poco importa se un'occasione così potrà non ripetersi mai più. Hanno scelto la via di Morfeo, come sempre. E noi, illusi, che pensavamo ce ne fosse solo uno!
Crisi nera, dunque. Un castello di carte rette l'una sull'altra in cui una di esse da un momento all'altro rischia di cadere e di sfasciare tutto. La situazione che ogni opposizione sogna di avere davanti.
E in tutto questo, si può sapere il PD dov'è? Le mosse che potrebbe tentare, a questi punti, sono almeno tre:
1) Cercare il dialogo con Fini sulla legalità
2) Cercare il dialogo con la Lega Nord sul federalismo
3) Cominciare a fare opposizione vera, non le proteste sull'Aventino, facendo sapere alla gente chi è Berlusconi e facendo il più possibile fronte comune, anche con altre forze politiche, per arginarlo. Quella proposta per l'IDV da De Magistris, insomma.
Niente di tutto questo, per ora.
Ha scelto la quarta via, quella del lasseiz-faire: ma sì, fate passare la legge-bavaglio che noi alle votazioni abbandoniamo l'aula, lasciate caplestare i diritti dei lavoratori che noi facciamo altrettanto, scannatevi tra di voi, sparatevi, dopotutto il partito è il vostro. Dopotutto noi mica siamo l'opposizione, no?!
Per l'ennesima volta, come sempre, a loro poco importa se un'occasione così potrà non ripetersi mai più. Hanno scelto la via di Morfeo, come sempre. E noi, illusi, che pensavamo ce ne fosse solo uno!
lunedì 21 giugno 2010
Bavaglio: tra ladri di stato e moralizzatori da bar sport
Amici e amiche, ecco a voi il tormentone estivo del 2010: "siamo tutti intercettati".
Sì, lo so, è molto simile a quello dell'anno scorso, ma si sa: il premier spicca per originalità solo quando si tratta di orchestrare figuracce internazionali allo scopo di farci ridere dietro da mezzo mondo.
Innanzitutto, come è stato spiegato magistralmente da Travaglio nella seconda parte di questo video (l'unico errore è l'avvenenza di Alfano, ma ad un uomo si può perdonare ^.^"), gli intercettati non sono nè tre, nè sette, nè dieci milioni bensì molti meno (il video dice dai 15 ai 20mila, Repubblica dice 26mila... essendo più recente prenderei per buono il secondo).
Ma poi cos'è questa paura da parte non della casta, ma delle persone comuni, di essere intercettati?
Se sai di non aver rapinato delle banche o stuprato dei bambini, non vedo che problema ci sia: senz'altro non ti intercettano,e se lo fanno non trovano niente, cestinano tutto e via. Se trovano qualcosa di illegale, è giusto che i magistrati e la gente sappiano che cos'hai combinato... e se nel frattempo ti trovano che hai l'amante? non gliene importa nulla a nessuno, a meno che non ti aiutasse a compiere qualcosa di illegale,e in ogni caso se qualche giornalista lo scrivesse anche se non rilevante per il diritto di cronaca puoi fare causa ai sensi della legge sulla privacy, che esiste già dal 1996. A volte la gente crede di avere una vita più interessante di quanto in realtà non sia, a quanto pare."Sì, ma nel frattempo la mia famiglia è rovinata"... ma mica te l'ha rovinata il magistrato, o il giornalista: hai fatto tutto da solo, tenendo nel privato comportamenti incoerenti col pubblico.
Alla fine è questo il problema: se sei coerente e non fai nulla al di fuori del codice penale, te ne batti l'anima se sei intercettato o meno. Il che postula la presenza di un cervello non imbottoto di soli tronisti, ovviamente.
Non è una legge fatta per la gente comune, come si deduce facilmente da sopra. Sono i politici che, per coprire le loro nefandezze, fanno leva sulle piccole e grandi incoerenze dei cittadini, facendo loro credere che non potranno più farsi l'amante o chiamare le linee erotiche per poi fare i moralizzatori al bar sport per tutto il resto del giorno..
