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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)

domenica 20 marzo 2011

Beata ingenuità

La guerra in Libia è cominciata e i soliti militaristi più o meno mascherati esultano. Non solo quelli che ne trarranno vantaggio, ma anche l'uomo della strada, plagiato dai tg e forse da qualche paraocchio di troppo. È già partita, infatti, la solita solfa del "non siamo in guerra, siamo in missione di pace". Qui la pace la si fa coi missili, che vuoi farci, vuoi lasciar trionfare il male e far morire il bene?!
Mi domando come sia possibile non accorgersi che qualcosa non va. Perchè Gheddafi ancora qualche anno fa era in Italia a spagliacciare, farsi portare le hostess a studiare il Corano ed installare tende beduine a villa Pamphili ed ora improvvisamente è diventato Belzebù in persona? Cos'è cambiato? Siamo sicuri che i bombardamenti, in cui chissà quanti civili ci lasceranno le piume, fossero l'unica soluzione? Se si volesse semplicemente levare di mezzo Gheddafi, coi servizi e servizietti segreti che sicuramente i governi hanno a disposizione, non sarebbe bastata un'azione mirata contro di lui? Se proprio si volesse esser militaristi, non sarebbe bastato dare le armi ai ribelli e che a casa loro se la vedessero loro, senza cattiveria ma piuttosto con preoccupazione di come un intervento diretto occidentale possa regalar loro, toltisi di mezzo un Gheddafi, la sua versione tirapiedi?
Tutte queste domande evidenziano vari vuoti di spiegazioni, tanti spazi anneriti che, come nel famoso gioco enigmistico, tracciano un quadro che è ben lontano dalla rassicurante immagine del conflitto fornita dai Tg: il bene trionferà, tutti vivranno felici e contenti e nel Paese scorrerà latte e miele. Anche guardando il passato, sembra più probabile che loro vogliano intervenire per assicurarsi che il dittatore sia sostituito con un altro che faccia gli affari dell'Occidente anzichè quelli del suo Paese, come per esempio qualche discendente del re, che era noto per essere un burattino i cui fili erano in mano ai Paesi interessati al petrolio. "Eh, ma sempre a pensare a 'sto petrolio!", si sente dire, come se fossimo noi a non vedere altro che quello e i governanti fossero dei Buddha illuminati che vanno al di là del desiderio materiale, ciechi quando si tratta di vedere quante guerre si sono combattute per l'oro nero, tra cui quelle in Iraq e in Afghanistan.
Rebus sic stantibus non mi stupirei se tra qualche giorno sentissi sostenere da qualche passante: "Ma no, ma cosa vuoi che vadano là per il petrolio, si sa che gli italiani sono dei cavalieri, semplicemente non vogliono che le donne libiche si facciano del male nei conflitti... si sa che tira più un pelo di mussa che un carro di buoi".

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