Ricordo chiaramente dov'ero l'11 Settembre 2001, ma non perché di fronte all'attacco alle Twin Towers avessi provato qualche emozione particolare: non ci ho capito un cazzo, avevo 12 anni. A quell'età il massimo dei problemi che una persona può porsi di fronte a qualcosa che non la tange direttamente è chiedersi perché e per come c'è il TG anziché Yu Yu Hakusho.
Sono passati dieci anni e, leggendo e informandomi, ho capito che non sono stata l'unica a non averci capito un cazzo.
Troppe domande sono rimaste senza risposta, troppe cose non quadrano.
Alcuni architetti e ingegneri, compreso chi ha progettato i sistemi elettrici del WTC (e che quindi aveva accesso ai progetti), sollevano dubbi sulla versione ufficiale. Secondo loro, gli aerei e il carburante da soli non sarebbero stati sufficienti a far crollare le Torri.
Altri aggiungono, inoltre, che il calore emanato dall'incendio del combustibile non sarebbe stato sufficiente, da solo, a liquefare il metallo, oppure avrebbero potuto farlo soltanto localmente.
In molti si chiedono come sia possibile che quattro aerei dirottati abbiano potuto scorrazzare liberamente nello spazio aereo americano senza che i sistemi di difesa si accorgessero di nulla: dopotutto stiamo parlando di una nazione tecnologicamente avanzata, dotata di servizi segreti coi controcazzi e considerata da molti gruppi, non solo terroristici, il male in persona. Possibile che non se l'aspettassero?
E che dire dei piloti? Chi li aveva addestrati a compiere manovre come quelle necessarie al raggiungimento dell'obiettivo?
Dubbi ancora più ampi si pongono di fronte all'attacco al Pentagono, i cui danni sarebbero troppo limitati per essere ricondotti all'impatto con un aereo di linea, e sulla torre 7, crollata senza aver subito alcun impatto.
È difficile pensare come uno Stato abbia potuto lasciar accadere, o addirittura supportare, un atto che mettesse a rischi cittadini innocenti, tuttavia da un guerrafondaio come colui che governava a quei tempi, che ha scatenato in tempi più recenti una guerra portando come alibi armi di distruzione di massa inesistenti, non si sa davvero cosa aspettarsi. Non dimentichiamo che quando il popolo ha paura l'autorità governa meglio ed ha la possibilità d'imporre quasi ad libitum il suo controllo sui cittadini ottenendo poca resistenza da parte dell'opinione pubblica.
I debunker e i sostenitori della versione ufficiale portano numerosi esperti a sostegno delle loro teorie, tuttavia stavolta non è come succede con altre teorie complottiste, delle quali gli unici promotori sono laureati che però hanno studiato tutt'altro: vi sono "addetti ai lavori" di varia natura che si sono collocati di qua ed altri che si sono collocati di là.
Al cittadino medio, che competente non è, lette le argomentazioni pro e quelle contro, non resta che ragionare sulle stesse basandosi sull'osservazione logica della situazione politica di quei tempi e trarre le sue personali conclusioni. Queste ultime finiscono, però, per collocarsi nel magico mondo delle opinioni più che in quello dei fatti accertati, proprio perchè di questi ultimi in questa storia sembrano essercene ben pochi.
A quasi dieci anni di distanza dal disasto mi domando se, prima o poi, almeno noi che a quell'epoca eravamo "mattettucci" scopriremo mai come sono andate realmente le cose o su questa vicenda resterà un punto interrogativo ad imperitura memoria.
Nel frattempo, esprimo il mio cordoglio per la mortedi così tante persone innocenti: l'unca certezza in tutta questa faccenda sembra essere che, di chiunque sia la colpa, gli unici ad andarci di mezzo nell'ostilità tra i governanti siano sempre e solo gli innocenti.
"L'importanza di Freud per il nostro tempo risale in larga misura nel fatto che egli ha saputo vedere e, in gran parte, dimostrare come la persona comune sia un brandello, contratto e disseccato, di come la persona può essere " - R. D. Laing
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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)
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sabato 10 settembre 2011
Ma dove sta la verità?
Scritto da:
17023 Ceriale SV, Italia
mercoledì 13 luglio 2011
La madre delle scempiaggini
C'è una legge di natura per cui la repressione sessuale sovente è madre di idee che, se non son proprio malate, di certo non stanno molto bene.
C'è un luogo comune per cui facendo un uso eccessivo dell'autostimolazione la vista ne soffra notevolmente.
Tutto ciò spiega come sia possibile che un considerevole numero di cattopirla, compresi quelli che siedono ai piani alti della piramide sociale e si presuppone siano parecchio istruiti (ripeto: si presuppone...), riesca a definirsi liberale e contemporaneamente a concepire e rendere legge il principio per cui la vita dell'individuo non appartiene più allo stesso, bensì a un'entità superiore, senza vedere non solo l'abominio, ma anche la contraddizione di tutto ciò.
Solo tenendo conto delle leggi di cui sopra si può comprendere come queste persone possano pronunciarsi contrari rispetto all'imposizione coatta di un'idea a tutti e successivamente plaudire all'eliminazione della possibilità di scelta del singolo su se stesso in base alle sue convinzioni, come sia possibile proclamarsi antifascisti e sdoganare per legge un inutile appropriarsi da parte dello Stato della vita del singolo in base a nient'altro che ad un principio etico non condiviso da tutti che è l'anticamera del fascismo, se non già il fascismo stesso.
Solo così si può spiegare come chi si proclama europeista quando c'è da far sputar sangue ai lavoratori si arrocchi riguardo a libertà morali individuali e temi etici su posizioni così medioevali da farci apparire al resto del continente come qualche strano tipo di bestia rara.
Non comprendo come possa una persona non vedere che la legge appena approvata alla Camera non è fatta per lasciare ai cattolici di essere lasciati in vita in tutti modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi finchè "naturale" dipartita non sopraggiunga, bensì per impedire a tutti gli altri, che son tanti (se non la maggioranza, vista la coerenza di una cospicua fetta di popolino cattoitaliota), di scegliere di non soffrire più inutilmente.
In quest'ultimo caso, però, la spiegazione è evidente: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Mentre tutti mettono la testa sotto la sabbia, il cetriolo volante gira, gira e si va posare sempre nello stesso "hangar": quello di chi non sta bene.
Non sarebbe meglio, invece, che suddetto ortaggio vada a posarsi nei pressi dei "simpatici" personaggi che partoriscono certe uscite? Magari un po'di soddisfazione sessuale migliora la situazione (e non solo a loro...).
C'è un luogo comune per cui facendo un uso eccessivo dell'autostimolazione la vista ne soffra notevolmente.
Tutto ciò spiega come sia possibile che un considerevole numero di cattopirla, compresi quelli che siedono ai piani alti della piramide sociale e si presuppone siano parecchio istruiti (ripeto: si presuppone...), riesca a definirsi liberale e contemporaneamente a concepire e rendere legge il principio per cui la vita dell'individuo non appartiene più allo stesso, bensì a un'entità superiore, senza vedere non solo l'abominio, ma anche la contraddizione di tutto ciò.
Solo tenendo conto delle leggi di cui sopra si può comprendere come queste persone possano pronunciarsi contrari rispetto all'imposizione coatta di un'idea a tutti e successivamente plaudire all'eliminazione della possibilità di scelta del singolo su se stesso in base alle sue convinzioni, come sia possibile proclamarsi antifascisti e sdoganare per legge un inutile appropriarsi da parte dello Stato della vita del singolo in base a nient'altro che ad un principio etico non condiviso da tutti che è l'anticamera del fascismo, se non già il fascismo stesso.
Solo così si può spiegare come chi si proclama europeista quando c'è da far sputar sangue ai lavoratori si arrocchi riguardo a libertà morali individuali e temi etici su posizioni così medioevali da farci apparire al resto del continente come qualche strano tipo di bestia rara.
Non comprendo come possa una persona non vedere che la legge appena approvata alla Camera non è fatta per lasciare ai cattolici di essere lasciati in vita in tutti modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi finchè "naturale" dipartita non sopraggiunga, bensì per impedire a tutti gli altri, che son tanti (se non la maggioranza, vista la coerenza di una cospicua fetta di popolino cattoitaliota), di scegliere di non soffrire più inutilmente.
In quest'ultimo caso, però, la spiegazione è evidente: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Mentre tutti mettono la testa sotto la sabbia, il cetriolo volante gira, gira e si va posare sempre nello stesso "hangar": quello di chi non sta bene.
Non sarebbe meglio, invece, che suddetto ortaggio vada a posarsi nei pressi dei "simpatici" personaggi che partoriscono certe uscite? Magari un po'di soddisfazione sessuale migliora la situazione (e non solo a loro...).
Scritto da:
Posizione sconosciuta.
giovedì 23 giugno 2011
È così difficile?
Umberto Veronesi sostiene che non c'è amore più puro di quello omosessuale.
Giovanardi, di rimando, afferma che non c'è amore più alto di quello tra uomo e donna.
Io sostengo che tutti gli amori sono uguali, senza distinzioni di sesso, razza, età, condizioni personali e sociali, colore degli occhi, forma del naso, altezza, pettegolezzi delle linguacciute vecchiette di paese e chi più ne ha più ne metta, e penso anche, guarda un po', che tutti i modi di vivere la sessualità siano uguali, sempre che vissuti da adulti consenzienti senza che si faccia del male a nessuno, e che i tizi in Parlamento dovrebbero smettere di ostacolare sia l'amore che il sesso solo perchè lo Stato estero più piccolo del mondo s'impiccia in fatti che non sono suoi. Essendo le sensazioni uguali per tutta la specie umana, trovare differenze di valore tra di esse è sostenere che vi sono persone inferiori ad altre per quello che sono, non per quello che fanno. Dividere i sentimenti in serie A e serie B non è meno grave del razzismo, anzi, ha in comune con esso il principio ispiratore.
Cari politici italiani, se ci vuole tanto a capire una cosa del genere non è meglio che cambiate mestiere?
Giovanardi, di rimando, afferma che non c'è amore più alto di quello tra uomo e donna.
Io sostengo che tutti gli amori sono uguali, senza distinzioni di sesso, razza, età, condizioni personali e sociali, colore degli occhi, forma del naso, altezza, pettegolezzi delle linguacciute vecchiette di paese e chi più ne ha più ne metta, e penso anche, guarda un po', che tutti i modi di vivere la sessualità siano uguali, sempre che vissuti da adulti consenzienti senza che si faccia del male a nessuno, e che i tizi in Parlamento dovrebbero smettere di ostacolare sia l'amore che il sesso solo perchè lo Stato estero più piccolo del mondo s'impiccia in fatti che non sono suoi. Essendo le sensazioni uguali per tutta la specie umana, trovare differenze di valore tra di esse è sostenere che vi sono persone inferiori ad altre per quello che sono, non per quello che fanno. Dividere i sentimenti in serie A e serie B non è meno grave del razzismo, anzi, ha in comune con esso il principio ispiratore.
Cari politici italiani, se ci vuole tanto a capire una cosa del genere non è meglio che cambiate mestiere?
martedì 14 giugno 2011
Ce l'abbiamo fatta!
Ieri è stata una giornata di festa per tutti coloro che nell'ultimo periodo si sono impegnati a sensibilizzare l'opinione pubblica affinchè si andasse a votare e lo si facesse per l'abrogazione dell'obbligatorietà della maggioranza privata nella gestione dei servizi idrici, del 7% di profitto minimo garantito per il privato di cui sopra, dell'utilizzo dell'energia nucleare in Italia e del legittimo impedimento. I post su Facebook, i volantini, il dialogo con chi si fermava ai banchetti, gli sms, le pressioni ad amici e parenti al limite dello stalking, le bandiere e gli striscioni fuori dai poggioli sono serviti a qualcosa. Il primo pensiero va a tutte le persone che hanno votato, sopratutto agli anziani e ai giovani. Pensavo che in queste due categorie di persone ci fosse da riporre poca speranza, che Berlusconi avesse eroso irreversibilmente la mente della maggior parte di loro, che se ne sarebbero battuti la benemerita ciolla e andati in vacanza. Mi sbagliavo: abbiamo visto in primo luogo grazie a loro. Sono molto stupita del fatto che molti della mia generazione siano andati a votare: pensavo che la moda e l'altro sesso occupassero la totalità dei pensieri dei giovani, dicevo sempre che qualcosa dall'87 in poi doveva essere andato veramente storto e qualunque cosa fosse andava peggiorando, risparmiandone veramente pochi, invece abbiamo vinto. Appare chiaro come, chiamati a decidere del loro futuro, i giovani rispondono, prendono posizione, vanno a votare. È indubbio che per questo successo dobbiamo in primo luogo ringraziare i nuovi media, in particolare Facebook: grazie a lui anche chi si disinteressa di politica ha potuto sapere del referendum e di che cosa si trattava, formandosi un'opinione e recandosi alle urne. Viene spontaneo pensare, specie in una località turistica come la Liguria, ai villeggianti che dichiaravano ai volantinaggi che sarebbero rientrati apposta per votare, talvolta fermandosi a raccontare come fosse la situazione dalle loro parti. Un grosso grazie sicuramente va a loro. Chissà come avranno votato coloro che chiedevano informazioni ai banchetti, che non avevano chiari i quesiti, che non capivano se il nuovo referendum sul nucleare avrebbe abrogato quello vecchio o meno. Ricordo quando ho tentato di dare il volantino a Mastella, mentre li distribuivo a Loano con la lista. Manco a dirlo, l'ha rifiutato.