Sapete che vi dico, cari politici?! intercettatemi, e pubblicate pure tutto.... Non vi stupite se non sentite critiche a Berlusconi, alla Lega e alla Chiesa: quelle le tengo per il blog, Facebook e MSN. Se volete risparmiarvi la fatica vi dico io cosa troverete, anche sulla pubblica piazza con tanto di megafono in mano. I nomi degli ex amanti non posso farli perchè la prima regola delle libertine dice "non fare nomi se non il proprio", dato che chiunque abbia scelto il mio stile di vita sa che 99 su 100 capita di aver a che fare con persone molto meno coerenti di noi, comunque sarei disposta a farli davanti alla magistratura se essa lo ritenesse opportuno.
Eh sì, in tema di trasparenza con chiunque viva nel mondo reale e non sulla Luna cascate male: sappiamo che se state cercando di nascondere un dito è perchè c'è infilata una fede nuziale.
Il fatto che quella che cercate di celare valga un bel po'di milioni di dollari di soldi nostri non rende più difficile l'utilizzo del meccansimo di più larga scala, quindi basta nascondervi, ditelo chiaramente: "non vogliamo che si scoprano le ruberie che facciamo". punto.
Non vi voteremo più lo stesso, ma almeno apprezzaremo la coerenza
Sì, lo so, è molto simile a quello dell'anno scorso, ma si sa: il premier spicca per originalità solo quando si tratta di orchestrare figuracce internazionali allo scopo di farci ridere dietro da mezzo mondo.
Innanzitutto, come è stato spiegato magistralmente da Travaglio nella seconda parte di questo video (l'unico errore è l'avvenenza di Alfano, ma ad un uomo si può perdonare ^.^"), gli intercettati non sono nè tre, nè sette, nè dieci milioni bensì molti meno (il video dice dai 15 ai 20mila, Repubblica dice 26mila... essendo più recente prenderei per buono il secondo).
Ma poi cos'è questa paura da parte non della casta, ma delle persone comuni, di essere intercettati?
Se sai di non aver rapinato delle banche o stuprato dei bambini, non vedo che problema ci sia: senz'altro non ti intercettano,e se lo fanno non trovano niente, cestinano tutto e via. Se trovano qualcosa di illegale, è giusto che i magistrati e la gente sappiano che cos'hai combinato... e se nel frattempo ti trovano che hai l'amante? non gliene importa nulla a nessuno, a meno che non ti aiutasse a compiere qualcosa di illegale,e in ogni caso se qualche giornalista lo scrivesse anche se non rilevante per il diritto di cronaca puoi fare causa ai sensi della legge sulla privacy, che esiste già dal 1996. A volte la gente crede di avere una vita più interessante di quanto in realtà non sia, a quanto pare."Sì, ma nel frattempo la mia famiglia è rovinata"... ma mica te l'ha rovinata il magistrato, o il giornalista: hai fatto tutto da solo, tenendo nel privato comportamenti incoerenti col pubblico.
Alla fine è questo il problema: se sei coerente e non fai nulla al di fuori del codice penale, te ne batti l'anima se sei intercettato o meno. Il che postula la presenza di un cervello non imbottoto di soli tronisti, ovviamente.
Non è una legge fatta per la gente comune, come si deduce facilmente da sopra. Sono i politici che, per coprire le loro nefandezze, fanno leva sulle piccole e grandi incoerenze dei cittadini, facendo loro credere che non potranno più farsi l'amante o chiamare le linee erotiche per poi fare i moralizzatori al bar sport per tutto il resto del giorno..
Sapete che vi dico, cari politici?! intercettatemi, e pubblicate pure tutto.... Non vi stupite se non sentite critiche a Berlusconi, alla Lega e alla Chiesa: quelle le tengo per il blog, Facebook e MSN. Se volete risparmiarvi la fatica vi dico io cosa troverete, anche sulla pubblica piazza con tanto di megafono in mano. I nomi degli ex amanti non posso farli perchè la prima regola delle libertine dice "non fare nomi se non il proprio", dato che chiunque abbia scelto il mio stile di vita sa che 99 su 100 capita di aver a che fare con persone molto meno coerenti di noi, comunque sarei disposta a farli davanti alla magistratura se essa lo ritenesse opportuno.
