È inquietante la visione del "presa diretta" della settimana scorsa, quello in cui è proposto un parallelo tra Italia e Norvegia sui diritti delle donne che si trovano ad affrontare il problema della maternità senza voler rinunciare al mondo del lavoro. Sembra che, mentre il resto del mondo va avanti, l'Italia sia rimasta ferma al Medioevo, ed anzi cerchi di retrocedere.
Non penso, però, che misurare i diritti della donna sulla base della maternità sia una scelta sensata. È vero che in quelle condizioni una donna non può essere madre, ma visto il fatto che il tasso di occupazione femminile è bassissimo e che, come detto nel servizio, le donne che fanno professionalmente carriera sono poche, è difficile per una donna essere anche realizzata professionalmente e quindi indipendente.Il che, ovviamente, va ad alimentare il vecchio mito di "trovare l'uomo che la mantenga", con tutto ciò che esso comporta sul piano relazionale, sociale e culturale.
Anche per quelle che non vogliono un figlio ci sarebbe da lottare, non solo per chi ha quel desiderio. Le prime, infatti, "potrebbero sempre cambiare idea", per cui per un'azienda che non vuole avere problemi di maternità resta comunque più conveniente assumere un uomo,
Anche le prime subiscono la mentalità per cui la donna è inferiore all'uomo e deve solo pulire, lavare i piatti, sfornare figli e stare zitta, e in più deve celare il suo intento di non riconoscere il terzo punto per non incorrere nel biasimo sociale.
Se poi capitasse loro una qualche disgrazia, inoltre, è più facile il passaggio del cammello dalla cruna dell'ago di biblica memoria dell'ottenere un'interruzione di gravidanza: in regioni come Lombardia e Puglia il tasso di obiettori alla 194 rasenta l'80%.
Per far giungere a conclusione questa specie di volo pindarico senza capo né coda, se non la dai non guadagni, se fai figli ti licenziano, se non fai figli ti danno addosso e se ti capita una disgrazia fai prima a rivolgerti a una mammana che alla sanità pubblica.
Ora, cari politici, datori di lavoro e benpensanti vari, noi donne italiane che per l'aspetto fisico non possiamo fare le veline e per gli ideali non possiamo fare né le prostitute né le mantenute, che cosa diavolo dobbiamo fare?
"L'importanza di Freud per il nostro tempo risale in larga misura nel fatto che egli ha saputo vedere e, in gran parte, dimostrare come la persona comune sia un brandello, contratto e disseccato, di come la persona può essere " - R. D. Laing
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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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martedì 28 settembre 2010
Se sei bella ti tirano le pietre....
giovedì 24 giugno 2010
Il bastone e la carota
Dopo che una signora ha deciso di interrompere la sua quarta gravidanza, dopo aver già avuto tre figli tutti nati col parto cesareo, utilizzando la Ru486 in un ospedale in quei di Ostia (sacrilegio!), la Polverini ha pensato bene di dare una bella bacchettata sulle mani alle strutture sanitarie della sua regione, bloccando tutto.
Prima di tutto ha previsto nelle sue linne guida che il ricovero di tre giorni, che non esiste in nessun poso di tutto il resto del mondo civile che la usa da una ventina d'anni circa. In secondo luogo ha stabilito che, nell'attesa di giudicare quali strutture siano idonee o meno a prendere una pastiglia e mandarla giù, si blocchi tutto.
"Il Grassi [l'ospedale dove è avvenuta la somministrazione, NdR] doveva aspettare. Mi auguro che non succeda nulla, ma se accadesse qualcosa ognuno si assumerà le sue responsabilità perché non vorrei mai trovarmi in una Regione in cui, se accadesse qualcosa, non sapremmo con chi prendercela". Non suona tanto come: "sei stato un bambino cattivo, quindi ora ti tolgo la Playstation"?