Ricordo le due ore prima della chiusura dei seggi, lo spam collettivo su Facebook per chiedere ai ritardatari di alzare le chiappe e andare alle urne, non dando retta a Maroni che sosteneva che si fosse raggiunto il quorum ad elezioni non ancora finite. Ricordo la tensione salire man mano che le lancette dell'orologio si avvicinavano alle 15, le dita incrociate, le sigarette fumate, una dietro l'altra. Poi lo scoppio di gioia: quorum matematico, ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo fatta! La gioia su Internet era incontenibile. Il sito del Ministero dell'Interno aperto su una scheda di Chrome, su un'altra Facebook pieno di inni alla vittoria sia in chat che in bacheca, il telefono che sparava messaggi qua e là per ringraziare chi era andato a votare. Alla velocità della luce sono andata ad acquistare i biglietti per Finale Ligure dove si è festeggiato, come tra l'altro in moltissime piazze d'Italia: ci vuole uno spazio ampio per contenere la felicità per una vittoria che sembrava impossibile o quasi. Con quel 57% scritto sul sito del Ministero dell'Interno sembrava che fosse appena iniziata una nuova era, dove la massa dopo un lungo letargo prende coscienza della realtà che la circonda e chiede di contare qualcosa ad un'oligarchia che tutti i quarzi si fa meno quelli delle persone che ne mantengono i membri. I saluti, i messaggi, le chiacchiere, i discorsi, il buffet e le canzoni rimarranno per sempre della mia memoria, anche se la parte più felice della mia giornata è stata senza dubbio quella in cui ho potuto abbracciare il mio ragazzo e dirgli: "ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo fatta!"
Ricordo le due ore prima della chiusura dei seggi, lo spam collettivo su Facebook per chiedere ai ritardatari di alzare le chiappe e andare alle urne, non dando retta a Maroni che sosteneva che si fosse raggiunto il quorum ad elezioni non ancora finite. Ricordo la tensione salire man mano che le lancette dell'orologio si avvicinavano alle 15, le dita incrociate, le sigarette fumate, una dietro l'altra. Poi lo scoppio di gioia: quorum matematico, ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo fatta! La gioia su Internet era incontenibile. Il sito del Ministero dell'Interno aperto su una scheda di Chrome, su un'altra Facebook pieno di inni alla vittoria sia in chat che in bacheca, il telefono che sparava messaggi qua e là per ringraziare chi era andato a votare. Alla velocità della luce sono andata ad acquistare i biglietti per Finale Ligure dove si è festeggiato, come tra l'altro in moltissime piazze d'Italia: ci vuole uno spazio ampio per contenere la felicità per una vittoria che sembrava impossibile o quasi. Con quel 57% scritto sul sito del Ministero dell'Interno sembrava che fosse appena iniziata una nuova era, dove la massa dopo un lungo letargo prende coscienza della realtà che la circonda e chiede di contare qualcosa ad un'oligarchia che tutti i quarzi si fa meno quelli delle persone che ne mantengono i membri. I saluti, i messaggi, le chiacchiere, i discorsi, il buffet e le canzoni rimarranno per sempre della mia memoria, anche se la parte più felice della mia giornata è stata senza dubbio quella in cui ho potuto abbracciare il mio ragazzo e dirgli: "ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo fatta!"
lunedì 13 giugno 2011
Il futuro ti aspetta all'altare il 13 Giugno dalle 7 alle 15
Vuoi tu che su un bene fondamentale come l'acqua venga portata avanti ogni speculazione possibile e immaginabile?
Vuoi tu che qualcosa di fondamentale per la nostra esistenza venga lasciato nelle mani dei soliti "prenditori" all'italiana, che visto il 7% di profitto garantito direttamente dalle nostre tasche senza obblighi di sorta ci si butteranno a pesce, ben disposti a pagare anche qualche mazzetta pur di gettarsi su una fonte inesauribile di guadagno?
Vuoi tu a fine mese ritrovarti lo stesso servizio energetico di sempre ma con una bolletta che fa luce, con il simpatico optional di rischiare di essere coinvolt* in un incidente nucleare, dato che abbiamo in giro costruttori a cui diamo gli appalti che non riescono a far stare in piedi manco le case, figurarsi le centrali?
Vuoi tu trovarti alla mercè di un manipolo di bruciabaracche pagati coi soldi nostri che si fanno tutti i quarzi loro possibili e immaginabili, compreso tirar sotto le vecchiette e steccare il coniuge, e dicono di fare i quarzi nostri solo per saltare le udienze dei processi per tutte le nefandezze che han commesso?
È anche a TE che lo stanno chiedendo: vuoi tu divorziare dalla realtà dipinta dalle domande di cui sopra e sposarne una diversa?
Se la risposta a quest'ultimo quesito è SI, vai ai seggi e votane quattro. Se la risposta è negativa allora vai a votare 4 NO ma recati là in ogni caso: il voto, infatti, è un diritto e dovere civico (in parole povere, ce devi annà). Viste le proiezioni è facile che passino dalle urne più del 50%+1 degli aventi diritto al voto, con conseguente raggiungimento del quorum. Se così sarà decideranno i votanti anche per chi ha preferito passare il week end al mare. Sicuro di continuare a preferire le ferie al decidere se la doccia dopo le rotolate nella sabbia e l'asciugatura dei capelli col phon ti costeranno più o meno di un occhio della testa? Non lasciare che altri decidano del tuo futuro, vai a dire la tua.
I seggi saranno aperti domani 13 Giugno dalle 7 alle 15. Io ci sono già andata, e tu che aspetti?
Vuoi tu che qualcosa di fondamentale per la nostra esistenza venga lasciato nelle mani dei soliti "prenditori" all'italiana, che visto il 7% di profitto garantito direttamente dalle nostre tasche senza obblighi di sorta ci si butteranno a pesce, ben disposti a pagare anche qualche mazzetta pur di gettarsi su una fonte inesauribile di guadagno?
Vuoi tu a fine mese ritrovarti lo stesso servizio energetico di sempre ma con una bolletta che fa luce, con il simpatico optional di rischiare di essere coinvolt* in un incidente nucleare, dato che abbiamo in giro costruttori a cui diamo gli appalti che non riescono a far stare in piedi manco le case, figurarsi le centrali?
Vuoi tu trovarti alla mercè di un manipolo di bruciabaracche pagati coi soldi nostri che si fanno tutti i quarzi loro possibili e immaginabili, compreso tirar sotto le vecchiette e steccare il coniuge, e dicono di fare i quarzi nostri solo per saltare le udienze dei processi per tutte le nefandezze che han commesso?
È anche a TE che lo stanno chiedendo: vuoi tu divorziare dalla realtà dipinta dalle domande di cui sopra e sposarne una diversa?
Se la risposta a quest'ultimo quesito è SI, vai ai seggi e votane quattro. Se la risposta è negativa allora vai a votare 4 NO ma recati là in ogni caso: il voto, infatti, è un diritto e dovere civico (in parole povere, ce devi annà). Viste le proiezioni è facile che passino dalle urne più del 50%+1 degli aventi diritto al voto, con conseguente raggiungimento del quorum. Se così sarà decideranno i votanti anche per chi ha preferito passare il week end al mare. Sicuro di continuare a preferire le ferie al decidere se la doccia dopo le rotolate nella sabbia e l'asciugatura dei capelli col phon ti costeranno più o meno di un occhio della testa? Non lasciare che altri decidano del tuo futuro, vai a dire la tua.
I seggi saranno aperti domani 13 Giugno dalle 7 alle 15. Io ci sono già andata, e tu che aspetti?
lunedì 23 maggio 2011
Un vicino troppo rumoroso
Chiunque abbia un vicino musicista o amante delle feste sa bene di cosa parlo: certe volte il chiasso proveniente dai locali circostanti si fa talmente insopportabile da impedire qualunque possibilità di dormire o concentrarsi su qualsivoglia attività si stia svolgendo. Supponiamo che una persona che debba fare qualcosa di particolarmente importante oppure non si senta molto bene ed abbia bisogno di riposo si rivolga al vicino rumoroso e gli chieda gentilmente di smettere, esponendo garbatamente il suo problema, e si senta rispondere che non deve rompere le scatole, in un ribaltamento a dir poco paradossale. Qualunque persona di buon senso, a questo punto, chiamerebbe le forze dell'ordine affinchè si occupino di far rispettare le regole sull'inquinamento acustico al dirimpettaio.
Nel condominio Italia ci sono degli inquilini che fanno davvero parecchio casino. Abitano in un appartamentino piccolo piccolo, anche se hanno seconde e terze case sparse qua e là. Le persone che occupano quella casa non sono molte, ma abbastanza da formare diverse band che suonano a tutte le ore del giorno e della notte la stessa musica, dai testi violenti, anche verso alcuni inquilini, e dai toni cupi ed inquietanti: gli Slayer al confronto sembrano il coro dell'Antoniano! Le loro canzoni, che avendo amplificatori molto potenti sono sempre sparate a volume altissimo, creano problemi un po'a tutti, in particolare alle donne, che trovano difficoltà a fare qualunque cosa che non siano le faccende di casa. Quella del secondo piano, che ha deciso di abortire sta prendendo tutto questo particolarmente male: sta già attraversando un periodo abbastanza difficile per i fatti suoi senza la necessità di essere molestata continuamente da quel frastuono. La maggior parte delle coppie del condominio lamenta perfino problemi a fare sesso: in quelle condizioni è davvero quasi impossibile. Il signore che abita accanto a loro vorrebbe chiedere al suo compagno di trasferirsi da lui, ma non può: le band hanno minacciato di andare a suonare nella tromba delle scale, peggiorando l'inquinamento acustico, in quest'eventualità. Chi non ama quel genere ormai è frustrato al limite di esplodere: oltre a vedersi invaso e disturbato l'ambiente domestico da quello che per lui è un fracasso insopportabile, non può nemmeno vendicarsi alzando le casse al massimo e diffondendo la sua musica preferita, essendo il suo impianto molto meno potente e rischiando oltretutto di beccarsi una denuncia. Ci si aspetterebbe che, sic stantibus rebus, quest'ultima piovesse sulla testa degli inquilini inquinanti, o quantomeno l'amministratore prendesse provvedimenti, ma essendo loro fan è molto ben disposto nei loro confronti, tanto da esaudire praticamente ogni loro desiderio, non ultimo quello di aver addebitato ai condomini un impianto di amplificazione che rende le loro prove ascoltabili da tutto il palazzo come se fossero a suonare ad ogni piano. L'ultima loro pretesa è stata di obbligare de facto ogni condomino ad appendere un loro poster alle pareti, senza che ciò però fosse espressamente scritto nel regolamento condominiale. L'amministratore, manco a dirlo, l'ha trovata un'ottima idea e si è preoccupato personalmente che i cartelloni si trovassero in ogni casa. Per qualcuno questo è stato troppo: sono arrivate le denunce alla caserma Europa ed i suoi occupanti hanno fatto un sopralluogo per vedere com'era la situazione. Dapprima hanno detto che era una violazione delle regole, che ciò non stava nè in cielo nè in terra, ma hanno fatto presto a cambiare idea e decidere che non c'era niente che non andasse nell'iniziativa della band: nel regolamento condominiale la norma non era inserita, inoltre non si capiva che male potesse fare un poster appeso al muro, se non staccato ed utilizzato come oggetto contundente. Poco importano i giusti musicali di chi abita la casa, ancor meno importa se quei ragazzotti scalmanati insultano i proprietari di quell'abitazione: dato che i carabinieri han stabilito che non c'è violazione, l'amministratore ha deciso che ogni condomino deve decidere se tenersi l'effige dei suoi molestatori oppure venir sfrattato. Se voi abitaste in un condominio come questo non avreste già mandato a quel paese l'amministratore e sbattuto via i casinisti a calci nel sedere? In caso affermativo, per qual motivo abbiamo ancora in casa Berlusconi e il Vaticano?
Nel condominio Italia ci sono degli inquilini che fanno davvero parecchio casino. Abitano in un appartamentino piccolo piccolo, anche se hanno seconde e terze case sparse qua e là. Le persone che occupano quella casa non sono molte, ma abbastanza da formare diverse band che suonano a tutte le ore del giorno e della notte la stessa musica, dai testi violenti, anche verso alcuni inquilini, e dai toni cupi ed inquietanti: gli Slayer al confronto sembrano il coro dell'Antoniano! Le loro canzoni, che avendo amplificatori molto potenti sono sempre sparate a volume altissimo, creano problemi un po'a tutti, in particolare alle donne, che trovano difficoltà a fare qualunque cosa che non siano le faccende di casa. Quella del secondo piano, che ha deciso di abortire sta prendendo tutto questo particolarmente male: sta già attraversando un periodo abbastanza difficile per i fatti suoi senza la necessità di essere molestata continuamente da quel frastuono. La maggior parte delle coppie del condominio lamenta perfino problemi a fare sesso: in quelle condizioni è davvero quasi impossibile. Il signore che abita accanto a loro vorrebbe chiedere al suo compagno di trasferirsi da lui, ma non può: le band hanno minacciato di andare a suonare nella tromba delle scale, peggiorando l'inquinamento acustico, in quest'eventualità. Chi non ama quel genere ormai è frustrato al limite di esplodere: oltre a vedersi invaso e disturbato l'ambiente domestico da quello che per lui è un fracasso insopportabile, non può nemmeno vendicarsi alzando le casse al massimo e diffondendo la sua musica preferita, essendo il suo impianto molto meno potente e rischiando oltretutto di beccarsi una denuncia. Ci si aspetterebbe che, sic stantibus rebus, quest'ultima piovesse sulla testa degli inquilini inquinanti, o quantomeno l'amministratore prendesse provvedimenti, ma essendo loro fan è molto ben disposto nei loro confronti, tanto da esaudire praticamente ogni loro desiderio, non ultimo quello di aver addebitato ai condomini un impianto di amplificazione che rende le loro prove ascoltabili da tutto il palazzo come se fossero a suonare ad ogni piano. L'ultima loro pretesa è stata di obbligare de facto ogni condomino ad appendere un loro poster alle pareti, senza che ciò però fosse espressamente scritto nel regolamento condominiale. L'amministratore, manco a dirlo, l'ha trovata un'ottima idea e si è preoccupato personalmente che i cartelloni si trovassero in ogni casa. Per qualcuno questo è stato troppo: sono arrivate le denunce alla caserma Europa ed i suoi occupanti hanno fatto un sopralluogo per vedere com'era la situazione. Dapprima hanno detto che era una violazione delle regole, che ciò non stava nè in cielo nè in terra, ma hanno fatto presto a cambiare idea e decidere che non c'era niente che non andasse nell'iniziativa della band: nel regolamento condominiale la norma non era inserita, inoltre non si capiva che male potesse fare un poster appeso al muro, se non staccato ed utilizzato come oggetto contundente. Poco importano i giusti musicali di chi abita la casa, ancor meno importa se quei ragazzotti scalmanati insultano i proprietari di quell'abitazione: dato che i carabinieri han stabilito che non c'è violazione, l'amministratore ha deciso che ogni condomino deve decidere se tenersi l'effige dei suoi molestatori oppure venir sfrattato. Se voi abitaste in un condominio come questo non avreste già mandato a quel paese l'amministratore e sbattuto via i casinisti a calci nel sedere? In caso affermativo, per qual motivo abbiamo ancora in casa Berlusconi e il Vaticano?