Eh sì, in tema di trasparenza con chiunque viva nel mondo reale e non sulla Luna cascate male: sappiamo che se state cercando di nascondere un dito è perchè c'è infilata una fede nuziale.
Il fatto che quella che cercate di celare valga un bel po'di milioni di dollari di soldi nostri non rende più difficile l'utilizzo del meccansimo di più larga scala, quindi basta nascondervi, ditelo chiaramente: "non vogliamo che si scoprano le ruberie che facciamo". punto.
Non vi voteremo più lo stesso, ma almeno apprezzaremo la coerenza
mercoledì 16 giugno 2010
Trasmissioni, Giornali, Giornalisti, Politici: i numeri delle fan pages di Facebook
Dato che l'ora è tarda e le cose da fare vanno scarseggiando, mi sono divertita ad andare a vedere il numero di iscritti alle pagine fan di Facebook di alcune note trasmissioni di approfondimento giornalistico, giornalisti, giornali e politici ( o presunti tali). Ovviamente ho preso per buono il numero della fan page più alta come numero di fan.
(16/6/10 h 2.45)
Trasmissioni:
Porta a porta: 8846
L'ultima parola: 1880
L'infedele: 2063
Otto e mezzo: 1152
Ballarò: 11631
Annozero: 231475
Giornalisti:
Belpietro: 3049
Feltri: 9870
Panebianco: 393
Ostellino: 387
Stella: 1709
De Gregorio: 16987
Padellaro 1333
Travaglio: 517015
Giornali:
Il giornale: 11846
Libero: 1268
La padania: 2655
Avvenire: 1689
Il corriere della sera: 6796
La repubblica: 153996
L'espresso: 17219
L'unità: 32417
Il fatto quotidiano: 21311
Politici:
Berlusconi: (Edit: 228359)
Bossi: 74570
Fini: 52503
Bersani: 23640
Di Pietro: 90001
Vendola: 123653
(Grillo: 254661)
Così il popolo di Facebook ha deciso.
L'udienza è tolta.
PS: Ops! Non vorrei aver dato l'appiglio a Berlusconi per far chiudere Facebook sostenendo che è comunista e pericolosamente sovversivo!Avrò fatto bene a pubblicarlo?
(16/6/10 h 2.45)
Trasmissioni:
Porta a porta: 8846
L'ultima parola: 1880
L'infedele: 2063
Otto e mezzo: 1152
Ballarò: 11631
Annozero: 231475
Giornalisti:
Belpietro: 3049
Feltri: 9870
Panebianco: 393
Ostellino: 387
Stella: 1709
De Gregorio: 16987
Padellaro 1333
Travaglio: 517015
Giornali:
Il giornale: 11846
Libero: 1268
La padania: 2655
Avvenire: 1689
Il corriere della sera: 6796
La repubblica: 153996
L'espresso: 17219
L'unità: 32417
Il fatto quotidiano: 21311
Politici:
Berlusconi: (Edit: 228359)
Bossi: 74570
Fini: 52503
Bersani: 23640
Di Pietro: 90001
Vendola: 123653
(Grillo: 254661)
Così il popolo di Facebook ha deciso.
L'udienza è tolta.
