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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)

sabato 10 settembre 2011

Ma dove sta la verità?

Ricordo chiaramente dov'ero l'11 Settembre 2001, ma non perché di fronte all'attacco alle Twin Towers avessi provato qualche emozione particolare: non ci ho capito un cazzo, avevo 12 anni. A quell'età il massimo dei problemi che una persona può porsi di fronte a qualcosa che non la tange direttamente è chiedersi perché e per come c'è il TG anziché Yu Yu Hakusho.
Sono passati dieci anni e, leggendo e informandomi, ho capito che non sono stata l'unica a non averci capito un cazzo.
Troppe domande sono rimaste senza risposta, troppe cose non quadrano.
Alcuni architetti e ingegneri, compreso chi ha progettato i sistemi elettrici del WTC (e che quindi aveva accesso ai progetti), sollevano dubbi sulla versione ufficiale. Secondo loro, gli aerei e il carburante da soli non sarebbero stati sufficienti a far crollare le Torri.
Altri aggiungono, inoltre, che il calore emanato dall'incendio del combustibile non sarebbe stato sufficiente, da solo, a liquefare il metallo, oppure avrebbero potuto farlo soltanto localmente.
In molti si chiedono come sia possibile che quattro aerei dirottati abbiano potuto scorrazzare liberamente nello spazio aereo americano senza che i sistemi di difesa si accorgessero di nulla: dopotutto stiamo parlando di una nazione tecnologicamente avanzata, dotata di servizi segreti coi controcazzi e considerata da molti gruppi, non solo terroristici, il male in persona. Possibile che non se l'aspettassero?
E che dire dei piloti? Chi li aveva addestrati a compiere manovre come quelle necessarie al raggiungimento dell'obiettivo?
Dubbi ancora più ampi si pongono di fronte all'attacco al Pentagono, i cui danni sarebbero troppo limitati per essere ricondotti all'impatto con un aereo di linea, e sulla torre 7, crollata senza aver subito alcun impatto.
È difficile pensare come uno Stato abbia potuto lasciar accadere, o addirittura supportare, un atto che mettesse a rischi cittadini innocenti, tuttavia da un guerrafondaio come colui che governava a quei tempi, che ha scatenato in tempi più recenti una guerra portando come alibi armi di distruzione di massa inesistenti, non si sa davvero cosa aspettarsi. Non dimentichiamo che quando il popolo ha paura l'autorità governa meglio ed ha la possibilità d'imporre quasi ad libitum il suo controllo sui cittadini ottenendo poca resistenza da parte dell'opinione pubblica.
I debunker e i sostenitori della versione ufficiale portano numerosi esperti a sostegno delle loro teorie, tuttavia stavolta non è come succede con altre teorie complottiste, delle quali gli unici promotori sono laureati che però hanno studiato tutt'altro: vi sono "addetti ai lavori" di varia natura che si sono collocati di qua ed altri che si sono collocati di là.
Al cittadino medio, che competente non è, lette le argomentazioni pro e quelle contro, non resta che ragionare sulle stesse basandosi sull'osservazione logica della situazione politica di quei tempi e trarre le sue personali conclusioni. Queste ultime finiscono, però, per collocarsi nel magico mondo delle opinioni più che in quello dei fatti accertati, proprio perchè di questi ultimi in questa storia sembrano essercene ben pochi.
A quasi dieci anni di distanza dal disasto mi domando se, prima o poi, almeno noi che a quell'epoca eravamo "mattettucci" scopriremo mai come sono andate realmente le cose o su questa vicenda resterà un punto interrogativo ad imperitura memoria.
Nel frattempo, esprimo il mio cordoglio per la mortedi così tante persone innocenti: l'unca certezza in tutta questa faccenda sembra essere che, di chiunque sia la colpa, gli unici ad andarci di mezzo nell'ostilità tra i governanti siano sempre e solo gli innocenti.

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