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domenica 22 maggio 2011
Tradizionale a chi?
Spesso nel dibattito politico entra in gioco il tema del privilegiare la famiglia tradizionale rispetto alle altre, arrivando sovente addirittura a negare alle seconde ogni diritto. La famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna viene messa al primo posto con la motivazione che è giusto e naturale così perchè essa esiste da secoli, come se ciò che è tradizionale fosse buono sempre e comunque. Sarà vero tutto ciò?
Facciamo dunque un breve ripasso di cos'è stata, per secoli, una famiglia tradizionale. Il matrimonio è sempre stato una sorta di passaggio di proprietà della donna dal padre al marito, non solo in tempi antichi: :in Italia così è stato fino al secondo dopoguerra. Lo scopo dell'unione non era sancire l'esistenza di un legame tra due persone, bensì fornire all'uomo una sorta d'incubatrice ambulante per sfornare una discendenza: nel restano tracce nell'etimologia della parola, che deriva da matri munus, cioè dovere di madre. Sovente nella storia la parola "amore" col matrimonio non c'entrava un benemerito tubo, tant'è vero che il nostro passato pullula di matrimoni combinati dai familiari, di affari, riparatori e la Fortuna sola sa cos'altro. Lunghi polpettoni narrativi sono stati scritti su amori che non potevano essere riconosciuti da un contratto per il parere contrario dei genitori o perchè almeno uno degli amanti era già stato promesso altrui senza il suo consenso. Nella famiglia tradizionale la donna, in quanto proprietà del marito, non poteva uscire di casa, interessarsi di politica (in Italia fino al 1946 non aveva neanche il diritto di voto), fare la vita libera che l'altra metà del cielo fa oggi. Tutto ciò che doveva fare era badare alla casa e portare le corna. Se tradiva lui le tutele verso di lei erano quelle che erano, e comunque una donna separata non avrebbe più trovato nessun altro, mentre se lo faceva lei, magari stufa di assomigliare più ad un cervide che ad un esser umano, eran dolori di quelli seri: ricordiamo che in Italia il delitto d'onore, quello che oggi è giustamente fonte di disgusto quando giustificato dagli islamici, è stato abolito ufficialmente solo nel 1981, l'altro ieri rispetto ai tempi della storia, nonchè alla maggior parte dei Paesi cosiddetti "avanzati". Ricordiamo che era ritenuto compreso anche in questa categoria anche l'omicidio commesso anche ai danni di una figlia o di una sorella che non erano caste e pure e non seguivano queste rigide regole. Nel frattempo gli uomini potevano fare i loro porci comodi come meglio loro aggradava, magari anche picchiare la moglie e il figli, dopotutto due masconi non han mai fatto male a nessuno. Divorziare era un miraggio, poichè il matrimonio era considerato indissolubile, e comunque è sempre stato più semplice per il marito, visto che una donna non vergine non sarebbe stata più voluta da nessuno ed anzi, la mancanza di questo requisito la prima notte di nozze da parte della coniuge poteva essere motivo di ripudio.
Descrivendo quella che è sempre stata la famiglia tradizionale probabilmente molti dei moderni conservatori (scusate l'ossimoro) che non si sono ancora bevuti completamente il cervello storcerebbero il naso e la definirebbero un retaggio del passato, una barbarie, un qualcosa di fortunatamente superato e che oggi può essere considerata accettabile solo dagli integralisti musulmani (quelli cristiani invece sono un bijou...). È un dato di fatto, però, che l'ideale di famiglia che oggi propongono, in cui esiste un insieme di dinamiche fondate sulla parità, l'amore ed il rispetto reciproco, sia un'istituzione recente che per Fortuna sta gradualmente sostituendo quella millenaria, violenta e fallocentrica. I casi per i cattoconservatori sono quindi due: o sostengono il primato della tradizione e sostengono chiaramente di voler ripristinare la famiglia del passato, assumendosi il rischi di prendere tre voti in croce alle prossime politiche, oppure accettano che le cose possano cambiare, ne prendono atto e cominciano a dare diritti anche a chi ha una storia ed a chi non l'ha ancora. Alla luce di quanto detto prima, invito gli uomini e soprattutto le donne che hanno sottoscritto un contratto di matrimonio ad urlare forte e chiaro ai simpatici politici che appioppano alla loro relazione quel termine: "Tradizionale glielo dici a tua sorella!"
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sabato 21 maggio 2011
L'homo viae, gli omosessuali e il futuro negato - riflessioni sparse ma non troppo a caso
Ormai i deliri di Grillo e l'incazzatura politica generalizzata disturbano perfino la mia pennichella pomeridiana. Un paio di giorni fa ho sognato che il comico genovese aveva preso il potere e, per impedire l'arrivo delle famiglie delle badanti polacche me non scontentare la "sua" sinistra, proponeva con successo una legge per introdurre i pacs con un comma che impediva ogni riconoscimento legale per le coppie con differenza d'età maggiore di 10 anni; poiché anche nella vita reale tra me ed il mio fidanzato ne passano più del doppio, nel sogno stavo spiegando al mio segretario di sezione perché il giorno dopo avrebbe letto sui giornali che m'ero incatenata davanti alla Prefettura.
Sinceramente non mi va di sapere se nel caso quest'inquietante mondo onirico diventasse realtà farei altrettanto o no, essendo la situazione italiana già sufficientemente tragica senza portare ulteriore sfiga. Tralasciate le interpretazioni tipo Freud con divano rosso annesso e connesso, mi sono domandata se una proposta di legge del genere sarebbe stata ben accolta dall'uomo della strada e dalla casalinga di Voghera, abituati a ragionare per stereotipi e luoghi comuni e quindi a votare Pdl, Lega o, appunto, Grillo. Razionalmente la speranza è che lo spirito democratico sia compenetrato a tal punto nell'anima culturale di ciascuno di noi da non far nemmeno considerare un'ipotesi del genere a qualunque persona del mondo reale, per quanto ignorante come un tacco possa essere e per quante tonnellate di eggs and bacon sugli occhi possa avere, tuttavia alcuni eventi recenti lasciano presagire l'arrivo imminente di un'ondata di repressione verso tutto ciò che nelle relazioni affettive non è considerato "normale" dal popolo bigotto e benpensante.
Per quanto a prima vista può sembrare decisamente scollegato, deduco ciò da come in questo Paese non solo non siano concessi diritti alle relazioni degli lgbt, ma anche e soprattutto da quanto sia penetrato nel senso comune delle casalinghe d Voghera il fatto che essi debbano essere negati perchè quelle persone sono anormali, malate bisognose di cure, interessate soltanto al sesso.... meno uguali degli altri, insomma.
Siamo dietro al Kosovo quanto a diritti degli omosessuali, sì boccia la legge contro l'omofobia in un Paese in cui Amnesty International dichiara che "Le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione", volano parole di sfregio da parte del pot pourri di destri più o meno addestrati verso gli omosessuali e le loro effusioni, ogni due per tre si legge di un'aggressione ai danni di un membro della comunità lgbt in quanto tale, nessuno s'indigna e parecchi approvano: quando non c'è rabbia di fronte alla violenza, verbale o fisica che sia, verso una persona solo perché ama qualcuno che alla società bene non è gradito allora il principio che sta dietro alla legge che ho sognato è già stato abbondantemente sdoganato. Per questi signori, indipendentemente da quanto potere abbiano, dev'essere la pseudo-saggezza del "s'è sempre fatto così" a decidere se due persone hanno diritto ad innamorarsi, a scambiarsi effusioni, a costruire un progetto di vita assieme, non le due individualità che si vogliono bene. Nel sogno mi sono sentita piena di rabbia, come se uno strano demone mi avesse stuprato l'anima e strappato da essa ogni sogno, ogni desiderio, ogni speranza, poi però io mi sono svegliata. Immagino che le persone a cui questa nazione matrigna nega persino il diritto di costruire un futuro con la persona che amano e da cui sono corrisposti si sentano così ogni volta che pensano al domani. Vedo quel principio orribile di cui sopra marchiato a fuoco nel cervello dell'uomo della strada, che passa, va e si domanda perchè mai ci sia qualcuno che si preoccupa di dare una vita a quelli lì, che sono diversi, sbagliati e contro natura, quando in giro ci sono tante persone normali che non arrivano alla fine del mese. Noto le occhiate che ogni tanto qualcuno tira a me e al mio ragazzo, con l'aria di pensare: "quella è una zoccola e quell'altro c'ha dei soldi". Bene, se l'Italia non si sveglia siamo nel sacchetto della tombola da cui verranno sorteggiati i prossimi bersagli. Vedo tanta gente in giro che si disinteressa di quest'ondata di moralismo che di giorno in giorno sbatte più violentemente contro il cervello degli italiani, entrando sempre più in quelli più permeabili da questo tipo di discorsi. Questa volta non m'importa di sapere se per via della Chiesa, di Berlusconi o della sindrome della comare di paese rincoglionita da grandi fratelli e affini: vorrei solo che in Italia per quanto riguarda l'uguaglianza dei cittadini sancita dall'articolo 3 della nostra Costituzione si andasse avanti anziché tornare indietro come i gamberi. In questi casi bisognerebbe urlare ad ogni indifferente: "Idiota! Se non hai la sensibilità di soffrire davanti alle ingiustizie commesse ai danni di un tuo simile, e forse approvi anche, visto che per te l'empatia è una malattia del fegato, poniti almeno una domanda: quando avranno finito con le coppie omosessuali, quelle transessuali, quelle sadomasochiste, quelle immigrate, quelle in cui solo uno ha la cittadinanza italiana, quelle con differenza d'altezza, di religione, d'età e di so-assai-io-cosa da chi credi che andranno? Che succederebbe se, in base a quella massima che usi come oggetto contundente contro i gay, domani ti ritrovassi nella loro stessa condizione? Come recita il vecchio adagio, si sa, chi di spada ferisce di spada perisce.... Se non puoi proprio procurarti nè empatia nè cervello, controlla se in super-sconto su E-Bay trovi almeno l'acume di farti i conti in tasca, pirla!". Probabilmente bisognerebbe scrivere sotto ogni opinione che si basa sul principio "voi non siete una coppia normale, quindi fate schifo e non dovreste esistere", in particolare alle cavolate omofobe di certi politici e pseudo-opinionisti, un avvertimento bordato di nero, con un testo del genere: "discriminare la gente che si ama perchè non corrisponde ai tuoi canoni nuoce gravemente a te e a chi ti sta intorno". Non è solo il fumo a fare male, in questo Paese.
Sinceramente non mi va di sapere se nel caso quest'inquietante mondo onirico diventasse realtà farei altrettanto o no, essendo la situazione italiana già sufficientemente tragica senza portare ulteriore sfiga. Tralasciate le interpretazioni tipo Freud con divano rosso annesso e connesso, mi sono domandata se una proposta di legge del genere sarebbe stata ben accolta dall'uomo della strada e dalla casalinga di Voghera, abituati a ragionare per stereotipi e luoghi comuni e quindi a votare Pdl, Lega o, appunto, Grillo. Razionalmente la speranza è che lo spirito democratico sia compenetrato a tal punto nell'anima culturale di ciascuno di noi da non far nemmeno considerare un'ipotesi del genere a qualunque persona del mondo reale, per quanto ignorante come un tacco possa essere e per quante tonnellate di eggs and bacon sugli occhi possa avere, tuttavia alcuni eventi recenti lasciano presagire l'arrivo imminente di un'ondata di repressione verso tutto ciò che nelle relazioni affettive non è considerato "normale" dal popolo bigotto e benpensante.
Per quanto a prima vista può sembrare decisamente scollegato, deduco ciò da come in questo Paese non solo non siano concessi diritti alle relazioni degli lgbt, ma anche e soprattutto da quanto sia penetrato nel senso comune delle casalinghe d Voghera il fatto che essi debbano essere negati perchè quelle persone sono anormali, malate bisognose di cure, interessate soltanto al sesso.... meno uguali degli altri, insomma.