PS: Ops! Non vorrei aver dato l'appiglio a Berlusconi per far chiudere Facebook sostenendo che è comunista e pericolosamente sovversivo!Avrò fatto bene a pubblicarlo?
martedì 15 giugno 2010
Recensione: Il partito dell'amore
Titolo: Il Partito dell'amore
Autore: Mario Portanova
Casa editrice: Chiarelettere
Prezzo: 12,00 Euro
Era il 14 dicembre 2009 quando, al termine di un comizio del Pdl, uno psicolabile di nome Massimo Tartaglia, non legato ad alcun gruppo o movimento, colpì in pieno viso il nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Subito l'ufficio stampa di regime e i colleghi di partito si misero all'opera, uno per tutti il signor P2 numero 2232, Fabrizio Cicchitto, danno subito la colpa dell'evento al clima di odio che avrebbero creato Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Michele Santoro, il gruppo Repubblica-Espresso, il Fatto Quotidiano ed alcuni magistrati che stanno processando il presidente del consiglio. Fu così che nacque il leitmotiv del partito dell'amore contrapposto al partito dell'odio.
Questo libro, una raccolta delle perle del partito berlusconiano, alleati ed organi stampa, mette in chiaro che in questa definizione qualcosa non va. Appare chiaro dalle dichiarazioni riportate che, dal presidente dell'amore e compagni di partito ai suoi alleati e sodali, di amore in questa formazione ce n'è ben poco, e che se è vero che c'è un clima d'odio all'interno del Paesesono stati proprio loro a fomentarlo, con insulti verso gli oppositori, i miagistrati, certi giornalisti, gli immigrati e gli omosessuali.
Oltre ad essere interessante dal punto di vista antologico, l'opera, grazie alla divisione in categorie con nomi in ordine alfabetico favorendo la ricerca di una persona specifica, rende bene l'idea del punto a cui sono arrivate le nostre classi dirigenti, da Berlusconi che a Porta a Porta confessa che Di Pietro: "è un personaggio che mi fa orrore e che secondo me non avrebbe diritto di cittadinanza in una società davvero civile; un personaggio che ha costituito la sua carrierea politica sull'angoscia e sul dolore dei cittadini cui ha tolto la libertà. Qualunque cosa faccia, il mio giudizio su questo personaggio non cambia: è al vertice delle mie capacità di distima" (13/5/00) allo sdoganamento del nazismo di certi leghisti, come Piergiorgio Stiffoni che, dopo aver sgomberato due rifugi abusivi di immigrati a Treviso, alla domanda di dove si potrebbe metterli rispose: "Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto" (21/11/03).
I messaggi d'amore, come tutti i norstri prodotti tipici, sono stati esportati anche all'esero dal celebre "kapò" con cui Berlusconi apostrofò un europarlamentare socialista che aveva osato parlare del suo conflitto di interessi fino a La Russa, che al Columbus Day rispose ad un manifestante che protestava per il Lodo Alfano: "Mi ricordo che cosa facevi alle bambine! Sei un pedofilo, vergognati!" (12/10/08). Non sono però solo gli strilloni di regime e la stampa legata ai partiti in questione, le cui chicche si sprecano e fanno accapponare la pelle, a fare una magra figura: anche gli esponenti "incravattati" del partito dell'amore, per quanto a prima vista più accettabili, hanno interiorizzato la filosofia della loro coalizione. Si ricordi per esempio Fini che, nonostante le immagini del pestaggio alla scuola Diaz, difese strenuamente le forze dell'ordine ed arrivò a sostentere che una commissione d'inchiesta sul G8 "servirebbe soltanto alla sinistra per attaccare il governo durante le feste dell'Unità" (27/7/01), oppure Zaia che, quando la comunità islamica di Treviso affitta il Palaverde di Villorba per celebrare il Ramadan, definisce l'atto "una provocazione" e sostiene che "di Ramadan ormai ne sono stati celebrati almeno una decina in tanti luoghi della provincia e se ne sono accorti in pochissimi: perchè, mi chiedo, la comunità islamica non si è arrangiata come al solito? Perchè la chiesa si è intromessa in questa mediazione per far aver loro il Palaverde?" (3/12/02).
Questo libro è un'ottima galleria di ritratti che nel suo insieme ben raffigura il clima che sta distruggendo il nostro paese, in particolare tutto ciò che concerne il rispetto dell'altro e la costruzione di un dialogo politico civile.
