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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)

martedì 1 giugno 2010

Obiezione!

Tanti anni fa, quando il servizio militare era obbligatorio, qualcuno si pose il problema: "Ma se una persona per motivi religiosi o filosofico-morali non volesse imbracciare le armi è giusto farglielo fare coattamente?". Fu così che nel 1972 nacque la legge Marcora, che prevedeva la possibilità dell'obiezione di coscienza. Detta in parole che anche un'ameba microcefala potrebbe comprendere facilmente: devi fare il servizio militare, se non vuoi farlo per i motivi di cui sopra fai qualcos'altro, cioè il servizio civile, che serve alla patria ugualmente ma è compatibile con le tue convinzioni morali.
Oggi entrambi questi istituti sono facoltativi, per cui chiunque sia là è volontario.
Immaginate una persona, un signor Pino qualsiasi, che fa domanda per andare nell'esercito. Si fa la sua visita, sbriga tutte le scartoffie e qualunque cosa sia necessaria. Il primo giorno di servizio arriva in caserma e dice: "Bene, signori, grazie per aver accettato la mia domanda. Ora chiedetemi di fare quello che volete: guidare qualunque veicolo, correre, partire per qualunque luogo del mondo et cetera, sappiate però che io le armi non le tocco perchè son pacifista".
Domanda: lo accompagnereste alla porta o chiamaereste il 118 perchè lo facciano loro con TSO annesso?
Ora immaginate invece il signor Pino di cui sopra sui banchi di una facoltà di medicina, specializzazione ginecologia. Studia come un dannato, s'impegna, fa tutti gli anni che deve fare, infine si laurea. Appena viene il momento di lavorare dice: "Signori, io son giovane, sono bravo ed ho voglia di lavorare. Faccio tutto quello che volete: pap test, ecografie, parti, tutto quello che il mio ruolo richiede di fare. Però l'aborto non lo faccio, perchè va contro la mia coscienza".
In quel caso non solo non verrebbe riaccompagnato alla porta, ma anzi accolto a braccia aperte e tutelato dalla legge. A dirla tutta il pazzo sarebbe quello che gli risponde: "Senti un po', la legge parlava chiaro prima che cominciassi il tuo percorso, quindi sapevi che ti sarebbe toccato anche questo. Avresti poutuo fare altre cose con lo stesso guadagno, ciononostante ti sei adoperato per arrivare qua e ora che ci sei incroci le braccia a 'sto modo?! Ma non potevi pensarci prima?!". Praticamente la stessa risposta che avrebbero dato i più al Pino in versione militare.
Come dice quel famoso comico, la domanda non è: "Chi è?"; La domanda è: "Perchè?".

2 commenti:

  1. Speriamo che il signor Pino scelga di fare qualcosa dove accetta il suo compito appieno e non in parte a seconda delle sue convinzioni personali.

    Nell'eventualità che non sia così bisogna tutelare i diritti delle persone attraverso i doveri dei lavoratori(possibilmente informandoli prima che questi intraprendano un corso di studi/carriera).

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  2. Esattamente, è un'ottima soluzione, anche se in entrambi i casi se non lo sapeva già da prima forse ha le caratterstiche mentali buone solo per andare a zappare l'argilla... in ogni caso una volta che una persona è stata formalmente informata su quali siano i suoi doveri non può più fare lo gnorri ed ogni forma di protesta postuma si rende quindi palesemente inutile.

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