Siamo dietro al Kosovo quanto a diritti degli omosessuali, sì boccia la legge contro l'omofobia in un Paese in cui Amnesty International dichiara che "Le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione", volano parole di sfregio da parte del pot pourri di destri più o meno addestrati verso gli omosessuali e le loro effusioni, ogni due per tre si legge di un'aggressione ai danni di un membro della comunità lgbt in quanto tale, nessuno s'indigna e parecchi approvano: quando non c'è rabbia di fronte alla violenza, verbale o fisica che sia, verso una persona solo perché ama qualcuno che alla società bene non è gradito allora il principio che sta dietro alla legge che ho sognato è già stato abbondantemente sdoganato. Per questi signori, indipendentemente da quanto potere abbiano, dev'essere la pseudo-saggezza del "s'è sempre fatto così" a decidere se due persone hanno diritto ad innamorarsi, a scambiarsi effusioni, a costruire un progetto di vita assieme, non le due individualità che si vogliono bene. Nel sogno mi sono sentita piena di rabbia, come se uno strano demone mi avesse stuprato l'anima e strappato da essa ogni sogno, ogni desiderio, ogni speranza, poi però io mi sono svegliata. Immagino che le persone a cui questa nazione matrigna nega persino il diritto di costruire un futuro con la persona che amano e da cui sono corrisposti si sentano così ogni volta che pensano al domani. Vedo quel principio orribile di cui sopra marchiato a fuoco nel cervello dell'uomo della strada, che passa, va e si domanda perchè mai ci sia qualcuno che si preoccupa di dare una vita a quelli lì, che sono diversi, sbagliati e contro natura, quando in giro ci sono tante persone normali che non arrivano alla fine del mese. Noto le occhiate che ogni tanto qualcuno tira a me e al mio ragazzo, con l'aria di pensare: "quella è una zoccola e quell'altro c'ha dei soldi". Bene, se l'Italia non si sveglia siamo nel sacchetto della tombola da cui verranno sorteggiati i prossimi bersagli. Vedo tanta gente in giro che si disinteressa di quest'ondata di moralismo che di giorno in giorno sbatte più violentemente contro il cervello degli italiani, entrando sempre più in quelli più permeabili da questo tipo di discorsi. Questa volta non m'importa di sapere se per via della Chiesa, di Berlusconi o della sindrome della comare di paese rincoglionita da grandi fratelli e affini: vorrei solo che in Italia per quanto riguarda l'uguaglianza dei cittadini sancita dall'articolo 3 della nostra Costituzione si andasse avanti anziché tornare indietro come i gamberi. In questi casi bisognerebbe urlare ad ogni indifferente: "Idiota! Se non hai la sensibilità di soffrire davanti alle ingiustizie commesse ai danni di un tuo simile, e forse approvi anche, visto che per te l'empatia è una malattia del fegato, poniti almeno una domanda: quando avranno finito con le coppie omosessuali, quelle transessuali, quelle sadomasochiste, quelle immigrate, quelle in cui solo uno ha la cittadinanza italiana, quelle con differenza d'altezza, di religione, d'età e di so-assai-io-cosa da chi credi che andranno? Che succederebbe se, in base a quella massima che usi come oggetto contundente contro i gay, domani ti ritrovassi nella loro stessa condizione? Come recita il vecchio adagio, si sa, chi di spada ferisce di spada perisce.... Se non puoi proprio procurarti nè empatia nè cervello, controlla se in super-sconto su E-Bay trovi almeno l'acume di farti i conti in tasca, pirla!". Probabilmente bisognerebbe scrivere sotto ogni opinione che si basa sul principio "voi non siete una coppia normale, quindi fate schifo e non dovreste esistere", in particolare alle cavolate omofobe di certi politici e pseudo-opinionisti, un avvertimento bordato di nero, con un testo del genere: "discriminare la gente che si ama perchè non corrisponde ai tuoi canoni nuoce gravemente a te e a chi ti sta intorno". Non è solo il fumo a fare male, in questo Paese.
giovedì 19 maggio 2011
Delirio
Penso che molte persone della mia generazione e dintorni abbiano iniziato a "masticare" la politica ascoltando Grillo. Attira i giovani perché fa ridere, perché parla un linguaggio semplice, perché tratta solo di cose concrete e mai di ideologie o massimi sistemi che necessitano uno sforzo mentale in più per essere compresi. Dopo un attento ascolto dei suoi discorsi, a metà tra lo spettacolo e il comizio, appare chiaro, però, che la pre-politica del comico genovese non è sufficiente a formarsi un'ideologia coerente che permetta di schierarsi da qualche parte nella Politica con la P maiuscola. Lo dimostra il fatto che nel suo Movimento 5 Stelle vi sono persone dall'orientamento politico più disparato, dall'estrema sinistra all'estrema destra. Quando Grillo prende posizione su qualcosa che esuli dalla giustizia e dall'ambiente e quindi decide di correre il rischio di perdere una buona metà dei suoi elettori, assomiglia decisamente più alla Lega Nord che non ad un qualsiasi partito di sinistra: ricordiamo ad esempio le uscite sugli immigrati che non possiamo mantenere, sugli zingari che varcano i nostri sacri confini, sul sud in cui la sua formazione politica non fa presa per l'abitudine al voto di scambio e, non ultima, quella del 2006 sui Dico che avrebbero portato in Italia le famiglie delle badanti polacche. Come se tutto questo non fosse già sufficiente per far fuggire il più lontano possibile qualunque persona dotata di raziocinio e con una cultura a cui sia estraneo l'appecoronamento, le indicazioni di voto di Beppe Grillo alle ultime amministrative fanno davvero accapponare la pelle. Per una questione di principio non si è voluto alleare con nessuno, indipendentemente dalla bontà del programma elettorale, e laddove si è arrivati ai ballottaggi ha dichiarato: "Al ballottaggio i nostri elettori possono fare quello che vogliono: restare a casa oppure portare crisantemi al capezzale della politica". I partiti sono morti, è una questione di principio. Poco importa se De Magistris era uno dei suoi fino all'altro ieri, chi se ne frega che Pisapia, per quanto possa essere favorevole al cemento, ha un concetto di moralità ed un'idea di politica radicalmente innovativa rispetto alla Moratti, non interessa se questo comportamento sancirà il trionfo di una destra berlusconiana a vantaggio di candidati che, per quanto nel caso di Napoli non si possa parlare di sinistra, quantomeno hanno intenzione di portare una ventata d'aria nuova in due dei capoluoghi più destri d'Italia. Bisogna andare da soli, sempre e comunque, per partito preso (senza fare prigionieri). I partiti sono Satana, sono il male da sonfiggere e quindi ci alleiamo con loro, poi usiamo la scusa dell'"ognuno vale uno" e del "nè di destra nè di sinistra" per non andare da nessuna parte, per restare fuori, per tenersi sterili consensi e magari vendere qualche dvd: nemmeno Giannini e il suo Fronte dell'Uomo Qualunque sarebbero mai arrivati a questi livelli di qualunquismo, così come nemmeno la Lega avrebbe mai raggiunto certi livelli di leghismo.
Spero solo che i suoi elettori, buona parte dei quali di certo in buona fede, si rechino alle urne e facciano la cosa giusta, trascurando il richiamo del pastore. Se va avanti così mi sento di consigliare loro di usare l'arma che lui stesso ha portato sulla scena politica e di mandarlo a fare in culo.
mercoledì 18 maggio 2011
Non siete Sinistra voi
Per i democratici la cosiddetta sinistra radicale è ormai praticamente l'incarnazione di Satana. Noi siamo i settari, i nostalgici, i dispersori di voti, quelli che non hanno interesse a battere Berlusconi, coloro che favoriscono la dispersione dei voti a discapito del cosiddetto "voto utile". Non è difficile comprendere, però, che per una persona che abbia davvero interiorizzato un concetto di Sinistra con tutte le maiuscole del caso un voto al Partito Democratico sia utile quanto un mal di pancia il giorno del proprio compleanno. Per quanto possano dirsi "left-oriented", infatti, appare chiaro come stiano facendo l'impossibile per rinnegare le loro origini comuniste e vadano spostandosi sempre più al centro, arrivando a stringere già alle scorse amministrative in alcuni comuni alleanze con forze chiaramente di destra, forse in preparazione a ciò che avverrà a livello nazionale. Non capisco come si possa definire di sinistra un partito che quando Marchionne ha cominciato a farsi i benemeriti peni suoi sulla pelle degli operai abbia detto che va tutto bene, sostenendo questo far west liberistico che, specie per i giovani e per le donne, sta diventando un dramma ogni giorno di più. Non vedo quale sinistra possa non dire una parola sul cemento che giorno dopo giorno sta divorando la parte migliore dei nostri paesaggi, quelli che portavano turismo e che il mondo ci invidiava. Non comprendo come una sinistra degna di questo nome ritenga superfluo un esplicito riferimento alla Resistenza in tempi come questi, in cui il fascismo è stato completamente sdoganato e il nazismo lo sta seguendo a ruota, grazie a certi "simpatici" omini verdi. Mi domando come sia possibile che un partito di sinistra non riesca a raggiungere una posizione chiara su laicità, sessualità, testamento biologico e temi etici assortiti senza che si ritrovi alla porta qualche tesserato cattotalebano che asserisca che il corpo e le lenzuola degli individui appartengono a qualche Stato estero strano, ad esempio l'unica monarchia assoluta in Europa, e che quindi nelle leggi in materia va fatto come dice lui.... ma non c'è già abbastanza fascismo in Italia senza importarlo da uno Stato più piccolo del cortile della villa del Premier?
Con la sua nascita venne alla luce la speranza di molti socialdemocratici di costruire un gran partito di centrosinistra, e se solo questo smettesse di rinnegare le sue origini ed iniziasse davvero a praticare la filosofa che stava alla base forse riuscirebbe perlomeno a limitare i danni che questa destra fascista sta combinando a dritta e a manca. Il problema è che esso non lo fa, abdica alla sua missione e si sposta sempre più a destra per prendere i voti del centro, dei cattolici, dei dorotei. Non è più un Partito Democratico, se mai è un Partito Democristiano, e abbiamo già visto la DC per ben cinquant'anni: non ne possiamo più. Tutto ciò che resta di rosso, ormai, è il fuoco e le fiamme che minacciano i liberisti ed i cattolici al suo interno appena si prospetta di fare un passettino, anche minimo, verso la sinistra dove teoricamente il partito dovrebbe collocarsi.
Con la sua nascita venne alla luce la speranza di molti socialdemocratici di costruire un gran partito di centrosinistra, e se solo questo smettesse di rinnegare le sue origini ed iniziasse davvero a praticare la filosofa che stava alla base forse riuscirebbe perlomeno a limitare i danni che questa destra fascista sta combinando a dritta e a manca. Il problema è che esso non lo fa, abdica alla sua missione e si sposta sempre più a destra per prendere i voti del centro, dei cattolici, dei dorotei. Non è più un Partito Democratico, se mai è un Partito Democristiano, e abbiamo già visto la DC per ben cinquant'anni: non ne possiamo più. Tutto ciò che resta di rosso, ormai, è il fuoco e le fiamme che minacciano i liberisti ed i cattolici al suo interno appena si prospetta di fare un passettino, anche minimo, verso la sinistra dove teoricamente il partito dovrebbe collocarsi.
domenica 20 marzo 2011
Beata ingenuità
La guerra in Libia è cominciata e i soliti militaristi più o meno mascherati esultano. Non solo quelli che ne trarranno vantaggio, ma anche l'uomo della strada, plagiato dai tg e forse da qualche paraocchio di troppo. È già partita, infatti, la solita solfa del "non siamo in guerra, siamo in missione di pace". Qui la pace la si fa coi missili, che vuoi farci, vuoi lasciar trionfare il male e far morire il bene?!
Mi domando come sia possibile non accorgersi che qualcosa non va. Perchè Gheddafi ancora qualche anno fa era in Italia a spagliacciare, farsi portare le hostess a studiare il Corano ed installare tende beduine a villa Pamphili ed ora improvvisamente è diventato Belzebù in persona? Cos'è cambiato? Siamo sicuri che i bombardamenti, in cui chissà quanti civili ci lasceranno le piume, fossero l'unica soluzione? Se si volesse semplicemente levare di mezzo Gheddafi, coi servizi e servizietti segreti che sicuramente i governi hanno a disposizione, non sarebbe bastata un'azione mirata contro di lui? Se proprio si volesse esser militaristi, non sarebbe bastato dare le armi ai ribelli e che a casa loro se la vedessero loro, senza cattiveria ma piuttosto con preoccupazione di come un intervento diretto occidentale possa regalar loro, toltisi di mezzo un Gheddafi, la sua versione tirapiedi?
Tutte queste domande evidenziano vari vuoti di spiegazioni, tanti spazi anneriti che, come nel famoso gioco enigmistico, tracciano un quadro che è ben lontano dalla rassicurante immagine del conflitto fornita dai Tg: il bene trionferà, tutti vivranno felici e contenti e nel Paese scorrerà latte e miele. Anche guardando il passato, sembra più probabile che loro vogliano intervenire per assicurarsi che il dittatore sia sostituito con un altro che faccia gli affari dell'Occidente anzichè quelli del suo Paese, come per esempio qualche discendente del re, che era noto per essere un burattino i cui fili erano in mano ai Paesi interessati al petrolio. "Eh, ma sempre a pensare a 'sto petrolio!", si sente dire, come se fossimo noi a non vedere altro che quello e i governanti fossero dei Buddha illuminati che vanno al di là del desiderio materiale, ciechi quando si tratta di vedere quante guerre si sono combattute per l'oro nero, tra cui quelle in Iraq e in Afghanistan.
Rebus sic stantibus non mi stupirei se tra qualche giorno sentissi sostenere da qualche passante: "Ma no, ma cosa vuoi che vadano là per il petrolio, si sa che gli italiani sono dei cavalieri, semplicemente non vogliono che le donne libiche si facciano del male nei conflitti... si sa che tira più un pelo di mussa che un carro di buoi".
giovedì 3 marzo 2011
La comica finale
"Siamo alle comiche finali", esclamò Gianfranco Fini all'atto di fondazione del Popolo della Libertà dal predellino della sua Mercedes in piazza San Babila a Milano. Il Cavaliere, che sembrava ormai poco distante dall'essere abbandonato dai suoi alleati, in quel periodo si faceva vedere in giro con quella Brambilla che oggi definice "un cane da polpaccio" a mettere insieme il suo nuovo partito tra le risate generali, sembrava finito.