Autore: Mario Portanova
Casa editrice: Chiarelettere
Prezzo: 12,00 Euro
Era il 14 dicembre 2009 quando, al termine di un comizio del Pdl, uno psicolabile di nome Massimo Tartaglia, non legato ad alcun gruppo o movimento, colpì in pieno viso il nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Subito l'ufficio stampa di regime e i colleghi di partito si misero all'opera, uno per tutti il signor P2 numero 2232, Fabrizio Cicchitto, danno subito la colpa dell'evento al clima di odio che avrebbero creato Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Michele Santoro, il gruppo Repubblica-Espresso, il Fatto Quotidiano ed alcuni magistrati che stanno processando il presidente del consiglio. Fu così che nacque il leitmotiv del partito dell'amore contrapposto al partito dell'odio.
Questo libro, una raccolta delle perle del partito berlusconiano, alleati ed organi stampa, mette in chiaro che in questa definizione qualcosa non va. Appare chiaro dalle dichiarazioni riportate che, dal presidente dell'amore e compagni di partito ai suoi alleati e sodali, di amore in questa formazione ce n'è ben poco, e che se è vero che c'è un clima d'odio all'interno del Paesesono stati proprio loro a fomentarlo, con insulti verso gli oppositori, i miagistrati, certi giornalisti, gli immigrati e gli omosessuali.
Oltre ad essere interessante dal punto di vista antologico, l'opera, grazie alla divisione in categorie con nomi in ordine alfabetico favorendo la ricerca di una persona specifica, rende bene l'idea del punto a cui sono arrivate le nostre classi dirigenti, da Berlusconi che a Porta a Porta confessa che Di Pietro: "è un personaggio che mi fa orrore e che secondo me non avrebbe diritto di cittadinanza in una società davvero civile; un personaggio che ha costituito la sua carrierea politica sull'angoscia e sul dolore dei cittadini cui ha tolto la libertà. Qualunque cosa faccia, il mio giudizio su questo personaggio non cambia: è al vertice delle mie capacità di distima" (13/5/00) allo sdoganamento del nazismo di certi leghisti, come Piergiorgio Stiffoni che, dopo aver sgomberato due rifugi abusivi di immigrati a Treviso, alla domanda di dove si potrebbe metterli rispose: "Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto" (21/11/03).
I messaggi d'amore, come tutti i norstri prodotti tipici, sono stati esportati anche all'esero dal celebre "kapò" con cui Berlusconi apostrofò un europarlamentare socialista che aveva osato parlare del suo conflitto di interessi fino a La Russa, che al Columbus Day rispose ad un manifestante che protestava per il Lodo Alfano: "Mi ricordo che cosa facevi alle bambine! Sei un pedofilo, vergognati!" (12/10/08). Non sono però solo gli strilloni di regime e la stampa legata ai partiti in questione, le cui chicche si sprecano e fanno accapponare la pelle, a fare una magra figura: anche gli esponenti "incravattati" del partito dell'amore, per quanto a prima vista più accettabili, hanno interiorizzato la filosofia della loro coalizione. Si ricordi per esempio Fini che, nonostante le immagini del pestaggio alla scuola Diaz, difese strenuamente le forze dell'ordine ed arrivò a sostentere che una commissione d'inchiesta sul G8 "servirebbe soltanto alla sinistra per attaccare il governo durante le feste dell'Unità" (27/7/01), oppure Zaia che, quando la comunità islamica di Treviso affitta il Palaverde di Villorba per celebrare il Ramadan, definisce l'atto "una provocazione" e sostiene che "di Ramadan ormai ne sono stati celebrati almeno una decina in tanti luoghi della provincia e se ne sono accorti in pochissimi: perchè, mi chiedo, la comunità islamica non si è arrangiata come al solito? Perchè la chiesa si è intromessa in questa mediazione per far aver loro il Palaverde?" (3/12/02).
Questo libro è un'ottima galleria di ritratti che nel suo insieme ben raffigura il clima che sta distruggendo il nostro paese, in particolare tutto ciò che concerne il rispetto dell'altro e la costruzione di un dialogo politico civile.
