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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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Visualizzazione post con etichetta moralismo. Mostra tutti i post
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domenica 28 agosto 2011

Inorridisco

Ragazzine che si chiamano "zoccola" l'una con l'altra "scherzando sulla lunghezza degli abiti che indossano.
Inorridisco.
Uomini che indossano "simpatiche" magliette celoduriste in cui si vantano di avere una ragazza secondo i canoni dell'estetica rifatta e plastificata che mamma tv ci impone, mentre le ragazze di chi legge sono prive di quella bellezza artefatta, quindi prive di valore.
Inorridisco.
Anch'io sopra ho scritto "le ragazze di chi legge", come se il corpo e la mente delle donne non fossero loro ma di proprietà del maschio con cui stringono un contratto sentimentale.
Inorridisco.
"Eh, se le ragazzine si mettono la minigonna per forza che poi le stuprano!".
Inorridisco.
"Ginny di Harry Potter è stata con tre ragazzi in tutta la vita, tra i quali quello che ha sposato. È una troia!"
Inorridisco.
"Troia" usato come marchio di esclusione ed emarginazione sociale per coloro che si rifiutano di vivere la sessualità tra "ti amo" pelosi, sensi di colpa, verginità a tutti i costi.
Inorridisco.
"Ninfomane" = marchio d'infamia per donna che sessualmente si comporta in un modo per cui un uomo riceverebbe una medaglia.
Inorridisco.
Donna presentata come angelo assunto in cielo, figura benevola, salvifica,dolce, affettuosa, materna... ma asessuata.
Inorridisco.
La sessualità femminile non esiste, se esiste è solo un buco con niente intorno (parlo della bocca, ovviamente). A che serve la reciprocità a letto, quindi?
Inorridisco.
Difendono la donna citando Pasolini, sì, proprio quel Pasolini che era contro l'aborto.
Inorridisco.
"Porca, puttana, troia, nazifemminista, talebana, estremista, settaria, residuo bellico del '68, prenditi un po'di cazzo 'ché ti calmi"....
Medico le ferite degli insulti e continuo a inorridire e a urlare esprimendo tutto il mio disgusto.
Inorridire e incazzarsi.
Incazzarsi e inorridire.
Fino a che non ci saranno più le forze per fare nè l'una nè l'altra cosa....

mercoledì 13 luglio 2011

Cosa aspettiamo a reagire?

A Toronto un poliziotto ha pensato "bene" di accostare lo stupro all'abbigliamento da "puttane" delle donne. In Canada, ma anche in altre parti del mondo, queste ultime sono scese in piazza organizzando le cosiddete "slut walk", letteralmente "camminate dell puttane", denunciando l'ignominia di un ragionamento maschilista e sessuofobo per cui qualunque donna che non sia una schiava munita di burqa, che sceglie di uscire di casa e (che squallore!) di avere la vita sessuale che meglio le aggrada sia solo una puttana e meriti di essere stuprata.
In Italia siamo pieni di monsignori (che di "signori" hanno ben poco) che non fanno che proporre in tutte le salse questa mentalità aberrante, oltre che svilire e disprezzare la femminilità non collegata con l'essere madre alle condizioni che dicono loro in ogni modo possibile e immaginabile, di programmi TV che mostrano la donna come oggetto e siamo immersi in un silenzio pressoché tombale sulle questioni di genere. La mentalità del "se l'è cercata" e della lotta "ragazze serie contro puttane" penetra in noi ogni giorno di più, trovando sempre più spazio nel nostro DNA culturale, sempre che da esso se ne sia mai andata.
E le donne italiane dove sono? Nei bar e dal parrucchiere, a discutere di come sia troia quella là, di quanto sia disgustoso vedere ragazzine con le minigonne così corte, di come l'ultima vittima di stupro in realtà se la sia cercata, perchè "ai tempi di mia nonna non si poteva andare in giro così e queste cose non succedevano, o meglio, succedevano lo stesso, ma solo alle poco di buono o a quelle che si sposavano e poi non volevano adempiere ai loro doveri coniugali, 'chè allora c'aveva ragione pure il marito".
E intanto ci portano via la nostra sessualità e la nostra identità senza che muova foglia.
La domanda sorge spontanea: possiamo, gentilmente, reagire tutte insieme prima che ci mettano il burqa o dobbiamo continuare a farci la guerra tra di noi mentre il nemico avanza, semina discordia è fa il beato C4220 che gli pare?