Il problema è che quella playstation serviva alle donne per non dover subire un'intervento invasivo sotto i ferri che si andasse a sommare al peso che già un'interruzione volontaria di gravidanza comporta. Specie se, come avviene in Lombardia stando ad Annozero, uno stuolo di cielline acide si lancia come un branco di avvoltoi contro chi deve sottoporsi a ivg. Viva la carità cristiana.
Chissà che qualcuno nell'attesa non si prenda la briga di leggere alla Polverini la legge 194/8, in particolare l'articolo 15:
Prima di tutto ha previsto nelle sue linne guida che il ricovero di tre giorni, che non esiste in nessun poso di tutto il resto del mondo civile che la usa da una ventina d'anni circa. In secondo luogo ha stabilito che, nell'attesa di giudicare quali strutture siano idonee o meno a prendere una pastiglia e mandarla giù, si blocchi tutto.
"Il Grassi [l'ospedale dove è avvenuta la somministrazione, NdR] doveva aspettare. Mi auguro che non succeda nulla, ma se accadesse qualcosa ognuno si assumerà le sue responsabilità perché non vorrei mai trovarmi in una Regione in cui, se accadesse qualcosa, non sapremmo con chi prendercela". Non suona tanto come: "sei stato un bambino cattivo, quindi ora ti tolgo la Playstation"?
Il problema è che quella playstation serviva alle donne per non dover subire un'intervento invasivo sotto i ferri che si andasse a sommare al peso che già un'interruzione volontaria di gravidanza comporta. Specie se, come avviene in Lombardia stando ad Annozero, uno stuolo di cielline acide si lancia come un branco di avvoltoi contro chi deve sottoporsi a ivg. Viva la carità cristiana.
Chissà che qualcuno nell'attesa non si prenda la briga di leggere alla Polverini la legge 194/8, in particolare l'articolo 15:
Le regioni, d'intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza.
venerdì 11 giugno 2010
Pensaci prima
Mi domando se ci sia ignoranza o malafede dietro a coloro che ogni volta che si parla di interruzione di gravidanza commentano con la solita trita e ritrita affermazione: "Ma non avrebbe potuto pensarci prima?"
Mi domando se questi signori siano convinti che l'utilizzare un metodo contraccettivo protegga sempre al 100% oppure che capitino gli incidenti (qui una tabella delle percentuali di inefficacia dei vari metodi) e se siano al corrente del fatto che l'educazione sessuale italiana è una sorta di barzelletta, che si limita di fatto alle due paginette di scienze nelle elementari e medie e ad una vistia al consultorio nelle scuole superiori.
Inoltre in caso di rottura del preservativo oppure di un'ubriacatura che ha portato a sesso non protetto (cosa irresponsabile, sì, ma del senno di poi ne son piene le fosse), sanno questi signori che trovara la pillola del giorno dopo, specie in regioni quali Lombardai e Puglia, è una vera e propria impresa?
E pur volendo ammettere tutte le colpe di questo mondo, proprio tenedo conto del fatto che è un'irresponsabile e non sa valutare correttamente le conseguenze delle sue azioni, cosa vorrebbero fare? lasciare un bambino non voluto in mano a questa persona così da ottenere due infelici al prezzo di uno? E se la ragazza in questione fosse minorenne e comunque non in grado di mantenere neppure se stessa, perchè addossare ai genitori la responsabilità di allevare il nipote? Perchè devono pagare loro le eventuali colpe della figlia?
Ecco, forse lorsignori anzichè dire cazzate a raffica avrebbero dovuto pensarci prima.
Mi domando se questi signori siano convinti che l'utilizzare un metodo contraccettivo protegga sempre al 100% oppure che capitino gli incidenti (qui una tabella delle percentuali di inefficacia dei vari metodi) e se siano al corrente del fatto che l'educazione sessuale italiana è una sorta di barzelletta, che si limita di fatto alle due paginette di scienze nelle elementari e medie e ad una vistia al consultorio nelle scuole superiori.