About:
berlusconi,
lega,
pdl,
politica,
recensioni
domenica 6 giugno 2010
Perchè lui non può?
Ricordo ancora quel 27 ottobre 2009, in cui dopo le lezioni all'uni presi il treno, direzione Acqui Terme, provincia di Alessandria, per la presentazione di "Papi, uno scandalo politico": il mio libro preferito del mio autore preferito. Ero parecchio in anticipo, per cui riuscii a piazzarmiarmi in prima fila, come già la volta precedente a Roma.
Fu splendido poterlo vedere dal vivo, in più così da vicino... ovviamente, oltre a tutto ciò che ha spiegato durante la presentazione, non potevo non notare la sua classe da gentleman inglese, il suo sorriso affascinante e quel tono freddo con cui spara delle secche assurde.... insomma, subisco il suo fascino, e anche parecchio....
E come potrei dimenticare quando è venuto il mio turno per la firma dell'autografo del libro e con la voce rotta dall'emozione gli ho fatto i complimenti per il suo intervento ad Annozero della settimana prima sullo scudo fiscale?
Ricordo però anche che, pur essendo talmente fuori dalla grazia della Fortuna da aver quasi preso una facciata contro un palo nel tragitto verso la stazione, non mi sono profusa in due ore di commenti estetici che sarebbero stati fuori luogo, meno che mai a fare smorfie di apprezzamento che avrebbero scandalizzato gli avventori della più fumosa taverna del porto di Genova.
Vengo al dunque: perchè io, "comune mortale" e per di più fangirl della peggior specie, riesco a contenere la mia eccitazione ed adottare comportamenti adatti alla situazione meglio del Presidente del Consiglio in veste istituzionale mentre si trova ad una cerimonia solenne in cui presenziano tutte le autorità principali dello Stato?
Eppure non è difficile: basta imparare un concetto chiamato "contegno", e la teatralità del suo gesto indica chiaramente che questa persona non sa neanche dove stia di casa, oppure che era tutto studiato per far parlare di sè anzichè dell'assenza dei big della Lega, che gli sottraeva spazio sui giornali (lo diceva già Montanelli che: "Berlusconi è talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto"...)
La domanda diventa quindi se sia o meno il caso che una persona che dimostra di saper padroneggiare così poco il self control e/o di avere così poco rispetto del ruolo che riveste (oltre che delle cose nostre, entrambi già dimostrati in più occasioni) debba contiunuare a stare dove sta o forse sarebbe d'uopo che se ne tornasse a casa, possibilmente trattenuto ai domiciliari da qualche crocerossina come quella in questione (magari per un bel Trattamento Sanitario Obbligatorio).
A questi punti anche il potere alle fangirls sembra una valida alternativa sociale.
Quanto a Berlusconi, l'unico consiglio che mi viene in mente è una frase che dovrebbe essersi familiare e che dovrebbe ripetersi davanti allo specchio ogni mattina anzichè sbraitarla al telefono a qualche conduttore RAI scomodo:
"LEI È UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, SI CONTENGA!!"
Fu splendido poterlo vedere dal vivo, in più così da vicino... ovviamente, oltre a tutto ciò che ha spiegato durante la presentazione, non potevo non notare la sua classe da gentleman inglese, il suo sorriso affascinante e quel tono freddo con cui spara delle secche assurde.... insomma, subisco il suo fascino, e anche parecchio....
E come potrei dimenticare quando è venuto il mio turno per la firma dell'autografo del libro e con la voce rotta dall'emozione gli ho fatto i complimenti per il suo intervento ad Annozero della settimana prima sullo scudo fiscale?
Ricordo però anche che, pur essendo talmente fuori dalla grazia della Fortuna da aver quasi preso una facciata contro un palo nel tragitto verso la stazione, non mi sono profusa in due ore di commenti estetici che sarebbero stati fuori luogo, meno che mai a fare smorfie di apprezzamento che avrebbero scandalizzato gli avventori della più fumosa taverna del porto di Genova.