La madre delle scempiaggini

C'è una legge di natura per cui la repressione sessuale sovente è madre di idee che, se non son proprio malate, di certo non stanno molto bene.
C'è un luogo comune per cui facendo un uso eccessivo dell'autostimolazione la vista ne soffra notevolmente.
Tutto ciò spiega come sia possibile che un considerevole numero di cattopirla, compresi quelli che siedono ai piani alti della piramide sociale e si presuppone siano parecchio istruiti (ripeto: si presuppone...), riesca a definirsi liberale e contemporaneamente a concepire e rendere legge il principio per cui la vita dell'individuo non appartiene più allo stesso, bensì a un'entità superiore, senza vedere non solo l'abominio, ma anche la contraddizione di tutto ciò.
Solo tenendo conto delle leggi di cui sopra si può comprendere come queste persone possano pronunciarsi contrari rispetto all'imposizione coatta di un'idea a tutti e successivamente plaudire all'eliminazione della possibilità di scelta del singolo su se stesso in base alle sue convinzioni, come sia possibile proclamarsi antifascisti e sdoganare per legge un inutile appropriarsi da parte dello Stato della vita del singolo in base a nient'altro che ad un principio etico non condiviso da tutti che è l'anticamera del fascismo, se non già il fascismo stesso.
Solo così si può spiegare come chi si proclama europeista quando c'è da far sputar sangue ai lavoratori si arrocchi riguardo a libertà morali individuali e temi etici su posizioni così medioevali da farci apparire al resto del continente come qualche strano tipo di bestia rara.
Non comprendo come possa una persona non vedere che la legge appena approvata alla Camera non è fatta per lasciare ai cattolici di essere lasciati in vita in tutti modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi finchè "naturale" dipartita non sopraggiunga, bensì per impedire a tutti gli altri, che son tanti (se non la maggioranza, vista la coerenza di una cospicua fetta di popolino cattoitaliota), di scegliere di non soffrire più inutilmente.
In quest'ultimo caso, però, la spiegazione è evidente: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Mentre tutti mettono la testa sotto la sabbia, il cetriolo volante gira, gira e si va posare sempre nello stesso "hangar": quello di chi non sta bene.
Non sarebbe meglio, invece, che suddetto ortaggio vada a posarsi nei pressi dei "simpatici" personaggi che partoriscono certe uscite? Magari un po'di soddisfazione sessuale migliora la situazione (e non solo a loro...).

lunedì 27 giugno 2011

L'amore ai tempi del bullismo

Non passa giorno nè passa notte senza che si svolga anche nelle nostre città, per quanto piccole e tranquille possano sembrare, almeno un episodio di prepotenza commessa da minori a danno di coetanei o quasi. Le statistiche inerenti al bullismo in Italia sono allarmanti: un ragazzo su due ha subito episodi di violenza psicologica, fisica o verbale ed il 33% degli studenti è vittima di bullismo. Certo, quelli che vediamo in tv sono solo gli episodi più gravi e non capitano tutti i giorni, tuttavia già il fatto che dei ragazzini riescano ad arrivare a certi livelli di violenza dev'essere un campanello non da poco, inoltre non per questo bisogna sottovalutare gli atti meno eclatanti di violenza contro il prossimo. Molti adulti osservano e affermano che tra ragazzi sono cose che capitano, che non è poi così grave, che "tra ragazzini far qualche dispetto ci sta", ma le prese in giro, le offese, le minacce e le botte avranno conseguenze anche nell'età adulta, poiché ne vanno a compromettere la fiducia in se stessi e nelle istituzioni di coloro che ne sono abitualmente vittime, spesso persone già fragili di per sè, con risultati facilmente immaginabili, tra i quali il diventare alla prima occasione carnefici a loro volta, dando origine a un circolo vizioso.
Nonostante sembra che la violenza sia diventata un modo comune di rapportarsi tra i ragazzini, pochi genitori si scandalizzano per come vengono pubblicizzati i cattivi in tv, con un tg che sembra una vetrina pubblicitaria dei più efferati assassini e le trasmissioni d'intrattenimento in cui troppo spesso vengono presentati episodi di violenza più o meno verbale e messaggi di disprezzo verso il diverso, verso l'altro. Non mi sorprende che tra quelle poche persone sia raro incontrare coloro che dissotterrano l'ascia di guerra al primo bacio omosessuale sugli schermi, perchè "quegli schifosi là" non meritano di stare in tv e sono diseducativi. È triste che nel 2011, anno in cui la specie umana dovrebbe aver perso certi tratti ferini da un pezzo, vi siano ancora persone che ritengono che la violenza vada sdoganata e la sessualità castigata, ma solo quella spontanea: le relazioni animalesche e malate di Grande Fratello e affini a quanto pare vanno bene, le coppiette che si baciano, specialmente se omosessuali, no, perchè "non son cose che si fanno quando i bambini possono guardare".
Mi chiedo perchè in un mondo in cui l'immersone nella crudeltà e nella violenza fa così spesso sì che l'aggressività verso il prossimo sia troppo spesso scelta come via per relazionarsi con i propri simili, non sarebbe più educativo il mostrare loro il volersi bene e l'amarsi anzichè l'ammazzarsi, il prendersi in giro e magari anche a sberle.