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COMPAGNE E COMPAGNI,
PURTROPPO È UNA VITA CHE NON SCRIVO, MA SONO ALLE PRESE CON ESAMI E COMPITINI COME SE PIOVESSE, OLTRE CHE CON ALTRI IMPEGNI DI VARIO GENERE... HO IN CANTIERE L'ARTICOLO SULLA PORNOGRAFIA PER DONNE E DEVO RIVOLUZIONARE LA GRAFICA DEL BLOG, QUINDI A BREVE RITORNERÒ "PIÙ BELLA E PIÙ POSSENTE CHE PRIA".... SALUTI :)

mercoledì 23 giugno 2010

La Padania è viva (e lotta insieme agli altri)

Una settimana fa una commissione di geografi, in un periodo in cui la Lega Nord fa molto parlare di sè, ha dato loro una brutta notizia: "La Padania, come spazio etno-culturale omogeneo non esiste" [...] ", e l'inesistenza di una nazione padana sarebbe "ancora più evidente", visto che il Nord Italia "è fatto di sistemi territoriali e urbani di varie dimensioni e vocazioni che testimoniano modi di regolazione socio-politica profondamente diversi, quando non divergenti". Basterebbe sapere un po'la storia, prima ancora che la geografia, per accorgersene, viste e considerate le diverse realtà storiche e dominazioni che ha vissuto ciascuno degli staterelli in cui era divisa la nostra penisola.
Come se questo scacco non bastasse, il Presidente della Camera Fini, oltre a ribadire il su citato concetto, rincara la dose: "O si è italiani o non si ha altra identità che non sia assolutamente localizzata"[...]"Le sortite della Lega che cita la Padania e ironizza sull'inno sono propagandistiche", tuttavia bisogna "contrastare in modo molto netto queste intenzioni perché il vero pericolo è che la coesione nazionale rischia di affievolirsi".
Ovviamente la reazione d'Oltrepo non s'è fatta attendere: chi solitamente le dà a tutti è difficile che stia lì a prenderle. Tra le varie repliche quelle che mi hanno fatta riflettere di più sono quella del Senatùr Umberto Bossi, che sostiene che la Padania esiste perchè "ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi" (probabilmente ha letto uno zero in più, abbiate pietà di lui", e quella del presidente del Piemonte Roberto Cota, che sostiene che "Fini può dire quello che vuole, ma la Padania esiste. È sempre esistita nella storia; esiste nella realtà socio-economica e la controprova sono i nostri consensi, che aumentano sempre di più".
Entrambe queste dichiarazioni metono in evidenza una cosa: qualunque cosa dica Fini e dimostrino i geografi, la Padania esiste nella mente di molte persone. E queste, visti e considerati il 10,2% delle europee 2009 e l'ascesa di ben due governatori leghisti alle scorse regionali, anche se non saranno 10 milioni sono una cospicua fetta di popolazione. È la stessa cosa delle religioni: nenache del dio cattolico ci sono prove e molte persone, compresa me medesima, sono assolutamente convinte che esista quanto Zeus e Pallade Atena, tuttavia c'è gente che in questo dio ci crede, e nel suo nome vogliono imporre una morale medioevale ed incompatibile con lo Stato moderno sulla base di questo mito.
Come per la laicità dello Stato si deve fare i conti con le varie divinità per discutere con chi ci crede, così la Padania si para davanti alla nostra strada ogni volta che qualche signore in camicia verde parla di secessione, di nord libero, di terroni che puzzano e di immigrati che stuprano le mogli degli italiani. Sarà un caso che quella Lega che si fonda su ciò che ormai è bollato come mito dagli esperti abbia un pantheon così ampio da andare dal dio cattolico al Po ed alle varie divinità celtiche, e indossa il dio più adatto a seconda delle occasioni?
Ha ragione il buon Fini quando dice di non sottovalutare le loro goliardate ben oltre il limite del ridicolo, mi duole ammetterlo. Sarebbe bello che in realtà esasperassero la loro ideologia solo per attirare l'attenzione, in realtà la loro mentalità è davvero così rozza, medievale e barbarica da voler azzerare i diritti di chiunque sia diverso in nome della tutela della Padania ed in vista di una possiile scissione del nord.
Dobbiamo stare sempre attenti e vigli,e non relegare le loro scempiaggini filonaziste nel cassetto del folklore e lasciarle lì, ma reagire con fermezza per dissociarsene, senza il sorriso sulle labbra. Perchè la padania è viva e, ahimè, lotta insieme agli altri.

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