Vengo al dunque: perchè io, "comune mortale" e per di più fangirl della peggior specie, riesco a contenere la mia eccitazione ed adottare comportamenti adatti alla situazione meglio del Presidente del Consiglio in veste istituzionale mentre si trova ad una cerimonia solenne in cui presenziano tutte le autorità principali dello Stato?
Eppure non è difficile: basta imparare un concetto chiamato "contegno", e la teatralità del suo gesto indica chiaramente che questa persona non sa neanche dove stia di casa, oppure che era tutto studiato per far parlare di sè anzichè dell'assenza dei big della Lega, che gli sottraeva spazio sui giornali (lo diceva già Montanelli che: "Berlusconi è talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto"...)
La domanda diventa quindi se sia o meno il caso che una persona che dimostra di saper padroneggiare così poco il self control e/o di avere così poco rispetto del ruolo che riveste (oltre che delle cose nostre, entrambi già dimostrati in più occasioni) debba contiunuare a stare dove sta o forse sarebbe d'uopo che se ne tornasse a casa, possibilmente trattenuto ai domiciliari da qualche crocerossina come quella in questione (magari per un bel Trattamento Sanitario Obbligatorio).
A questi punti anche il potere alle fangirls sembra una valida alternativa sociale.
Quanto a Berlusconi, l'unico consiglio che mi viene in mente è una frase che dovrebbe essersi familiare e che dovrebbe ripetersi davanti allo specchio ogni mattina anzichè sbraitarla al telefono a qualche conduttore RAI scomodo:
"LEI È UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, SI CONTENGA!!"
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mercoledì 2 giugno 2010
Se telefonando....
Il pazzo egoarchico stasera ha esordito con il suo nuovo numero da circo, l'ennesimo, sparacchiando cazzate contro tutti a quattro a quattro finchè non sono diventate dispari in diretta telefonica durante la trasmissione "Ballarò" di Giovanni Floris, e il fatto che spari contro un programma non molto meno servo dell'insetto a pois che occupa quattro sere a settimana sul primo canale rai indica che ormai di opposizione vera nel servizio pubblico (cioè nostro) ce n'è rimasta ben poca. Oppure che tutti gli altri conduttori più seri, poichè avevano i centralini che a furia di rispondere alle sue telefonate sembravano l'accettazione di un ospedale psichiatrico, hanno staccato la spina del telefono e buonanotte al secchio.
Qualunque sia delle due, non cambia il fatto che fu Floris che nella puntata del suo programma sulle rivelazioni di Spatuzza citando le stesse omise una frase da cui si evinceva chiaramente che il pentito parlava di Berlusconi, leggendo poi la stessa dopo che il solito starnazzatore di regime l'aveva accusato di essere fazioso poichè non citava il testo per intero, dandosi tra l'altro una clamorosa zappata nei Paesi Bassi in due.
Dice il proverbio che il buon giorno si vede dal mattino, infatti, appena dopo aver accusato il giornalista Giannini di aver mentito (e il conseguente: "da che pulpito....!" partito all'accusato), questa sera il nostro cavaliere "preferito" ha esordito sostenendo di non aver mai incitato ad evadere il fisco. Come al solito le telecamere del TG1, nota trasmissione eversiva di stampo bolscevico, che lo hanno ripreso il 2 aprile del 2008 mentre diceva: "se lo Stato mi chiede il 50 e passa per cento sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato" lo hanno, per l'ennesima volta, frainteso.
Come se non bastasse subito dopo comincia a criticare i sondaggi di Giannini portando sondaggi fantomatici che lo danno al 62% di gradimento ed a 50% il suo governo, affermazione che fa desiderare l'applicazione di Facebook che ti invia una notifica ogni volta che i consensi di Berlusconi superano il 120%.
"A questo punto avrà atteso la risposta di Giannini e poi l'avrà accusato di mangiare fritto misto di bambini nella pausa pranzo tra una molotov e l'altra", direte voi poveri illusi. E invece no, appena finito di fare il suo monologo ha buttato giù la cornetta, come si addice ad una persona amante del contraddittorio qual è (beh, in verità lo ama molto.... solo quando è ad angolo retto però).
