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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)

lunedì 21 giugno 2010

Federalismo: come rovinare un'idea decente

I soldi sono pochi, le casse sono vuote e la manovra finanziaria taglierà le gambe a comuni e regioni.
Ciononostante, anche oggi la Lega Nord fa sentire il suo fiato sul collo del Presidente del Consiglio, che ha assoluto bisogno della legge bavaglio sulle, anzi, contro le intercettazioni e contro i giornalisti che pubblicheranno i panni sporchi della Casta.
Questo, assieme alla recente nomina di Brancher, lasciano presagire che, prima o dopo, il federalismo si farà. Con il PD o con il PDL, coi soldi o senza, con la pioggia e con il sole, nella salute e nella malattia finchè morte (politica) non ci separi.
Bene, cosa ci aspetta? 
Il federalismo fiscale, già legge dal 2009, prevede sostanzialmente che le tasse vengano prese a livello locale, anzichè a livello nazionale, cosicchè, dicono le camicie verdi in quei di Pontida, non ci sia lo Stato che prende i soldi e non dà infrastrutture. Facendo così, quindi, le regioni darebbero ai cittadini ciò di cui hanno bisogno e verrebbe garantita una maggiore responsabilizzazione delle risorse: questi sono i soldi, ci sono queste necessità, non sprecate.
Così, a prima vista, chi non si direbbe d'accordo?!
Effettivamente l'idea non è male, però mi domando innanzitutto come pensano di fare a renderlo legge in sette anni se vanno avanti a tagliare proprio sugli enti locali utili (comuni e regioni) e lasciare quelli inutili (province), e in secondo luogo come pensano, in concreto, di gestire la situazione.
Lasciando sempre la solita gente che ha già dimostrato di fare clientelismi e di non sapere amministrare manco la paghetta settimanale, per esempio spendendo soldi per ambulanze con apparecchiature all'avanguardia ma senza medici o finanziando associazioni fantasma, come si può pensare che questi setteranno di sperperare e cominceranno a preoccuparsi dei cittadini, anzichè favorire gli amici.
E con l'evasione fiscale come la mettiamo? Già oggi suona strano che un quarto degli italiani si dichiara nullatenente e tra essi alcuni vivono addirittura in villa e girano con l'elicottero, cos'accadrà quando la riscossione avverrà sul territorio da parte di gente che è più facile conoscere e con cui è più semplice mettersi d'accordo? Il loro senso della politica sarà più forte delle loro conoscenze?
Inoltre, nelle regioni in mano alla malavita, ci saranno più garanzie che la cassa non venga gestita da gente in mano alla criminalità organizzata o con essa venga finanziata?
Se così non fosse, infatti, alla fine come al solito a pagarne le conseguenze saremmo noi poveracci, strozzati dalle tasse e con servizi che lasciano molto a desiderare, mentre gli amici degli amici nullatenenti scorrazzano con la mercedes pagata coi soldi nostri.
Mi domando quanto ci metterà la Lega, visto che ogni tanto queste polemiche saltano fuori, a pretendere anche dei concorsi regionali con regole scelte dalla regione, possibilmente con esame di dialetto incorporato (magari da insegnare con corsi pagati dalla regione, cioè noi) anche in posti come il mio, dove ormai tra i giovani a parlarlo siamo rimasti in quattro gatti. Sarà fantastico quando ci ritroveremo funzionari pubblici che sanno fare meglio i politici che il loro mestiere e ovviamente si comporteranno di conseguenza: niente più 194 negli ospedali, scuola politicizzata al massimo, servizi inefficenti.... ma tutti parleranno un dialetto perfetto. Evviva!
Immaginando un'idea così bella in potenza storpiata in modo indecente dal legoberlusconismo e dalla sua filosofia, io spero solo una cosa: se col federalismo la differenza più rilevante con la vecchia politica sarà che in politica per avere una "carega" su cui sedersi bisognerà darla al presidente della regione anzichè a quello del consiglio, che mi sia concesso asilo politico in Piemonte.

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