Poi Fini rientrò all'ovile e gli altri con lui (sempre che avessero mai pensato di lasciarlo), tutto tornò alla normalità.
Ora il Gianfranco non c'è più, ha fondato un partito nuovo di nome Futuro e Libertà, e anche Bossi scalpita: Berlusconi ha dovuto concedergli il federalismo fiscale per tener buono lui e i trecentomila fucili che ogni tanto minaccia di tirar fuori. La maggioranza che ha il Cavaliere alla Camera è risicata e lo scandalo che ha seguito la compravendita dei parlamentari per ottenerla ha fatto il giro d'Italia e d'Europa. La popolazione non lo tollera più: sta male, non ha lavoro, non ha una lira, la scuola è allo sfascio, la sanità non ne parliamo neanche, le donne sono offese nella dignità ogni giorno. In un Paese bigotto come l'Italia, poi, un fatto come quello del Bunga Bunga non passa certo inosservato e dà una mazzata ai consensi da parte dei cattolici. I reati che forse ha commesso nel farlo no, a quelli il suo elettorato è ormai assuefatto. Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, nessuno vuol più sentir parlare di lui, persino quel sistema che l'ha sostenuto finora. Stando a Wikileaks, anche Obama lo ritiene un pagliaccio. Persino le sue escort, da quelle con le tette a quelle senza, cominciano a parlare male di lui. Gli resta solo qualche sparuto dittatore, qualche cardinale per cui "bisogna contestualizzare" in omnia saecula saeCULOrum e qualche parlamentare a libro paga.
Il Cavaliere sembra alla frutta, se non allo spunciacaffè, e anzichè migliorare la sua posizione va peggiorandola, dalle limonate alle escort a quelle all'amico Muammar, che in Libia spara sulla folla.
L'uscita estemporanea di Lele Mora, che vorrebbe candidarsi nel PDL, e soprattutto la smentita che non è arrivata, sembra confermare quest'ipotesi.
È ovvio che il tipo, essendo processato per le bagasce che ha portato a Berlusconi, cerca di approdare in Parlamento per trovare un approdo sicuro, però lui non è la Carfagna o la Minetti: la gente sa chi è, che lavoro fa e che ha fatto. Chi, soprattutto tra i destrorsi cattolici che ancora votano PDL perchè quegli altri son peggio, arriverebbe a votare un pappone dopo aver storto il naso per la sinistra che candidava Cicciolina? Sarà un'altra emorragia di voti per il partito del Nano.
Eppure continua a vincere. Perchè continua a vincere? Perchè l'alternativa a questo sistema non ha i microfoni della TV nè leaders che raccontano favolette nè pseudocomici che attirano la gente parlando per slogan. Perchè l'alternativa è divisa per mere questioni di poltrone o poco più.
E che dire delle masse, che mettono la X sulla scheda elettorale con la pancia, facendosi trasportare, novelli Paolo e Francesca, dagli slogan, dalle favolette, dalle mode del momento e dal fascino di che va in tv e dice due cose a caso ma dette bene? Che dire di chi ha disimparato a pensare fuori dagli schemi, che accetta questo sistema iniquo perché comunque sia è così e basta oppure è sicuramente il migliore dei mondi possibili? Cosa pensare della guerra tra i poveri che si sta scatenando tra italiani ed immigrati che si scatena a più livelli? Quale futuro per i giovani, per i disoccupati, per i precari, per le donne? Cosa si può fare per la laicità dello Stato in un Paese in cui i valori cristiani sono vessilli da portare in una crociata contro i musulmani?
Anche se questa fosse la comica finale, anche se finisse Berlusconi di certo non finirà il berlusconismo.
La guerra non è ancora vinta. Non esultiamo davanti a quegli altri solo perchè si spacciano per sinistra: non lo sono. Cerchiamo piuttosto di diffondere, far conoscere, far sapere che un'alternativa a tutto questo c'è, e soprattutto unirci.
Poi Fini rientrò all'ovile e gli altri con lui (sempre che avessero mai pensato di lasciarlo), tutto tornò alla normalità.
Ora il Gianfranco non c'è più, ha fondato un partito nuovo di nome Futuro e Libertà, e anche Bossi scalpita: Berlusconi ha dovuto concedergli il federalismo fiscale per tener buono lui e i trecentomila fucili che ogni tanto minaccia di tirar fuori. La maggioranza che ha il Cavaliere alla Camera è risicata e lo scandalo che ha seguito la compravendita dei parlamentari per ottenerla ha fatto il giro d'Italia e d'Europa. La popolazione non lo tollera più: sta male, non ha lavoro, non ha una lira, la scuola è allo sfascio, la sanità non ne parliamo neanche, le donne sono offese nella dignità ogni giorno. In un Paese bigotto come l'Italia, poi, un fatto come quello del Bunga Bunga non passa certo inosservato e dà una mazzata ai consensi da parte dei cattolici. I reati che forse ha commesso nel farlo no, a quelli il suo elettorato è ormai assuefatto. Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, nessuno vuol più sentir parlare di lui, persino quel sistema che l'ha sostenuto finora. Stando a Wikileaks, anche Obama lo ritiene un pagliaccio. Persino le sue escort, da quelle con le tette a quelle senza, cominciano a parlare male di lui. Gli resta solo qualche sparuto dittatore, qualche cardinale per cui "bisogna contestualizzare" in omnia saecula saeCULOrum e qualche parlamentare a libro paga.
Il Cavaliere sembra alla frutta, se non allo spunciacaffè, e anzichè migliorare la sua posizione va peggiorandola, dalle limonate alle escort a quelle all'amico Muammar, che in Libia spara sulla folla.
L'uscita estemporanea di Lele Mora, che vorrebbe candidarsi nel PDL, e soprattutto la smentita che non è arrivata, sembra confermare quest'ipotesi.
È ovvio che il tipo, essendo processato per le bagasce che ha portato a Berlusconi, cerca di approdare in Parlamento per trovare un approdo sicuro, però lui non è la Carfagna o la Minetti: la gente sa chi è, che lavoro fa e che ha fatto. Chi, soprattutto tra i destrorsi cattolici che ancora votano PDL perchè quegli altri son peggio, arriverebbe a votare un pappone dopo aver storto il naso per la sinistra che candidava Cicciolina? Sarà un'altra emorragia di voti per il partito del Nano.
Eppure continua a vincere. Perchè continua a vincere? Perchè l'alternativa a questo sistema non ha i microfoni della TV nè leaders che raccontano favolette nè pseudocomici che attirano la gente parlando per slogan. Perchè l'alternativa è divisa per mere questioni di poltrone o poco più.
E che dire delle masse, che mettono la X sulla scheda elettorale con la pancia, facendosi trasportare, novelli Paolo e Francesca, dagli slogan, dalle favolette, dalle mode del momento e dal fascino di che va in tv e dice due cose a caso ma dette bene? Che dire di chi ha disimparato a pensare fuori dagli schemi, che accetta questo sistema iniquo perché comunque sia è così e basta oppure è sicuramente il migliore dei mondi possibili? Cosa pensare della guerra tra i poveri che si sta scatenando tra italiani ed immigrati che si scatena a più livelli? Quale futuro per i giovani, per i disoccupati, per i precari, per le donne? Cosa si può fare per la laicità dello Stato in un Paese in cui i valori cristiani sono vessilli da portare in una crociata contro i musulmani?
Anche se questa fosse la comica finale, anche se finisse Berlusconi di certo non finirà il berlusconismo.
La guerra non è ancora vinta. Non esultiamo davanti a quegli altri solo perchè si spacciano per sinistra: non lo sono. Cerchiamo piuttosto di diffondere, far conoscere, far sapere che un'alternativa a tutto questo c'è, e soprattutto unirci.
I fascisti siete voi
O il troppo pensare al figo di turno mi sta facendo perdere interi pezzi di cronaca politica italiana, compresi quelli già depositati nella memoria a lungo termine da tempo, oppure oggi Vittorio Sgarbi, già noto per fare sovente uscite "che sembrano entrate" e per aver raccolto svariate condanne per diffamazione, ha dato il meglio di sè.
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro?
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena".
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante.
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo?
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale?
In un filmato ha infatti affermato che i giudici sarebbero tutti fascisti perché intendono limitare la libertà sessuale, che è "elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista. Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi, è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli ‘fascisti’ “.
"Momento momento momento", come direbbe Peter Griffin: ma i giudici possono limitare di loro spontanea iniziativa la libertà sessuale, o qualche altra libertà, perchè si sono alzati dal letto col piede destro?
Il diritto insegna che la magistratura ha il compito di esercitare il potere giudiziario, che consiste nel fare applicare le leggi che ci sono e che, infatti, finisce davanti al giudice chi è accusato di non averle rispettate. È vero che il magistrato nel processo ha un margine di discrezionalità, tuttavia in un sistema di civil law come il nostro le norme sono principalmente scritte nero su bianco, carta canta. Chi fa queste leggi? Il Parlamento. Se un giudice scrive in una sentenza in cui viene limitata la libertà sessuale di una persona ad essere fascista non è piuttosto il Parlamento che ha approvato quella legge mettendolo nella condizione di condannare il tizio? Mi sembra più logico. Pensi che siano in vigore leggi fasciste in materia? Prenditela con chi potrebbe cambiarle e non lo fa. Come recita il vecchio adagio, "Ambasciator non porta pena".
Mettiamo pure il caso che a Sgarbilandia i giudici detengano nelle loro mani tutti i poteri dello Stato, oppure che a lezione di diritto me ne sia persa qualche pezzo perché leggere il giornale era più interessante.
Dove diavolo sarebbero questi giudici che limitano la libertà sessuale, o che intendono farlo?
L'unico nesso che mi può venire in mente in merito è il processo in cui si sospetta che il Presidente del Consiglio Berlusconi abbia pagato una minorenne per avere rapporti sessuali (prostituzione minorile, articolo 600-bis del codice penale) ed abusato dei suoi poteri per far rilasciare sotto custodia la minorenne in questione che, in prigione per furto, diversamente avrebbe potuto parlare di ciò che aveva fatto (concussione, articolo 371 del codice penale).
Che c'entra però questo con la libertà sessuale? Se mai può esserci un nesso con l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti siamo uguali di fronte alla legge e non è buona cosa se a parità di furto Ruby esce di galera e Miss XD in versione teenager rimane dentro perchè la prima ha leccato qualche paniere famoso (e non solo quello) in più, possiamo vedercene un altro con la tutela dei diritti dei minori, ma con la libertà sessuale direi che tutto questo c'entra poco, anche a giudicare da chi è l'imputato.
Berlusconi è lo stesso che sta a capo di quel partito di Governo nonché maggioritario in quel Parlamento che ha leso la libertà sessuale di tutti gli italiani. È quello che, per esempio, ha avversato la legge per le coppie di fatto, che ha fatto l'impossibile per ostacolare la RU486, che ha inserito di ruolo nella scuola degli insegnanti che per un'ora alla settimana vanno a spiegare agli studenti come devono vivere la loro sessualità,e soprattutto, colmo dei colmi, che voleva promulgare una legge contro la prostituzione.
Non dimentichiamo inoltre l'amicizia, di Berlusconi e di Sgarbi, con quei signori in gonnella rappresentanti di uno Stato Estero all'interno di Roma che pontificano tutti i giorni su cosa nel letto di casa si debba fare e di cosa no, di quali contraccettivi vanno bene e quali male, su quali preferenze siano accettabili e quali no, ed invitano i politici del nostro Paese a legiferare per impedire ciò che a loro non va bene.
Chi sarebbe a questi punti, signor Sgarbi, il fascista che vuole limitare la libertà sessuale?
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giovedì 17 febbraio 2011
Non sono io ad essere maschilista, sono loro che sono donne
Dato che siamo in un periodo in cui la dignità della donna va tanto di moda viene spontaneo, anche per una Pecora Nera come me, parlare di maschilismo. Penso che chiunque, almeno una volta nella vita, abbia sentito qualche farse del tipo: "la donna deve pensare a stare in casa e a fare figli, per il resto deve star zitta 'ché non si capisce di niente". Non è però di questo tipo di maschilismo che intendo parlare oggi, bensì di quello che si ammanta di progressismo e si cela nei discorsi della gente sedicente progressista, quelli che soglio definire "sinistri". Sappiamo già che quegli altri hanno delle posizioni che sarebbero state considerate retrograde da Dante e Petrarca, però tra loro e chi afferma che è vero che le donne devono lavorare quanto un uomo, però ciò non toglie che debbano essere le uniche a sobbarcarsi le faccende domestiche che la storia affida loro non c'è poi tutta questa differenza. Dove starebbe allora la parità? Nel fatto che uno dei due lavori otto ore al giorno e l'altra dodici o tredici ce ne vedo poca. Anche chi lotta per i diritti dell'altra metà del cielo e poi si scaglia violentemente verso minigonne, tacchi, scollature, mancanza di voglia di sposarsi e/o di sfornare figli forse non ha capito molto bene per cosa si sta battendo. Dovrebbe consultare un dizionario, forse, oppure cercare "parità" su Google (sempre che sia capace a fare un uso del computer diverso dall'ammirare qualche donna oggettificata su Youporn). Quando poi si entra nel tema delle relazioni interpersonali c'è davvero da ridere per non piangere. Abbondano le perifrasi dei sedicenti progressisti per dire che l'uomo può fare certe cose e la donna no a cui la reazione spontanea, sempre che uno non si perda per strada nei confusi meandri del ragionamento pseudologico, è della serie: "ma fare pace col cervello no?". Perché si sa, questi individui sono perché due adulti consenzienti possano vivere come gli pare, però una chiave che apre tutte le porte è un passe partotut mentre una porta che si fa aprire da tutte le chiavi non serve a niente. Dopotutto la differenza che passa tra le porte, le chiavi e le persone è così risibile che si può tranquillamente bypassare. Tanto per rendere l'idea di quanto siano fuorvianti le metafore, è assolutamente fuori luogo paragonare gli uomini pseudoprogressisti alle chiavi, visto che queste ultime hanno una testa e loro no.