Inoltre in caso di rottura del preservativo oppure di un'ubriacatura che ha portato a sesso non protetto (cosa irresponsabile, sì, ma del senno di poi ne son piene le fosse), sanno questi signori che trovara la pillola del giorno dopo, specie in regioni quali Lombardai e Puglia, è una vera e propria impresa?
E pur volendo ammettere tutte le colpe di questo mondo, proprio tenedo conto del fatto che è un'irresponsabile e non sa valutare correttamente le conseguenze delle sue azioni, cosa vorrebbero fare? lasciare un bambino non voluto in mano a questa persona così da ottenere due infelici al prezzo di uno? E se la ragazza in questione fosse minorenne e comunque non in grado di mantenere neppure se stessa, perchè addossare ai genitori la responsabilità di allevare il nipote? Perchè devono pagare loro le eventuali colpe della figlia?
Ecco, forse lorsignori anzichè dire cazzate a raffica avrebbero dovuto pensarci prima.
mercoledì 9 giugno 2010
alla ricerca della prima parte perduta
Quando una consigliera regionale del Pdl nel Lazio, oltre alle solite raccomandazioni di ricoverare le donne che usano la RU486 in regime di ricovero se no rischiano di non soffrire abbastanza, afferma che: “non va dimenticato che la legge n. 194/1978 è una legge molto disattesa e della quale si è utilizzata più che altro la parte relativa all’interruzione della gravidanza piuttosto che quella, importantissima, legata agli aspetti di prevenzione e di rimozione delle cause che spingono alle scelte abortive. Come persone impegnate in politica dobbiamo invece contribuire a dare delle risposte concrete per rimuovere le suddette cause, dato che nessuna donna abortisce a cuor leggero.", non si può non domandarle almeno tre cosette importanti:
1) cosa ci faccia in un partito che si disinteressa delle condizioni di lavoro dei meno abbienti e dei giovani, tra i quali ci sono quelle donne che interrompono la gravidanza per non perdere il lavoro con la maternità.
2) cosa ci faccia in un partito che, anche nella sua regione, da anni spara polemiche a dritta e a manca ad ogni tentativo di inserire distributori di preservativi nelle scuole perchè quello non è il modo giusto di educare i giovani, ma bisogna predicare l'astinenza sessuale.
3) cosa ci faccia in un partito che pur essendo al governo ha un ministro dell'istruzione che si preoccupa di inserire la bibbia a scuola e si "batte l'anima" altamente di dare la possibilità ai giovani di avere un'educazione sessuale SERIA e non le due pagiette di scienze e un paio d'ore al consultorio in seconda liceo.
Superfluo è aggiungere che una persona che si lamenta della disapplicazione della 194.1 ed è organica del partito che compie questa mancanza debba, per amor di coerenza, o cambiare idea o cambiare partito.
1) cosa ci faccia in un partito che si disinteressa delle condizioni di lavoro dei meno abbienti e dei giovani, tra i quali ci sono quelle donne che interrompono la gravidanza per non perdere il lavoro con la maternità.
2) cosa ci faccia in un partito che, anche nella sua regione, da anni spara polemiche a dritta e a manca ad ogni tentativo di inserire distributori di preservativi nelle scuole perchè quello non è il modo giusto di educare i giovani, ma bisogna predicare l'astinenza sessuale.
3) cosa ci faccia in un partito che pur essendo al governo ha un ministro dell'istruzione che si preoccupa di inserire la bibbia a scuola e si "batte l'anima" altamente di dare la possibilità ai giovani di avere un'educazione sessuale SERIA e non le due pagiette di scienze e un paio d'ore al consultorio in seconda liceo.
Superfluo è aggiungere che una persona che si lamenta della disapplicazione della 194.1 ed è organica del partito che compie questa mancanza debba, per amor di coerenza, o cambiare idea o cambiare partito.
mercoledì 2 giugno 2010
Formigoni, il pesce e la propaganda coi soldi nostri
Lascia basiti il progetto del Formicone delle Libertà di donare 4500 euro in 18 comode rate da 250 euro al mese alle donne in difficoltà economica che decidono di non abortire.