L'ha fatta talmente fuori dal vaso da far sbottare persino Floris, che ha fatto notare come un comportamento del genere non fosse tollerabile in una TV pubblica e fatto un paragone con gli scherzi telefonici che faceva lui da ragazzino, prendendosi i suoi 4 minuti di applausi. Non glielo volevo dire eh, ma Santoro se n'era già accorto il 16 marzo 2001.... ben svegliato!
Dopo aver perso ulteriormente di credibilità facendosi fanculizzare anche dalla parte supina della sinistra, il povero Berlusconi ricorda Htler rintanato nel bunker coi gerarchi fantansticando di vincere una guerra che in realtà stava perdendo di brutta maniera, non per niente uno psichiatra scrive su "papi" che i narcisismi dei due sono decisamente molto simili, quelli tipici dei dittatori.
Non sarebbe forse il caso di andarlo a prendere per le orecchie e dirgli: "quo usque tandem, Berlusco, abutere patientia nostra?"?
Et quo unsque tandem, italiani, hoc ei conceditis?
Qualunque sia delle due, non cambia il fatto che fu Floris che nella puntata del suo programma sulle rivelazioni di Spatuzza citando le stesse omise una frase da cui si evinceva chiaramente che il pentito parlava di Berlusconi, leggendo poi la stessa dopo che il solito starnazzatore di regime l'aveva accusato di essere fazioso poichè non citava il testo per intero, dandosi tra l'altro una clamorosa zappata nei Paesi Bassi in due.
Dice il proverbio che il buon giorno si vede dal mattino, infatti, appena dopo aver accusato il giornalista Giannini di aver mentito (e il conseguente: "da che pulpito....!" partito all'accusato), questa sera il nostro cavaliere "preferito" ha esordito sostenendo di non aver mai incitato ad evadere il fisco. Come al solito le telecamere del TG1, nota trasmissione eversiva di stampo bolscevico, che lo hanno ripreso il 2 aprile del 2008 mentre diceva: "se lo Stato mi chiede il 50 e passa per cento sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato" lo hanno, per l'ennesima volta, frainteso.
Come se non bastasse subito dopo comincia a criticare i sondaggi di Giannini portando sondaggi fantomatici che lo danno al 62% di gradimento ed a 50% il suo governo, affermazione che fa desiderare l'applicazione di Facebook che ti invia una notifica ogni volta che i consensi di Berlusconi superano il 120%.
"A questo punto avrà atteso la risposta di Giannini e poi l'avrà accusato di mangiare fritto misto di bambini nella pausa pranzo tra una molotov e l'altra", direte voi poveri illusi. E invece no, appena finito di fare il suo monologo ha buttato giù la cornetta, come si addice ad una persona amante del contraddittorio qual è (beh, in verità lo ama molto.... solo quando è ad angolo retto però).
L'ha fatta talmente fuori dal vaso da far sbottare persino Floris, che ha fatto notare come un comportamento del genere non fosse tollerabile in una TV pubblica e fatto un paragone con gli scherzi telefonici che faceva lui da ragazzino, prendendosi i suoi 4 minuti di applausi. Non glielo volevo dire eh, ma Santoro se n'era già accorto il 16 marzo 2001.... ben svegliato!
Dopo aver perso ulteriormente di credibilità facendosi fanculizzare anche dalla parte supina della sinistra, il povero Berlusconi ricorda Htler rintanato nel bunker coi gerarchi fantansticando di vincere una guerra che in realtà stava perdendo di brutta maniera, non per niente uno psichiatra scrive su "papi" che i narcisismi dei due sono decisamente molto simili, quelli tipici dei dittatori.
Non sarebbe forse il caso di andarlo a prendere per le orecchie e dirgli: "quo usque tandem, Berlusco, abutere patientia nostra?"?
Et quo unsque tandem, italiani, hoc ei conceditis?
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