Penserete che gli esempi sopra riportati sono cose di poco conto in confronto a quelle che fa il fascio che ci ritroviamo, ma finché continueremo a pensare che basti essere un pelo più in qua del fascio per rimanere nell'ambito della sinistra continueremo imperterriti a rincorrere loro a destra, anziché portare a sinistra loro, e inoltre partendo per la battaglia in esame avendo assimilato questi luoghi comuni che vedono l'altra metà del cielo non come pari ma come "diversamente uguale" finiremo per prenderci un "cappotto" che non finisce più. Non dimentichiamo che il mare è formato dalle piccole gocce e che se vogliamo distruggere certi schemi dobbiamo iniziare, se non a vivere, quantomeno a pensare all'infuori di essi.
Penserete che gli esempi sopra riportati sono cose di poco conto in confronto a quelle che fa il fascio che ci ritroviamo, ma finché continueremo a pensare che basti essere un pelo più in qua del fascio per rimanere nell'ambito della sinistra continueremo imperterriti a rincorrere loro a destra, anziché portare a sinistra loro, e inoltre partendo per la battaglia in esame avendo assimilato questi luoghi comuni che vedono l'altra metà del cielo non come pari ma come "diversamente uguale" finiremo per prenderci un "cappotto" che non finisce più. Non dimentichiamo che il mare è formato dalle piccole gocce e che se vogliamo distruggere certi schemi dobbiamo iniziare, se non a vivere, quantomeno a pensare all'infuori di essi.
domenica 13 febbraio 2011
Riprendiamoci la dignità
Oggi si manifesta per la dignità della donna. Dignità che, non è difficile vederlo, sempre più spesso viene calpestata. Lo vediamo nei media, dove il ruolo della figura femminile è nulla più di quello di soprammobile o di decorazione natalizia, messa lì per abbellire la scena senza che dia alla stessa un arricchimento contenutistico. Lo vediamo nella politica, dove gli unici modelli di donna attivista che ci viene propinato è quella dell'ex soubrette che alla fine di una lunga serie di fellatio si ritrova bell'e caldo un careghino in Parlamento. Che idee ha? Chissenefrega, basta che non contraddica mai il capo. Lo vediamo, soprattutto, nella vita quotidiana, dove lo spettacolo pensoso proposto dai media si ripete, pur nel suo piccolo, ed ha per protagoniste donne drogate di Maria de Filippi che vorrebbero fare le veline e/o accaparrare l'uomo ricco che le mantiene a vita.
Non si può lasciare che la donna, finalmente liberata dalla gabbia d'oro dell'angelo del focolare, si ritrovi soggiogata da gente che quando nell'Iperuranio facevano i corsi di dignità per le anime neonate era fuori a fumare, oppure a fare il bunga bunga dietro qualche cespuglio.
Non si può nemmeno permettere, d'altra parte, che ritornino in auge le vecchie catene che relegavano, e a volte lo fanno ancora, le donne nascoste in casa a cucinare ed a badare alla prole, oppresse dal peso di una forma adulterata della parola dignità, quella che rende feccia una donna che rifiuta l'auto castrazione della sua personalità, delle sue idee, di una parte consistente della sua vita affettiva. Che onore c'è in questo? Quanto è diverso tutto ciò da quello delle varie veline? Quali sono le garanzie di libertà in più?
Non si può permettere che nel 2011 la scelta di vita per chi nasce di sesso femminile sia tra moglie e amante, tra schiava e puttana, tra macchina da pugnette e macchina da prole. In un Paese normale essa dovrebbe essere tra la libertà e le catene, e chiunque rifiuta queste ultime dovrebbe essere la norma e non un bersaglio privilegiato per epiteti poco esornativi di tutti i tipi che equiparano il soggetto in questione alle "belle di notte", alle veline e a certi politici, come invece vorrebbero certi sedicenti benpensanti.
La "Rivoluzione della ragazza seria" non sarà fatta con le mie braccia, ma oggi penso che la piazza reclami quell'altra, quella della donna libera, e anche libertina se le pare e piace (e lo fa gratis).
Compagne, cosa aspettiamo a far vedere si cosa siamo capaci?!
Non si può lasciare che la donna, finalmente liberata dalla gabbia d'oro dell'angelo del focolare, si ritrovi soggiogata da gente che quando nell'Iperuranio facevano i corsi di dignità per le anime neonate era fuori a fumare, oppure a fare il bunga bunga dietro qualche cespuglio.
Non si può nemmeno permettere, d'altra parte, che ritornino in auge le vecchie catene che relegavano, e a volte lo fanno ancora, le donne nascoste in casa a cucinare ed a badare alla prole, oppresse dal peso di una forma adulterata della parola dignità, quella che rende feccia una donna che rifiuta l'auto castrazione della sua personalità, delle sue idee, di una parte consistente della sua vita affettiva. Che onore c'è in questo? Quanto è diverso tutto ciò da quello delle varie veline? Quali sono le garanzie di libertà in più?
Non si può permettere che nel 2011 la scelta di vita per chi nasce di sesso femminile sia tra moglie e amante, tra schiava e puttana, tra macchina da pugnette e macchina da prole. In un Paese normale essa dovrebbe essere tra la libertà e le catene, e chiunque rifiuta queste ultime dovrebbe essere la norma e non un bersaglio privilegiato per epiteti poco esornativi di tutti i tipi che equiparano il soggetto in questione alle "belle di notte", alle veline e a certi politici, come invece vorrebbero certi sedicenti benpensanti.
La "Rivoluzione della ragazza seria" non sarà fatta con le mie braccia, ma oggi penso che la piazza reclami quell'altra, quella della donna libera, e anche libertina se le pare e piace (e lo fa gratis).
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venerdì 11 febbraio 2011
Lettera ai grillini
Tratto liberamente (espanso, elaborato e ovviamente decontestualizzato) da un commento che ho scritto oggi sul World Wide Web)
Cari grillini, vi scrivo così mi distraggo un po'(e intanto mi sfogo)....
È mai possibile che tutte le volte che qualcuno sulla rete critica Grillo succeda un putiferio indicibile e il malcapitato di turno venga accusato di essere in qualche modo servo del regime o qualcosa del genere?
Possibile mai che tutti in questa Terra siano fallibili eccezion fatta per un certo comico genovese?
Ora, penso che su alcune questioni sollevate da Grillo, in particolare quelle sull'ambiente ed una consistente parte di quelle sulla giustizia e sull'editoria tutte le persone appartenenti all'ala riformista, quella vera, del Paese siano d'accordo, altre, invece, sono condivise da alcuni ma secondo altri sono perfettibili, perchè Grillo è un essere umano e in quanto tale ogni tanto gli capita pure di sbagliare. Si può far notare, ad esempio, la contrapposizione che esiste tra una proposta di legge che esclude CHIUNQUE sia condannato per QUALSIASI COSA dalla Res Publica (su cui poi si può essere d'accordo o meno) e la condanna riportata da Grillo, fatto oggettivo.
Fosse per me una persona che ha fatto quello che ha fatto Grillo potrebbe fare tranquillamente politica, è per la legge proposta da lui stesso che non la potrebbe fare, con tutto ciò che ne consegue. Si può dire che lui non ha intenzione di candidare la sua persona a qualsivoglia carica ed uscirne così, ma si può anche sostenere che se non fosse per lui il Movimento non esisterebbe e che comunque all'interno di esso il comico mio corregionale conta qualcosa (e si potrebbe anche sottolineare: " ben più di uno"....), mantenendo intatta l'incoerenza. Ognuno la pensi come vuole. Indipendentemente da ciò pensare che le persone che criticano Grillo o che invitano la gente a riflettere su determinate presunte incoerenze siano servi del regime solo perchè non condividono in toto le proposte avanzate da lui non è molto diverso dalla brutta abitudine dei berlusconiani di bollare come "comunista" chiunque critichi Silvio, da chi comunista lo è sul serio ai liberali travaglini, così come certe difese accorate a spada tratta del personaggio in questione mi ricordano vagamente: "povero Silvio, è sceso in campo e l'ha fatto per noi", con conseguente voltastomaco annesso e connesso.
Questo purtroppo succede quando a capo d'un partito (o di un Movimento) non c'è un'ideologia coerente che permea e lega insieme tutto un insieme di proposte sulla società, ma le persone: i capi forti e carismatici, i ducetti, i profeti, i castigamatti, i rinnovatori.
Non è una novità, siamo nell'era dei partiti leaderistici: PDL, IDV, adesso SEL. Voi vi siete proposti, a parole perlomeno, di essere un'altra cosa rispetto a Berlusconi, Di Pietro e Vendola: un movimento in cui ognuno vale uno per ricostruire una democrazia dal basso. Appare chiaro che con un obiettivo del genere anche un solo mostro sacro è di troppo.
Meditate, gente, meditate....
Cari grillini, vi scrivo così mi distraggo un po'(e intanto mi sfogo)....
È mai possibile che tutte le volte che qualcuno sulla rete critica Grillo succeda un putiferio indicibile e il malcapitato di turno venga accusato di essere in qualche modo servo del regime o qualcosa del genere?
Possibile mai che tutti in questa Terra siano fallibili eccezion fatta per un certo comico genovese?
Ora, penso che su alcune questioni sollevate da Grillo, in particolare quelle sull'ambiente ed una consistente parte di quelle sulla giustizia e sull'editoria tutte le persone appartenenti all'ala riformista, quella vera, del Paese siano d'accordo, altre, invece, sono condivise da alcuni ma secondo altri sono perfettibili, perchè Grillo è un essere umano e in quanto tale ogni tanto gli capita pure di sbagliare. Si può far notare, ad esempio, la contrapposizione che esiste tra una proposta di legge che esclude CHIUNQUE sia condannato per QUALSIASI COSA dalla Res Publica (su cui poi si può essere d'accordo o meno) e la condanna riportata da Grillo, fatto oggettivo.
Fosse per me una persona che ha fatto quello che ha fatto Grillo potrebbe fare tranquillamente politica, è per la legge proposta da lui stesso che non la potrebbe fare, con tutto ciò che ne consegue. Si può dire che lui non ha intenzione di candidare la sua persona a qualsivoglia carica ed uscirne così, ma si può anche sostenere che se non fosse per lui il Movimento non esisterebbe e che comunque all'interno di esso il comico mio corregionale conta qualcosa (e si potrebbe anche sottolineare: " ben più di uno"....), mantenendo intatta l'incoerenza. Ognuno la pensi come vuole. Indipendentemente da ciò pensare che le persone che criticano Grillo o che invitano la gente a riflettere su determinate presunte incoerenze siano servi del regime solo perchè non condividono in toto le proposte avanzate da lui non è molto diverso dalla brutta abitudine dei berlusconiani di bollare come "comunista" chiunque critichi Silvio, da chi comunista lo è sul serio ai liberali travaglini, così come certe difese accorate a spada tratta del personaggio in questione mi ricordano vagamente: "povero Silvio, è sceso in campo e l'ha fatto per noi", con conseguente voltastomaco annesso e connesso.
Questo purtroppo succede quando a capo d'un partito (o di un Movimento) non c'è un'ideologia coerente che permea e lega insieme tutto un insieme di proposte sulla società, ma le persone: i capi forti e carismatici, i ducetti, i profeti, i castigamatti, i rinnovatori.
Non è una novità, siamo nell'era dei partiti leaderistici: PDL, IDV, adesso SEL. Voi vi siete proposti, a parole perlomeno, di essere un'altra cosa rispetto a Berlusconi, Di Pietro e Vendola: un movimento in cui ognuno vale uno per ricostruire una democrazia dal basso. Appare chiaro che con un obiettivo del genere anche un solo mostro sacro è di troppo.
Meditate, gente, meditate....
venerdì 31 dicembre 2010
Anoressia: omologarci ci rende complici
Ho letto che pochi giorni fa è venuta a mancare la ragazza anoressica che ha posato in deshabillé per le foto di Toscani per la campagna di sensibilizzazione a questo problema, molto diffuso tra le giovanissime ed ultimamente presente anche tra i giovanissimi.
Ho letto con attenzione e con notevole arrabbiatura i commenti alla notizia, molti dei quali del tipo: "eh, ma poverine, quelle sono persone malate!", evitando accuratamente di ragionare su, e quindi di prendersela con, quel "cosa" che dà origine a questa sorta d'epidemia.
Mi sono domandata quante di quelle persone nella vita di ogni giorno vedano come idoli le modelle sulle passerelle che vestono una 38 scarsa, soprannominino "cicciona" o affini una donna perché veste una 44 e, se sono uomini, reputino una 40 già troppo formosa per i loro gusti, ed in caso affermativo come possano non sentirsi un ingranaggio di quella macchina infernale che spezza tutte quelle vite.
In quanto ex bulimica, su queste cose m'incavolo.
M'incavolo con quel sistema che manipola i modelli estetici delle masse, m'incavolo con quella tv che ha reso sinonimi l'essere sovrappeso e l'essere brutto ed inadeguato, m'incavolo con quei tg che hanno l'angolo della salute in cui si raccomanda sempre di non mangiare troppo per non rischiare l'ipertensione e mai di non farlo troppo poco per non ritrovarsela in terra, m'incavolo con chi l'applaude ed ostacola con epiteti quali "fanatici/he" o "cessi invidiosi" coloro che cercano di mettergli un freno, ma m'incavolo di più con il classico buonista dell'ultimo minuto.