Il progetto "nasko", il cui nome lascia suggerire che il Nostro stia cercando di bissare il tentativo di sembrare giovanile già abortito con il rap [orrore! ora per espiare dovrà esorcizzarsi purificandosi nelle acque "notoriamente monde" del Po], si svolgerà nel seguente modo: una donna che decide di interrompere la gravidanza per motivazioni pricipalmente economiche viene indirizzata al Centro Aiuto Vita, notoriamente di ispirazione pro-life nonchè cattollico-ciellina, dove stenderà un progetto personalizzato con gli assistenti del centro. Se si atterrà allo stesso le verrà erogato il succitato contributo per acquistare beni e servizi vari epr sè e per il nascituro.
Indipendentemente dal fatto che dare lo zuccherino ad una donna se rinuncia alla sua vita e, da brava, fa la scatola, che ricorda molto l'addestramento degli animali da circo, è una nota da aggiungere ai promemoria da consegnare a questi uomini (o presunti tali) quando, sentendo le donne che proferiscono apprezzamenti estetici su qualche bell'uomo di passaggio, le accuseranno di trattare gli esponenti del sesso maschile come oggetti, si comprende ictu oculi come questa mossa, ben lungi dall'essere un aiuto concreto alle donne che intendono tenere un figlio ma non possono farlo, è piuttosto una mossa propagandistica al fine di ingraziarsi il Vaticano a spese dei contribuenti [a.k.a. noi].
Recita un vecchio proverbio cinese: "Se un uomo ha fame non regalargli un pesce ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno ma per sempre".
250 euro al mese per 18 mensilità non è un aiuto, è un'elemosina, tanto cara ai cattolici perchè crea un rapporto di dipendenza da un altro a cui poi devi leccare il didietro a specchio per non perdere quei favori.
Un aiuto è un'educazione sessuale SERIA nelle scuole, sono condizioni lavorative e stipendi decenti, è il diritto alla maternità per tutte, sono i ticket per le visite non esagerati, sono gli asili nido, sono scuole pubbliche funzionanti.
Se proprio tutto questo non fosse sufficiente e DOPO aver fatto quello si volesse dare anche il contributo economico, ok, ma mandare una donna che sta prendendo una decisione così difficile in un'associazione decisamente di parte sarebbe come il CAV è come mandare uno a decidere se sposarsi o meno in un bordello....
Non ne hanno abbastanza di minare la psiche delle povere donne piazzandosi fuori dagli ospedali per fracassare le maracas a chi prende questa sofferta decisione, come hanno fatto vedere ad Annozero? E i consultori cosa ci stanno a fare allora? tanto vale chiuderli, a questi punti, ed affidare questi servizi direttamente ai preti, che come abbiamo appreso dalla cronaca decente di bambini sì che se ne intendono!
Non vedo altro scopo nell'iniziativa a parte quella di, essendo memori dell'epic fail elettorale del 2008 di quel giornalista barbuto più magro che coerente, non potendo quindi negoziare la 194 col Vaticano, onde evitare di trovarsi il completo Armani nuovo e l'auto blu superlusso distrutti dalle roncolate e dalle primizie dell'orto avariate, cercano di prendere due piccioni con una fava dicendo ai prelati: "ho fatto il possibile" e alla donna che abortisce: "se avessi fatto la brava scatolina ti avremmo dato lo zuccherino, ma hai fatto la cattiva e ti bastoniamo facendoti sentire una merda extra large".
La domanda che sorge spontanea è: per qual motivo a pagare questo fascismo devono essere anche le donne lombarde che questo fascismo lo subiranno?
Il progetto "nasko", il cui nome lascia suggerire che il Nostro stia cercando di bissare il tentativo di sembrare giovanile già abortito con il rap [orrore! ora per espiare dovrà esorcizzarsi purificandosi nelle acque "notoriamente monde" del Po], si svolgerà nel seguente modo: una donna che decide di interrompere la gravidanza per motivazioni pricipalmente economiche viene indirizzata al Centro Aiuto Vita, notoriamente di ispirazione pro-life nonchè cattollico-ciellina, dove stenderà un progetto personalizzato con gli assistenti del centro. Se si atterrà allo stesso le verrà erogato il succitato contributo per acquistare beni e servizi vari epr sè e per il nascituro.
Indipendentemente dal fatto che dare lo zuccherino ad una donna se rinuncia alla sua vita e, da brava, fa la scatola, che ricorda molto l'addestramento degli animali da circo, è una nota da aggiungere ai promemoria da consegnare a questi uomini (o presunti tali) quando, sentendo le donne che proferiscono apprezzamenti estetici su qualche bell'uomo di passaggio, le accuseranno di trattare gli esponenti del sesso maschile come oggetti, si comprende ictu oculi come questa mossa, ben lungi dall'essere un aiuto concreto alle donne che intendono tenere un figlio ma non possono farlo, è piuttosto una mossa propagandistica al fine di ingraziarsi il Vaticano a spese dei contribuenti [a.k.a. noi].
Recita un vecchio proverbio cinese: "Se un uomo ha fame non regalargli un pesce ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno ma per sempre".
250 euro al mese per 18 mensilità non è un aiuto, è un'elemosina, tanto cara ai cattolici perchè crea un rapporto di dipendenza da un altro a cui poi devi leccare il didietro a specchio per non perdere quei favori.
Un aiuto è un'educazione sessuale SERIA nelle scuole, sono condizioni lavorative e stipendi decenti, è il diritto alla maternità per tutte, sono i ticket per le visite non esagerati, sono gli asili nido, sono scuole pubbliche funzionanti.
Se proprio tutto questo non fosse sufficiente e DOPO aver fatto quello si volesse dare anche il contributo economico, ok, ma mandare una donna che sta prendendo una decisione così difficile in un'associazione decisamente di parte sarebbe come il CAV è come mandare uno a decidere se sposarsi o meno in un bordello....
Non ne hanno abbastanza di minare la psiche delle povere donne piazzandosi fuori dagli ospedali per fracassare le maracas a chi prende questa sofferta decisione, come hanno fatto vedere ad Annozero? E i consultori cosa ci stanno a fare allora? tanto vale chiuderli, a questi punti, ed affidare questi servizi direttamente ai preti, che come abbiamo appreso dalla cronaca decente di bambini sì che se ne intendono!
Non vedo altro scopo nell'iniziativa a parte quella di, essendo memori dell'epic fail elettorale del 2008 di quel giornalista barbuto più magro che coerente, non potendo quindi negoziare la 194 col Vaticano, onde evitare di trovarsi il completo Armani nuovo e l'auto blu superlusso distrutti dalle roncolate e dalle primizie dell'orto avariate, cercano di prendere due piccioni con una fava dicendo ai prelati: "ho fatto il possibile" e alla donna che abortisce: "se avessi fatto la brava scatolina ti avremmo dato lo zuccherino, ma hai fatto la cattiva e ti bastoniamo facendoti sentire una merda extra large".
La domanda che sorge spontanea è: per qual motivo a pagare questo fascismo devono essere anche le donne lombarde che questo fascismo lo subiranno?
martedì 1 giugno 2010
Obiezione!
Tanti anni fa, quando il servizio militare era obbligatorio, qualcuno si pose il problema: "Ma se una persona per motivi religiosi o filosofico-morali non volesse imbracciare le armi è giusto farglielo fare coattamente?". Fu così che nel 1972 nacque la legge Marcora, che prevedeva la possibilità dell'obiezione di coscienza. Detta in parole che anche un'ameba microcefala potrebbe comprendere facilmente: devi fare il servizio militare, se non vuoi farlo per i motivi di cui sopra fai qualcos'altro, cioè il servizio civile, che serve alla patria ugualmente ma è compatibile con le tue convinzioni morali.