Se anche tu che stai leggendo condividi link su Facebook con scritto "viva le ragazze in carne" omettendo di scrivere che per te una ragazza in carne ha la 42, se quando si parla di rischi legati al peso pensi che siano solo quelli dell'obesità e trascuri quelli legati all'eccessiva magrezza, se ti capita di benedire qualcuno appena un po'in carne con epiteti quale "ciccione obeso" e/o usi i termini che indicano eccesso ponderale come sinonimi di "cesso" o "sfigato/a", se incoraggi "per il suo bene" la tua amica di corporatura normale a mettersi a dieta perché se no il baccaglio andrà male, se ti vanti pubblicamente della tua XS e dopo aver fatto anche solo alcune di queste cose vai a commentare le campagne contro l'anoressia con affermazioni quali "sono malate", come se la colpa fosse solo loro e tu non c'entrassi niente con il loro disagio, sappi che fintanto che culli in seno quella serpe anziché schiacciarla sotto i piedi sei complice non meno di chi ti ha infilato quel rettile nella scollatura.
Una ragazza che muore da qualche parte del mondo forse ti sembra distante dalla tua realtà, pensi: "Ma quella stava a Putemburgo, che posso aver fatto di male io?", ma non tieni conto del fatto che lei era circondata da persone che agivano e la pensavano come te.
Immagina, se ti è più facile, quella tua collega o vicina di banco timida, impacciata ed insicura, sì, proprio quella che prendete tutti in giro per il suo aspetto fisico perché 'tanto lei non reagisce, quella a cui non riconoscete mai mezza attenzione se non in negativo perché è brutta e sfigata, quindi di serie B. Di certo ne avrai conosciuta almeno una. Immagina di essere lei. Immagina a come reagiresti in un ambiente dove il messaggio che passa più spesso è che più sei magra e più sei appetibile, meno mangi e più sei accettata. "Mi metto a dieta, così mi apprezzeranno e smetteranno di ignorarmi e di prendermi in giro. Ho già una taglia normale? E chi se ne frega, anzi meglio, così le altre diventeranno invidiose". Penserai che è una soluzione del kaiser, ed è vero, ma pensa di essere presa in giro dal mondo tutti i giorni, in continuazione, e di far notare invano (se non peggiorando le cose) che forse è il caso di smetterla perché questo ti sta facendo soffrire e tra persone mature e ragionevoli si può stabilire quando è troppo e trovare un accordo. Pensa che tutto ciò si vada ad assommare ad ulteriori problemi: liti in famiglia, relazioni finite male, insuccessi..... Pensa di essere disperata, di non saper più cosa fare, e di sentir aleggiare continuamente nell'aria il messaggio di cui sopra, dal microcosmo dell'ambiente in cui si lavora/studia ai cartelloni delle pubblicità, dalla favola del brutto anatroccolo alle modelle in tv. Che faresti?
Pensa a lei, al suo capo chino che entra dalla porta ogni mattina, allo sguardo triste ed apparentemente perso nel vuoto, alla sua silenziosa presenza. Pensa che, essendo immersa in questo mare di valori che tu stessa hai introiettato, lei potrebbe essere la prossima. Potresti cercarla con lo sguardo una mattina e notare lo stesso sguardo della ragazza della foto, gli stessi tratti rinsecchiti, e potrebbe fare la stessa fine.
Se non vuoi smettere di trascurare le conseguenze che l'elogio dell'eccessiva magrezza promosso dai modelli di bellezza propinatici dai media ha sulle persone perché ti reputi una donna navigata ed immune a questo genere di problemi, fallo per lei, per ripagarla delle prese in giro a suo danno di tutti questi anni. E se non vuoi farlo neanche per lei, fa' un gesto egoistico e fallo per te stessa, per non sentirti complice di quel mostro nel caso dovesse passarti vicino.
Ho letto con attenzione e con notevole arrabbiatura i commenti alla notizia, molti dei quali del tipo: "eh, ma poverine, quelle sono persone malate!", evitando accuratamente di ragionare su, e quindi di prendersela con, quel "cosa" che dà origine a questa sorta d'epidemia.
Mi sono domandata quante di quelle persone nella vita di ogni giorno vedano come idoli le modelle sulle passerelle che vestono una 38 scarsa, soprannominino "cicciona" o affini una donna perché veste una 44 e, se sono uomini, reputino una 40 già troppo formosa per i loro gusti, ed in caso affermativo come possano non sentirsi un ingranaggio di quella macchina infernale che spezza tutte quelle vite.
In quanto ex bulimica, su queste cose m'incavolo.
M'incavolo con quel sistema che manipola i modelli estetici delle masse, m'incavolo con quella tv che ha reso sinonimi l'essere sovrappeso e l'essere brutto ed inadeguato, m'incavolo con quei tg che hanno l'angolo della salute in cui si raccomanda sempre di non mangiare troppo per non rischiare l'ipertensione e mai di non farlo troppo poco per non ritrovarsela in terra, m'incavolo con chi l'applaude ed ostacola con epiteti quali "fanatici/he" o "cessi invidiosi" coloro che cercano di mettergli un freno, ma m'incavolo di più con il classico buonista dell'ultimo minuto.
Se anche tu che stai leggendo condividi link su Facebook con scritto "viva le ragazze in carne" omettendo di scrivere che per te una ragazza in carne ha la 42, se quando si parla di rischi legati al peso pensi che siano solo quelli dell'obesità e trascuri quelli legati all'eccessiva magrezza, se ti capita di benedire qualcuno appena un po'in carne con epiteti quale "ciccione obeso" e/o usi i termini che indicano eccesso ponderale come sinonimi di "cesso" o "sfigato/a", se incoraggi "per il suo bene" la tua amica di corporatura normale a mettersi a dieta perché se no il baccaglio andrà male, se ti vanti pubblicamente della tua XS e dopo aver fatto anche solo alcune di queste cose vai a commentare le campagne contro l'anoressia con affermazioni quali "sono malate", come se la colpa fosse solo loro e tu non c'entrassi niente con il loro disagio, sappi che fintanto che culli in seno quella serpe anziché schiacciarla sotto i piedi sei complice non meno di chi ti ha infilato quel rettile nella scollatura.
Una ragazza che muore da qualche parte del mondo forse ti sembra distante dalla tua realtà, pensi: "Ma quella stava a Putemburgo, che posso aver fatto di male io?", ma non tieni conto del fatto che lei era circondata da persone che agivano e la pensavano come te.
Immagina, se ti è più facile, quella tua collega o vicina di banco timida, impacciata ed insicura, sì, proprio quella che prendete tutti in giro per il suo aspetto fisico perché 'tanto lei non reagisce, quella a cui non riconoscete mai mezza attenzione se non in negativo perché è brutta e sfigata, quindi di serie B. Di certo ne avrai conosciuta almeno una. Immagina di essere lei. Immagina a come reagiresti in un ambiente dove il messaggio che passa più spesso è che più sei magra e più sei appetibile, meno mangi e più sei accettata. "Mi metto a dieta, così mi apprezzeranno e smetteranno di ignorarmi e di prendermi in giro. Ho già una taglia normale? E chi se ne frega, anzi meglio, così le altre diventeranno invidiose". Penserai che è una soluzione del kaiser, ed è vero, ma pensa di essere presa in giro dal mondo tutti i giorni, in continuazione, e di far notare invano (se non peggiorando le cose) che forse è il caso di smetterla perché questo ti sta facendo soffrire e tra persone mature e ragionevoli si può stabilire quando è troppo e trovare un accordo. Pensa che tutto ciò si vada ad assommare ad ulteriori problemi: liti in famiglia, relazioni finite male, insuccessi..... Pensa di essere disperata, di non saper più cosa fare, e di sentir aleggiare continuamente nell'aria il messaggio di cui sopra, dal microcosmo dell'ambiente in cui si lavora/studia ai cartelloni delle pubblicità, dalla favola del brutto anatroccolo alle modelle in tv. Che faresti?
Pensa a lei, al suo capo chino che entra dalla porta ogni mattina, allo sguardo triste ed apparentemente perso nel vuoto, alla sua silenziosa presenza. Pensa che, essendo immersa in questo mare di valori che tu stessa hai introiettato, lei potrebbe essere la prossima. Potresti cercarla con lo sguardo una mattina e notare lo stesso sguardo della ragazza della foto, gli stessi tratti rinsecchiti, e potrebbe fare la stessa fine.
Se non vuoi smettere di trascurare le conseguenze che l'elogio dell'eccessiva magrezza promosso dai modelli di bellezza propinatici dai media ha sulle persone perché ti reputi una donna navigata ed immune a questo genere di problemi, fallo per lei, per ripagarla delle prese in giro a suo danno di tutti questi anni. E se non vuoi farlo neanche per lei, fa' un gesto egoistico e fallo per te stessa, per non sentirti complice di quel mostro nel caso dovesse passarti vicino.
mercoledì 29 dicembre 2010
16 Ottobre: sognavo o ero desta?
Me lo ricordo bene quel 16 Ottobre con la FIOM. Me lo ricordo perché io c'ero. Mi ricordo quel viaggio interminabile con un ginocchio che mi dava noia, il cuore a pezzi e gli occhi che si chiudevano da soli, ma un partigiano ligure scrisse ai tempi della Resistenza: "Fischia il vento, infuria la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell'avvenir", e di certo a quell'epoca se la passavano decisamente peggio di noi. Non avevano internet per far girare le informazioni, non avevano un tetto stabile sopra la testa, non erano così ben nutriti ma lottavano e rischiavano la pelle per riprendersi ciò che il Ventennio aveva loro sottratto. La posta in gioco era la stessa: il futuro. Quelli ci stanno privando dei nostri diritti e delle nostre libertà, quelli ci vogliono far tornare come nel Ventennio, e noi non glielo dobbiamo permettere.
Me lo ricordo quel giorno, e sembrava che dovesse cambiare il mondo. Ricordo la piazza gremita di gente e colorata di rosso dalle bandiere, per la stragrande maggioranza della Fiom e della Federazione della sinistra, e ricordo l'emozione di averne per un attimo tenuta in mano una. Si dice che i comunisti ai giorni d'oggi fanno paura, ma non ricordo volti spaventati dalle falci e dai martelli, nemmeno fra i partecipanti che reggevano vessilli di partiti che da questi prendono le distanze. Ricordo invece, verso la fine della manifestazione, un grido che univa tutta la piazza: "SCIOPERO, SCIOPERO GENERALE!!". Ricordo, dopo quel grido, i pensieri nella metropolitana affollata per l'enorme afflusso alla manifestazione. Mi vedevo già a volantinare per lo sciopero che avrebbe dovuto essere indetto a breve: tutta quella gente lo chiedeva a gran voce, come avrebbe potuto essere diversamente?
Oggi è il 29 Dicembre ed io ricordo bene quella manifestazione, in compenso chi sta al vertice e nei palazzi sembra averla dimenticata. Dopo l'ennesimo ricatto di Marchionne, stavolta a Mirafiori (quod erat demonstandum), leggere interminabili discussioni da parte di sedicenti "sinistri" sul "se...forse...magari...ma anche no, non lo so...." sia il caso di indire uno sciopero generale provoca la voglia di mettersi a urlare: "Ma che cacchio ve ne state lì a discutere del sesso degli angeli? Ve l'ha già detto la piazza il 16 ottobre cosa vuole! Non erano dei pazzi infiltrati, erano quei lavoratori, quei pensionati e quegli studenti che dite di voler difendere! Orsù, un gruppo faccia le pratiche, un gruppo i manifesti, un altro i volantini e si parte, e che cavolo!".
Mi sembra di ricordare bene quel giorno, eppure stando così le cose forse ho ricordi confusi.
Forse dovrei chiamare i compagni che quel giorno erano a Roma e chieder loro se sono sicuri che quel giorno fossi andata con loro alla manifestazione e non fossi stata lasciata addormentata sull'autobus a sognare e tutte quelle bandiere, quella folla e quell'entusiasmo, se anche loro avevano visto le stesse cose o la voglia di cambiare il mondo s'è impossessata a tal punto di me da farmi veder doppio e scambiare per inneggi allo sciopero cori le cui parole erano in realtà: "porco, porco zio Pasquale!". Una spiegazione deve esserci. Non è possibile che ad una conclusione così logica giunga prima l'ultima arrivata di un circolo della Fed di un comune di 6000 abitanti scarsi rispetto alle alte gerarchie di partiti e sindacati, quegli stessi partiti e sindacati che avrebbero dovuto seguire con interesse ciò che succedeva quel giorno per poi agire di conseguenza. Ma loro, dal caldo dei loro salotti, hanno cancellato dalla memoria chi ha macinato chilometri per essere là fuori a gridare che non avrebbe permesso che il suo futuro ed i suoi diritti venissero portati via da questa classe dirigente, ignorando la loro missione. E se loro non ricordano (o fingono di non farlo) forse sarà meglio che noi che non ci siamo scordati tutto rinfreschiamo la memoria a questi signori e facciamo loro presente che non vogliamo stare qua buoni buoni ad aspettare che si ritorni nel Ventennio, se non nell'Ottocento, magari col loro plauso.
SCIOPERO, SCIOPERO GENERALE!!
Me lo ricordo quel giorno, e sembrava che dovesse cambiare il mondo. Ricordo la piazza gremita di gente e colorata di rosso dalle bandiere, per la stragrande maggioranza della Fiom e della Federazione della sinistra, e ricordo l'emozione di averne per un attimo tenuta in mano una. Si dice che i comunisti ai giorni d'oggi fanno paura, ma non ricordo volti spaventati dalle falci e dai martelli, nemmeno fra i partecipanti che reggevano vessilli di partiti che da questi prendono le distanze. Ricordo invece, verso la fine della manifestazione, un grido che univa tutta la piazza: "SCIOPERO, SCIOPERO GENERALE!!". Ricordo, dopo quel grido, i pensieri nella metropolitana affollata per l'enorme afflusso alla manifestazione. Mi vedevo già a volantinare per lo sciopero che avrebbe dovuto essere indetto a breve: tutta quella gente lo chiedeva a gran voce, come avrebbe potuto essere diversamente?
Oggi è il 29 Dicembre ed io ricordo bene quella manifestazione, in compenso chi sta al vertice e nei palazzi sembra averla dimenticata. Dopo l'ennesimo ricatto di Marchionne, stavolta a Mirafiori (quod erat demonstandum), leggere interminabili discussioni da parte di sedicenti "sinistri" sul "se...forse...magari...ma anche no, non lo so...." sia il caso di indire uno sciopero generale provoca la voglia di mettersi a urlare: "Ma che cacchio ve ne state lì a discutere del sesso degli angeli? Ve l'ha già detto la piazza il 16 ottobre cosa vuole! Non erano dei pazzi infiltrati, erano quei lavoratori, quei pensionati e quegli studenti che dite di voler difendere! Orsù, un gruppo faccia le pratiche, un gruppo i manifesti, un altro i volantini e si parte, e che cavolo!".
Mi sembra di ricordare bene quel giorno, eppure stando così le cose forse ho ricordi confusi.
Forse dovrei chiamare i compagni che quel giorno erano a Roma e chieder loro se sono sicuri che quel giorno fossi andata con loro alla manifestazione e non fossi stata lasciata addormentata sull'autobus a sognare e tutte quelle bandiere, quella folla e quell'entusiasmo, se anche loro avevano visto le stesse cose o la voglia di cambiare il mondo s'è impossessata a tal punto di me da farmi veder doppio e scambiare per inneggi allo sciopero cori le cui parole erano in realtà: "porco, porco zio Pasquale!". Una spiegazione deve esserci. Non è possibile che ad una conclusione così logica giunga prima l'ultima arrivata di un circolo della Fed di un comune di 6000 abitanti scarsi rispetto alle alte gerarchie di partiti e sindacati, quegli stessi partiti e sindacati che avrebbero dovuto seguire con interesse ciò che succedeva quel giorno per poi agire di conseguenza. Ma loro, dal caldo dei loro salotti, hanno cancellato dalla memoria chi ha macinato chilometri per essere là fuori a gridare che non avrebbe permesso che il suo futuro ed i suoi diritti venissero portati via da questa classe dirigente, ignorando la loro missione. E se loro non ricordano (o fingono di non farlo) forse sarà meglio che noi che non ci siamo scordati tutto rinfreschiamo la memoria a questi signori e facciamo loro presente che non vogliamo stare qua buoni buoni ad aspettare che si ritorni nel Ventennio, se non nell'Ottocento, magari col loro plauso.
SCIOPERO, SCIOPERO GENERALE!!
martedì 30 novembre 2010
Se fossi Eluana
Personalmente non credo in una vita ultraterrena, nel Paradiso, nell'Inferno, nei fantasmi. Nutro solo un po'di sano agnosticismo circa la reincarnazione. Quando ho sentito che il giorno della morte di Eluana Englaro è stata indetta una giornata cosiddetta "pro-life", però, il mio primo pensiero è stato: se fossi nei suoi panni e potessi in qualche modo vedere quello che sta succedendo su questa terra da un aldilà, o sotto forma di fantasma, senza poter fare niente, senza poter oppormi, come mi sentirei?
Ho immaginato varie volte cos'avrei potuto fare se mi vedessi negato il diritto alla pillola del giorno dopo o all'aborto o mi trovassi vittima di persecuzioni religiose e mi sono risposta sempre allo stesso modo: mi farei valere. Alzerei la voce, mi rivolgerei alle autorità ed alle associazioni che si occupano di lottare contro queste discriminazioni, scatenerei un putiferio. Forse gliene passerebbe la voglia, a quegli stronzi, di violare la legge per imporre la loro coscienza agli altri.
Se, dopo che hanno fatto di tutto in vita per passare sopra la mia volontà e le mie decisioni rifugiandosi dietro un paternalistico "è per il tuo bene", anche una volta morta mi ritrovassi ad assistere ad uno sfregio del genere, vedendo proclamare una festa nazionale il giorno della mia morte per ricordare ai loro adepti che devono continuare a fare di tutto per imporre la loro scelta agli altri, dovessi vederli lottare per tenere quelle persone in "vita" a soffrire contrariamente alla loro volontà riuniti sotto una bandiera con il mio volto ed il mio nome, la rabbia e la sofferenza sarebbero ancora di più. Non potrei fare niente, perché non sarei più in quel mondo, con due braccia, due gambe e una voce che mi permetterebbero di fare qualcosa per difendermi da questo scempio. Non potrei neanche urlare che io non volevo continuare a stare attaccata a quella macchina nell'attesa di un miracolo che non sarbbe arrivato mai, che smettano di tormentare la gente con le loro imposizioni, e che se proprio non possono farne a meno che lo facciano nel loro nome o in quello di Dio, ma non nel mio. Vorrei essere con lo schieramento opposto, quello che s'indigna di fronte a tutto questo, ad aiutarli a volantinare ed a diffondere la loro idea, vorrei essere su un palco ad una delle loro manifestazioni e gridare dentro un microfono tutta la rabbia accumulata dentro, ma non potrei farlo. Sarei del tutto inerme di fronte ai loro crocifissi ed ai loro manifesti "pro-vita". Che poi di chi difendono la vita? Quella di chi a causa di gravi incidenti o malattie incurabili si trova in una condizione in cui vorrebbe solo poter morire con dignità oppure quella di chi sguazza in quelle disgrazie, come la Chiesa che gestisce gli ospedali privati e i preti a cui si rivolgono i cari della persona in coma per pregare per lei affinché accada il miracolo?
La rabbia e la frustrazione a causa dell'impotenza mi sopraffarebbero, ne rimarrei così affranta che mi sembrerebbe di morire di nuovo.
E loro, che tanto a parole sono attenti a voler placare la sofferenza della gente, hanno speso anche solo un minuto del loro tempo a pensare a tutto ciò?
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cl,
eutanasia e testamento biologico,
politica,
religione
lunedì 29 novembre 2010
E tu da grande cosa vuoi fare?
Una cosa che mi domando spesso quando si parla del movimento grillino è quali obiettivi si ponga una volta che vi saranno le elezioni politiche nazionali. Che progetti avranno per l'economia, per la scuola, per i diritti civili?
Loro dichiarano di non essere né di destra né di sinistra, ma di essere "oltre". Ma oltre cosa? Oltre dove?
Di certi temi non se ne sente mai parlare, eppure sono un'emergenza riguardante una cospicua fetta della popolazione italiana. Qui da noi, in un Paese che il nostro sistema capitalistico presenta come parte di quel mondo occidentale che tanto esalta, abbiamo i viaggi della speranza per poter avere un figlio, grazie alla legge 40. La 194 è un miraggio in regioni come la Lombardia, parte di quel Nord che tanto lodano i leghisti, grazie alle obiezioni di coscienza. L'ora alternativa alla religione cattolica è riconosciuta come diritto ma poi non ci sono i soldi, così come per la carta igienica e il toner, mentre per il Vaticano si trovano sempre. C'è una parte della popolazione italiana che per il solo fatto di amare una persona del proprio stesso sesso non vede riconosciuti i propri diritti, e così anche persone che stanno insieme ma rifiutano di firmare un contratto di matrimonio, e ricordo che in merito Grillo si è pronunciato nel suo spettacolo "Reset": i DICO non van bene perchè se no la badante polacca dell'anziano poi eredita e si porta la famiglia polacca in Italia, e i soldi per mantenerli non ce l'abbiamo.
Il sistema, sia dal punto di vista dei diritti civili che da quello economico, sta manifestando palesemente tutte le sue contraddizioni, ma loro non le attaccano: si limitano a due temi, la giustizia e l'ambiente. Temi importantissimi, per carità, ma, soprattutto in un sistema elettorale come questo, come posso dare il voto ad un partito senza sapere a chi quel voto gioverà, se a uno di destra o uno di sinistra?
Perchè dal momento in cui tu ti presenti alle politiche hai un bel dire che i partiti sono morti: sei un partito anche tu. Dal momento in cui su quella scheda, inoltre, su certi temi devi prendere posizione: o sei di destra o sei di sinistra, o sei per il tanto a pochi o sei per un tot a tutti. Tertium non datur. Queste definizioni da loro sono considerate come "morte", "superate", roba da cui distanziarsi manco fosse Satana in persona a produrla, e questa loro concezione funge da alibi perché vadano a zig zag, per tenersi i consensi che hanno nello zig che quelli che hanno nello zag. Parlano con disgusto della vecchia repubblica e poi per tutto ciò che non riguarda la giustizia e l'ambiente seguono la peggior tradizione democristiana: né troppo contro, né troppo a favore.
È questo che capita quando a legare le persone all'interno di una formazione politica che si presenta alle elezioni (la perifrasi è d'obbligo, dato che se li definisco un partito poi si arrabbiano) non hanno un ideale che li unisce e dal quale partire per costruire una politica coerente. Raccolgono attivisti (e anche qualche arrivista, 'ché quelli sono come il prezzemolo, mettono radici ovunque) dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, e poi? Poi bisogna accontentare tutti: destri che non possono vedere il Berlusca e credono che Di Pietro sia comunista (beata ingenuità), liberali travaglini, leghisti rinsaviti, centristi, centrini, estremi sinistri senza fissa dimora, verdi, rossi, bianchi, neri, gialli (?), blu..... Come può questa gente darsi un programma comune?
Dato che si avvicina il voto di fiducia il 14 dicembre e tutto può succedere, non tanto io, quanto quel 2,8% di elettori ed attivisti collegati all'associazione ed i potenziali elettori proveniente dalle schiere di altri partiti o del Signor Astengo, che cosa Grillo, o chi per lui, ha intenzione di fare da grande, se l'astronauta, il pompiere, il comico o il politico, e nel caso fosse l'ultima se e cosa ha intenzione di fare, in modo che la gente possa decidere se restare o meno prima che sia "troppo tardi".
Loro dichiarano di non essere né di destra né di sinistra, ma di essere "oltre". Ma oltre cosa? Oltre dove?
Di certi temi non se ne sente mai parlare, eppure sono un'emergenza riguardante una cospicua fetta della popolazione italiana. Qui da noi, in un Paese che il nostro sistema capitalistico presenta come parte di quel mondo occidentale che tanto esalta, abbiamo i viaggi della speranza per poter avere un figlio, grazie alla legge 40. La 194 è un miraggio in regioni come la Lombardia, parte di quel Nord che tanto lodano i leghisti, grazie alle obiezioni di coscienza. L'ora alternativa alla religione cattolica è riconosciuta come diritto ma poi non ci sono i soldi, così come per la carta igienica e il toner, mentre per il Vaticano si trovano sempre. C'è una parte della popolazione italiana che per il solo fatto di amare una persona del proprio stesso sesso non vede riconosciuti i propri diritti, e così anche persone che stanno insieme ma rifiutano di firmare un contratto di matrimonio, e ricordo che in merito Grillo si è pronunciato nel suo spettacolo "Reset": i DICO non van bene perchè se no la badante polacca dell'anziano poi eredita e si porta la famiglia polacca in Italia, e i soldi per mantenerli non ce l'abbiamo.
Il sistema, sia dal punto di vista dei diritti civili che da quello economico, sta manifestando palesemente tutte le sue contraddizioni, ma loro non le attaccano: si limitano a due temi, la giustizia e l'ambiente. Temi importantissimi, per carità, ma, soprattutto in un sistema elettorale come questo, come posso dare il voto ad un partito senza sapere a chi quel voto gioverà, se a uno di destra o uno di sinistra?
Perchè dal momento in cui tu ti presenti alle politiche hai un bel dire che i partiti sono morti: sei un partito anche tu. Dal momento in cui su quella scheda, inoltre, su certi temi devi prendere posizione: o sei di destra o sei di sinistra, o sei per il tanto a pochi o sei per un tot a tutti. Tertium non datur. Queste definizioni da loro sono considerate come "morte", "superate", roba da cui distanziarsi manco fosse Satana in persona a produrla, e questa loro concezione funge da alibi perché vadano a zig zag, per tenersi i consensi che hanno nello zig che quelli che hanno nello zag. Parlano con disgusto della vecchia repubblica e poi per tutto ciò che non riguarda la giustizia e l'ambiente seguono la peggior tradizione democristiana: né troppo contro, né troppo a favore.
È questo che capita quando a legare le persone all'interno di una formazione politica che si presenta alle elezioni (la perifrasi è d'obbligo, dato che se li definisco un partito poi si arrabbiano) non hanno un ideale che li unisce e dal quale partire per costruire una politica coerente. Raccolgono attivisti (e anche qualche arrivista, 'ché quelli sono come il prezzemolo, mettono radici ovunque) dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, e poi? Poi bisogna accontentare tutti: destri che non possono vedere il Berlusca e credono che Di Pietro sia comunista (beata ingenuità), liberali travaglini, leghisti rinsaviti, centristi, centrini, estremi sinistri senza fissa dimora, verdi, rossi, bianchi, neri, gialli (?), blu..... Come può questa gente darsi un programma comune?
Dato che si avvicina il voto di fiducia il 14 dicembre e tutto può succedere, non tanto io, quanto quel 2,8% di elettori ed attivisti collegati all'associazione ed i potenziali elettori proveniente dalle schiere di altri partiti o del Signor Astengo, che cosa Grillo, o chi per lui, ha intenzione di fare da grande, se l'astronauta, il pompiere, il comico o il politico, e nel caso fosse l'ultima se e cosa ha intenzione di fare, in modo che la gente possa decidere se restare o meno prima che sia "troppo tardi".
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