Oggi entrambi questi istituti sono facoltativi, per cui chiunque sia là è volontario.
Immaginate una persona, un signor Pino qualsiasi, che fa domanda per andare nell'esercito. Si fa la sua visita, sbriga tutte le scartoffie e qualunque cosa sia necessaria. Il primo giorno di servizio arriva in caserma e dice: "Bene, signori, grazie per aver accettato la mia domanda. Ora chiedetemi di fare quello che volete: guidare qualunque veicolo, correre, partire per qualunque luogo del mondo et cetera, sappiate però che io le armi non le tocco perchè son pacifista".
Domanda: lo accompagnereste alla porta o chiamaereste il 118 perchè lo facciano loro con TSO annesso?
Ora immaginate invece il signor Pino di cui sopra sui banchi di una facoltà di medicina, specializzazione ginecologia. Studia come un dannato, s'impegna, fa tutti gli anni che deve fare, infine si laurea. Appena viene il momento di lavorare dice: "Signori, io son giovane, sono bravo ed ho voglia di lavorare. Faccio tutto quello che volete: pap test, ecografie, parti, tutto quello che il mio ruolo richiede di fare. Però l'aborto non lo faccio, perchè va contro la mia coscienza".
In quel caso non solo non verrebbe riaccompagnato alla porta, ma anzi accolto a braccia aperte e tutelato dalla legge. A dirla tutta il pazzo sarebbe quello che gli risponde: "Senti un po', la legge parlava chiaro prima che cominciassi il tuo percorso, quindi sapevi che ti sarebbe toccato anche questo. Avresti poutuo fare altre cose con lo stesso guadagno, ciononostante ti sei adoperato per arrivare qua e ora che ci sei incroci le braccia a 'sto modo?! Ma non potevi pensarci prima?!". Praticamente la stessa risposta che avrebbero dato i più al Pino in versione militare.
Come dice quel famoso comico, la domanda non è: "Chi è?"; La domanda è: "Perchè?".
Oggi entrambi questi istituti sono facoltativi, per cui chiunque sia là è volontario.
Immaginate una persona, un signor Pino qualsiasi, che fa domanda per andare nell'esercito. Si fa la sua visita, sbriga tutte le scartoffie e qualunque cosa sia necessaria. Il primo giorno di servizio arriva in caserma e dice: "Bene, signori, grazie per aver accettato la mia domanda. Ora chiedetemi di fare quello che volete: guidare qualunque veicolo, correre, partire per qualunque luogo del mondo et cetera, sappiate però che io le armi non le tocco perchè son pacifista".
Domanda: lo accompagnereste alla porta o chiamaereste il 118 perchè lo facciano loro con TSO annesso?
Ora immaginate invece il signor Pino di cui sopra sui banchi di una facoltà di medicina, specializzazione ginecologia. Studia come un dannato, s'impegna, fa tutti gli anni che deve fare, infine si laurea. Appena viene il momento di lavorare dice: "Signori, io son giovane, sono bravo ed ho voglia di lavorare. Faccio tutto quello che volete: pap test, ecografie, parti, tutto quello che il mio ruolo richiede di fare. Però l'aborto non lo faccio, perchè va contro la mia coscienza".
In quel caso non solo non verrebbe riaccompagnato alla porta, ma anzi accolto a braccia aperte e tutelato dalla legge. A dirla tutta il pazzo sarebbe quello che gli risponde: "Senti un po', la legge parlava chiaro prima che cominciassi il tuo percorso, quindi sapevi che ti sarebbe toccato anche questo. Avresti poutuo fare altre cose con lo stesso guadagno, ciononostante ti sei adoperato per arrivare qua e ora che ci sei incroci le braccia a 'sto modo?! Ma non potevi pensarci prima?!". Praticamente la stessa risposta che avrebbero dato i più al Pino in versione militare.
Come dice quel famoso comico, la domanda non è: "Chi è?"; La domanda è: "Perchè?".
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